Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy
Bambini per sempre
Mario Antonelli · 13 aprile 2024
Da dove nasce questo testo
Questo articolo nasce dalla puntata 8 “Bambini per sempre” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.
L'articolo in breve
Introduzione
Una gara di palline colorate può bastare per sorridere. Essere adulti non ci chiede di rinunciare al gioco, né di trovare un’utilità a ogni minuto.
Casistica quotidiana
Il problema, se così possiamo chiamarlo, arriva quando cerchiamo una ragione abbastanza seria per esserci divertiti.
Riflessione e approfondimento
Però possiamo evitare di aggiungere un’altra rinuncia alla fatica: quella di sorridere per qualcosa che non conta niente.
Soluzioni e morale
Per oggi, concediti un momento piccolo e gratuito, qualcosa che ti faccia sorridere.
L'articolo completo
Riesci a guardare una gara di palline colorate senza sceglierne una? Io faccio fatica. Mi basta vedere la gialla e la verde sulla linea di partenza e sono già coinvolto.
Sì, stiamo parlando di palline. Nessun equivoco.
Sono quei video in cui le vedi tutte in fila, pronte a scendere lungo un percorso. Poi partono. Curve, ostacoli, sorpassi. Sembrano automobili di Formula 1, solo che io sono lì a fare il tifo per una pallina gialla. Oppure verde, dipende da quale ho scelto prima del via.
Una passa avanti, un’altra rallenta. Arrivano la prima, la seconda, la terza. E per quei due minuti io le seguo come se potessi dare una mano. Un piccolo sforzo da parte mia e magari quella curva viene meglio. Una collaborazione piuttosto improbabile, lo riconosco.
Ma mi diverto. E non mi dispiace affatto dirlo.
Il problema, se così possiamo chiamarlo, arriva quando cerchiamo una ragione abbastanza seria per esserci divertiti. Che cosa mi ha lasciato? A che cosa è servito? Ho almeno imparato qualcosa?
In questo caso, no. Ho guardato delle palline scendere. Ne ho scelta una. Ho sorriso.
Possiamo anche fermarci qui, senza preparare una difesa.
Siamo abituati a chiedere utilità al tempo che abbiamo. Così può capitare che anche un momento di gioco debba presentarsi con una buona giustificazione. Come se divertirsi, da solo, non fosse abbastanza.
E invece quella parte bambina che ci portiamo dentro sa ancora lasciarsi prendere da una cosa semplice. Non pretende un risultato. Le basta partecipare al gioco, emozionarsi un poco, seguire una pallina fino in fondo al percorso.
Diventare adulti non dovrebbe significare metterla a tacere.
Lo so, essere adulti pesa. Ci sono difficoltà che restano esattamente dove sono anche dopo una gara colorata. Non voglio far passare due minuti di divertimento per una soluzione. Non lo sono.
Però possiamo evitare di aggiungere un’altra rinuncia alla fatica: quella di sorridere per qualcosa che non conta niente. Possiamo prendere sul serio ciò che ci riguarda senza dover diventare seri anche davanti a una pallina verde.
Le due cose possono stare insieme. La responsabilità e il gioco. La fatica e un momento piacevole. Non dobbiamo scegliere da che parte stare.
A quella parte bambina non serve un programma. Serve un po’ di spazio. E se oggi facciamo fatica a lasciarglielo, non c’è bisogno di rimproverarci. Ci mancherebbe anche l’esame di divertimento, con me interrogato sulle discese delle palline.
Giocare ha a che fare anche con la possibilità di creare. Conservare la capacità di giocare significa tenere aperta anche quella possibilità. Ma lasciamola lì, senza usarla subito come giustificazione. Non dobbiamo creare qualcosa, dopo, per dimostrare che quel tempo è stato speso bene.
Il sorriso può bastare. È già un segno che sappiamo ancora stare in un gioco, senza chiedergli altro.
Come si vede nella vita di tutti i giorni
Tuo figlio ti chiede di giocare e tu rispondi «dopo», con il telefono in mano. Il dopo, spesso, non arriva.
Una pozzanghera sul marciapiede. Da bambino ci saltavi dentro. Oggi la giri intorno pensando alle scarpe.
Una serata a carte con gli amici, e per due ore nessuno controlla l'orologio. Ecco, quella parte bambina è ancora lì.
Prova a chiederti
Quando è stata l'ultima volta che ho fatto qualcosa solo perché mi divertiva?
Che cosa mi faceva ridere da bambino, e che oggi non mi concedo più?
Di questo parlo nella puntata del podcast: se ti va, puoi ascoltarla. Per oggi, concediti un momento piccolo e gratuito, qualcosa che ti faccia sorridere. Anche una gara di palline. Scegline una prima della partenza e guarda come va. Io sono ancora indeciso tra la gialla e la verde.
Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete
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