Scuola e crescita personale · 8 luglio 2024
La motivazione non arriva: si costruisce
Da dove nasce questo testo
Testo originale di Mario Antonelli, scritto per marioantonelli.it. Questo concetto è già espresso dall'autore nel paragrafo 17 “Ma quali carboni ardenti?” del libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze (Parte II – Guida antiminchiolanza), riproposto nell'articolo Ma quali carboni ardenti? Il coraggio si misura il lunedì mattina e nella puntata 27 “Le azioni esprimono le priorità” del podcast You Leader Easy, riproposto nell'articolo Le azioni esprimono le priorità.
L'articolo in breve
Introduzione
La motivazione spesso arriva dopo il primo gesto, non prima. Dieci minuti possono rendere più facile cominciare, senza confondere la voglia di rimandare con il bisogno di riposo.
Casistica quotidiana
Significa soltanto che aspettare la motivazione può tenerci fermi, mentre un gesto piccolo le lascia almeno lo spazio per arrivare.
Riflessione e approfondimento
La differenza sembra piccola, ma cambia ciò che chiedi a te stesso: non uno stato d'animo da far comparire, bensì un gesto da fare.
Soluzioni e morale
Puoi chiederti: ho bisogno di riposare, oppure sto aspettando che cominciare non mi costi più niente?
L'articolo completo
Stai aspettando che ti torni la voglia per ricominciare?
È una frase che ho sentito tante volte: «Quando mi torna la voglia, ricomincio». Ha qualcosa di rassicurante. Non stai rinunciando, almeno nelle intenzioni. Hai soltanto rimandato l'inizio a un momento in cui dovrebbe pesarti meno.
Il problema è quel «quando». Non ha un orario, non prende appuntamenti. E la voglia, purtroppo, non suona il campanello per avvisarti che è arrivata e puoi finalmente metterti al lavoro.
Così rischiamo di restare in attesa. Non perché quello che abbiamo da fare non conti. Ma perché ci sembra ragionevole partire quando ci sentiremo pronti. Prima la spinta, poi il gesto. Solo che, nella maggior parte dei casi, funziona al contrario.
Prima fai un pezzetto
La motivazione spesso è una conseguenza dell'azione, non la sua premessa. Ti siedi, apri quello su cui devi lavorare o studiare, cominci. Magari fai dieci minuti brutti. Di quelli che non metteresti certo in mostra.
Sono comunque dieci minuti fatti. E mentre fai, può succedere che la testa entri dentro quello che hai davanti. Prima eri lì a discutere con l'idea di cominciare. Adesso hai cominciato, e continuare può diventare meno faticoso.
Non significa che ogni partenza porti con sé una gran voglia. Non c'è bisogno di prometterselo. Significa soltanto che aspettare la motivazione può tenerci fermi, mentre un gesto piccolo le lascia almeno lo spazio per arrivare.
Prendi lo studio. Se ti dici che devi studiare due ore, hai davanti due ore intere ancora da affrontare. Ma il primo ostacolo, spesso, non è restare lì per tutto quel tempo. È sederti e iniziare.
Allora puoi cambiare la promessa: dieci minuti. Solo quelli.
Non due ore travestite da dieci minuti. Non un piccolo imbroglio ai tuoi danni. Un impegno limitato, che puoi prendere anche senza sentirti particolarmente motivato. Per quei dieci minuti non devi risolvere tutto. Devi soltanto fare un pezzo.
Spesso poi vai avanti. La parte più difficile era la partenza, e adesso è alle spalle. Se invece ti fermi, quei dieci minuti non diventano inutili: hai comunque smesso di aspettare e hai fatto qualcosa.
È questo il punto: non serve sentirsi motivati per iniziare. Iniziare può aiutarti a trovare la motivazione. La differenza sembra piccola, ma cambia ciò che chiedi a te stesso: non uno stato d'animo da far comparire, bensì un gesto da fare.
E se oggi sei davvero stanco?
Capita di non farcela. Sarebbe poco onesto liquidare anche questo con un invito a cominciare. La stanchezza vera chiede riposo, non una discussione in cui devi dimostrare di avere abbastanza volontà.
C'è però anche la fuga. Quel rimandare che cerca un'altra scusa per non affrontare la partenza. Da fuori possono assomigliarsi. Per distinguerle serve guardarsi con onestà, senza trasformare ogni esitazione in una colpa.
Puoi chiederti: ho bisogno di riposare, oppure sto aspettando che cominciare non mi costi più niente? Non è un interrogatorio. È un modo per capire che cosa ti serve adesso. E si impara, senza farsi la predica.
Come si vede nella vita di tutti i giorni
Lo vedi quando rimandi l'allenamento da una settimana, in attesa della sera giusta. Quando apri il libro, leggi due pagine e la voglia arriva mentre leggi, non prima. Quando aspetti di essere dell'umore giusto per fare quella telefonata, e l'umore non arriva mai.
Prova a chiederti
Che cosa sto aspettando che mi torni, prima di cominciare? Qual è il pezzetto da dieci minuti che posso fare anche senza voglia?
Per oggi resta su una cosa piccola. Se riconosci la stanchezza, concediti riposo. Se riconosci l'attesa della voglia, siediti, apri e fai dieci minuti. Anche brutti. Poi guarda come va.
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