Mario Antonelli

Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy

L'arte del rimandare

Mario Antonelli · 26 aprile 2024

Da dove nasce questo testo

Questo articolo nasce dalla puntata 9 “L'arte del rimandare” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.

L'articolo in breve

  • Introduzione

    Fermarsi d’estate o rimandare tutto a settembre? Tra il bisogno di una pausa e ciò che possiamo ancora coltivare, c’è spazio per una scelta piccola e concreta.

  • Casistica quotidiana

    Se cominci a settembre, quel tempo non glielo puoi restituire solo perché sei tornato e hai ripreso a lavorare.

  • Riflessione e approfondimento

    È un modo per guardare oltre la fatica del momento e ricordarci che stiamo preparando qualcosa.

  • Soluzioni e morale

    Puoi ascoltarla pensando alla tua attività, senza dover scegliere da che parte stare tra chi si ferma e chi continua.

L'articolo completo

«Che faccio, tiro i remi in barca e ci penso a settembre?»

Se hai un’attività, forse questa domanda te la sei fatta. L’estate arriva, il caldo si fa sentire e le vacanze hanno argomenti piuttosto convincenti. Il rilancio può aspettare. O almeno, detto così, sembra ragionevole.

E in parte può esserlo. Il bisogno di fermarti non è una colpa da giustificare. Ma tra prendere una pausa e spostare ogni cosa a settembre c’è una differenza. È lì che vorrei fermarmi un momento con te.

Ho registrato questa puntata in una giornata bollente dell’estate 2023. Dicevano che sarebbe stata ricordata come l’estate più calda. Lo avevamo sentito anche per quella prima. E per quella prima ancora. Ormai anche il caldo sembra tenere parecchio ai suoi primati.

La domanda, però, resta la stessa: lascio tutto a dopo le vacanze oppure c’è qualcosa che posso continuare a curare adesso?

Jim Rohn suggeriva di coltivare e seminare anche quando fa molto caldo. Mentre molti si fermano, puoi preparare ciò che raccoglierai più avanti. Nella sua immagine, insieme ai frutti, ci sono anche gli ori.

Io non ci leggerei una promessa di guadagno. Nessuna garanzia da mettere in tasca insieme alle chiavi. Ci vedo piuttosto un invito a considerare il tempo che passa tra la semina e il raccolto.

Quello che cominci oggi ha davanti un tempo per crescere. Se cominci a settembre, quel tempo non glielo puoi restituire solo perché sei tornato e hai ripreso a lavorare. Il vantaggio è questo: aver iniziato a coltivare mentre altri si fermavano. Non aver trovato una scorciatoia.

Attenzione, però. Da qui a dividere le persone tra chi rimanda e chi ha capito tutto, il passo è breve. E a me questa divisione convince poco.

Lavorare d’estate non significa aver capito tutto. Fermarsi non significa aver sbagliato. La scelta difficile è più concreta: che cosa posso lasciare in pausa? E che cosa merita ancora un po’ di cura?

Possiamo farcela, questa domanda, senza rimproverarci. E senza attribuire a settembre poteri speciali. Sul calendario viene dopo agosto. Da solo, non risolve quello che gli affidiamo.

D’estate io dico: lavorate perché il prossimo Natale sia il più bello della vostra vita. Non è una previsione, naturalmente. È un modo per guardare oltre la fatica del momento e ricordarci che stiamo preparando qualcosa.

Poi, per essere sincero, al Natale successivo comincio a pensare già il 27 dicembre. Le feste sono ancora in corso e io, almeno con il pensiero, sono già alla semina dopo. Sul portarmi avanti non mi risparmio.

Ma il punto non è occupare con il lavoro ogni spazio libero. È distinguere una pausa da un rinvio e accorgerci di ciò che stiamo lasciando in attesa.

Come si vede nella vita di tutti i giorni

A giugno scrivi sul post-it: «Sistemare il sito». Lo ritrovi a ottobre, un po' sbiadito, nello stesso punto.

Un cliente ti chiede un preventivo a luglio e tu rispondi «ne parliamo a settembre». A settembre ha già scelto un altro.

C'è anche chi si ferma davvero, si riposa, e torna con le idee chiare. Quella è una pausa, non un rinvio.

Prova a chiederti

Quello che sto spostando a dopo, lo sto rimandando o mi sto riposando?

Quale piccolo pezzo potrei fare adesso, per trovarmelo già fatto dopo?

Nella puntata trovi questo ragionamento. Puoi ascoltarla pensando alla tua attività, senza dover scegliere da che parte stare tra chi si ferma e chi continua.

Poi, oggi, apri l’agenda della prossima settimana. Cerca una sola cosa che hai rimandato a dopo le vacanze. Guarda se puoi anticiparne un pezzetto. Non tutto il rilancio: quel pezzetto.

Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete

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