Mario Antonelli

Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy

Il successo grazie all'impercettibile

Mario Antonelli · 13 novembre 2024

Da dove nasce questo testo

Questo articolo nasce dalla puntata 25 “Il successo grazie all'impercettibile” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.

L'articolo in breve

  • Introduzione

    Dietro una coppa o una medaglia c’è una preparazione che non si vede. Il successo nasce anche da lì: da un gesto piccolo, ripetuto nel tempo.

  • Casistica quotidiana

    Quando parlo di impercettibile, penso a questo: a ciò che il gesto finale non riesce a mostrarci.

  • Riflessione e approfondimento

    È proprio questa distanza, tra il singolo gesto e la sua ripetizione, che rischiamo di non vedere quando guardiamo soltanto il risultato finale.

  • Soluzioni e morale

    Nella puntata del podcast torno su questo: su ciò che vediamo quando qualcuno vince e su tutto quello che resta dietro.

L'articolo completo

Ti capita di commuoverti quando vedi uno sportivo vincere? A me succede. Vedo una coppa che si alza, una persona che si china per ricevere una medaglia, e mi vengono le lacrime.

Sarà l’età. Sarà la sensibilità che ti lascia una professione fatta di relazioni. Non ho una risposta precisa. So però che, in quel momento, non sto guardando soltanto una vittoria.

Sto pensando a quello che è venuto prima.

Perché quella prestazione la vediamo. Ha un inizio, una fine, un risultato. La preparazione, invece, resta in gran parte fuori dal nostro sguardo. Eppure è proprio lì che si costruisce molto di quello che poi ci fa applaudire.

Uno sportivo non vince soltanto perché è stato bravo quel giorno. In quel giorno porta settimane, mesi, anni di preparazione meticolosa. Noi vediamo il risultato tutto insieme. Il lavoro che lo ha reso possibile è arrivato un pezzo alla volta.

È questo pensiero che mi commuove. Sì, anche più della coppa. Con le lacrime, evidentemente, mi porto avanti.

Penso alle domeniche dedicate alla preparazione. Alle uscite con gli amici a cui quella persona ha rinunciato. Alle volte in cui ha dato la precedenza al proprio sogno, persino rispetto agli affetti.

Non sono rinunce da raccontare con leggerezza. Dire no a un’uscita può sembrare poca cosa, visto da fuori. Ripeterlo, e continuare a mettere la preparazione davanti ad altro, ha un peso. Gli affetti non diventano meno importanti solo perché hai un obiettivo.

Dentro quella medaglia ci sono anche queste scelte. Non le vediamo, ma fanno parte del risultato.

Quando parlo di impercettibile, penso a questo: a ciò che il gesto finale non riesce a mostrarci. Il successo non nasce soltanto nel momento visibile. Prende forma anche in quello che viene ripetuto per anni, lontano dal momento della vittoria.

E qui possiamo lasciare per un attimo la coppa e tornare alla nostra giornata.

La domanda non è quanto grande debba essere il gesto che fai oggi. È quale piccola azione meriti di essere ripetuta. Una cosa che, presa da sola, sembra quasi trascurabile. Ma che, ripetuta ogni giorno per un anno, potrebbe cambiare il risultato a cui tieni.

Piccola non vuol dire inutile. E non vuol dire nemmeno facile da mantenere. Sceglierla oggi è una cosa. Tornarci domani è un’altra. È proprio questa distanza, tra il singolo gesto e la sua ripetizione, che rischiamo di non vedere quando guardiamo soltanto il risultato finale.

Non si tratta di chiederti le stesse rinunce di uno sportivo. Si tratta di riconoscere, nella tua giornata, quel pezzetto di preparazione che puoi fare tuo. Senza doverlo rendere spettacolare. L’impercettibile, per definizione, non ha molto da esibire.

Come si vede nella vita di tutti i giorni

Dieci minuti di camminata dopo pranzo. Il primo giorno ti senti quasi ridicolo. Il decimo non ci pensi più.

Le due pagine lette prima di dormire, invece di scorrere il telefono. Nessuno se ne accorge. A fine anno sono dodici libri.

Il messaggio breve a un cliente per chiedere come va, senza vendere niente. Una volta non conta. Cento volte sì.

Prova a chiederti

Qual è la cosa piccola che rimando perché mi sembra troppo piccola?

Riuscirei a farla anche domani, e dopodomani?

Nella puntata del podcast torno su questo: su ciò che vediamo quando qualcuno vince e su tutto quello che resta dietro. Se ti va, puoi ascoltarla.

Intanto scegli una sola azione piccola, legata al risultato che desideri. Falla oggi. Domani potrai tornare a quel gesto.

Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete

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