Mario Antonelli

Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy

I luoghi hanno energie

Mario Antonelli · 23 settembre 2024

Da dove nasce questo testo

Questo articolo nasce dalla puntata 21 “I luoghi hanno energie” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.

L'articolo in breve

  • Introduzione

    Ci sono luoghi che ci appartengono anche quando non li abitiamo più. Tornarci, e raccontarli a qualcuno, è un modo per ritrovare una parte della nostra energia.

  • Casistica quotidiana

    Con il luogo in cui lavoravo da giornalista succede qualcosa di simile: ti mostro un posto, ma quello che desidero raccontarti è il suo significato per me.

  • Riflessione e approfondimento

    Possiamo semplicemente indicare un luogo e spiegare perché, tra tanti, ci siamo fermati proprio lì.

  • Soluzioni e morale

    Di questo parlo nella puntata del podcast, che puoi ascoltare per accompagnare questa riflessione.

L'articolo completo

Ti capita di passare davanti a un posto e sentire subito il desiderio di dire a chi è con te: «Aspetta, questo te lo devo far vedere»?

A me succede quando cammino per Brindisi con amici che vengono per la prima volta. Vorrei mostrargli i luoghi della mia infanzia, quelli in cui ho lavorato, quelli che per me hanno un significato. La passeggiata è una passeggiata, certo. Ma io, intanto, avrei parecchie fermate da proporre.

Chi ha attraversato la città con me conosce il balcone di mia nonna. Lì ho passato molta della mia gioventù. E conosce anche il luogo in cui lavoravo da giornalista. Sento il bisogno di indicarli, di raccontare che cosa rappresentano per me. Non mi basta passarci davanti.

L'altro giorno mi sono chiesto perché. Da dove viene questa pulsione così forte? Perché desidero che un'altra persona guardi proprio quel balcone, proprio quel posto?

La risposta è arrivata in una frazione di secondo: perché ogni luogo ha una sua energia.

Detta così può sembrare una frase grande. Per me, però, parte da qualcosa di molto vicino. Da quello che sento quando torno nei luoghi della mia quotidianità, o in quelli che ne hanno fatto parte. Sono posti che mi appartengono. E mostrarli è un modo per condividere qualcosa che mi riguarda.

Nella lettura metafisica, ogni cosa, ogni atomo, ha una propria pulsione energetica, una frequenza. È una visione che riguarda gli esseri umani e anche la materia. È in questo senso che parlo dell'energia dei luoghi: quella che hanno, o hanno avuto, mentre noi li abitiamo e li attraversiamo.

Quando ti mostro il balcone di mia nonna, quindi, non ti sto indicando soltanto un balcone. Sto cercando di farti sentire una frequenza che mi appartiene. Ti porto vicino a una parte della mia gioventù. Con il luogo in cui lavoravo da giornalista succede qualcosa di simile: ti mostro un posto, ma quello che desidero raccontarti è il suo significato per me.

Non è detto che chi ci accompagna senta esattamente quello che sentiamo noi. E va bene così. Non serve ottenere la stessa emozione. Possiamo semplicemente indicare un luogo e spiegare perché, tra tanti, ci siamo fermati proprio lì.

Forse anche tu hai un posto in cui riconosci qualcosa di tuo. Un luogo che ti ha formato. Non deve avere un significato speciale per chiunque: qui conta quello che ha per te.

Tornarci non significa per forza cercare rifugio nella nostalgia. Può essere un modo per ricaricarti, per ritrovare il contatto con quell'energia. Senza chiedere a una breve visita di risolvere le difficoltà della giornata. Dieci minuti restano dieci minuti. Ma possiamo dedicarli a qualcosa che ci appartiene.

Come si vede nella vita di tutti i giorni

Passi in macchina davanti alla tua vecchia scuola e rallenti, anche se dietro qualcuno suona.

Porti una persona nel bar dove andavi da ragazzo. Per lei è un bar. Per te no, ma non riesci a spiegare bene perché.

Una giornata storta, e ti viene voglia di andare a sederti su quella panchina. Poi pensi «ma dai, che ci vado a fare». E non ci vai.

Prova a chiederti

Qual è il posto dove mi sento più me stesso?

Da quanto tempo non ci torno?

Di questo parlo nella puntata del podcast, che puoi ascoltare per accompagnare questa riflessione. Oggi, se puoi, torna per dieci minuti in un luogo che ti ha formato. E se hai qualcuno accanto, mostraglielo. Basta cominciare da poche parole: «Questo posto, per me, ha un significato».

Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete

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