Mario Antonelli

Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy

I 15 minuti di popolarità

Mario Antonelli · 7 marzo 2024

Da dove nasce questo testo

Questo articolo nasce dalla puntata 5 “I 15 minuti di popolarità” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.

L'articolo in breve

  • Introduzione

    I 15 minuti di popolarità non sono soltanto celebrità. Sono anche il riconoscimento sincero di una comunità, costruito con il valore che dai, una persona alla volta.

  • Casistica quotidiana

    Un apprezzamento che arriva dalle persone, non qualcosa che ti sei procurato a ogni costo pur di sentirti importante.

  • Riflessione e approfondimento

    A me piace pensare che la musica delle nostre giornate possa essere fatta di grazie, di apprezzamenti, di applausi.

  • Soluzioni e morale

    Nella puntata del podcast torno su questi 15 minuti e sul significato che possono avere per noi.

L'articolo completo

Tu per che cosa vorresti ricevere un applauso? Non quello di un pubblico immenso. Quello delle persone che incontri, che conoscono ciò che fai e a un certo punto ti dicono: grazie.

A me questa domanda ne porta subito un’altra, un po’ più scomoda: come sarebbe stata la mia vita se fossi stato completamente anonimo? Se non avessi conosciuto nemmeno un pezzetto di popolarità?

Faccio fatica a immaginarla. Ecco, l’ho detto. Potrei metterci intorno parole più eleganti, ma il punto resterebbe quello: un pizzico di ambizione l’ho avuto. Insieme al desiderio di quella piccola, grande, narcisistica popolarità. Anche l’aggettivo meno comodo me lo tengo.

Ci sono persone che farebbero di tutto per essere celebri. Per avere quei famosi 15 minuti di popolarità di cui parlava Andy Warhol. Io le capisco. Capire quel desiderio non significa pensare che ogni strada per soddisfarlo sia buona. Significa riconoscere che il bisogno di essere visti non mi è estraneo.

Poi ci sono tante persone che attraversano la propria vita senza provare quel brivido. Nemmeno per 15 minuti. E quando ci penso torno alla mia domanda: io, al loro posto, come mi sarei sentito? Non ho una risposta pronta. So che per me quel riconoscimento ha contato.

Ma di quale popolarità stiamo parlando?

Non serve scomodare i divi di Hollywood. Puoi essere popolare nel tuo ambiente, nella tua città. Non sto pensando alla celebrità dentro il condominio, che come esempio lascia un po’ a desiderare. Penso a una comunità che ti riconosce qualcosa. Che ti considera una persona meritevole di un applauso.

Un consenso sano, puro. Non comprato. Un apprezzamento che arriva dalle persone, non qualcosa che ti sei procurato a ogni costo pur di sentirti importante.

È qui che, per me, il discorso cambia. Perché una cosa è desiderare che si parli di noi. Un’altra è chiederci per che cosa vorremmo essere riconosciuti. La parola «popolarità» rimane la stessa, ma dentro ci può stare qualcosa di molto diverso.

A me piace pensare che la musica delle nostre giornate possa essere fatta di grazie, di apprezzamenti, di applausi. E di sorrisi. Quelli delle persone che incontri. Non soltanto il momento in cui sei al centro dell’attenzione, dunque. Anche il riconoscimento che passa da una persona all’altra, senza bisogno di fare tanto rumore.

Desiderarlo non mi sembra qualcosa da nascondere. Il punto è capire da chi vorremmo riceverlo e per quale valore dato. Io partirei da lì, prima ancora di contare quanto siamo conosciuti.

Come si vede nella vita di tutti i giorni

Pubblichi una foto e controlli i like ogni dieci minuti. Poi ti arriva un messaggio di una persona che ti scrive: «Grazie per ieri». E ti accorgi di quale dei due ti ha scaldato di più.

Al lavoro qualcuno ti chiede un consiglio perché «tanto tu queste cose le sai». Non c'è un palco. Però è un piccolo applauso.

Il panettiere che ti saluta per nome. Il collega che si ricorda di una cosa che gli avevi detto. Popolarità minima, e verissima.

Prova a chiederti

Da chi mi farebbe davvero piacere ricevere un grazie?

Sto cercando di farmi notare o di dare qualcosa che valga la pena notare?

Nella puntata del podcast torno su questi 15 minuti e sul significato che possono avere per noi. Se ti va, ascoltala.

Intanto, oggi, prova a scrivere una riga: «Vorrei essere riconosciuto da… per…». Basta completarla pensando a una persona e a qualcosa di valore che puoi darle. La popolarità di cui parlo comincia così: una persona alla volta, con quello che dai. Non con il rumore che fai.

Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete

Fa parte del tema Autostima: tutti gli articoli e le puntate

Continua da qui

  1. 01Lascialo fare a modo suo
  2. 02Quel grazie ha un nome
  3. 03Avvisa prima che debbano cercarti

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