Mario Antonelli

Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy

L'effetto Baglioni

Mario Antonelli · 16 gennaio 2024

Da dove nasce questo testo

Questo articolo nasce dalla puntata 1 “L'Effetto Baglioni” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.

L'articolo in breve

  • Introduzione

    L’effetto Baglioni è riconoscersi nelle parole di un altro. È anche il segreto di You Leader: partire dalla vita vissuta, senza cercare di impressionare.

  • Casistica quotidiana

    L’effetto Baglioni, per come lo intendo io, sta qui: dire alle persone qualcosa che pensano già e che vorrebbero riuscire a dire.

  • Riflessione e approfondimento

    E non basta decidere di essere vicini a qualcuno per trovare subito le parole giuste.

  • Soluzioni e morale

    Chiediti: sto cercando di impressionare, o di dare voce a qualcosa che questa persona sta provando a dire?

L'articolo completo

Ti è capitato di ascoltare una canzone e pensare: ecco, è proprio quello che sento, ma io non sapevo come dirlo?

Tu quell’emozione la conosci. Magari non riuscivi a darle una forma. Poi arrivano poche parole, messe una accanto all’altra, e la riconosci. Non devi farti spiegare molto. Ci sei già stato.

Quando, durante un’intervista o una live, mi chiedono quale sia il segreto di You Leader, penso a questo. Gli ho anche dato un nome: effetto Baglioni.

Detto così sembra una formula. Per fortuna non c’è niente da calcolare.

C’è quella capacità che hanno certi cantautori di trovare parole per pensieri ed emozioni che appartengono anche a noi. Le ascolti e non ti sembrano più soltanto parole di qualcun altro. Parlano di qualcosa che hai vissuto.

Con le canzoni di Baglioni succede questo. Bastano poche parole, a volte persino inventate di sana pianta, per farti risentire quello che sentivi quando eri innamorato. O quando un amore era finito.

Non perché una canzone conosca la tua storia. Sei tu che, in quelle parole, ritrovi un pezzo della tua. Ed è una cosa diversa dal restare impressionati davanti a una frase ben costruita.

L’effetto Baglioni, per come lo intendo io, sta qui: dire alle persone qualcosa che pensano già e che vorrebbero riuscire a dire. Dare una forma riconoscibile a un’emozione. La riconosci perché l’hai provata, non perché qualcuno te l’ha spiegata meglio degli altri.

Pensa anche ai comici. Quali pezzi ci fanno ridere di più? Spesso quelli che raccontano la vita quotidiana. Cose che accadono anche a noi, raccontate con un’ironia che ce le fa vedere da fuori.

Ridi e, nello stesso momento, ti riconosci. Non stai soltanto guardando un attore bravo. Stai pensando: ma questa cosa succede anche a me.

Ecco, You Leader cerca quel tipo di incontro. Ti mette davanti pensieri e considerazioni che arrivano dalla vita vissuta. Non da un premio Nobel. Non da qualcuno che si presenta come il massimo esperto.

Il piatto su cui te li porgo non è d’argento. E nemmeno d’oro. Restiamo sul legno, che mi sembra più adatto. Sopra ci sono cose vissute, prima ancora che raccontate. È questo il punto, non il valore del servizio da tavola.

Poi c’è la parte che riguarda il nostro modo di comunicare. Con un cliente, con un figlio, con il nostro pubblico.

Possiamo cercare la frase che impressiona. Oppure possiamo provare a capire che cosa l’altro sta pensando e non riesce a dire. Non è così facile. E non basta decidere di essere vicini a qualcuno per trovare subito le parole giuste.

Ma cambia quello che cerchiamo. Non più una frase che faccia notare quanto siamo bravi. Piuttosto, parole nelle quali l’altro possa riconoscersi. È lì che può nascere la fiducia.

Come si vede nella vita di tutti i giorni

Tuo figlio torna a casa scuro in volto. Puoi fargli la predica giusta, bella e completa. Oppure puoi dire: «Giornata storta, eh?». E lì, a volte, comincia a parlare.

Un cliente ti spiega il suo problema e tu hai già pronta la presentazione. Poi ti accorgi che lui non ha ancora finito di dire la cosa che gli preme davvero.

Un amico ti manda un messaggio lungo. Rispondere con una frase brillante è facile. Rispondere con la frase in cui lui si riconosce è un'altra storia.

Prova a chiederti

L'ultima volta che qualcuno si è sentito capito da me, che cosa avevo detto?

Quando parlo, sto cercando di sembrare bravo o di essere vicino?

Nella puntata del podcast parlo proprio di questo effetto Baglioni. Se ti va, puoi ascoltarla. E oggi, nella prossima conversazione, fai una piccola pausa prima di rispondere. Chiediti: sto cercando di impressionare, o di dare voce a qualcosa che questa persona sta provando a dire?

Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete

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Voglio comunicare meglioUn percorso tra puntate, podcast e letture su questo tema →
  1. 01Come smettere di rispondere al posto degli altri
  2. 02Come chiedere attenzione senza litigare
  3. 03Come consolare senza minimizzare

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