Elaborazione tratta dal libro You Leader Trilogy
Conta la reazione, non il colpo
Mario Antonelli · 19 marzo 2025
Da dove nasce questo testo
Il concetto di questo articolo è espresso da Mario Antonelli nel paragrafo 1 “Conta la reazione” del libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze (Parte II – Guida antiminchiolanza). Lo stesso tema torna, con la sua voce, nelle puntate dei podcast You Leader Easy e Secret Garden.
L'articolo in breve
Introduzione
La forza per attraversare i momenti brutti ce l'hai già. Nessuno può darsela al posto tuo. Quello che ti definisce non è quante volte inciampi, ma quanto ci metti a rialzarti.
Casistica quotidiana
È normale, fa parte del processo: la maggior parte dei tentativi finirà male e solo una piccola percentuale porterà dove volevi.
Riflessione e approfondimento
Saper ricaricare se stessi quando la media delle persone si deprime è un talento vero e proprio, ed è ciò che si nota di più in chi finisce per ispirare gli altri.
Soluzioni e morale
Poi rimettiti in moto, separando il fatto dal giudizio su di te: «Non ha funzionato» non è «non valgo».
L'articolo completo
C'è una presunzione che gira in molti libri, compreso il mio: insegnare alle persone l'arte di resistere agli urti della vita. È bene chiarirlo subito: quella forza non te la può dare nessuno, perché sta già dentro di te. E nessuno, al di fuori di te stesso, può usarla al posto tuo.
Gli obiettivi e i tentativi mancati
Se gli obiettivi fossero facili da raggiungere, non darebbero né la stessa spinta né la stessa soddisfazione. Eppure, pur sapendolo, molti cedono appena le cose non vanno come previsto.
Mancare un obiettivo non definisce la persona, né lo sforzo fatto o la voglia di farcela. Fallire non significa non essersi impegnati abbastanza e nemmeno non essere all'altezza. È normale, fa parte del processo: la maggior parte dei tentativi finirà male e solo una piccola percentuale porterà dove volevi. Si chiamano tentativi proprio per questo.
La potenza di una persona si misura dalla sua capacità di assorbire i colpi, non dall'assenza di colpi.
La differenza tra chi va avanti e chi si ferma quasi mai sta nel talento, ma nel tempo di recupero. Saper ricaricare se stessi quando la media delle persone si deprime è un talento vero e proprio, ed è ciò che si nota di più in chi finisce per ispirare gli altri.
Nella vita di tutti i giorni
Dopo una brutta notizia, datti un tempo dichiarato per starci male: mezza giornata, un giorno. Poi rimettiti in moto, separando il fatto dal giudizio su di te: «Non ha funzionato» non è «non valgo».
Tieni anche un elenco delle volte in cui ti sei rialzato: nei momenti storti è l'unica prova che regge. La reazione è l'unica parte della storia che dipende ancora da te.
Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete
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