Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy
Energia sprecata
Mario Antonelli · 4 agosto 2024
Da dove nasce questo testo
Questo articolo nasce dalla puntata 17 “Energia sprecata” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.
L'articolo in breve
Introduzione
Anche una giornata sul divano può lasciarci stanchi. Tra rabbia, pensieri ricorrenti e scrollate infinite, proviamo a riconoscere dove spendiamo energie senza accorgercene.
Casistica quotidiana
Il risentimento tenuto in caldo chiede attenzione: ci torniamo sopra, ripassiamo il motivo, ricominciamo il giro.
Riflessione e approfondimento
Accorgercene non cancella la stanchezza, ma ci permette di guardare dove stiamo mettendo le nostre energie.
Soluzioni e morale
Se ti ritrovi in quella domenica stanca, puoi ascoltarla e portare con te una domanda: che cosa sto continuando a fare che potrei evitare?
L'articolo completo
Ti è mai capitato di passare la domenica sul divano e arrivare a sera più stanco di quando lavori? Nessun grande impegno. Nessuna fatica particolare. Avevi una giornata libera, eppure non ti sembra di aver riposato.
Viene quasi da chiedere il rimborso alla domenica. Ma prima di prendercela con il calendario, possiamo guardare a quello che abbiamo fatto mentre pensavamo di non fare nulla.
Perché il corpo era fermo. La testa, forse, un po’ meno.
È questo il tema della puntata: l’energia che sprechiamo senza darle troppo peso. Non quella fisica. Quella mentale, che continuiamo a spendere anche sul divano, in spiaggia, nei giorni lasciati liberi proprio per riposare.
Non è una gara tra la fatica del lavoro e quella dei pensieri. Il lavoro pesa, gli impegni anche, e la palestra non è una seduta sul divano. Il punto è un altro: a quella fatica possiamo aggiungerne una che non ci serve. E spesso non la mettiamo nemmeno nel conto.
La testa non si prende la domenica
Ci diciamo che stiamo staccando. Intanto riprendiamo una discussione, la riscriviamo mentalmente, prepariamo la risposta. Magari la discussione è soltanto immaginaria. L’energia che ci mettiamo, però, la spendiamo davvero.
Poi c’è la rabbia. Provarla è una cosa. Continuare ad alimentarla è un’altra. Il risentimento tenuto in caldo chiede attenzione: ci torniamo sopra, ripassiamo il motivo, ricominciamo il giro.
Non è un rimprovero. Quando un pensiero ritorna, lasciarlo andare non è semplice. E dirsi «adesso basta» non equivale a premere un interruttore. Sarebbe comodo, soprattutto la domenica.
Possiamo però distinguere tra ciò che ci impegna e ciò che continuiamo a trascinarci dietro. Tra una cosa da fare e una discussione che portiamo avanti soltanto nella nostra testa.
In mezzo ci sono anche le scrollate infinite. Quel continuare a scorrere senza una fine, mentre la giornata passa. Un’altra voce dell’inventario, insieme ai pensieri ricorrenti e alle rabbie che nutriamo.
Così il tempo libero resta libero dagli impegni, ma non necessariamente da quello che ci consuma. È lì che può finire una parte della nostra domenica. Non abbiamo fatto molto, eppure abbiamo continuato a spendere.
Un rubinetto alla volta
La proposta non è svuotare la testa. E nemmeno trasformare il riposo in un altro lavoro da svolgere bene. Ci mancherebbe anche la prestazione del divano.
Proviamo invece a fare un piccolo inventario. Quale pensiero torna senza portarci da nessuna parte? Quale rabbia stiamo tenendo accesa? Quale scrollata va avanti anche se potremmo fermarla?
Non serve risolvere l’elenco intero. Basta scegliere una perdita, quella che oggi riusciamo a riconoscere meglio. Accorgercene non cancella la stanchezza, ma ci permette di guardare dove stiamo mettendo le nostre energie.
Come si vede nella vita di tutti i giorni
La domenica sul divano, il telefono in mano. Scorri, scorri, scorri. Arriva sera e sei più stanco del venerdì.
La discussione di martedì che continui a rifare nella testa. Le risposte giuste, quelle che non hai detto. Le provi tutte, una per una, mentre guidi.
La rabbia per una cosa piccola, tenuta in caldo per giorni. Come un fornello acceso in una stanza dove non entra nessuno.
Prova a chiederti
Quale pensiero sto continuando ad alimentare senza che mi porti da nessuna parte?
Quale rubinetto posso chiudere oggi, anche solo per un'ora? Nella puntata torno proprio su questo spreco poco visibile. Se ti ritrovi in quella domenica stanca, puoi ascoltarla e portare con te una domanda: che cosa sto continuando a fare che potrei evitare?
Per oggi scegli un gesto solo. Alla prossima scrollata senza fine, fermati e posa il telefono. Non devi sistemare tutta la domenica. Prova a chiudere quel rubinetto.
Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete
Fa parte del tema Serenità: tutti gli articoli e le puntate
Continua da qui
Il tempo mi sta sfuggendoUn percorso tra puntate, podcast e letture su questo tema →