Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy
Con leggerezza
Mario Antonelli · 22 luglio 2024
Da dove nasce questo testo
Questo articolo nasce dalla puntata 16 “Con leggerezza” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.
L'articolo in breve
Introduzione
La leggerezza non cancella le difficoltà. Ci aiuta a non consumare tutte le forze pensando a ciò che, per il momento, non possiamo risolvere.
Casistica quotidiana
Quando non potevo pagare le bollette, tornavo a casa e le trovavo nella cassetta della posta.
Riflessione e approfondimento
Cercavo di togliere, invece, quel richiamo continuo a qualcosa che non avevo i mezzi per risolvere.
Soluzioni e morale
Puoi ascoltarla senza aspettarti una formula per cancellare i pesi: è un modo per provare a portarli, evitando di aggiungerne altri.
L'articolo completo
Quante volte affronti un problema prima ancora di poterci mettere mano? Hai già fatto i conti, cercato una soluzione, preparato quella di riserva. E sei stanco. Il problema, intanto, deve ancora arrivare al momento in cui puoi fare qualcosa.
È di questo peso che voglio parlare. E della possibilità di portarlo con un po’ di leggerezza. Nessun riferimento ai chili: per questa volta, la bilancia non ha niente da dirci.
Le difficoltà vere ci sono. Non le alleggerisci facendo finta di niente. Ma ai loro pesi ne aggiungiamo spesso altri: i ragionamenti che ripartono, i tentativi di prevedere ogni passaggio, il bisogno di tenere tutto sotto controllo.
La vita moderna ci chiede di decidere di continuo. Noi, qualche volta, proseguiamo anche quando abbiamo finito le decisioni disponibili. Restiamo lì a calcolare. Come se pensare ancora fosse già un intervento sul problema.
Non è così. E quel lavoro nella testa può renderci la vita molto faticosa. Per qualcuno, persino insostenibile. Non basta sentirsi dire di stare tranquilli. Quando una difficoltà pesa davvero, una pacca sulla spalla non la sposta.
Coltivo da tempo il mio rapporto con la leggerezza. La sento come un’attitudine, ma anche come una disciplina. Non è essere svampiti. Non è distrazione, vuoto o attesa che le cose si sistemino senza il nostro contributo.
È provare a non spendere tutte le forze emotive prima di poterle usare. Lasciare scorrere, per un po’, quello che adesso non riusciamo a correggere. E conservare la fiducia di trovare più avanti la forza per affrontarlo.
Per spiegarmi non ho un’immagine particolarmente raffinata. Ho una bolletta.
Quando non potevo pagare le bollette, tornavo a casa e le trovavo nella cassetta della posta. Le toglievo dalla vista. Dalla mia e da quella di Alessia.
Il debito, purtroppo, non seguiva la carta. Nasconderla non era un nuovo metodo di pagamento. Sapevo bene che il gestore sarebbe tornato a chiedere i suoi soldi. Non mi raccontavo che il problema fosse sparito.
Cercavo di togliere, invece, quel richiamo continuo a qualcosa che non avevo i mezzi per risolvere. Vederlo ancora non mi avrebbe dato quei mezzi. Per me non era irresponsabilità. Era un tentativo di impedire all’ansia di consumarmi prima di poter intervenire.
Qui, per me, passa una distinzione importante. Possiamo riconoscere una difficoltà senza tenercela davanti agli occhi ogni minuto. Sapere che c’è non ci obbliga a darle ogni pensiero.
Non è semplice. Soprattutto quando quella difficoltà è concreta, e non una preoccupazione da poco. Ma rimuginare e agire restano due cose diverse. Possiamo concederci una pausa dal primo senza rinunciare alla seconda.
Come si vede nella vita di tutti i giorni
La riunione è giovedì. Tu ci pensi da lunedì: cosa dirai, cosa risponderanno, cosa potrebbe andare storto. Giovedì arriva e sei già stanco prima di entrare.
La risposta che non arriva. Controlli il telefono, rileggi il messaggio che hai mandato, rifai i conti. Intanto la cena si raffredda.
Il progetto che non puoi ancora iniziare. Non c'è niente da fare oggi, eppure lo porti in giro tutto il giorno, come una borsa piena di sassi.
Prova a chiederti
Quanti dei pesi di oggi posso davvero spostare oggi?
C'è un pensiero che posso mettere nel cassetto fino a domani, senza dimenticarlo? Nella puntata racconto il mio rapporto con questa leggerezza. Puoi ascoltarla senza aspettarti una formula per cancellare i pesi: è un modo per provare a portarli, evitando di aggiungerne altri.
Per oggi, fermati su un solo pensiero, quello che pesa di più. Chiediti se puoi fare qualcosa adesso. Se puoi, fai quella cosa. Altrimenti, mettilo nel cassetto fino a domani. Non per dimenticarlo o negarlo. Solo per concederti di posarlo, almeno per oggi.
Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete
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