Mario Antonelli

Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy

Le azioni esprimono le priorità

Mario Antonelli · 8 dicembre 2024

Da dove nasce questo testo

Questo articolo nasce dalla puntata 27 “Le azioni esprimono le priorità” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.

L'articolo in breve

  • Introduzione

    Le priorità si leggono nelle azioni che ripetiamo, non soltanto nelle liste. Guardare l’agenda dell’ultima settimana può aiutarci a capire che cosa stiamo mettendo al primo posto.

  • Casistica quotidiana

    Sono cose diverse, ma la domanda che viene dopo è la stessa: quali azioni sono collegate a questa priorità?

  • Riflessione e approfondimento

    Fanno intuire dove torniamo, a quale desiderio continuiamo a dare spazio, che cosa trattiamo come una priorità.

  • Soluzioni e morale

    Guarda dove è andato il tempo e scegli una sola azione da cambiare, collegata a una priorità che hai dichiarato.

L'articolo completo

Se qualcuno ti chiedesse quali sono le tue priorità, gli mostreresti una lista o l’agenda dell’ultima settimana?

La lista, probabilmente, è più presentabile. L’agenda è meno diplomatica: racconta dove sono finite le ore. E qualche volta le due cose non si somigliano quanto vorremmo.

Quando cerchiamo la motivazione giusta, il suggerimento arriva quasi da solo: stabilisci le tue priorità. Scrivile, mettile in ordine, poi concentrati sulle azioni che servono a raggiungerle. Prima una, poi l’altra.

Il ragionamento fila. Ma quando parlo di priorità, io torno a una domanda: quali stiamo già onorando con quello che facciamo?

Perché una lista dice ciò che vorremmo mettere al primo posto. Le azioni raccontano ciò a cui quel posto lo stiamo dando davvero. Non è necessariamente la stessa cosa. E accorgersene può essere scomodo.

Gandhi diceva: «Le azioni esprimono le priorità».

Poche parole, che ci riportano dalla dichiarazione alla giornata. Puoi dire che la tua priorità è la libertà finanziaria. Oppure far stare bene i bambini, generare clienti, semplicemente stare bene. Sono cose diverse, ma la domanda che viene dopo è la stessa: quali azioni sono collegate a questa priorità?

Non quanto bene sappiamo raccontarla. Non quanto in alto l’abbiamo scritta. Che cosa facciamo, nella quotidianità, per darle spazio?

Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Lo conosciamo, quel mare. E riscrivere la lista con una calligrafia migliore non basta ad attraversarlo.

La dichiarazione, da sola, non realizza quello che dichiara. Se manca l’azione connessa, resta una frase. Può essere sincera, può riguardare qualcosa a cui teniamo molto. Ma non prende ancora posto nelle nostre giornate.

Il punto non è accusarci di non fare abbastanza. È guardare che cosa facciamo. Senza sconti, ma anche senza trasformare l’agenda in un tribunale.

Una giornata può essere difficile. Passare dalle intenzioni alle azioni non è una formalità. Proprio per questo, dirci soltanto «devo chiarire le mie priorità» rischia di lasciarci dove siamo. Magari le abbiamo già chiarite sulla carta. Adesso serve vedere quale rapporto hanno con le ore che spendiamo.

Le azioni ripetute rendono visibile la nostra attenzione. Fanno intuire dove torniamo, a quale desiderio continuiamo a dare spazio, che cosa trattiamo come una priorità. Anche quando non lo annunciamo a nessuno.

Possiamo perfino evitare la dichiarazione all’universo. L’universo se ne farà una ragione: intanto, quello che facciamo parla già.

Allora proviamo a leggere l’ultima settimana in questo modo. Non partendo da ciò che avevamo intenzione di fare, ma dalle ore che abbiamo effettivamente dedicato alle cose. Quali priorità vengono fuori? Ci riconosciamo? Sono quelle che avremmo indicato a voce?

Se la risposta non ci piace, il cambiamento da cercare è nelle azioni, non in un’altra versione della lista.

Come si vede nella vita di tutti i giorni

Dici che la famiglia viene prima di tutto. Poi, a cena, rispondi alle mail di lavoro.

Dici che vuoi rimetterti in forma. La palestra è pagata. Il divano, però, è più vicino.

Dici che non hai tempo per leggere. Il telefono, a fine settimana, segna tre ore al giorno.

Prova a chiederti

Se qualcuno guardasse solo la mia agenda, cosa direbbe che mi importa?

Quale priorità dichiaro più spesso e pratico meno?

Nella puntata del podcast trovi questa riflessione sulle priorità e su come le esprimiamo. Puoi ascoltarla e poi fare un gesto semplice, oggi: aprire l’agenda dell’ultima settimana. Guarda dove è andato il tempo e scegli una sola azione da cambiare, collegata a una priorità che hai dichiarato.

Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete

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