Mario Antonelli

Elaborazione tratta dal libro You Leader Trilogy

Meglio essere preda che cacciatore

Mario Antonelli · 6 marzo 2025

Da dove nasce questo testo

Il concetto di questo articolo è espresso da Mario Antonelli nel racconto “Meglio esser preda che cacciatore” del libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze (Parte I – Fino a 20 anni). Lo stesso tema torna, con la sua voce, nelle puntate dei podcast You Leader Easy e Secret Garden.

L'articolo in breve

  • Introduzione

    A quindici anni portavo la chitarra in spiaggia per farmi notare. La cosa che funzionava davvero, però, non era suonare: era smettere.

  • Casistica quotidiana

    Avevo scoperto per caso una cosa che vale ben oltre la spiaggia: inseguire allontana, essere interessanti avvicina.

  • Riflessione e approfondimento

    È una questione di postura: se dimostri di aver bisogno dell'approvazione dell'altro, l'altro fa un passo indietro.

  • Soluzioni e morale

    Il vuoto non è un fallimento della conversazione: è la parte in cui l'altro decide di avvicinarsi.

L'articolo completo

Nel 1985 vidi i Duran Duran a Sanremo e decisi di imparare la chitarra. Da autodidatta, con delle fotocopie e qualche musicassetta, chiuso in cameretta per due anni. L'obiettivo dichiarato era suonare gli assoli. L'obiettivo vero, a quindici anni, era farmi notare dalle ragazze.

D'estate portavo la chitarra in spiaggia. Aspettavo che qualcuno mi dicesse «dai, suona», suonavo due pezzi, e poi la mettevo via. Andavo a sedermi qualche metro più in là. E puntualmente le persone si riavvicinavano.

Quella sera mio padre mi disse: «Ti ho osservato. Prendi la chitarra per attirarle, poi la metti via e le lasci in sospeso».

Il punto

Avevo scoperto per caso una cosa che vale ben oltre la spiaggia: inseguire allontana, essere interessanti avvicina.

Il cacciatore fa scappare. La preda incuriosisce.

Non è una tecnica di seduzione né un giochetto di potere. È una questione di postura: se dimostri di aver bisogno dell'approvazione dell'altro, l'altro fa un passo indietro. Se hai qualcosa di tuo e stai bene anche senza, l'altro fa un passo avanti.

Come si applica alla vita di tutti i giorni

Vale nel lavoro, nelle amicizie, nelle relazioni. Chi manda cinque messaggi di fila non ottiene più attenzione: ne ottiene meno. Chi rincorre un cliente lo perde. Chi si mette a disposizione sempre e comunque smette di essere una scelta e diventa un'abitudine.

Prova così: invece di inseguire, costruisci qualcosa che valga la pena guardare. Poi fermati. Lascia spazio. Il vuoto non è un fallimento della conversazione: è la parte in cui l'altro decide di avvicinarsi.

E se non si avvicina, hai comunque imparato a suonare.

Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete

Continua da qui

  1. 01Come smettere di rispondere al posto degli altri
  2. 02Come chiedere attenzione senza litigare
  3. 03Come consolare senza minimizzare

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