Mario Antonelli

YOU LEADER Puntata 69

domenica 15 gennaio 2023 · ore 23:51

Di cosa si parla

Fai il networker o senti di esserlo? In questa puntata ti parlo delle varianti del network, a partire dalla differenza tra fare ed essere. Poi ci sono i not-worker: apri un codice, incroci le braccia e speri che funzioni, quasi fosse un gratta e vinci. Il punto è l’impegno personale, la costanza e la ricerca di soluzioni. Perché nel network non conta soltanto quante ore dedichi, ma ciò che produci.

Fa parte del tema Abitudini: tutti gli articoli e le puntate

Trascrizione della puntata
------------------------------------------------ Buongiorno, buongiorno, benvenuti. Anteprima della puntata numero sessantanove di You Leader. Buongiorno a voi e grazie anche oggi per aver scelto di iniziare la vostra giornata con noi, con questa rubrica e con la community pazza delle otto e quarantacinque La più veloce oggi è stata buongiorno a te, buongiorno a Vanda, buongiorno Vanda, buongiorno a te, live da Messagne, bellissimo il tuo video con la tua creatura in braccio, buongiorno Maria, live da Catania, good morning Alessia, tempesta che si prepara al suo alla sua lezione d'inglese tra qualche minuto, buongiorno Paola, buongiorno Silvia da Puerte, buongiorno Giulia, live da Arzignano, buongiorno Monica dalla Lorenzo il conte da Livorno, Sandra, good morning da Arzignano, ciao Silvia da Bosen, buongiorno Cinzia dalla Svizzera, Francesca, live, brindisi dal terzo Pino, noi abbiamo la cassa sull'albero, dovete sapere che lei si trova al terzo piano, buongiorno Monica Roveredo in piano, anche lei sul piano, buongiorno Patrizia da Messagne, Vanda che tagga le sue persone, Jessica, buongiorno a te Danzio, buongiorno a te Danzio, buongiorno da Budoglia la nostra Sara, buongiorno a un'ottima Nicoletta in una soleggiata Pescara, buongiorno Nicoletta straordinaria ieri la tua lezione sulle strategie di vendita, buongiorno Simona, Francesca, good morning Elisabetta, ciao da Roveredo, Tiziana, buongiorno a te, il tuo cognome come musica, buongiorno Roxy da Monza, Vanda, grazie a te, buongiorno a te, buongiorno dalla Norvegia buongiorno Caterina e buongiorno dalla mia vicina di Albero, Francesca Cesaria. Allora, benvenuti puntata numero sessantanove e infatti oggi parleremo di del lavoro più sexy, il lavoro più sexy che esista, il network marketing. Guarda un po', ci occuperemo di questo, lo faremo tra pochi minuti, giusto il tempo di ricordarvi che se lo desiderate, oggi vi consiglio di farlo perché ci sarà da divertirsi, condividete questa live premendo il pulsantino condividi che c'è qui sotto perché questo permetterà di far arrivare alcuni concetti al vostro team perché se siete qui, se siamo qui è perché abbiamo l'ambizione di costruire il nostro impero ma di farlo insieme alle persone a cui mostriamo questa opportunità e oggi parleremo esattamente come vedete il come vedete tra un attimo di come il network può essere inteso in tante maniere diverse per cui condividete la puntata anche perché in occasione della puntata numero ottanta procederemo a un'estrazione di premi tra tutti coloro che ogni giorno condividono queste live a partire dal numero cinquanta fino all'ottanta. Più volte avrete condiviso più ticket ci saranno nell'urna e più possibilità avrete di essere estratti. Dunque non perdiamoci in chiacchiere siamo pronti a iniziare pochi secondi e si parte mentre in sottofondo va un instrumental jazz o jazz che dir si voglia io vi propongo il titolo e l'argomento di oggi il network e le sue varianti è il periodo in cui si parla di variante questo maledetto virus non vuole rimanere uguale a se stesso perché anche il virus ha capito che bisogna modificare nella vita per trovare un assetto migliore ma oggi visto che la puntata numero sessantanove parliamo di un sexy job parliamo del network e le sue varianti perché anche il network ha delle variabili va bene ma ha delle varianti perché il network cambia a seconda di come lo intendi tu e allora vedremo un pochino ora di andare a scavare a fondo per vedere come viene spesso distorta la nostra professione. Terminiamo un po' con con i saluti. Buongiorno Emanuela da Vicenza, buongiorno Dalivorno per Natascia, ciao Lisa, buongiorno Simo, Daniela Del Tongo da Livorno, Nancy, buongiorno bellissime persone, grazie al nome di tutti, Giorgia Live da Cairo Montenotte, non dal Cairo, eh? Buongiorno Micaela, buongiorno Federica da Pescara anche dunque attenzione sto per proporvi qui quattro parole e poi le svisceremo se mi stai guardando in diretta ti prego di farmi sapere che sei in diretta anche se non commenti scrivi scrivi live da perché ci sono tantissime persone che seguono comodamente da casa queste queste puntate ma che non interagiscono ci piacerebbe sapere da dove prendete virtualmente parte a questa community quindi semplicemente live scrivete live da e mettete il nome della città se invece state guardando in replay scriverete replay da mettendo il nome della città da cui mi guardate ogni mattina caro Kikko Enrico Pellegrino ogni mattina si inizia così eh sappi che qui normali non siamo ma ordinarisi allora attenzione vi presento le varianti guardate queste parole dunque c'è chi fa il networker e fa il networker e cerca di trovare la chiave per traguardare il la la propria vita e raggiungere la felicità attraverso il network ma poi c'è chi si trasforma da in not worker cioè quelli che e lo vedremo dopo poi c'è invece chi intende questa professione come network quelli che combattono sempre quelli prendementi incazzati e poi ci sono i netwont net sta per rete quelli che vogliono la rete quelli che ci provano ma che va mi aiuti tu un po' come gli equilibristi no e sotto vogliono la rete ma non vogliono la rete ma ne parleremo networker o not worker o networ o netwont sapete che ci piace molto giocare con con le parole oggi lo faremo andando a sviscerare questi quattro queste quattro n networker not worker è pieno di not worker ne avete nei team di not worker ma che si dicono networker ora lo vedremo networker not worker networ e netwont allora andiamo a presentare la prima frasina in inglese relativa al lavoro di network relativa proprio a questa alla lettura diciamo migliore di questa professione la prima frase è questa vediamo chi è più rapido a tradurre what matters is not acting like a networker but being a networker questa dovrebbe essere proprio una sorta di di legge una specie di autoesame che ognuno dovrebbe fare ma what matters is not acting like a networker but being a networker feel feeling what matters is not acting like a networker but being a networker cosa caspita potrà mai significare brava Sara bravissima mi piace che tu abbia raccolto forse insieme a qualcun altro l'invito magari a non palesarti nei commenti ma a scrivere da dove ci stai guardando molto bene benvenuta ciao Sara buongiorno a te Maria che tagga le persone ciao Anna da Mesagne Eleonora dalla Polonia Anna Maria buongiorno e anche da Venezia la nostra Romina what matters is not acting like a networker but being a networker su vocabolario alla mano Google Translate io vi auguro che un giorno si blocchi che un giorno voi andiate a cercare la soluzione con Google Translate e sia tutto bloccato e allora vogli voglio tutti che diventate dei piccoli giada allora vediamo Nicoletta ciò che importa specifica non è agire come un networker ma essere un networker sì buongiorno Alessandra Dalivorno se la ride se la ride ciò che importa non è agire da networker ma essere networker sì brava Ida Sara ciò che importa non è comportarsi come un networker ma essere un networker quello che conta non è fingere di essere un networker ma essere un networker ciò che è importante non è agire come un networker ma esserlo ciò che importa non è agire come un networker ma essere un networker eccola qui la traduzione ciò che conta non è fare i networker ma essere networker c'è una grande piaga sociale nel mondo del network marketing coloro che fanno si atteggiano e si dicono networker ma che poi non lo sono coloro che dicono di essere entrati in un sistema ma che il sistema non ce l'hanno dentro di sé una volta Paolo Meucci disse una cosa che mi è rimasta impressa noi dobbiamo essere bravi non a mettere le persone nel sistema network ma dobbiamo essere bravi a iniettare, a instillare, installare il sistema nelle corde e nel sangue delle persone. Ecco ci sono persone che distruggono la nostra professione perché giocano, fingono, agiscono e fanno finta di essere networker e lavorano atteggiandosi a, in realtà non sentono di esserlo e non lo sono perché quando sei, quando senti proprio vestito su di te la pelle del networker cominci ad avere delle accortezze, delle sensazioni, ti viene una forza particolare, una consapevolezza e persino una maniera di rispettare il prossimo. Quando diventi veramente per davvero un networker cominci a mettere in linea tutti gli elementi che servono per avere successo. Per cui ieri o l'altro ieri se non ero durante una bella live con di Crizia Cangemmi con Giussi, l'audicina si parlava di questo, io ho scritto una frasina, attenzione ma ci sei o ci fai? Ci fai o ci sei? Attenzione è importantissimo essere un networker, non farlo. Prendo spunto anche, mi fa pensare questo ad un video visto di recente girato nei nostri gruppi di Emma Marrone che cazziava la grande Elodie, l'interprete, la cantante italiana Elodie nella scuola di amici Emma cazziava Elodie, la invitava ad avere più coraggio, più fiducia in sé e la invitava e le faceva questa domanda, ma tu vuoi fare la cantante o vuoi essere una cantante? Ecco questa è la grande differenza e vi prego sempre di tenerne, di tenerne conto. Ciao Debora e ciao Marilena. Quindi io vi faccio una domanda se vi va spassionatamente, tu stai facendo il networker, la networker o ti senti un networker? Se un networker, avete il coraggio di dichiarare, sbilanciarvi, dichiarare l'universo se lo siete o lo state facendo? Non c'è nulla di male a dire, guarda ora sto facendo il networker, sto trovando la chiave per esserlo, per sentirlo dentro, ma in realtà si può anche esserlo già dal primo istante. Voi lo state facendo o vi sentite? Buongiorno Giussi. Raffreddore incombente, senza varianti. Siete o fate i networker? Buongiorno Alfredo, tu cosa sei? Sei un networker o fai il networker? Giochi a fare il networker o senti di esserlo e lo sei? Anche se la risposta la conosco perfettamente. Quindi come vedete questa è, nonostante si parli di network è una variante, già. Perché ci sono quelli che fanno network e che ti raccontano che questa professione non funziona. Sono quelli che vanno via sbattendo la porta e che raccontano cose indicibilmente false, semplicemente perché avevano provato a fare i network, perché quando lo sei veramente capisci l'onestà intellettuale di questa professione. Patti, mi sento networker da Parma. Ciao Luana. Io mi sento una networker dice Giussi. Daniela io sto lavorando per essere un networker, sposarlo in tutto e per tutto. Mi sento di fare e di sentire di fare network. Hai unito le due formule. Quindi ciò che è importante è proprio sentire su di sé il panno, il vestito del network. Io mi sento, ma non sono certa di avere ancora la chiave giusta. Di questo si tratta. Qui la libertà, la ricchezza, la serenità, la soddisfazione arriva quando trovi la chiave. E questa è una professione fatta di tentativi, fatta di ricerca di soluzioni. E quando si trova la chiave, così come quando tu diventerai una persona chiave per il tuo team, l'universo ti manderà la chiave giusta e ti manderà le persone chiave. Sono una networker ribelle. Hai anche unito l'argomento di cui parlavamo ieri e non ho dubbi. Mi voglio sentire networker, ci sto lavorando per esserlo. È importante fare questa evoluzione. Esserlo, esserlo. Benissimo. Allora, attenzione, torniamo alle quattro paroline iniziali. Networker, l'abbiamo visto. Ora parliamo dei not-worker. Quelli che non lavorano. Quelli che aprono il codice e si trasformano in not-worker. Not-worker. Sono pieni i nostri team di not-worker. Those who start and hope it works. I not-worker. Chi sono? Sono those who start and hope it works. Cosa significa? E chi sono questi not-worker? Eh, qui, Instrumental Jazz. Chissà quando potremo tornare a viaggiare in serenità e andare a visitare i luoghi permeati da questa musica. Those who start and hope it works. Cosa significa? Chi sono questi not-workers? Not-workers. Vi ho dato un altro termine per definire le persone del vostro team, quelle che non ci hanno voglia. Non dire che sei un networker, ma sei un not-worker. Anche perché sto scoprendo che chi è not-worker nella nostra industria è not-worker anche fuori, eh, alla fine. Allora, Ida dice, coloro che iniziano e sperando che funzioni. Quelli che iniziano e sperano che funzioni. Quelli che cominciano e sperano che funziona, dice Natasha. Simo, quelli che iniziano e sperano che funzioni. Michaela, quelli che iniziano e sperano di lavorare. Giada, iniziano e sperano di lavorare. Ciao, Laura. È esattamente questo. Quelli che iniziano e sperano che funzioni. Ma, dico io, chi inizia e sperano che funzioni. Ma, dico io, quando ti abbiamo prospettato questa opportunità, quando ti abbiamo mostrato i risultati che i networker, lavorando mediamente bene, ovviamente con costanza, quando ti abbiamo mostrato questi risultati, e tu li hai visti, li hai toccati, hai visto che si può avere un extra o trasformare la propria vita, dovresti averlo capito, che alla base c'è sempre un impegno personale, c'è una sorta di costanza irrinunciabile, perché bisogna essere costanti. Alexa, volume 4. Dovresti averlo capito. E allora perché, quando poi apri la tua benedetta posizione di guadagno con questa industria, quando apri un codice, perché poi incroci le braccia e speri che funzioni? Speri di trovare il tempo? Speri di trovare la voglia? Sei un not worker. Perché hai già deciso dentro di te che hai acquistato un Grattegg Vinci e che il solo fatto di aver aperto il codice casualmente potrebbe magari farti rientrare nella cerchia di coloro che poi guadagnano un sacco di soldi. Perché tu speri che sia così, perché tu speri che funzioni. E questo sai chi lo pensa? Chi ha già deciso che non vorrà impegnarsi. Chi ha già deciso che non vorrà lavorare. I not worker sono una categoria molto diffusa nella nostra industria, ma c'è una grande differenza rispetto al mondo tradizionale. Nel mondo tradizionale tutti vogliono essere pagati per il tempo che mettono a disposizione. Nel network tu sei pagato per ciò che produci. Quindi, se tu apri il codice e pensi di essere arrivato in un mondo lavorativo come lì fuori, dove basti vendere il tuo tempo, essere misurato e pagato in base al tempo che metti a disposizione, sei fuori strada, perché questo accade lì fuori. Qui tu sei pagato per ciò che produci. Ed è una terribile notizia! Per i giovani è terribile, sì. Per essere pagato profumatamente bene bisogna lavorare, lo sapevi? Sì? Non te lo hanno insegnato a scuola, sai? Non te lo hanno insegnato neanche all'università, perché all'università ti hanno detto che fai questo, impara questo, fai il master e poi diventi un dottore, e poi diventi un professionista. Si apre una luminosa carriera, la quale non si aprirà mai, se tu non inizierai a capire che devi cominciare a lavorare. Lavorare è una parola terribile. Lavorare. Non devi essere pagato in base al tempo che dai. Questo è che rende... complicato accettare le regole del network marketing. Pensateci. Pensateci. Le persone che mollano dicono io faccio tanto, sto ore 3, 4, 5, 6 ore al giorno a fare, ma non ho risultati. Bravo, perché non è il tempo che tu dedichi che automaticamente deve darti il compenso, ma ciò che tu produci e quindi l'impegno che ci metti per capire come fare. Invece, lì fuori, tutti vogliono il contratto, vogliono il posto fisso, lo stipendio fisso, perché lo stipendio fisso è una conseguenza delle ore della tua vita che tu regali. E allora vogliono il tempo indeterminato, lo calcolano in ore. Non dicono ho avuto l'aumento di stipendio perché adesso produrrò di più. Dicono voglio lavorare di più, voglio fare lo straordinario per avere più soldi. Io non voglio essere pagato per il tempo che dedico. Perché se mi avessero pagato per il tempo che ho dedicato nella mia vita, nel lavoro tradizionale, sarei ricco. A me piace essere pagato per ciò che produco. E questa è la grande onestà intellettuale di chi è networker, non di chi finge di esserlo. Impegno, costanza, dedizione, credo e amore per ciò che fai. Nessuno ti regala nulla. Ci vuole impegno in tutte le cose della vita. Go. Esatto, Marilena. Buongiorno, Maria. Buongiorno, Francesca. Avete nei vostri team persone che aprono il codice e sperano che funzioni? Ce li avete? Raccontatecelo. Lo sapete che la maggior parte... Qua ci sono delle virgolette in più in questa cosa che ho scritto qui. Lo sapete che la maggior parte delle persone che mollano semplicemente lo fanno perché non accettano di avere l'onestà di farsi pagare in base a ciò che fatturano, in base a ciò che producono. È arrivata Sonia. Buongiorno a tutti. Ce l'avete nel team i not worker? Adesso sapete perché i not worker. Sta lì. Ti do un consiglio. Non inseguire. Vuoi costruire il tuo impero? Vuoi far parte del 2% che ce la fa? Fatti vedere. Di che sei disponibile. Ma segui chi ti segue. Segui chi insegue il suo sogno con onestà intellettuale. Non starevi a perdere tempo a svegliare un not worker. Allora, passiamo Francesca. Vogliono essere i capi di loro stessi ma poi aspettano che gli altri facciano per loro. Non funziona così. Vogliono che gli altri facciano per loro. E non funziona così, è vero. Si spaventano quando si rendono conto che è un lavoro e va affrontato come tale. Sì. Perché una delle prime domande che fanno i not worker quando si affaccia una nostra opportunità è quella di, ma se non vendo, quindi non guadagno, tu meriti, se dici così, di fare un lavoro tradizionale. Dove vieni pagato per il tempo che metti a disposizione. E ci sono molte imprese che scatafasciano perché sono piene di dipendenti che non fanno altro che sedersi alla scrivania e guardare l'orologio perché ogni ora che passa loro la conteggiano come guadagno. E se ne sbattono di ciò che producono all'azienda poi vengono licenziati e fanno i cortesi, e si lamentano perché dicono avevo il contratto, otto ore di lavoro, dovevo guadagnare tanto. E questo ti meriti. Perché il posto fisso tu lo vuoi perché i soldi pretendi di averli sempre e comunque anche se non sei produttivo. Eh, invece poi vieni nel network e i soldi, se non sei produttivo, non te li danno. Perché questo è un ambiente meritocratico, perché questo è un ambiente in cui chi trova la chiave trova come funziona soprattutto perché ce la fa, a far parte del 2%, il networker, non il not worker. Allora, passiamo un'altra volta alle quattro frasine. Networker li abbiamo visti, esserci o fare, i networker. I not worker li abbiamo visti, la categoria peggiore, quelli destinati poi a dire che non funziona. Parliamo di network, con questo gioco di parole. Network, la guerra, la guerra, persone perenementi in guerra. Questa è la frase. It doesn't work if you are at war with everyone. It doesn't work if you are at war with everyone. Cosa significa? Intanto vi ricordo che anche oggi questa puntata finirà con tre post. Vi mostrerò tre post di tre di voi che hanno condiviso ieri la puntata di You Read. Quindi sono andato a vedere tra chi ha condiviso la puntata di ieri e ho scelto i post più significativi, almeno che facesse più piacere vedere. It doesn't work if you are at war with everyone. Joe dice, Anastasia, Bottino, ascolta. Francesca, la cosa peggiore è che non hanno un'alternativa. E quindi meglio non fare nulla aspettando. Non hanno un piano. Chi dice no non ha un piano alternativo. Il giorno dopo si sveglia e continuano ad avere un piano. Sì, ce l'hanno un piano, Francesca. E trasformarsi in consegnatori seriali di curriculum, che è la nuova professione del millennio. Consegnatori seriali di curriculum, quelli che spendono decine di euro per foto a copiare, perché poi non hanno neanche la capacità di stamparsi in casa da solo il curriculum. Però hanno 10.000 master, hanno la capacità di lavorare in team, conoscono 18 milioni di lingue, ma non hanno mai desiderato avere una stampante in casa. Allora vanno in copisteria, spendono decine di euro per stampare il loro curriculum, per portarli, desiderando di non essere chiamati da quello, ma vorrebbero sceglierselo loro. Poi le 22,48 euro per entrare nella nostra personalità e trasformare magari la propria vita, la scambiano per un furto. 22,48 euro a fronte invece delle migliaia di euro che hanno speso sperando di trovare un lavoro. Traduzione di Francesca. Non funziona se sei in guerra con chiunque. Non funziona se sei in guerra con tutti, dice Elisabetta. Non funziona se sei in guerra con tutti. Francesca dice, tutti vogliono guadagnare, tutti vogliono diventare leader, tutti vogliono stare in alto, ma chi è veramente disposto a sacrificarsi, a lavorare duramente, a fare, fare, fare, senza aspettare che altri facciano? Sante parole, se ti dovessi candidare, io ti voto. Non ho mai lavorato da dipendente, questo è un lavoro che tutti possono fare, ma non è per tutti, dice Simo. Non funziona se sei in guerra con il mondo o con tutti. Lisa, non funziona se sei in guerra con ognuno. Michaela, non funziona se sei in guerra con tutti. Non funziona se sei in guerra con tutti. Rassegniamoci. Il network marketing è una professione per coloro che amano il genere umano. Non per coloro che fanno finta di amare il genere umano. Non puoi fare network se non hai dentro di te il germe, il seme, quella piccola porzione di gentilezza e predisposizione verso l'umanità. Perché fingerai magari di voler bene gli esseri umani e di costruire relazioni, ma sotto sotto sarai un gruppo solitario, sarai uno stronzo, il quale magari avrà successo, perché il successo ce l'hanno anche gli stronzi, ma non sarai mai una persona di successo, che è la vera cosa che poi ti rende in grado di essere dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi. Quindi, se sei in guerra con tutti, se sei perennemente polemico, e torniamo a parlare della categoria di quelli che fanno i post al vetriolo, quelli che sorridendo ti fanno le battutine, o che fanno i post perché vogliono dire a quella persona che è loro, io, e invece tu, con tutte quelle... Come si chiamava la strega della carica dei 101? Oddio, sto perdendo colpi. Va bene. Tutte quelle persone che si comportano... Quelle signorine Rottenmeier. Era la... l'insegnante di... Va bene, anche questo mi sfugge. Crudelia. Tutte queste crudelie demoni, che fingono sorrisi, che fingono bellezza estetica, e hanno il cuore, come direbbe Buffon, che è una spazzatura. Il cuore che è un bidone della spazzatura. Direbbe Buffon. Quelle persone che quando fanno i post sui social, che notoriamente dovrebbe essere il post in cui tutti vanno a... strappare un sorriso da questa vita faticosa, invece vomitano polemiche, sonni, guerra. Quelle persone, e io le ho incontrate molte nel mio ambiente lavorativo da giornalista anche, quelle persone che non esistono al mondo se non vivono sul filo del litigio con qualcuno. Le conoscete? Avete mai avuto colleghi o colleghe che ogni cazzo di giorno tiravano fuori una cosa per litigare? Oppure i partner, avete quei fidanzati che sono incapaci di godere di quell'attimo di serenità, che magari quel giorno in cui siete d'amore, d'accordo, lui o lei tira fuori qualche cazzo, qualche problema per litigare, e tu sei costantemente sul filo dell'adrenalina del litigio, sul filo del contrasto, della contrapposizione, della querelle. Ecco, i networker, che amano fare network, sono perennemente insoddisfatti, infelici, incapaci di godersi questa cosa meravigliosa chiamata vita. E allora sono costantemente in guerra con tutti, polemici, guardano nelle tasche degli altri, vogliono avere ragione, e io la ragione gliela do sempre, perché non solo la ragione è degli stupidi, ma soprattutto con la ragione io non regalo ai miei figli un presente meraviglioso, neanche un futuro dorato, non è con la ragione che pago le bollette, ma con la ragionevolezza. Quindi, questa è una variante terribilmente compromettente nel network marketing, chi ama fare network, cioè chi è in guerra con tutti. Allora, quanto è vera questa cosa, dice Nicoletta? Brigitte, buongiorno, live da Brindisi, purtroppo in ritardo, sono al lavoro. Buon lavoro. Crudelia Desmont, esatto. Morgana, aggiunge Francesca, Crudelia, sì, sì, ho recuperato il mio unico neurone rimasto. Buongiorno, Clelia. Crudelia, Crudelia Desmont, ma che cartoni passa in Norvegia, amica Zen? Perché che cosa aveva scritto? Morgana, sì, vabbè, lei è rimasta a Morgana, quella di Paperino, di Io Paperone. Crudelia, Crudelia, Crudelia. Allora, la signora Rottenmayer, ve la ricordate? Che reminiscenze. Commentano anche con quell'atteggiamento pessimo e stranegativo, anche da presa per il culo. Quando ti scrivono sotto i post, brava, che grinta, che bel messaggio, stai ritrovando l'autostima, sì, brava, fai bene. Quelle sono persone che si sentono vive se provocano. Ragazzi, faremo una puntata apposita sugli haters. Me la state chiedendo in vari modi. Un paio di giorni fa o qualcosa del genere, una persona mi ha scritto, per favore, puoi parlare degli haters? Perché devo far vedere la puntata a un haters. Io dico, la faremo la puntata sugli haters, ma gli haters vanno bene così, sono perfetti. È il loro lavoro odiare. Noi chiamiamo lavorare. Non possiamo impedire ad una persona di lavorare. L'hater deve lavorare. E quello è il suo lavoro. Vedere Cristo che cammina sull'acqua e dire, ma vedi, quello che cammina sull'acqua perché non sa nuotare. Questo fanno gli haters. Lasciamoglielo fare. Ma prendiamo le distanze e soprattutto non invitiamo nella nostra industria, o meglio, scusate, noi non invitiamo, non ispiriamoci a chi nella nostra industria vive costantemente incazzato, in polemica, quelli che cercano i sottrifugi e ti fanno i sorrisi finti e poi te la mettono in quel posto. Quelli che ti dicono, facciamo le cose insieme e poi se ne strasmattano di te e della tua felicità. Morgana e della Sirenetta. L'ABC, caspita, un giorno farà dei live sui cartoni. Non funziona se dai la colpa agli altri per i tuoi successi, è vero? Ma che ne so. Ieri un amico mi ha accusato di danneggiare le parafarmacie. Secondo me voleva un litigio anche lui. Innanzitutto non ha capito esattamente in cosa consiste la nostra formazione. Puoi dirgli tranquillamente che le parafarmacie si danneggiano con chi è dietro il bancone e ha il muso lungo perché non gli piace stare lì ore ed ore immobile a guardare che l'orario passi. Con tutto il rispetto per i lavori tradizionali, mi troverete sempre qui quando si tratterà di sfoderare l'arma per difendere il network marketing da parte di chi è disonesto intellettualmente e giudica un lavoro. Perché per me è bruttura molto più evidente quella vissuta da chi esce da casa alle 7 e torna la sera alle 7. Quella è una terribile bruttura perché tu perdi la cosa più importante, la possibilità di vivere con i tuoi cari. Lasciamoli dire, lasciamoli fare. Noi lavoriamo con serenità e con serietà per andare a raggiungere la libertà che ci consentirà di trascorrere e vivere una cosa più importante, il tempo libero. Networker, not worker, network. Ora parliamo di quella categoria che ho ribattezzato network. Forse letteralmente non significa nulla, ma net sta per rete, want, volere. I netwanting, non so, dite come volete. I netwant, cioè quelli che vogliono fare questo lavoro con il paragadute, con la rete sotto, perché non si facciano male. Quelli che iniziano in punta di piedi. Iniziano, vabbè, ma che vada mi aiuti tu, no? O quelli che lo fanno per provarlo. Gli amici laziali dicono, non ce devi provà, ce devi riuscì. E poi ci sono quelli, per l'appunto, che invece si muovono ma vogliono la rete sotto. Sono coloro che non hanno realmente capito che noi abbiamo trasformato la nostra vita credendo in questa opportunità. E quindi vi presento la frase in inglese relativa al concetto di coloro che vogliono la rete sotto. Chi sono? Sono those who lose because they don't burn ships. Those who lose because they don't burn ships. Cosa, caspita, potrebbe mai significare. Intanto restate qui perché tra un po' chiudiamo mostrando i vostri post. Laura, la soddisfazione che ho avuto è che mio marito ha parlato benissimo di questo lavoro dopo che per mesi ha criticato. Perché quando si conosce dal di dentro questa professione, quando si vede la fatica che si fa per diventare irrimediabilmente felici e quando si vede l'onestà intellettuale e la trasparenza con cui lo facciamo, perché siamo molto più tracciabili noi che le persone che magari puntano il dito contro il letto. Noi siamo tracciabili, i nostri profili sono aperti e soprattutto le nostre case sono aperte. Se volete venire nelle nostre case a toccare con mano come lavoriamo, a vedere i nostri conti correnti, a vedere la nostra posizione fiscale, casa è aperta e vi do una notizia, ci troverete in casa anche. Perché lavoriamo da dove vogliamo e quindi in questo periodo si lavora a casa. Almeno la porta di Casa Tempesta è assolutamente aperta perché voi possiate venire a toccare con mano a vedere quello che facciamo. Allora, la traduzione è questa. Coloro che perdono perché non bruciano le navi. Intanto, Marilena precisa. Mario Romani, per favore, fede giallo, perché ho detto Laziali quando ho detto non ci devi provare, ci devi riuscire. Ma la Lazio ha preso una cantonata, se non erro. Allora, quelli che perdono perché non bruciano le navi. Quelli che perdono perché non bruciano le navi, sì. Arrivo, dice Giussi. Quelli che perdono perché non bruciano le navi. Bruciare le navi è un concetto molto utilizzato nella nostra industria. Quelli che abbandonano perché non bruciano le navi, ecco qua. Quelli che perdono, questa è la traduzione, quelli che perdono perché non bruciano le navi. Cosa significa bruciare le navi? Significa arrivare da qualche parte, a provare magari su un'isola, con la nave, voltarsi e vedere che quella nave in realtà è l'unico mezzo che tu hai per tornare sui tuoi passi, per rimetterti in viaggio al contrario. Invece io, Alessia e chi ce la fa, molte delle persone che stanno seguendo questa live, che sono nel nostro team, ce l'hanno fatta e ce la stanno facendo, questo accade perché hanno bruciato le navi. Cioè, deciso di non tornare sui propri passi. Quindi, quando arrivi su un'isola e bruci le navi, impedendo a te stesso, togliendoti la tentazione di mollare, risalire sulla nave e andare indietro, lì funziona. Quando hai le spalle al muro, quando hai realmente capito che lì fuori non potrai trovare mai chi ti paga per quanto vali. Perché lì fuori trovi solo chi ti paga per quanto tempo gli regali. Quando avrai capito e avrai la consapevolezza del dove hai messo il culo, quando avrai la consapevolezza che quella può essere la strada risolutiva, ti verrà spontaneo bruciare le navi. E non potrai mai perdere, mai. Perché quando ti si bruciano le navi e sei sulla tua isola deserta, ti industri, comincerai a costruire una capanna, poi una tribù, una città, il tuo impero. E questo accade matematicamente, a meno che tu non aspetti che che arrivi qualcuno a costruirti la capanna, a imboccarti e a darti il cibo, che invece dovrai procacciarti da solo, è come dire che non puoi arrivare in America se non hai il coraggio di perdere di vista la costa. Bravissimo, un'altra immagine che utilizzo spessissimo è quella di coloro che salgono a bordo, tagliano l'ormeggio, quindi tagliano la corda, e sentono già di essere sulla strada giusta. Dice, sai, sono salito a bordo, adesso ci stacchiamo da terra, tagliano le cime, e restano lì, trasportati dalla corrente, che prima o poi li risbatterà contro la banchina. Sapete quando tutto cambia? Quando inizi a beleggiare, quando inizi a puntare all'argo, quando sei in alto mare e quando hai capito che quella scelta ti rende padrone del tuo destino perché puoi andare dove vuoi. E anche se c'è vento di opportunità, come purtroppo in questo periodo c'è e c'è stato, perché dalle crisi che nascono le opportunità, c'è un grande vento di opportunità che ha trasformato tantissime vite, ma questo vento non serve a nulla se tu non hai deciso di far beleggiare, non impari a direzionare la tua nave nella maniera giusta. Quindi, Simo, assolutamente sì, bisogna perdere di vista la costa, quanto è vero questo. Quindi, se nei vostri team avete persone che non ce la fanno, affrontatelo questo argomento. Ma tu, io lo so che tu hai un piano alternativo. Io almeno ne sono certo. Quando qualcuno viene da me e mi dice sono un po' in crisi, adesso non mi sto divertendo, oppure sai, ho perso l'entusiasmo, io dico, giusto, è normale che tu hai perso l'entusiasmo, perché hai già un piano B, perché non hai mai bruciato le navi, perché quando bruci le navi è per sempre. Io non conosco networker che abbiano iniziato ad avere successo e poi abbiano abbandonato questa nave, abbiano abbandonato la professione. Semmai cambiano azienda pensando che siano le aziende che fanno la differenza. In realtà sei sempre tu, perché il prodotto è uguale per tutti, i piani compensi sono uguali per tutti. Non è quello che fa la differenza. Ma non ho mai visto un networker tornare a lavorare, perché quando tu tocchi con mano ciò che può darti questa industria, capisci perfettamente la grande opportunità che hai tra le mani. Benissimo. Questa era la quarta e l'ultima frase relativa a questi quattro concetti networker, not worker, network, network. Quindi vi ho dato quattro categorie per incasellare e definire le persone che nella vostra industria, nel vostro team, fanno o non fanno. Ora sapete come individuarli. Bene. Allora, attenzione. Adesso faccio sparire immaginabilmente queste scritte. E qui appariranno i tre posti che voglio presentarvi oggi. Attenzione. Vi prego di non far mancare i vostri applausi, i vostri cuoricini. Ancora una volta, condividete la puntata di oggi. Se queste quattro categorie può interessare a far vedere alle persone del vostro team, anche per partecipare all'estrazione della puntata 80. Vi ricordo che la Maratona You Leader, inizialmente prevista per sabato prossimo, quindi per dopodomani, non la terremo dopodomani, ma la faremo in occasione della puntata numero 80. Vi daremo dettagli perché vogliamo fare una cosa ancora più celebrativa. Quindi, siete pronti? Vi mostro il primo post. Ciao, Beatrice. Ci sono da zero branco. Allora, attenzione. Il primo post di oggi è questo. Non l'ho vista oggi, ma vi presento. Anna Lisa Gori. Questo è un suo post, nel monitor una delle recenti formazioni, alcune di Paolo Meucci. E Anna Lisa dice, l'investimento più grande che puoi fare è quello su te stessa, sempre. Credi in te, nelle tue potenzialità, credi nella tua determinazione, nella tua voglia di farcela. Rendi forte il tuo perché. Ho scelto questo post non solo per la simpatia di Anna Lisa, per la stratosferica bellezza di Anna Lisa, ma soprattutto per il concetto. Rendi forte il tuo perché. Ogni giorno mettiamo questo caspita di piede sinistro a terra quando scendiamo dal letto e dimentichiamo di ricordare a noi stessi perché devo dare il massimo. Per chi devo dare il massimo? Ecco, ecco. Ciao, Anna Lisa. Fortissima, dice Simona. Tesoro bellissimo, dice Luana. Informatela, informatela. Non so se Anna Lisa è connessa. Il cuoricine di Monica, niente di più vero, dice Elisabetta. Verissimo, questo post. Rendi forte il tuo perché. Grande, bellissimo, rendi forte il tuo perché. Natascia, dice, bravissima. Piacere, Anna Lisa, si presenta Maria. Grande, dice Sara. Luana, tag Anna Lisa Gori. Bravissima, Anna Lisa, dice Patrizia. Ti aggiungo al volo, dice Alessandra. Seguite, seguite Anna Lisa. Ciao, Anna Lisa, piacere di conoscerti. Bravissima, dice Deborah. Francesca, è proprio vero, farlo per noi stessi. Buongiorno a tutti. Dovete sapere, peraltro, che Anna Lisa ha una passione molto particolare e anche una profonda conoscenza dell'arte. Parliamo di opere pittoriche e non solo, quindi, c'è tanto anche spessore nei nostri film e tanta conoscenza. Ciao, Anna Lisa, complimenti. Ti dice Francesca Buzzi, i cuoricini di Romina. Molto bene, andate sul profilo. Qui è Facebook, ma ovviamente ognuna di voi, immagino, si attiva anche su Instagram e andate, quindi, a vedere le storie. Prossimamente, invece dei post, io vi presenterò alcune storie delle persone in maniera da sentire anche la loro voce. Verissimo, dice Vanda. Molto bene, grazie a Anna Lisa. Questo era il suo post. Mi auguro che potrà vederlo e essere felice dei vostri commenti e dei vostri cuoricini. Attenzione, secondo post della giornata, un'altra networker che ieri ha condiviso You Leader e che in questo post dice qualcosa di molto importante. Lei è Alessandra Rossetto e dice, amiche e amici, buon pomeriggio. Quindi il post risale a uno o due giorni fa. Qualcosa vuole bloccare il vostro cammino? Girate pagina, una bella pagina, nuova, pulita, e cominciate a riscrivere la vostra vita, giorno dopo giorno, i vostri obiettivi. Credeteci davvero e li vedrete materializzarsi. Buona vita a tutti. Non c'è niente di più vero. Fare tabula rasa è la maniera migliore per ricostruire se stessi, per cercare il riscatto. Non va mai cancellato e rimosso il passato, non va mai rinnegato, perché non dovrete mai dimenticare come vi siete sentiti. Ieri ne parlavamo con Alessia. La famosa frase, dimentico ma non perdono, non è fuori luogo, è una bella frase, perché non bisogna mai dimenticare come ti hanno fatto sentire. Certo, il perdono ci sta ed è una forma di superiorità, ma non bisogna mai dimenticare come ti hanno fatto sentire, perché è da lì che parte il riscatto. E questo è quello che ci dice Alessandra attraverso questo post. Anastasia intanto dice grazie di questo messaggio di positività, l'ho appena aggiunta, grande, anche Mario, Alessia, grazie Anastasia. Allora, piacere Alessandra, dice Maria, Silvia, fantastica, perfettamente a ragione, vero, dice Paola, bravissima Alessandra, bellissima, pagina nuova sempre, un nuovo inizio, bravissima, parole sante, bravo, ottimo consiglio, bellissimo questo post, dite da Alessandra che è qui, ieri ha condiviso questa puntata, quindi è probabile che lei non la veda in diretta, i curicini di Patrizia, esatto, Alessandra dice, Michele, andate sul suo profilo, eccola qui, si è palesata, grazie, grazie a te per aver suscitato, aver stimolato la riflessione di tutte queste persone che hanno capito che quando qualcosa non va, gira pagina, una bella pagina davanti, ti dà la possibilità di scrivere il tuo finale. Bravissima. Mai, il nostro punto di partenza, piacere Alessandra, ho i brividi, quanta verità, ciò che è stato ieri è la lezione per il tuo oggi. Esatto. A volte perdiamo troppo tempo a rimuovere gli errori, a cancellare, a correggere ciò che è stato. Facciamone tesoro, giriamo pagina e scriviamo, scriviamo. Sarà una brutta copia, poi la scriveremo bella, la vita si trasformerà in qualcosa di elegante e arriverà il desiderato successo. Grazie ad Alessandra per aver condiviso questo suo pensiero, grazie a voi per aver flaudito. Terzo ed ultimo post del giorno, chi sarà mai la persona che mostrerò adesso? Signore e signori, vorrei sapervi sobbalzo il cuore che ha avuto in questo momento Tiziana Arpa, la quale in una sola riga, in una sola frase, dice, tutto può essere distante, ma niente è irraggiungibile. E se pensi così, vinci. Perché anche la distanza più lunga la raggiungi facendone il primo passo e facendone tanti altri. Ed è quasi automatico raggiungere l'irraggiungibile se tu fai il primo passo e rifai il passo. Di quello si tratta, trovare la chiave e farlo, farlo fino a quando tutto si realizzerà. La prima a reagire è proprio Tiziana che dice, wow. Eccoli qui. Lalla, grande Tizi. Wow, Tiziana, dice Alessandra. Verissimo, dice Natascia. Bello, Tiziana. La mia amata Tiziana, dice Paola. Piacere di conoscerti, Tiziana. Andate sul suo profilo. Ci sono tante di queste perle. Paola Pucci, cuoricino. Vero, dice Deborah. Tutto può essere distante, ma niente è irraggiungibile. Buonanotte. Questo sta tanto di pensiero prima di andare a dormire. Wow, pazzesca. Poche parole, ma che fanno proprio centro. Esatto, Sara. Se lo vuoi per davvero, lo raggiungi. Ribatte Elisabetta. Bravissima, Tiziana. Poche parole che arrivano dritte al cuore, dice Nancy. Tiziana è bravissima, la seguo. Seguitevi a vicenda. Seguite i miei consigli. Quando la mattina vi paleso, vi metto in evidenza questi post, perché vuol dire che c'è un profilo che merita di essere seguito e di essere valorizzato. Spesso, ve lo confesso, vado sui vostri profili con l'intenzione di estrapolare un post, ma poi magari trovo prodottini o magari poi trovo un eccesso di carote tagliate alla julienne e non trovo quella spinta che serve. Quindi pensate anche nel costruire i post che magari potrebbe essere uno di quei post che viene messo qui a You Leader. Soprattutto condividete le live, perché condividendo la live io potrò andare a scegliervi passo dopo passo fino alla meta. Dice Mara in cuoricino, grazie, con le mani giunte da parte di Tiziana. Finisce qui questa puntata di You Leader, numero 69. Domani puntata numero 70. Grazie a voi per essere stati qui. Alexa, volume 6. Andiamo a chiudere questa settimana per quanto ci riguarda Bob. Divertiamoci a fare quello che facciamo. Trasformiamo questa giornata in un magnifico capolavoro e soprattutto divertiamoci, divertiamoci, divertiamoci. Perché se non ti diverti, non funziona. Se non ti diverti, non funziona. Sempre con il sorriso per essere dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi. Grazie a tutti, buona giornata. Appuntamento a domani. Grazie a voi. Ciao. Domani mattina, 8.45, tutti qui. Ciao. Sottotitoli e revisione a cura di QTSS FINE TRASCRIZIONE YL-0034

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