YOU LEADER Puntata 68
domenica 15 gennaio 2023 · ore 23:52
Di cosa si parla
Vuoi essere uno dei tanti o uno tra tanti? In questa puntata ti parlo di ribellione sana, legale e produttiva: non fare qualcosa solo perché lo fanno tutti. Ti invito a chiederti chi vuoi essere e che vita vuoi, senza reprimere il desiderio di distinguerti. Parliamo del valore dei no e del fallimento, da cui può partire il riscatto. E di come assaporare la quotidianità, mettendoci un po’ di pepe invece di lasciarla scorrere senza emozioni.
Fa parte del tema Autostima: tutti gli articoli e le puntate
Trascrizione della puntata
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Buongiorno! Buongiorno, benvenuti all'anteprima della puntata numero sessantotto. Good morning, buongiorno, buon mercoledì, ventiquattro febbraio, oggi è il compleanno della nostra gattina, della nostra gattina Ariel qui in Casa Tempesta, ci sarà aria di festa, inviteremo tutti i gatti del vicinato visto che con gli uomini non ci si può abbracciare. Buongiorno a tutti, benvenuti, in sottofondo le musiche e le note di Stevie Wonder, grazie per essere qui, per aver scelto You Leader per iniziare la vostra giornata, buongiorno a voi, il saluto più veloce del West oggi è quello di Simona Palmerio, live da Roma.
Buongiorno Simona, buongiorno Alessia Tempesta, oggi dobbiamo preparare la torta per Ariel, oggi è cinque anni o sei? Ho perso il conto, buongiorno Giulia Darzignano, buongiorno Maria da Catania, buongiorno Silvia da Parma, Rossella, good morning Brigitte, buongiorno a te, Giovanna, buongiorno live da Spezzano, Emanuela, buongiorno da Vicenza, Vanda da Mesagne, piano terra, buongiorno da Avezzano alla nostra Rossella, buongiorno a Silvia, buongiorno Silvia da Fuerte, buongiorno Giussi da Marsala, bellissima diretta ieri in Riva al Mare, Lara, buongiorno a te, Giorgia da Cairo, Montenotte live, Monica, live dalla Dispoli, buondì ad Alfredo, Tiziano, ciao, Clelia, buongiorno da Pordenone, Lorenzo, buongiorno da Livorno al Conte, buongiorno Conni, banda, tagga le persone del suo cerchio, buongiorno da Pisa alla nostra Maria Lombardo senza immagine del profilo quest'oggi, auguri ad Ariel, Stea, Giovanna, Mario e anche il mio compleanno, auguri Giovanna, tanti auguri, oggi croccantini anche per te, presumo, buongiorno, così come alla nostra gattina, auguri Giovanna per i tuoi diciotto anni, buongiorno Patrizia da Mesagna e Luana, da Palermo, Silvia, da Bolzano, Anita, buongiorno a te, buongiorno Monica, live da Roveredo in piano, se mi state vedendo in diretta fate come hanno fatto gli amici, scrivete live da e mettete il nome della vostra città, se mi state vedendo in registrata scriverete semplicemente replay da, anche se devo dire la verità sono rarissimi i commenti con la scritta replay, la rubrica viene vista tantissime volte in registrata ma non c'è l'abitudine di scrivere replay, cercheremo di indagare perché c'è questo andamento statistico, dunque oggi parleremo di ribellione, vedete il titolo della rubrica odierna, io sono ribelle, Alexa volume 5, io sono ribelle, parleremo di questo, parleremo di quella sfaccettatura, di quella marcia in più che deve avere chi vuole costruire il suo impero, perché l'abbiamo visto ieri no? Ridere è il segreto in realtà del successo così come lo è la ribellione, entro chiaramente alcuni canoni concependola così come deve essere concepita, perché essere troppo obbedienti non porta da nessuna parte, perché non ti permette di obbedire a te stesso, quindi vi inviterò oggi a essere in maniera sana, in maniera legale, in maniera soprattutto produttiva, vi insegnerò a essere ribelli, quindi se siete pronti prendete carta e penna perché tra pochi istanti inizierà la puntata numero 68, il che vuol dire che domani sarà la puntata 69, ma tra poco. Io sono ribelle, eccolo qui, avrei dovuto virgolettarlo in maniera che risulti che sia una frase che potete dire tutti, anzi guardate lo faccio proprio per precisione, per completezza, perché non sia io solo l'unico a dire io sono ribelle, ma l'ho virgolettato in maniera che voi possiate anche sentirla una vostra frase. Dunque se volete condividere la live che stiamo per vivere insieme fatelo subito premendo il pulsatino condividi perché oggi riuscirete a comunicare al vostro team che attraverso la ribellione che arrivano i risultati anche inaspettati e attraverso una forma di sana disobbedienza che si riesce a ottenere spesso quello che si sente dentro, per cui condividete questa live anche perché vi consentirà quando faremo la puntata numero 80, che ci sarà il 12 marzo, di partecipare a un'estrazione.
Quindi tutti coloro che stanno condividendo queste live, a partire dalla live numero 50, parteciperanno a un'estrazione. Più live avrai condiviso quotidianamente, più ticket con il tuo nome ci saranno nell'urna. Allora vediamo gli ultimi saluti prima di iniziare.
Dunque, dunque, dunque. Raffaella, buongiorno dall'ufficio ma dato che oggi sono sola ho acceso il cellulare. Bene, cuffiette, attenzione non farti scoprire.
Buongiorno Lara da Fontana Rossa, parlava Raffaella. Elisabetta da Roveredo, Stefania da Livorno, da Lugano, Simona, bellissimo. Joe, buongiorno da Paola.
Quindi dalla Calabria, buongiorno Brigitte presente. Marilena, buongiorno Mario, buongiorno community di You Leader, live da Ostia. Simo, buongiorno dall'assolata Gran Canaria, fantastico.
Federica da Pescara, Laura, bellissima gente. Ciao Francesca, Silvia, buongiorno da Mesagne. Nancy, buongiorno, live dell'autostrada Messina Palermo.
Non ascolto più radio ma voi ho zoom in replica. Diglielo a a Linus e a Savino di radio DJ. Ciao Picciotti, dice Liliana.
Buongiorno Francesca Cesaria, live da Brinzi, dal terzo piano. Allora, iniziamo. Queste sono le quattro parole attorno alle quali ruoteranno i nostri concetti.
Sono quattro frasi che lanceranno altre tante frasi. Chi vuoi essere? Che vita vuoi? Che cosa vuoi ottenere? Cosa vuoi fare? Sono quattro C. Che, culo, che, ci abbiamo. Chi vuoi essere? Che vita vuoi? Cosa vuoi ottenere? Cosa vuoi fare? Attenzione, rispondiamo al primo concetto.
Chi vuoi essere, lo facciamo come di consueto con una frase, in inglese. Peraltro, so, il mio figlio sta terminando la sua prima ora oggi di lezione in DAD e ha un incorso, una verifica in inglese. Chi vuoi essere? La prima frase è questa.
È una domanda, ovviamente. Do you want to be one of many or do you want to be one among many? Cosa significa? Letteralmente, soprattutto, cosa significa il concetto? Do you want to be one of many or do you want to be one among many? Vediamo un po' le doti da translator di ognuno di voi dove arrivano oggi. Ciao Rossella, ciao Lisa da Taranto.
Liliana dalla Svizzera, da Obualdo in particolare. Penso che si pronunci così, Obualdo. Betti, buongiorno da Genova, Raffaella.
Ho sbagliato, otti nove. No Fontana Rossa, ma Fontana Fredda. Ah beh, Fontana Fredda con Fontana Rossa.
Non solo cambiava proprio il colore, ma cambiava proprio la temperatura. Buongiorno Federica Live da Mesagni. Maledetto otti nove, non ci abitueremo mai.
Do you want to be one of many or do you want to be one among many? Simona. Simona è stata la prima e dice, la domanda sarebbe, vuoi essere uno dei tanti o uno tra tanti? Yeah, è così. Sonia, buongiorno da Livorno.
Giada, vuoi essere una dei tanti o vuoi essere per among? Chiedo l'aiuto da casa napolitano. L'inizio, l'incipit era corretto. Giulia, vuoi essere uno dei tanti o uno tra tanti? Do you want to be, do you want, vuoi to be, essere, to be or not to be, essere one of many, cioè uno dei tanti, or do you want to be one among many? Among si usa quando si dice fra tante alternative.
Among many, quindi, esattamente è come avete tradotto. La domanda è, ma tu, ma tu? Partiamo da un presupposto, perché se non ci chiariamo questo concetto non sarà chiaro dove, caspita, dobbiamo andare a parare con questa magnifica attività chiamata network marketing. Ma tu, vuoi essere uno dei tanti? Guarda il mondo, guarda il pianeta, guarda il tuo contesto, la tua città.
Tu, vuoi essere uno dei tanti o vuoi essere uno tra tanti? Guardate che c'è una differenza molto più che sostanziale, perché essere uno dei tanti è la scelta che fanno coloro che non se la sentono di essere ribelli, perché dicono lo fanno tutti dunque così. Sai, per non uscire dalla mia zona comfort, sai che faccio? Faccio come fanno tutti. Ah, tu mi vuoi dire che con il network marketing online, lavorando da casa, puoi fare un sacco di soldi? Ma se fosse così, tutte quelle persone che vanno a lavorare si spaccano la schiena per 1200 euro? Ecco, questo lo pensa uno dei tanti, perché tutti la pensano così.
Ma tu, se sei qui, hai deciso probabilmente di essere uno tra i tanti, così come uno tra i tanti che hanno deciso di essere quindi il concetto che vorrei analizzare insieme a voi oggi è l'importanza dell'essere ribelle, l'importanza del non farsi fagocitare, non fatelo ragazzi, non fatevi fagocitare da ciò che sembra buono perché lo fanno tutti. È il solito concetto della certa maggioranza che pensa di avere, di detenere la verità e invece la maggioranza delle persone patisce le pene dell'inferno lavorativamente parlando. E se tu hai deciso di allinearti e hai deciso di non credere a quello che raccontiamo, sei destinato a essere uno dei tanti.
Ma io, parlo per me, ma so di parlare anche a nome di molti di voi. Ho deciso di essere uno tra tanti perché fra tutti coloro che sono fagocitati, allineati e azzittiti da un sistema che li vuole normali, ho deciso di essere ribelle, ho deciso di credere che esistesse un'alternativa e questa alternativa, grazie all'intuito di mia moglie, l'abbiamo trovata. Quindi, buongiorno Alessandra! Simone, uno su mille ce la fa, diceva Gianni Morandi.
Per noi solo il 2% aiuto. Se ci pensi, uno su mille è bassissima come percentuale, è lo 0,1% se non erro. Giusto? Noi invece parliamo di 2%, quindi è una buona percentuale.
E in realtà è così. Uno su mille ce la fa, ma quanto è dura la salita. In fondo c'è la vita, se non erro, diceva Gianni Morandi.
Peraltro vi ricordo e vi preparo moralmente, sappiate che, terminato il campionato mondiale di sci, tra un po', a partire dalla prossima settimana, dal 2 marzo, vi stalkerizzerò, faremo una specie di stalk show perché vi parlerò frequentemente del festival di Sanremo. Non escludo che le puntate della prossima settimana di You Leader siano tutte musicali. Non escludo che andremo a vedere i testi che saranno presentati a Sanremo, perché a me piace moltissimo andare a indagare questo aspetto e mi piace moltissimo Sanremo, perché sono un ribelle e in quanto ribelle mi piace Sanremo, perché tutti, non al Grande Fratello, non Sanremo, spazzatura, tv spazzatura, a me piace Sanremo, perché io sono un ribelle, amo le cose buone, quindi fanculo me lo vedo.
Voglio essere semplicemente me stessa, occhi sul premio e sguardo all'orizzonte, come fanno i navigatori sulle navi a veda. Buongiorno dalla cucina di Padova a Silvia. Dunque, vuoi essere uno dei tanti o vuoi essere uno tra tanti? Fatevelo questa domanda.
Nelle vostre stories, oggi nei vostri post, affrontate questo argomento. Io ho deciso di ribellarmi, perché la ribellione ti dà quel senso di sfida che ti porta a raggiungere il tuo obiettivo, a costruire il tuo impero. Per ribellione non parlo di praticare l'anarchia, lo specifico sempre, non intendo dire che dovete preparare le Molotov e andare a tirare le bottiglie Molotov in via dei babbuini oppure contro contro le porte, le sedi dei sindacati, non parlo di quella ribellione.
Quella è la ribellione degli insoddisfatti. Per ribellione non intendo scendere a protestare in maniera aspra. Quello lo lasciamo fare ai lavoratori insoddisfatti quando gli parte la giribilicoccola.
Alfredo, anche a me piace e chi dice di non vederlo mente sapendo di mentire. Noi siamo ribelli invece. Quello che gli altri snobbano si ne nobilitate.
Buongiorno Romina, da Venezia. Dunque, molto bene, siate, mi raccomando, uno tra tanti. Esattamente come, ripeto, sto continuando a leggere in questo magnifico libro dedicato alla Silicon Valley e oggi mi ero aperto questa pagina che mi ha colpito in particolare.
Guardate cosa c'è scritto qui. Fail fast, fail better. Fallisci alla svelta, fallisci meglio.
Qui racconta che negli Stati Uniti, in questa particolare area degli Stati Uniti, in cui crescono e fioriscono le start-up, c'è una cultura, la cultura del no, la cultura del fallimento. Se devi fallire tanto vale farlo subito e fallisci bene perché solo da lì partirà il tuo riscatto. Invece questa forma di cultura non esiste in Europa e dunque in Italia.
Ma noi sì! Perché noi vi proclamiamo, vi raccontiamo il valore del no. Ieri in una fantastica Zoom, nel nostro team, abbiamo avuto una fantastica ospite esterna, Alessandra Fini, che ci ha raccontato i suoi 450 no prima di trovare la strada giusta per diventare libera con il network marketing. Il valore del no.
Dunque, che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Che vita vuoi? Ecco perché bisognerebbe mettere pepe e peperoncino sulle proprie giornate, sulla propria quotidianità, sulla propria esistenza. Ed è esattamente il contrario di quello che ognuno di voi vuole. Elisabetta, il fatto che siamo qua è proprio perché vogliamo essere uno fra tanti.
Bravissima. A volte, cara Elisabetta, a volte non si riconosce dentro di sé questa spinta verso il desiderio di farcela. A volte, talmente latente, lo reprimiamo in maniera subconscia e soprattutto pensiamo di non meritare di essere uno fra tanti, che reprimiamo quella parte, ma dentro c'è il desiderio di essere uno fra tanti.
E il network marketing è un'opportunità favolosa per mostrare quello che vogliamo e il valore che dobbiamo necessariamente mettere in campo per chi ce l'abbiamo, per diventare uno fra tanti. Allora, cosa significa? It's normalcy that makes life fleeting and boring. Ciao Sandra, d'Arzignano.
Vocabolario alla mano? Cos'è normalcy che mette fuori strada? Mi sembra troppo banale che si dica così. Elisabetta dice è normalità quello che fa la vita fugace e noiosa. Più o meno è normalità quello che fa la vita fugace e noiosa.
Più o meno, attendo qualcun altro che provi ad aggiustare il tiro. It's normalcy that makes life fleeting and boring. Più o meno ci siamo.
Più o meno ci siamo. E intanto sotto, Stevie Wonder. Wow.
Niente, niente. Eh, siamo un po' languendo in inglese. Attenzione, Valeria.
Valeria. È la normalità, grande Valeria. È la normalità che rende la vita fugace e noiosa.
Scrivetevelo sui muri. È la normalità che rende la vita fugace e noiosa. Ma dove mi vengono queste pseudocazzate che però sono profondissime.
Chi vuole una vita fugace? Una vita a morde e fuggi. La volete? No, io no. Io me la voglio godere tutta.
La voglio assaporare la mia vita. E la vita è fatta di quotidianità. E io mi voglio assaporare ogni quotidianità.
Non mi sentirete mai dire io faccio network marketing e lavoro indefessamente tutto il giorno. Ho smesso di guardare la tv perché sono in focus. No.
Perché io faccio questo lavoro perché durante la mia giornata voglio fare ciò che voglio e voglio assaporarla. Ecco perché faccio cose anormali durante la mia giornata. Tipo essere in focus facendo network marketing.
Quindi brava Valeria perché questa triste normalità è esattamente quello che rende la vita fugace come gli amori quelli nascosti, veloci. È noiosa ma che vita è condurre una vita da mediano? Che vita è condurre una vita normale? Normale. La normalità non è soltanto legata al concetto di routine.
È legata alla mancanza di emozioni. Analizza la vita delle persone accanto a te. Ma che diavolo di emozioni provano? Sono emozioni produttive per la propria felicità? Sono emozioni che gli consentono di dire sono felice di vivere? Questo è quello che bisogna inseguire.
Non la ricchezza nel conto corrente, non la soddisfazione di aver calpestato qualcuno. Assaporarsela. Questa vita assaporarsela.
Sentire ogni giorno il ticchettio dell'orologio e dei secondi che diventa sempre più letto. Questo desidero io. Che la giornata scorra lentamente.
Non appartengo più alla categoria di coloro che guardano l'orologio e dicono sono le nove e zero nove. Non vedo l'ora che siano subito le dodici e zero nove. Io non lo faccio più.
Questo errore di desiderare che il tempo corra. Non calcolo più ciò che mi separa da ora ad una cosa che mi emozionerà. Perché ho deciso di emozionarmi ogni giorno.
Ogni singolo istante. Ci sono momenti in cassatura durante il giorno? Pochi. Ci saranno momenti in cui sono giù di morale durante la mia giornata? Pochi perché ho deciso di assaporarmela, di limitare, di contestualizzare, di combattere lo sbalzo emotivo che ti dà la vita e l'abbassamento umorale che le deriva e quindi tu se vuoi diventare il tra virgolette il dominatore di un impero e vuoi diventarlo attraverso la normalità, attraverso la mancanza di emozioni, attraverso la piattezza, senza giocare e vuoi arrivarci con mentalità da adulto? Non ci arriverai mai.
Ti sembra normale uno come il sottoscritto che durante una zoom di recente. All'improvviso ha cominciato a parlare così. Ti sembra una persona normale? È solo per questo perché parlo come Topolino.
Pensate che io sia un coglione? Mago Forrest una volta, dopo aver sparato una serie di puttanate, disse ehi, io lo so che i pirenei sono una catena molto spagnola. Casomai pensate che io sia un fesso. Quindi la normalità che in questa tempesta difficilmente troverete è un valore aggiunto, è un valore non aggiunto, cioè è un valore che ti rende la vita noiosa.
Io ho deciso di essere ribelle, di ribellarmi e di non inseguire la normalità. Anche nel nostro modo di fare network marketing non siamo poi in realtà troppo normali e troppo uguali agli altri. Anche noi nel fare il network marketing.
Ciao Sara, dunque bravissima Valeria che è stata rapidissima a tradurre. Ciao Sara da Budoia. Esatto Giulia, buongiorno da Messagna d'Angela.
Stavo a lavorare in focus. Ma non sei normale? Che fai? Ti svegli e lavori subito? Non sei normale? Ma perché non fai come fanno tutti? Perché non ti sei svegliata alle quattro, non ti sei messa in una macchina, sei andata un'ora e mezza sul raccordo a nullare per poi andare a pagare il parcheggio, per poi andare a lavorare, a realizzare i soldi di qualcun altro, poi rimetterti in macchina alle sette, stare un'ora e mezza sul raccordo per poi tornare a casa, farti la doccia, cenare, guardare un po' del Grande Fratello e poi coricarti e vivere una, due, tre ore al giorno. Quella è la normalità che amano le persone.
Io no, io sono ribelle. Buongiorno dal treno per Milano. Non tirare il freno d'emergenza per essere ribelle.
Prosegui e fatti questo sorrisino senza farti vedere la persona davanti a te che ti prenderebbe per pazza. Siate folli, diceva Steve Jobs. Attenzione, frase numero tre.
Che cosa vuoi ottenere? Perché chi vuoi essere lo abbiamo visto. Una vita squilibrata? Una vita spericolata? L'abbiamo visto. Che cosa vuoi ottenere? Quindi prepariamoci.
Il vocabolario era a mano, intendevo dire. Frase numero tre. Amici, we are not normal, but we are ordinary people destined to do extraordinary things.
We are not normal, but we are ordinary people destined to do extraordinary things. Alessia, come si dice destined? Mi sono iniziato in corso d'inglese. We are not normal, but we are ordinary people destined to do extraordinary things.
Destined and destined to do extraordinary things. Che cosa si dica così? Va bene, dice, perché vorremmo tirare il freno. Elisabetta, mamma che velocità, ragazzi.
Noi non siamo normali, ma siamo gente ordinaria destinata a fare cose straordinarie. Yes. Anche Alfredo.
Noi non siamo normali, ma siamo persone normali eh? Destinati a fare cose straordinarie. Eccolo là, ordinarie. Figurati se la precisione del dottor Piliego non correva in aiuto.
Non siamo persone normali, ma siamo persone ordinarie destinate a fare cose straordinarie. Valeria, non siamo normali, siamo persone ordinarie destinate a fare cose straordinarie. Valeria, nei giorni scorsi il tuo nominativo l'ho visto forse di rado.
Oggi vi vedo particolarmente attiva e mi fa piacere. Oggi è Scirocco. Scirocco, si dice.
Raffaella, noi non siamo normali, ma siamo persone normali eh? Destinate a fare cose straordinarie. Noi non siamo normali, ma siamo persone ordinarie destinate a essere straordinarie. Yes.
Non siamo normali, ma siamo persone ordinarie destinate a fare cose straordinarie. Non siamo persone normali, ma siamo persone ordinarie destinate a fare cose straordinarie. Non siamo persone normali, ma siamo persone ordinarie destinate, come ribadisce Lisa, a fare cose straordinarie.
Telefono impallato. Ve lo ribadisco. Mi sembro una persona normale? Ditelo, scrivetelo nei commenti.
Lasciatevi andare tranquillamente. Non appartengo alla categoria di quelli che si offendono se gli dicono qualcosa. Anzi ho ho imparato a a desiderare che le persone mi dicano in faccia ciò che pensano di me perché mi rende la vita divertente quando in maniera gratuita qualcuno mi attacca, mi critica perché mi dà la possibilità di dire le due paroline più importanti sulla terra.
Ma dai! Quindi, vi sembro una persona normale? Non sono una persona normale, ragazzi. Io, come voi, come molti di voi, sono una persona ordinaria. In an ordinary world, direbbero i Duran Duran, il buon Samuel Bon, sono una persona ordinaria, ma che ogni giorno fa delle cose straordinarie per avere qualcosa di straordinario.
Non è solo straordinario ciò che accadrà nella mia vita. È già accaduto e accadrà. Non è solo straordinario quello, ma è straordinario ciò che faccio, ciò che facciamo, ciò che fate è straordinario.
Così come ciò che otteniamo è straordinario. Siamo destinati ad avere risultati straordinari, noi ordinary people. Invece le persone normali, che sono quelle che razionalizzano e che dicono ah, cosicché per fare network marketing io devo pagare? Cioè, io devo mettere 22 euro e 48 centesimi per lavorare? Ma non sei normale, ti dicono.
No, no, io non pago per lavorare. Io preferisco fare un lavoro tradizionale. Io preferisco mettere la benzina per andare e venire, svegliarmi alle cinque la mattina.
Preferisco pagare il parcheggio. Preferisco pagare l'abbonamento dell'autobus. Sai che c'è? Io preferisco mangiare fuori a pranzo.
Sai, quelle dieci, dodici euro a pranzo ogni giorno preferisco spenderle. No, io guarda, mediamente, come tutti i lavoratori dipendenti, preferisco spendere 3500 euro l'anno per andare a lavorare. E poi mi rompi le palle per 22 euro e 48? Ecco, questa è la differenza fra tu che sei normale e razionale e io che sono ordinario e folle.
Diversamente normali, esatto. Diversamente piacevolmente è diversamente normale. No, Nicoletta, no, eh? No, eh? Non puoi fare questo.
In ritardo. Oggi Nicoletta in ginocchio sui ceci. Preparati bene, truccati, fatti bella, sistemati, sciogli la lingua perché oggi pomeriggio sarai protagonista di una formazione fantastica nella nostra scuola tempesta che non interessa a tutti coloro che magari stiamo seguendo in questo momento, però ho avuto l'ardire di ricordarmelo.
Va bene, avete qualcosa da commentare? Vi sentite persone normali o persone ordinarie? O meglio, vi sentite persone normali o vi sentite ribelli? Vi va di scrivermelo qui sotto? Scrivete. Io sono ribelle oppure io sono normale, io sono angosciata, io sono delusa. Anche se tu sei triste, sentiti ribelle e accadrà qualcosa di straordinario nella tua vita.
Poi, peraltro, non so se dall'esterno delle persone se ne stanno accorgendo, ma in questa settimana molti di noi stanno vivendo un momento di piacevole compressione, di focus intenso perché stiamo andando a raggiungere tutti dei risultati pazzeschi questa settimana, quindi siamo particolarmente energici. Patrizia, io sono ribelle e sti cazzi! Che bella consapevolezza c'è di essere ribelli senza farsi arrestare ovviamente per per proteste o per anarchia. Io sono ribelle.
Io me lo dico tutti i giorni. Quando devo prendere una scelta e fare qualcosa, agisco diversamente da come avrebbe fatto il Mario di quattro anni fa. E ora scoprirete perché.
Passo alla quarta frase, al quarto concetto, che è questa domanda. Cosa vuoi fare? E fa partire la domanda in inglese che sto per mettere? Anna da Mesagni è in ritardo. Accidenti! Accidenti! Io sono ribelle dice Giulia.
Io sono una ribelle congenita dice Brigitte. Io sono stra-ribelle dice Rossella. Non avevo dubbi.
Non sareste qui. Io sono ribelle. Io sono in ritardo ma ribelle e va bene pure questo.
E io sono talmente ribelle che dico hai fatto bene essere in ritardo perché hai vissuto un attimo in più. Ti sei dedicata magari un attimo in più alla alla tua famiglia. Hai fatto bene.
Invece lì fuori ti direbbero eh in ritardo. Non si fa, non si fa, vaffanculo. Simone, ribelle.
Alfredo, mi sono reso conto di essere ribelle solo facendo qualcosa completamente lontano dalla mia normalità. Eh sì, perché quando ci si muove ci si rende conto di avere le catene. E qui chi spezza le proprie catene viene considerato un un maleducato, viene considerato un un illuso e invece semplicemente un ribelle che ha deciso di muoversi perché ha capito che non è un albero e che si può muovere.
E quando ti muovi ti accorgi di avere le catene. Spezzi le catene e sei automaticamente un ribello. Ma lì fuori pochi lo comprendono.
Io sono nata ribelle. Live da Bari. Buongiorno marida, ribelle e Sebastien.
Attenzione, cosa vuoi fare? Quarta frase. E questo è quello che dice l'amo. The real madness is believing that usual things will work out sooner or later.
Questo è, di questo si tratta. Alessia, che significa? Non vedo mai Alessia partecipare. Alessia Tempesta, 8.000 euro di corso d'inglese.
Ma 8.000 euro di corso d'inglese stai facendo, 9.500. Quanto costa? The real madness is believing. Che significa? The real madness. Alessia, senza pranzo oggi eh.
The real madness is believing. No, vabbè non posso dire così perché lei è la capa di tutto. The real madness is believing that usual things will work out sooner or later.
Cosa, caspita, potrà mai significare. Live, è vero Alfredo, dice Deborah, mentre traducete. Giovanna, io sono ribelle e dentro di me so che riuscirò a fare cose straordinarie.
Non voglio essere la pecora bianca, ma quella nera. Non una vita piatta e normale, fleeting and boring. Non una vita fugace e noiosa.
Brava, Giovanna. Mi sto scaldando. In realtà, dice Nicoletta, io pensavo di essere una persona normale.
Ma chi cazzo la racconti? Poi ho conosciuto voi ed è successa la magia. Non sono mai stata normale ma ho scoperto solo ora. Che meraviglia.
Hai visto quanto è bello Nicoletta? Allora, Giulia, la vera follia è credere che le cose normali prima o poi funzioneranno. La vera follia è credere che le cose usuali si risolveranno prima o poi. La vera follia è credere che le cose usuali funzioneranno prima o poi.
Valeria, la vera follia è credere che le cose abituali prima o poi funzioneranno. Francesca, io sono sempre stata una ribelle nella mia normalità e lo sappiamo. Per questo ti amiamo.
Amiamo te, Enrico e la vostra tartaruga. Mario, non ribellarti ad Alessia. Hai ragione.
Posso? Scusate, mi ricompongo un attimo. Alessia, ti stanno difendendo? Non sia mai? Dunque, the real madness is believing that usual things will work out sooner or later. La vera follia è credere che le solite cose funzioneranno prima o poi.
Lo sapete cosa dice Eric Worry nel suo libro GoPro? Che quando iniziate a fare network marketing, uno dei primi problemi che arriva, di cui nessuno ti dice nulla, è che per un breve periodo all'inizio soffrirai di disistima sociale. Cioè inizierai a fare network marketing e le persone ti criticheranno, ti sbeffeggeranno, ti prenderanno per culo, ti toglieranno l'amicizia, ti toglieranno il saluto. Perché? Perché appartengo alla categoria di coloro che continuano a fare le solite cose che non funzionano, sperando che prima o poi funzioneranno.
Chi prova insistentemente a far funzionare qualcosa che non funziona, è arrabbiatissimo dentro. Non vede l'ora di demolire. Chi invece decide di smapparsi e di provare a credere a quello che raccontano i network.
Perché le persone non credono alle cazzate che raccontiamo, ma credono che andranno in pensione fra venti o fra trent'anni. Stamattina il mio risveglio è stato con l'amico Alfredo, abbiamo commentato una cosa e io ho detto adesso non c'è neanche più quota cento. Eh le persone però credono alla pensione ragazzi, credono che andranno in pensione, credono, credono che la loro vita si concluderà felicemente una volta raggiunta la pensione.
Invece non credono a quello che raccontiamo noi, che mettiamo sul piatto e sul tavolo tutti i giorni. La vera follia è credere che le solite cose funzioneranno prima o poi. La vera pazzia, dice Giada, è credere che le cose normali lavorano prima o poi.
Sono una capra. No, no, sei una folle, sei una ribelle. Tu sei proprio il prototipo della persona, della donna ribelle.
Questo ti porterà tanta serenità e tanta felicità. Dunque, vi riconoscete in questo che abbiamo detto oggi? Siamo per chiudere questa puntata con i miei soliti tre post che vi mostrerò. Mi piacerebbe sapere se vi riconoscete in ciò che abbiamo raccontato oggi, se vi sentite ribelli o se ancora vi sentite incatenati alla normalità e vorreste uscire da questo guscio che è il consenso.
Le persone perdono la propria autenticità per cercare il consenso. E la propria autenticità, il sinonimo di autenticità è ribellione. Marina dice, io ho sempre stata quella da cui aspettarsi tutto, tranne ciò che ti aspetteresti.
Bella, ed è vero. Sara, me ne accorgo ogni giorno, sembra che io sia un'aliena, eppure a me sembrano loro gli alienati che vivono dentro ad un cubo, e ad un incubo anche. Infatti si fanno incubare? Sì, la percezione che si ha quando tu capisci la pulizia, l'onestà intellettuale e la trasparenza che c'è nella nostra professione, perché potrete fare affidamento sempre su di me per difendere il network marketing, perché sono in grado di grattare con le unghie la pelle di tutti coloro che in maniera gratuita, in maniera premeditata e senza informarsi, gettano merda sulla nostra professione, senza informarsi.
Sono disposto a saltargli al collo, perché serve grande onestà intellettuale per giudicare e per capire qualcosa prima di dare le sentenze. Io mi spenderò per questi 160 anni che la vita ancora mi riserva a difendere la nostra professione e a far capire che in realtà non siamo noi quelli strani, ma quelli strani sono quelli che credono che continuare a fare la stessa cosa gli darà risultati diversi. Io credo, ho sempre creduto che da grande diventerò qualcuno.
Questo è quello che ho detto da bambina. E siamo ancora bambini, abbiamo tutto davanti a noi. Ribelle a vita, ho aspettato già molto tempo.
Ho detto da Paola Pucci, effettivamente, che va col chiodo, con le borchie e che fino a qualche tempo fa ballava sul cubo in discoteca. Tu normale non sei. Ecco perché sei arrivata nel mondo giusto, quello in cui stai diventando effettivamente una grande trascinatrice.
E complimenti. La pazzia è lo stato in cui la felicità smette di essere irraggiungibile. Bellissima, Valeria.
La pazzia è lo stato in cui la felicità smette di essere irraggiungibile. No, vabbè. Scrisciottate.
La pazzia è lo stato in cui la felicità smette di essere irraggiungibile. Io mi sento ribelle, controcorrente alla massa e ne sono fiera. Brava, Federica.
Ma si intuisce. Bellissima, Sara. Giusta osservazione.
Riferito a questo, che sembrano gli altri gli alienati. Bellissimo. Grazie a voi.
La pazzia è lo stato in cui la felicità smette di essere irraggiungibile. Benissimo. Allora, chiudiamo questa puntata presentandovi tre post di tre di voi.
Ho scelto questi tre post tra coloro che ieri hanno condiviso la puntata. Quindi, se volete correre il rischio di vedere domani i vostri post qui, condividete la puntata di oggi e tra un attimo vi prego di non far mancare gli applausi, i cuoricini, i consensi e ciò che volete per il post della persona che sto per far apparire adesso voglio lasciare la scritta io sono ribelle oggi perché voglio che ve lo ricordiate che lo diciate a voi stessi. Mi piacerebbe oggi vedere tantissime storie su Instagram in cui comunicate il mondo, rassegnatevi, io sono ribelle ma sono sempre una brava persona, sono sempre un buon padre di famiglia, una buona madre di famiglia, sono la persona che agisce nella legalità ma sono ribelle perché ho deciso di ho deciso che la normalità non mi porterà da nessuna parte.
Mi sembra normale uno che cammina con una genesa al collo? Attenzione post di oggi numero uno. Chi sarà mai questa persona appartenente community di You Leader? Francesca Indioggia non ho preso un suo post, ho preso un fotogramma di una live che ha tenuto due giorni fa Francesca accompagnato da questo copyright, da questa frase affidatevi e non abbiate mai la paura di chiedere. Guardate per quanto semplice, per quanto breve questo invito in realtà è importantissimo.
Nella nostra industria, nella nostra professione è chiaro non capirci nulla quando ci metti il piede, ma due cose devi fare. Uno, osservare e credere in te stesso che anche tu potrai. Due, chiedi, fatti vedere, alza la mano, informati, chiedi.
Mi piace moltissimo questa frase di Francesca, peraltro di una bellezza disarmante e con la sua residenza lì in Norvegia ci fa sognare ogni tanto con paesaggi fantastici, una volta addirittura dichiarato aver visto anche, oddio non mi viene il termine, l'aurora boreale, per cui seguitela. Adesso farò vedere anche i cuoricini che state mettendo immagino a Francesca, ma fidatevi di questo consiglio, chiedete, perché chiedere qualcosa a qualcuno significa permettergli di esternare il suo valore. Fa piacere alle persone ricevere domande, non quelle compulsive, ossessive, non le stesse domande, ma non frenate il vostro desiderio di sapere.
Dunque vediamo un attimo, Simo, mi sono sempre sentito diverso dagli altri, giusto dice Maria, un attimo prima di arrivare a Francesca, ho atteso anni e anni, convinto che prima o poi sarebbe cambiato qualcosa e tutto sarebbe sistemato da sé e finalmente sarei arrivata del ciò che meritavo. Ora ho la certezza che se non mi fossi mossa non sarebbe cambiato proprio nulla, dovevo muovermi io. Esatto, sempre stata ribella nella mia vita, oggi ancora di più, dice Marilena.
Allora, bella Francesca, da parte di Maria. Bella Franci, dice Nicoletta. Bravissima Francesca, la seguo sempre.
La mia tip talker preferita, dice Alfredo. Maria, ti seguo sempre. Brava, bellissima fra, dice Alessia.
Bravissima Franci. Vero, Francesca, ti seguirò, dice Alessandra, ma la seguirai in Norvegia o perché se la seguirai per andare in Norvegia, avvisami. Vengo anch'io perché uno dei miei sogni è essere stabilmente lì nei paesi gelidi.
Giusto, dice Federica, con il suo cuore mi piacerebbe sapere se Francesca Indioggia oggi è qui con noi stamattina perché ieri sicuramente c'era o quantomeno ha visto questa puntata e l'ha anche condivisa. Stupenda, dice Anna D'Amico. Quindi, affidatevi e non abbiate paura di chiedere.
Questo nel senso della live di Francesca che potete andare a vedere sul suo profilo. Poche parole ma di effetto, verissimo, sentenzia, Elisabetta, Vicentino. Molto bene.
Simo, Simo, con i cuoricini, sparisce magicamente il bel volto di Francesca e adesso, signore e signori, un altro post sta per apparire qui accanto. Chi sarà? Mi piacerebbe conoscere le sensazioni, lo spalzo, il battito di cuore che si incrementa quando appare la vostra immagine. Ecco a voi, via.
Marida, marida c'è, ne sono certo, l'abbiamo vista, ha commentato. Marida, questa è marida. Vi presento marida, per chi non la conoscesse, la quale dice l'unico sacrificio accettato è l'aver pazienza.
Semina decisioni ed azioni quotidiane. Coglierà i frutti della felicità. Mamma mia.
Io continuo a dire che i vostri post sono sottovalutati da voi stessi e da noi tutti, perché lavorando abitualmente sui social siamo abituati a dare poco peso a ciò che ci passa davanti, ma se vi fermaste con lo stesso sguardo che utilizzo io la sera quando scelgo i post da mettere, vi accorgereste che c'è una strana personalità e una fantastica profondità in molti post. L'unico sacrificio accettato è l'aver pazienza. Semina decisioni ed azioni quotidiane.
Coglierai i frutti della felicità. E vi dico in più, semina ogni giorno e se un giorno mollerai ti ringrazieremo perché ci sarà chi raccoglierà ciò che tu stai seminando. Dunque, anch'io la seguirò per andare in Norvegia, dice Anna.
Andiamo tutti insieme, prendiamo il Polar Express. Marida, ecco l'Uana che la tagga, Azz, dice Alfredo. Marida, piacere.
Top marida, dice Nicoletta. È una persona fantastica, marida. Ho avuto l'opportunità di conoscerla anche dal vivo.
Marilena, mari! Non consumare tutto questo inchiostro. Marilena, grande marida, dice Alessia che è la mia marida. È maridata con me.
Bravissima e verissimo, dice Simo. Elisabetta, grande marita, Patrizia. Wow, Marisa, post stupendo.
Grandi parole, fantastiche, dice Giovanna. Grande mari, sentenzia Simona. Wow, marida, dove sei, marida? Palesati, scrivi.
Grazie per aver condiviso queste parole, molto riflessive. Sono fantastiche. Semina decisioni ed azioni quotidiane.
È fantastico questo concetto. Si seminano le decisioni. La vita non è ciò che ti accade, ma come reagisci.
Semina decisioni e raccoglierai i frutti. Molto riflessiva. Il cuore di Lisa.
Vero. Marida non c'è, è una ribelle. Caspita, ci sei stata finora, hai deciso di andare a fare la cacca proprio in questo momento? Paola, so che tra poco uscirai fuori per meritarti tutto quello che vuoi.
Ce l'ho anche io questa sensazione. Marita è già una grande, ma io ne ho parlato con Alessia. Dovete sapere che con Alessia noi abbiamo una sorta di libricino in cui abbiamo le previsioni di riuscita di ognuno di voi.
Non ve l'abbiamo mai detto, un giorno ve lo mostrerò. Per ogni persona di quelle chiave del nostro team, perché ricordate, se vuoi costruire il tuo impero e vuoi dunque trovare persone chiave, prima devi essere tu una persona chiave per il tuo team. Noi abbiamo un libricino con i nomi, ci sono tantissimi, delle persone chiave del nostro team e accanto ognuno abbiamo scritto che cosa farà tra cinque anni quella persona.
Perché abbiamo l'occhio lungo, un po' di sensibilità, prendiamo delle cantonate, ne abbiamo prese, sì. E un giorno quindi vi mostrerò e sono convinto che Marita appartiene a quelle che scoppierà. Sto credendo molto in queste parole, dice Angela, quelle di seminare un giorno, è meravigliosa.
I post di Marita De Palma sono tutti belli, pieni di carica e verità, così come i suoi TikTok. Bene, grazie Marita, scriverà dopo quando si accorgerà che il suo post è stato qui in evidenza. Adesso passiamo all'ultimo post della giornata e poi chiudiamo questa straordinaria live puntata numero 68.
Domani è la sessantanovessima puntata. Attenzione, terzo post, via. Aspettate, ho commesso un piccolo errore tecnico, devo caricare l'immagine perché ho messo due volte Marita.
Ecco qui, ci siamo, ci siamo, sta arrivando. Ma se io vi dicessi che quello che faccio la mattina facendo questa regia servirebbero almeno tre persone per farlo, mi credereste? E invece riesco a gestirmi tutto da solo. Sta caricando questa immagine della terza protagonista, anche lei una donna.
Eccola qui. Signori, lei è Beatrice. Finalmente vediamo il bel volto di Beatrice che dice, ho imparato a prendermi cura di me stessa.
Cambiare si può con costanza e resilienza. Cura di me stessa. Ovviamente non è un concetto riferito solo alla cura della forma fisica, seppur il nostro corpo sia il tempio della nostra anima, il luogo in cui si dice dobbiamo vivere tutta la vita, ma aver cura di se stessi significa anche aver cura di ciò che diventerai, avere cura di ciò che ti circonda.
Il tuo miglioramento personale passa inevitabilmente da una parolina chiave che è costanza e resilienza. Beatrice ci parla di resilienza. Sapete cos'è la resilienza? È la capacità di resistere ai cambiamenti, la capacità di resistere agli urti della vita, direbbe Luca Carboni.
Dunque, dunque, vediamo un po'. Speriamo non sia il libro degli strafalcioni di Ale, guarda, ieri si è arricchito di un altro paio di frasi. Marita, marita, Luana viene, tagga marita, siede dall'altra parte del fiume e aspetta.
Famoso proverbio cinese. Certo nei post. Allora, Maria dice, piacere Beatrice.
Crizia dice, Bea! Ecco la marita. Buongiorno, mi si era bloccato Facebook. Eh? Eh? Eh? Tatti da fare, servono una nuova postazione con un mega processore che non faccia bloccare gli uliter.
Comunque prenditi tutti i tuoi complimenti. Piacere Beatrice, bella, è bellissimo il messaggio. Bea, dice Giulia, guardatelo.
Curarsi di sé, bravissima Beatrice, brava Beatrice. Condivido Beatrice, l'ho detto in un live ieri. Dobbiamo amarci perché siamo l'unica persona con cui passeremo tutta la vita e il concetto è espandere questa sensazione di felicità con se stessi perché tu dovrai circondarti di persone che ti facciano sentire a casa.
Quindi il lavoro è stare bene con se stessi e stare con persone che stanno bene con se stesse. Io conosco persone che si odiano ma che fingono di amare gli altri. Grande, adoro Beatrice.
Bravissima Beatrice, dice Monica. Dobbiamo partire da noi stessi, infatti dice Elisabetta. Non so se c'è mamma Silvia ancora connessa o se c'è direttamente Beatrice ma prendetevi questi cuoricini, questi saluti e queste parole di approvazione.
I popcorn di Alessia Napolitano sono morti. Ah, sei aggiornata tu sul... forse l'ha detto in una storia ieri, vero? Quindi vi prometto che una delle prossime puntate, col consenso di Alessia, magari la terrò qui accanto a me sullo sgabbello, sul trespolo, una delle prossime puntate vi parlerò del personalissimo vocabolario di Alessia che è talmente eruttiva nelle sue esternazioni e talmente rapida e talmente colorata nelle sue esternazioni che sto realizzando il vocabolario della lingua tempesta e che ve lo dico a fare. Ho scoperto che Dante Alighieri a confronto era un coglione perché la creatività di mia moglie Alessia veramente è da inferno ma anche da purgatorio e anche da paradiso.
Quindi ve ne parlerò esattamente dice Nicoletta. Chiudiamo con Patrizia che dice il cambiamento è avere consapevolezza di se stessi. Bellissima.
Beatrice. Benissimo. Grazie Beatrice.
Grazie a tutti voi. Ah ecco ho parlato di Dante con Beatrice. Scusate non ho fatto apposto il binomio.
Grazie a tutti voi per aver trascorso questo scorcio di mattinata insieme. Vi auguro una giornata straordinaria. Trasformatela nel capolavoro della vostra vita.
Chi come noi sta lavorando a lacrimente per spaccare per avere una bella settimana continui a farlo perché al di là della fatica c'è la realizzazione dei sogni. Quando realizzi i tuoi sogni dimentichi tutta la fatica e dunque sogna credici e realizza. Alexa volume sei sempre con il sorriso.
Grazie a tutti voi. Buona giornata. Grazie di essere stati qui.
Appuntamento a domani mattina. Grazie. Ciao.
Alexa volume sette Grazie a voi. Grazie. Ciao.
Ciao. Appuntamento domani mattina 8 e 45 puntuali. Ciao.
FINE TRASCRIZIONE YL-0033