YOU LEADER - Puntata 457 - Un colpo al cuore
martedì 3 ottobre 2023 · ore 21:28
Di cosa si parla
Ti ricordi il primo colpo al cuore da cui è partita la paura di non farcela? Magari hai pensato alla rata del mutuo o ai libri da comprare per tuo figlio. Ti racconto tre fasi, come le vivo io: perdi le forze, il pensiero gira sempre intorno al problema e cominci a mettere in discussione il tuo valore. Intanto ti dicono di rimboccarti le maniche, ma tu ti senti un sacco vuoto. Il punto non è più soltanto arrivare a fine mese: è quando inizi a dirti che sei tu a non essere in grado.
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YOU LEADER - Puntata 457 - Un colpo al cuore
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Trascrizione della puntata
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Buongiorno e benvenuti alla puntata numero 457 di You Leader. Buongiorno, buongiorno a tutti, benvenuti a puntata 457 di You Leader di questo martedì 3 ottobre duemila e ventitré. Volete sapere se ho visto nel quartiere a luci rosse di Amsterdam le donnine in vetrina? Loro hanno visto me.
Mi hanno visto passare insieme ad altri eh amici networker, ci guardavano così. Questi sono quelli di You Leader e ci facevano l'applauso. Buongiorno a tutti, benvenuti, grazie di essere qui, di aver scelto anche oggi eh di iniziare la vostra giornata e di lanciare questa cavalcata verso il successo seguendo la rubrica più amata da quelli che le otto e quarantacinque non fanno un cazzo o meglio c'è qualcuno che mi segue mentre in palestra o qualcuno mi segue già al lavoro con le cuffiette, qualcuno mi segue comodamente da casa, ditemi come eh siete messi in questo momento il dito più rapido di oggi è quello di Giulia Filotto, buongiorno You Leader live da Arzignano, seguita da Anna Soave, buongiorno da Villa Franca di Verona, Mary dalla Spagna, buenos dias, sole e freschino oggi come vedete Mary si sta portando avanti, raccontatemi da dove mi state seguendo, se mi state seguendo live, che tempo fa da voi e soprattutto come state oggi? Oggi è una giornata da uno, è una giornata dunque in cui siete felici oppure una giornata interlocutoria da due o una giornata di cacca assolutamente da ricostruire.
Un attimo, devo arrivare al salve. Ah ecco, è arrivata la tempesta perché diceva. Quindi com'è la vostra giornata? Raccontatemi con tanto di temperatura.
Gina da Trento, buongiorno, buongiorno Paola Pucci da Roma, Sydney da Catania, good morning, good morning Giovanna da Schuffen, siamo stati insieme per qualche giorno, Ilaria da Bologna, buongiorno Paola Izzo da Magione, Nunzia, live da Lodi e poi qui in attesa forse neanche un esattore delle tasse qui a carto, vi lancio e vi lascio il proverbiale salve di Alessia Tempesta, napolitano. Non c'era vetrina adatta dunque l'ho riportata con me qui per continuare a vivere la cavalcata di questa avventura insieme. Monica da Rovere d'Impiano, buongiorno a Nonna Tecno e auguri a tutti i nonni, a tutte le nonne che ci onorano ogni giorno e dunque anche alla nostra nonna Tecno, un po' la nonna di tutto il team.
Caterina, live da Treviso, bentornati Tempesta Family, thank you. Melina da Torre Maggiore, provincia di Foggia. Sara, live da Milano, buongiorno, buongiorno Silvia, live da Padova.
Tatiana da Taranto, vi ascolto, bentornati, ben ritrovata a te, Acinzia da Perugia, Veronica live from London, London Calling, Ilaria da Piacenza, Mariana good morning da Artena, Valentina Leone da quel di Milano, buongiorno Vale, buongiorno Martina da Livorno, buongiorno Rita da Vigasio, Maria Teresa Piroli da Giovinazzo, ma tra un'oretta vengo a vedere a Brindisi che tempo fa addirittura. Lisa da Bruniera, direzione Pordenone, Diana da Sarno, Anna Soave, Villa Franca di Verona, il sole è meraviglioso e l'umore può essere solo uno. Buongiorno Elisa da Goro, qui c'è tanta nebbia, Mayra good morning, buongiorno Carmela, good morning a Jessica da Terracina, tanti tanti saluti, Cinzia, Perugia c'è il sole, buongiorno da Vicenza per Eva, giornata fantastica per Cinzia, per Ilaria, Mayra buongiorno live da Castellana Grotta e con tempo incerto.
Uno e cuore verde per Mary, qui a Padua una bella giornata di sole e io mi sento da uno, dice Silvia Diana, colazione in preparazione, solo splendente, giornata da uno e via discorrendo la piacerelina di Veronica. Troppo bello giornata, tempo bello, giornata da uno per Monica. Ecco qui, vi lascio qui sotto qualcosa da leggere, sono i vostri copiosi commenti, questo serve anche per creare una una sorta di storicità del clima, quindi se vorrete sapere un giorno che tempo faceva il 3 ottobre potrete scriverlo.
Grandi obiettivi da raggiungere, dice Sidney, buongiorno Simona, Clelia, Marinella, Marianna, qui sole, oggi carica, quindi direi un bel uno. Molto bene, condividete questa live un po' alla cieca, su fiducia, come state facendo abbondantemente durante le puntate di You Leader, condividetela perché parleremo oggi di un tema molto delicato e molto importante che sicuramente vi farà riflettere tantissimo, anche perché tra tutti coloro che condividono le live di You Leader ogni 15 giorni faremo una estrazione e più live avrete condiviso, più ticket con il vostro nome ci saranno all'interno della ruota magica. Da Rezzo Splende il sole e noi brilliamo ancora di più, Teresa Lazzaro, da Valenza sole, carichissima.
Bene, titolo della puntata di oggi, un colpo al cuore, la puntata numero 457 e oggi voglio parlarvi, anche se non sembra, voglio parlarvi di un sentimento che percorre e pervade tutti coloro che fanno un'attività di network marketing. Almeno una volta ognuno di voi ha avuto un colpo al cuore e voglio mettere questo in relazione alla paura. Quanti di noi, quanti di voi affrontando, camminando per l'impervio percorso di questa strada che dovrebbe portarci alla libertà, ha provato la paura di non farcela? Chi di voi ha deciso di fare network marketing magari perché ha avuto paura per il futuro dei propri figli? Chi di voi ha ancora ora paura che le cose non possano andare come previsto? O chi di voi ha paura per quello che sarà nella propria vita? Ecco, se ci pensate, e vi invito proprio a riavvolgere il nastro della vostra memoria, la paura che avete in questo momento è iniziata con un colpo al cuore.
Avete presente quando improvvisamente ti incoglie la paura di non riuscire a onorare la rata di un mutuo? Sappiate che quella paura, quella sensazione di terrore è sempre collegata ad un colpo al cuore, perché c'è sempre una prima volta in cui percepisci qualcosa, capisci, hai un violento attacco, un violento colpo al cuore e da lì parte la paura. Riuscite a mettere in connessione il terrore, la paura, la sensazione dell'incerto? Riuscite a pensare che è legata a un primo momento? Quando è che hai iniziato ad avere paura di non poter fare questo? Quando è che hai iniziato ad avere paura che probabilmente non riuscirai ad avere i tuoi risultati? Oggi parleremo di questo e di come la paura inizia sempre con un colpo al cuore. Intanto c'è un commento di Anna che dice «Io avevo tanta paura quando io e Fano avevamo perso entrambi il lavoro.
Guardavo i miei figli con occhi smarriti. L'amore non basta, servono i soldi». Quanto è vero questo? Ma Anna, te lo ricordi il colpo al cuore che hai avuto la prima volta che hai concretizzato nella tua testa questa paura? Perché dovremmo imparare a dare alle cose il nome giusto, il proprio nome.
Dire «ho paura di non farcela» è un conto, ma riavvolgere il nastro della propria esistenza e ricordarsi quando è che esplosa questa paura. Spesso la paura esplode quando vedi qualcuno che raggiunge un risultato, tu no, e allora lì parte la minchiovanza, lì parte la paura. La paura di perdere qualcuno, la paura di non farcela, la paura di essere delusi inizia sempre con un colpo al cuore.
Ve lo ricordate voi quel momento? Riuscite a vedere dove e in quale giorno è radicato quel colpo al cuore? Silvia, assolutamente sì, so cosa significa, è una sensazione bruttissima, ma è anche da quella paura che trovo la spinta per reagire. Lulu, buongiorno a te, Veronica, ho iniziato da poco, la paura c'è, meno male ho un altro lavoro, ma voglio tantissimo riuscirci. Io avevo paura del giudizio, dice Deborah, sì ma sicuramente ci sarà stato un momento, magari il primo giudizio espresso da una persona vicina, da cui non ti aspettavi un giudizio negativo, che ha detto qualcosa su di te.
Te lo ricordi quell'istante, quel colpo al cuore, lo ricordi? Anna, mi è mancato il fiato Mario, mi sentivo una fallita come maestra, come madre, come moglie, avevo paura che la mia vita si sgretolasse. Ti manca proprio il fiato, era il 12 maggio 2014, me lo ricordo ancora. Voi lo ricordate il giorno in cui è iniziata questa paura? Quella paura? Quella che adesso vi fa sobbalzare? Io sempre, ma cerco di reagire, dice Lisa.
Giulia, assolutamente sì, quel colpo al cuore segna l'inizio della crescita della paura e già lo sai che accadrà. La paura tempera noi stessi e ci permette di essere più forti, migliori nel superare le successive. Paola, tante volte ho sentito questa brutta emozione, voglio lottare per ottenere momenti migliori, ma se non lottiamo per gli stati d'animo, effettivamente per cosa lottiamo? Il mio colpo al cuore in positivo, quando sono riuscito a fare qualcosa a cui tenevo così tanto, dice Lisa.
Paola, assolutamente sì, fa parte della vita. Quando si ha il colpo al cuore e si inizia ad avere paura, ci sono quantomeno tre fasi. Queste non le troverete scritte da nessuna parte, me le sono immaginate io, le ho scritte io, neanche fossi il più esperto del psichiatrio, non so che, ma io la vivo così.
Quando parte la paura, quando hai un colpo al cuore perché hai, concretizzi una consapevolezza, la prima cosa che accade è che ti senti mancare le forze. Avete mai pensato? Perca miseria, mi sa che per davvero non riesco a comprare i libri per la scuola dei ragazzi o di mio figlio. Accidenti, mi sa che per davvero sto perdendo quella persona.
La prima fase è la perdita delle forze, l'avete sperimentata? Quando parte la paura e vi sentite annichilite, annichiliti, quasi in grado di non reagire. Quando hai paura, lo insegna proprio la fisiologia umana, ci si paralizza. Il corpo prova a reagire dando una scarica ormonale di adrenalina in maniera che tu possa reagire e combattere quello che ti fa stare male, ma la prima cosa in realtà è che tu rimani fermo perché perdi le forze.
Quella è la prima fase, la perdita delle forze. L'avete sperimentata mai? Vi succede? Quando parte la paura e vi sentite immobili, ferme, ti senti persa, come giustamente dice Paola. Perdi la lucidità, dice Simona.
Buongiorno Patti. Cinzia, sì, ti senti un sacco vuoto. Questa definizione è bellissima, ti senti appena parte la paura.
Se riuscissimo a dare un nome a quella sensazione, ci sentiamo vuotati, senza le forze. Pensate a, non so se riesco ad arrivare a fine mese, quando ne hai le percezioni. La prima cosa, mentre tutti ti dicono, dai su, coraggio, combatti.
Cazzo, tu perdi le forze quando parte una paura. Sei quasi non in grado di muoverti. Poi c'è una seconda fase.
Quello che ho chiamato, definito, pensiero circolare. Avrei potuto scrivere pensiero ossessivo. Il pensiero circolare è quello che ti porta a pensare al colpo, al cuore che hai avuto, alla tua paura.
Vorresti uscire da quel cerchio, da quel vortice del pensiero, ma quello ti rimanda sempre lì. Il pensiero diventa ossessivamente circolare perché tu hai perso le forze, ti invitano a reagire, ti invitano a darti da fare, a tirarti sulle maniche per uscire dalla tua situazione di impasse magari, ma tu invece sei avvolta e sei imprigionata da questo pensiero circolare. Pensi sempre a quel colpo al cuore, a quella paura, a quel terrore.
Infatti ti dicono, più ci pensi più semplifica il problema, ma non puoi farci nulla. È una fase di quando scoppia la paura, di quando scatta il terrore. Il pensiero comincia a essere circolare.
Vi è capitato? Vi va di scriverlo nei commenti? Vi capita di non pensare a nient'altro che alla cosa che vi terrorizza e al tempo stesso non avete le forze? Avete vissuto anche voi questa seconda fase? Il pensiero circolare dove, come dice Anna, poi la minchiolanza si allarga. La minchiolanza che sia vera o creata. Il problema, la paura, si gigantisce.
Inevitabilmente non date retta a chi di noi vi dice che devi combattere la paura. Più ci pensi più si allarga. Sì, lo devi fare, ma devi prima passare da un processo che è quello del perdere le forze, iniziare a pensare ossessivamente a quello che ti fa paura.
Non riesci neanche a dormire quando hai quella paura che ti attanaglia. Vediamo un po' di commenti prima di passare alla terza e ultima fase della paura. Giulia, quante volte hai accaduto da sola in mezzo a un milione di persone? Verissimo, dice Ilaria.
Ti manca il respiro, Anna, e la paura diventa sempre più grande. Non riesci a pensare ad altro. Già, la paura continua a aumentare e sembra infinita, enorme, interminabile.
I minuti sembrano ore. Molto spesso, dice Paola, diventa un chiodo fisso, dice Lisa. Il mio colpo al cuore l'ho provato quando è morta la mia mamma.
Mi sono accorta che stavo perdendo ciò per cui avevo lavorato tanto, il mio percorso. Avevo paura di perdere i miei ragazzi, il mio team, quella passione che oggi mi fa essere ancora qua. Memorizzate questo commento di Debora.
Gina, spesso, Anna, sì, io guardavo il portafoglio per vedere se c'erano soldi ed era sempre vuoto. Razionalmente lo sapevo, ma continuavo a sbatterci la testa. Il pensiero circolare è normale, purtroppo.
Caspita se mi è capitato. Una sensazione che ti chiude la mente, quasi ti fa completamente perdere il raziocinio. Succede spesso, dice Ilario, ovviamente l'ansia e lo stress aumentano come un buco nero che si allarga.
Silvia, è un pensiero che non ti molla e che si espande. Ti fa mancare la terra sotto i piedi e ti senti come catapultati in un'altra dimensione. Giovanna, è così.
Più ci pensi, più ingignatisci la paura. È come imboccarla e farla ingrassare. Il pensiero circolare.
Poi c'è una terza fase, che ahimè è altrettanto inevitabile, che è la distruzione di sé. Quando hai un colpo al cuore parte una paura. Non riesci a pensare ad altro e mentre sei avvolto, avvolta, impegnata in questo pensiero circolare, lì è già partita la distruzione di sé.
Perché provare paura, pensare ad una paura, ti porta a perdere stima in te, ti porta a voler scomparire dalla faccia della terra pur di far evaporare il problema. È vero o no? E quindi se all'inizio perdi le forze e se poi cominci a pensare ossessivamente al tuo problema, inevitabilmente c'è una cosa che comincia a depauperare il tuo valore. Ti senti autosminuita.
La distruzione di sé. Guardate quanto terribile può essere il processo da quando hai il colpo al cuore perché hai una paura, a quando arrivi a mettere te stessa in discussione. Questa è la maledetta potenza di una paura.
Non è soltanto non poter arrivare a fine mese. Non è la paura di non sapere cosa mettere in tavola. La paura è quella di sentire di non essere in grado.
Chi di voi ha attraversato l'amaro stato d'animo, terribile, davanti ad una paura di dire basta, allora sono io che non sono in grado. Allora sono io che non sono brava come le altre. E lì comincia la distruzione di sé.
Chi di voi, davanti ad una paura, invece di combatterla, perché istintivamente non si riesce a combattere. Chi di voi davanti ad una paura arriva a mettere se stesso in discussione? La distruzione di sé è una delle sensazioni più terribili. E voi che seguite, amate, non seguite, conoscete You Leader, dovreste credermi, ve lo giuro sulla vita dei miei figli.
Io la sento, la sensazione di disedificazione che una persona fa verso se stesso perché ha paura. Ecco perché con Alessia continueremo a combattere per dare valore a persone che sembrano non avere stima di se stesse, che sembrano annichilite, che sembrano distrutte, che invece valgono tanto, che sono tanta roba e sono ferme e distrutte solo perché hanno avuto quel colpo al cuore e sono avvolte dalla paura. Ecco perché io amo molto di più le persone che combattono per farcela rispetto a quelle che ce la fanno, perché chi combatte per farcela passa da questa fase.
Ti punisci, dice Simona, eh sì, ti dai la colpa. Verissimo, dice Patrizia. Maria Teresa, io per un periodo davvero lungo, lo conferma Marianna, verissimo Mario, tante volte dice Marinella, lo dice Lisa, lo dice Gina, la colpa è solo mia, sono incapace di essere realizzata, il mio destino sarà questo, quella di una infelice.
Quante volte ce lo diciamo, ve lo dite? Paola dice, io Giulia, sempre mettermi in discussione, cercare ogni più piccola colpa ed errore commesso, ogni passo sbagliato fatto, ogni pensiero errato. Elisa, darsi la colpa, sapere di aver sbagliato, non capire che c'è sempre una soluzione in qualsiasi cosa, ma in quel momento vedi così il nero, quello è il pensiero circolare, che credi non ci sia una via d'uscita, allora ti chiedi perché sono qui, per fare una vita così? Monica, verissimo, a me capita spesso ultimamente, dopo anni penso di non essere in grado di andare avanti, ma arrivo solo al pensiero circolare, non ancora alla distruzione. Ilaria, per fortuna mai, la paura pone domande, dubbi, incertezze, ma non permetterò mai a niente di distruggerli, nemmeno quando sembra che le mura si stringano attorno.
Bene, per superare la paura, per farcela, serve un fuoco sacro, serve un desiderio bruciante, ma perché divampi il fuoco, perché un accendino funzioni, l'erba deve essere secca, i rami devono essere umidi. E quindi è giusto che le lacrime debbano finire affinché divampi un fuoco. In un mondo in cui tutti vi dicono, dai non frignare, smettila di piangere, alzati, tirati sulle maniche e vedrai che ce la fai, io oggi vi sto dicendo tutta un'altra cosa, vi sto dicendo piangetele tutte le lacrime che avete da piangere, tiratele via, perché il fuoco, che è l'unica cosa che serve per realizzare i vostri sogni, divampa quando le lacrime sono finite.
Nella storia di successo, nei racconti di tante persone che ce l'hanno fatta, c'è sempre e costantemente la disperazione e l'ultimo stadio, perché le lacrime devono finire affinché divampi un fuoco. Le lacrime trattenute per orgoglio, perché bisogna farsi vedere dei supereroi, non consentiranno mai di far partire il fuoco del desiderio bruciante. Le lacrime devono finire, perché quando finiscono le lacrime, vuol dire che si è esaurita la paura, perché la stanchezza, la disperazione ti porta persino a vedere quella paura che era gigantesca, a vederla ripicciolire.
Due o tre anni fa il marito di Monica Vicentin, raccontandomi così le vicende della sua vita, mi disse un giorno mi sono svegliato e ho pensato alle tre S, S, S, S, disse Lorenzo, e mi spiegò sono solo soldi. Pensate al colpo al cuore quando ti si innesca la paura di non avere soldi abbastanza, quando poi piangi tutte le lacrime che hai, persino quel grande ostacolo rispetto alla salute, rispetto all'amore, rispetto a tante altre cose meravigliose, persino quell'ostacolo diventa più piccolo e quindi il problema soldi diventa un sono solo soldi, perché magari hai pianto tutte le lacrime e allora può divampare il fuoco. Chi di voi si sente in questo momento, nella fase in cui ha esaurito le sue lacrime ed è pronto a farlo divampare il fuoco? Chi di voi si trova in questa situazione? Teresa, l'ho provata e ti logora.
A me vengono detto che non potevo avere figli. All'inizio stavo mollando, però poi ho lottato ad andare avanti ed eccomi qui con due gioielli. Sono certo che tu abbia pianto tutte le lacrime.
La prima reazione è quella di incolparmi ancora oggi, dice Diana, sempre a me. È il primo pensiero. Per fortuna i pensieri positivi agiscono più in fretta di prima e si reagisce.
Cinzia, confermo, finito di piangere senti che c'è qualcosa che ti fa risalire e ripartire. Lisa, la forza di reagire la trovi sempre nei momenti più estremi se sai reagire. Elisa, io piango sempre, mi serve per svuotarmi.
Anche io, dice l'aria. Maria Teresa, io, lacrime finite. Non la trattenete, quella sensazione, quello stato d'animo di essere dominate dalla paura e di sentirvi non in grado di realizzarli.
Non tenetelo dentro, tiratelo fuori con le lacrime, parlatene con voi stessi, parlatene con qualcuno. Se avete voglia di piangere fatelo, fatelo, fatelo. Perché le lacrime devono finire affinché ti banti un fuoco.
E per chi magari ha pianto tanto, non senti di aver pianto abbastanza, non senti che sono finite, non senti di aver svuotato la sensazione di negatività che ti ha dato la paura, non senti di aver pianto abbastanza. Sai cosa c'è? Che questo vale per nessuno, per tutti. Ma chi ha pianto, come dicono i giovani di oggi, chi ha pianto tutte le lacrime del battesimo, anzi chi ha pianto tutta l'acqua del battesimo, chi ha tirato fuori tutto, a un certo punto si rende conto che non merita più di avere colpi al cuore che nescano quella paura.
Le lacrime sono finite perché la cavalcata verso il successo è fatta di decisioni. Ci dicono devi decidere, devi decidere di partire, devi decidere di darti da fare. No no, devi anche decidere di aver versato la tua ultima lacrima e finché non senti di aver fatto spazio per accendere il fuoco, piange.
Perché poi quando l'ultima lacrima sarà stata versata sentirai di non meritare più un colpo al cuore, sentirai di non meritarla più quella paura. E allora sai che c'è? Via le lacrime. Quando non le hai tirate fuori abbastanza.
Ed è lì che si può accendere la passione, perché non c'è una strada diversa dal desiderio bruciante per mangiarsela quella fottuta paura. Torniamo all'inizio della puntata. Ve lo ricordate il colpo al cuore quando è partita la paura di non farcela? Serve un fuoco per avere la forza di farcela.
Sapete a cosa serve la forza di farcela? Non a fare tante azioni. Serve a resistere allo sforzo che devi fare. Però quando hai pianto e ti sei svuotata, sei assolutamente pronta e ricaricata per accogliere la passione, quel fuoco.
Quindi, se hai pianto abbastanza, via le lacrime e accendi la passione. Perché ora c'è spazio. C'è pure ossigeno per farlo divampare questo fuoco.
L'ossigeno te lo danno le persone che sono al fianco, quelle che soffiano sulla fiammella. Ma se tu poi accendi la passione e ti fai cogliere nuovamente della paura, le lacrime spegneranno quel fuoco. Quindi il segreto qual è? Piangerle tutte le lacrime relativa ad una paura.
Non ha senso rimanere sospesi prima di fare il successivo passo, perché passerete tutta la vita su un piede solo. Quindi una paura c'è, vi avvolge, vivetela. Piangete tutte le lacrime e poi fate divampare la passione per combatterla, per essere più forti di quella paura.
Avete paura che qualcuno vi porti via vostro partner, ce l'avete il colpo al cuore. Rimarrete paralizzati, vi sentirete incapaci di competere. Versatele tutte le lacrime.
Poi sapete cosa accade? Che poi si crea lo spazio per raccendere la fiammella e per combattere, per tirare fuori quella forza che all'inizio avevi perso. E non c'è una strada diversa da questo processo che abbiamo raccontato. Leggo un po' dei commenti e poi andiamo a chiudere.
Ilaria, io l'ho provata quest'estate, ero bloccata per un problema familiare, adesso mi sono rimboccata le maniche. Giulia, assolutamente io ne sono consapevole totalmente, merito di non vedere più lacrime di sofferenza e paura. Paola, mi è capitato, ma poi c'è il mio sogno che mi fa tornare all'attacco.
Le lacrime servono per rialzarsi più forti di prima, ma è reprimerle, dice Anissa. Esatto. Ciao, anche per me lo sfogo è il pianto, dice Sabrina.
Sì, sono quasi esaurita le lacrime, dice Paola. Voglio incendiarmi, basta lacrime, dice Cinzia. Buongiorno Daniela, dice sì.
Deborah, io mi sono dato il mio tempo, ho usato il potere di parlare, ho parlato il mio dolore all'infinito e lo continuo a fare. Ora quelle lacrime mi danno un pensiero felice e la forza di essere più forte e me ne sono accorto. Proprio così, dice Daniela.
I cuoricini neri di Paola, Melina, straordinaria questa puntata. Ilaria, vero, la voglia di farcela serve proprio per agire in modo diverso, per fare le cose in modo diverso e riuscirci. Poi ti arrabbia anche, a volte anche la rabbia buona aiuta, assolutamente, perché ti scatena.
Bene, questo è il nostro hashtag, hashtag you leader. Se oggi volete realizzare una storia, un post, parlando della paura che vi attanaglia e delle lacrime che volete versare prima di rigenerarli, raccontatelo e mettete questo hashtag, you leader, che mi consentirà di vedere i vostri post e poi, come promesso, di mostrarne alcuni fra quelli più impattanti. Quindi, hashtag you leader, il nostro, usatelo se volete, tutte le volte in cui parlate di questa opportunità, di questa community.
Ricordate sempre che tutto coinvolge questi tre aspetti, la testa, il cuore e l'azione, perché se non ti metti in azione, testa e cuore non servono. Se hai testa e cuore ma non fai lo sforzo, non serve nulla di tutto questo. Condividete questa live se pensate che possa tornare utile a voi e alle persone con cui volete costruire il vostro impero.
Vedete sotto, you leader, il giusto mindset per costruire il tuo impero. Certe cose non vengono dette perché le comprendiate voi, alcune cose vengono dette perché voi possiate trasferirli alle vostre persone a cui avete giurato di aiutarle a realizzare il sogno e a volte è il vostro team che ha bisogno di sapere questo, perché magari voi avete le spalle larghe, quindi non le esinate, condividete. E poi, nel dirvi grazie, grazie, grazie, vi invito a fare come ha fatto Cinzia, come ha fatto Debora, a lanciare una valanga di cuori arancioni.
I cuori arancioni hanno e avranno un significato particolare, ve lo annuncio come già fatto qualche giorno fa, per il terzo anno suppongo, l'anno scorso in realtà mi hanno fatto una cosa particolare, il prossimo 23 novembre ci occuperemo, realizzeremo un grande evento in occasione del giorno del ringraziamento. È una cosa meravigliosa che noi networker non possiamo assolutamente trascurare e che la community you leader è stata la prima in Italia a trasformare in un evento multimediale. Quanto mi piacciono i cuori arancioni, dice Mayra, ecco i cuoricini arancioni cominceranno a essere una costante, cominciate a inondare, senza spiegarmi in motivo, i vostri post, le vostre storie di cuori arancioni, perché quando il 23 novembre ci ritroveremo a vivere emozioni tutti insieme e a ringraziarci reciprocamente per noi sarà una punta di orgoglio, un motivo d'orgoglio avere i nostri cuoricini arancioni.
Grazie a tutti voi, cuori arancioni a tutti, grazie per aver seguito You Leader, appuntamento domani alle 8 e 45 con un'altra puntata in cui vi inviterò a mettere da parte le minchiolanze ma soprattutto a godervi questa meravigliosa esistenza. Abbiamo viaggiato in questi giorni e non c'è altro che io non voglia fare, ma non voglio farlo più con poche persone. Vorrei viaggiare, visitare il mondo, diventare cittadino del mondo con il maggior numero di persone e mi piacerebbe che questo maggior numero fosse composto dalle persone del nostro team e dalle persone della comunità di You Leader.
Grazie per esserci stati, appuntamento domani alle 8 e 45. Basta, basta con le minchiolanze. Ciao.
Grazie per aver guardato il video, se il video vi è piaciuto iscrivetevi al canale, lasciate un commento, condividetelo con i vostri amici e noi ci vediamo la prossima settimana. Ciao.