Mario Antonelli

YOU LEADER - Puntata 415 - Luchino

giovedì 6 aprile 2023 · ore 21:27

Di cosa si parla

La scomparsa di Luchino, un ragazzo di quattordici anni, ci invita a fermarci e a riflettere sul valore della vita. Quanto spazio dai ai problemi e quanto alle cose belle che ti accadono? Ti parlo di slow living: rallentare, invece di vivere tutto alla velocità dei vocali su WhatsApp. Prova a guardarti da lontano, anche a distanza di anni, per ridare ai problemi la loro dimensione. Aprire gli occhi, vedere i colori e svegliare i tuoi figli sono cose che rischi di dare per scontate.

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YOU LEADER - Puntata 415 "Luchino" #youleader
Trascrizione della puntata
------------------------------------------------ Buongiorno, buongiorno a tutti e benvenuti alla puntata numero 415 di YouLeader. Siamo arrivati alla puntata numero 415 di YouLeader. Buongiorno, buongiorno a tutti. Buongiorno amici, buongiorno. Benvenuti alla puntata numero 415 di YouLeader di questo giovedì santo 6 aprile 2023. Grazie di essere qui, di aver scelto anche oggi di iniziare questa giornata insieme. Corriamo subito a vedere, ma forse è anche inutile che io faccia questo passaggio nel corso di questa puntata. Corriamo a vedere chi è stato il dito, oppure a chi appartiene il dito più rapido del web. Questa mattina appartiene a Giulia Filotto e prima o poi glielo staccheremo, quel dito. Buongiorno YouLeader Live da Arzignano, è tornata dalle sue vicissitudini televisive e torna a impadronirsi del posto più alto del podio. Buongiorno Giulia, buongiorno Gina da Trento, Mary dalla Spagna, buenos dias a te amica, buongiorno Anna Suave da Villafranca di Verona e poi il salve, un po' raffreddato o sbaglio, di Alessia Tempesta Napolitano. E fu così che l'intero circondario si chiese cosa accade. Monica Vicentin da Roveredo in Piano, buongiorno a te. Nonna Tecno Cinzia da Perugia, buongiorno. Sonia Nanna da Verona, buongiorno. Simona Pelegatta Live da Milano, Fede Caporio da Taranto, buongiorno. Buongiorno a te, buongiorno Fanu da Villafranca di Verona, buongiorno amico, buongiorno Anna. Lino Oglino, ecco ci piacerebbe che te lo specificassi. E come fa a specificarlo per l'iscritto? Ecco, può fare un esempio. Fatima, live dalla macchina direzione Corso d'Inglese Milano. Great, wonderful. Elisa, live da Goro, buongiorno. Denunzia da Grottaglie e con i bambini a casa in uno status quindi inconsueto. Lisa, buongiorno da Bruniera. Paola Pucci, buongiorno a te. Federica Iannola, buongiorno da Villa San Sebastiano. Eccola, buongiorno. Tatiana da Taranto, buongiorno Maira da Castellana eh Grotte. Paola Pucci in diretta da Roma, buongiorno. Vi ricordo oggi pomeriggio alle diciotto l'appuntamento con i più leader books eh con me e Maira alle diciotto. Maria, good morning, buongiorno a te. Caterina Carla Rizzo, buongiorno, live da Treviso. Rita, buongiorno da Vigasio. Veronica, live da Forlì, good morning. All'ottimo Alfredo, live da Taranto, buongiorno Alfredo. Clelia, buongiorno you leader da Pordenone. Non vorrei sbagliarmi, non vorrei veramente commettere un errore ma mi sembra che oggi sia il compleanno di Clelia. Datemi una conferma nel caso torneremo qui abbondantemente a farti gli auguri di compleanno. Franca da Milano, buongiorno. La Franca Esposito, buongiorno a te. Elena Giordani, live da Nogarole, Vicentino. Filomena, buongiorno Filomena, buongiorno a te. Teresa, good morning, da Magione. Giulia Filotto, Anna Suave. Niente caffè stamattina? Hai rinunciato? Sì, perché dovete sapere che Anna cerca di distrarre Giulia chiamandola al telefono per non farla arrivare per primo. Glino, come glicine. Bene, ottimo, grazie della precisazione. Ottima Anna, glino, grazie mille. Ecco Silvia, live da Padova, con la farfallina. Buongiorno Silvia. Damira ha chiesto con quale forza riesce ad urlare Alessia a prima mattina. Ecco, no no, io mi domando con quale forza puoi continuare a urlare nell'arco di tutta la giornata. Perché quello è il difficile. Sì, cinquantasette anni per Clelia. Tanti, tantissimi auguri per questo cinquantasettesimo compleanno. Siamo quasi, quasi al giro di Boa. Perché con centoquattordici dovremmo aver sufficientemente raggiunto la soglia del miglioramento personale. E quindi tanti, tantissimi auguri. Dici, a che ora? Venire a casa per questo pezzo di torta. Auguri a Clelia, ribadisce Monica, che lo sapeva con esattezza. Grazie, dice Anna. Ma io posso avere un'amica così scema? Pure lo sfottò, mi tocca, dice Anna. Auguri, Clelia, da parte di Veronica. Tanti, tanti auguri, dice Federica, lo dice anche Tatiana e lo dice anche l'ottima Mary dalla Spagna. Come vi siete svegliati, ragazzi, stamattina? Qual è? Qual è il mood odierno? Se vi siete svegliati bene, da semaforo verde, esattamente come il mio magliuccino di oggi, scriverete 1. Se invece è un risveglio interlocutorio di quelli sni, da dove la giornata può solo migliorare, scriverete 2. Se invece è un giorno che vorreste proprio cancellare al momento dal vostro calendario, scriverete 3. Vediamo un po' che cosa accade. Buongiorno, Gina. Giornata 1 per Veronica, 1 per Mary, giornata da 1, con tanto di fuoco, per Anna, 1 per Gina, 1 per Cinzia, giornata da 1 per Nonna Tecno, 1 per Gina, 1, 1 sni, ma migliorabile, dice Mayra, 111 per Fatima, Tatiana 2, ma può solo migliorare Elena, 1, Teresa, giornata da 1, lo stesso per Silvia, 2 barra 3 per Lisa Spago. Vediamo che cosa si può fare, come si può migliorare per la nostra glino Anna, 1, 1, 1, Caterina dice 2, figli a casa, scherzo dai, lo trasformo in un 1, 1, lo stesso per la festeggiata del giorno, la nostra Clelia, 2, ma arriva all'1, dice Elisa, 2, ansia, dice Paola Pucci, raccontaci perché, Martina, buongiorno, io 1, con tanto di occhiali da sole. Mi sembra che si sia alzata abbondantemente la media degli 1, che viene un po' danneggiata da Maria, che dice 3, abbondante 3, quindi facci capire, è una giornata da ricostruire, proviamo a farlo insieme oggi con una riflessione, 2 per la nostra bella Filomena, 1 per la nostra bella e vincente Giulia Filotto con gli occhi a Corricino, benissimo. Entriamo nel vivo della puntata di oggi, la 415, che non ha un'espressione, un titolo, una frase, un verbo, un sostantivo o una indicazione come titolo, ma ha un nome. Un nome, Luchino, che è il nome di un ragazzino di quattordici anni che ieri non ce l'ha fatta. Luchino è il nome di un adolescente molto, molto vicino ad una nostra collega che non ce l'ha fatta, che ha assaporato la bellezza della vita per quel poco che gli è stato concesso di assaporarla, che ha toccato con mano la fatica e le traversie, le sofferenze di qualcosa che certamente non meritava, non merita nessuno, né tantomeno un bambino o un ragazzo. Luchino è la persona che ieri mi ha fatto molto riflettere su delle cose che voglio condividere e voglio raccontare con voi. Potremmo, non so se è il caso di fare il nome della collega che magari vorrebbe vivere questo momento nel suo silenzio, nel suo dolore, nella sua riservatezza. Comunque sappiate che quando accadono queste cose, ogni volta che qualcuno interrompe il proprio cammino terreno e soprattutto quando si parla di bambini e di ragazzi, è il caso forse di fermarsi. È il caso di riflettere di quello che voglio fare oggi senza ridurre la puntata ad una... Ecco, non voglio creare né piagnistei né eccesso di negatività, ma mi piacerebbe moltissimo che tutto questo si trasformasse in un amore incondizionato per ciò che ci è dato, per il dono più prezioso che abbiamo, che è la vita. La riflessione che ho fatto ieri sera, quando mi sono seduto sul divano a elaborare la puntata di oggi, mi ha portato subito a questa frase. La strada che porta alla serenità insegna più di chi ti guida. Pretendiamo tutti di trovare dei mentori, dei guru, degli esperti, delle persone a cui ispirarci perché desideriamo tutti che le parole degli altri, le situazioni, i film, i fiori, la musica ci ispiri. Desideriamo tutti trovare qualcuno che ci guidi, che ci porti ad avere cose belle e quindi ad amare la vita. Però, se ci pensate, non c'è nulla che ti insegni più della strada che percorri. È la strada che noi networkers percorriamo giorno dopo giorno per andare ad acchiappare il nostro sogno, per provare a realizzare quel desiderio bruciante, per provare a diventare delle persone libere, magari in grado di viaggiare per il mondo. La strada che noi compiamo in realtà è quella che più di tutti e di ogni altro essere umano ci insegna. Perché camminando, camminando, ci imbattiamo nelle cose grandi, nelle cose gioiose, nelle cose triste, ci imbattiamo nelle fesserie, ci imbattiamo nelle lotte intestine, ci imbattiamo nelle carezze, negli abbracci, nelle pugnalate, negli sgambetti, nei baci e nelle carezze. Ci imbattiamo in un coacerbosi di situazioni che sono quelle che poi ci portano a capire realmente come stanno le cose e ad apprezzare la vita. Perché che siano circostanze negative, circostanze positive, sono cose che accadono e che possiamo provare perché siamo vivi. Mi piacerebbe che oggi riflettessimo su questa cosa. Qualunque vicenda umana, qualunque sentimento che sia buono, cattivo o di compressione intermedia che ognuno di noi sente, lo sente perché è vivo, lo sente perché ogni giorno gli viene data la possibilità di migliorare, lo sente perché ognuno di noi ha una vita davanti, nella migliore delle ipotesi, per migliorare il mondo, per migliorare se stesso. Diceva Gandhi, no? Sì, il cambiamento che vuoi vedere nel mondo. Mayra, chiunque sia, spero possa sentire il nostro supporto e che arrivi fino lì il nostro abbraccio. La strada che porta alla serenità insegna più di chi ti guida. Vi invito dunque ad applicare questo concetto di cui abbiamo parlato più volte. In questa seconda slide vi parlo di slow living. Un pizzico di slow living può ridare l'esatta dimensione delle cose. Slow living è un termine che in qualche puntata fa di New Leader abbiamo battezzato. Non so se già esiste, l'ho pescato nella mia mente dal concetto di slow food, che è quella filosofia che vuole che il cibo vada assaporato lentamente per capirlo, per capirne il senso, per avere un'esperienza importante anche con il cibo. Ecco, io voglio proporvi di tornare ad applicare un po' di slow living perché può ridarci l'esatta dimensione delle cose. Lo dico a me stesso e a tutti noi ormai disabituati persino a sentire un vocale su WhatsApp a uno. Se non è 1,5 non ci sentiamo al nostro agio. Ormai è tutto accelerato, è tutto di corsa. Un tempo quando si scorreva il feed di Facebook nei primissimi anni di vita del social lo scorrevi lentamente e leggevi ciò che c'era. Adesso l'avete osservato? Ci siamo osservati mentre scorriamo i feed. Veloce, tutto veloce. È vero che la tecnologia ci offre e ci invita la velocità, ma abbiamo smesso di vivere lentamente, di assaporare le sensazioni belle così come le sensazioni brutte. Abbiamo detto tante volte che quello che ci accade, accade per noi, non accade per amichidirci, distruggerci, proverizzarci e farci male soltanto. Accade per farci vedere qualcosa. E forse, forse, forse persino il dolore indicibile per la perdita di una persona o di un ragazzino come nel peggiore dei casi può andare a compiere quell'utile insegnamento che è un pizzico di slow living, un pizzico di morbidezza in più, un pizzico di lentezza nel goderci il passare della giornata ci può ridare l'esatta dimensione delle cose. Perché la dimensione delle cose non è quella che viviamo quando siamo sotto pressione perché litighiamo con qualcuno. Non è quella l'esatta dimensione. L'esatta dimensione è quella in cui accettiamo che le umane vicende ci portino magari ad avere delle querelle, dei contrasti, ma sapendo che è una parte della nostra giornata. Non possiamo farci convizionare da qualcuno che ci disturba oltremodo. Non dobbiamo permettere a nessuno di farci disamorare della vita. Così come dico spesso, non dobbiamo permettere a nessuno di farci disamorare di questa attività. Ovviamente a maggior ragione non possiamo permettere a nessuno di farci passare la voglia di vivere, di farci passare la voglia di trasmettere l'amore per la vita perché poi quando accadono i drammi come quello accaduto a Lucchino e alla sua famiglia, ti rendi conto che dove cazzo vogliamo andare? Snobbando la bellezza della vita? Praticando soltanto il fast living? Slow food, fast food. Slow living, anzi fast living contro slow living. Che è quello che dovremmo fare per tornare un pochino in riga. L'esperienza più brutta della mia vita è stata quella che mi ha fatto il dono più grande. Una nuova vita, una nuova consapevolezza. Eppure in quel momento sembrava non potesse esserci via d'uscita. Ora onoro quel momento. È esattamente di questo che stiamo parlando, grazie Mayra. Stiamo parlando di come una vicenda terribile, drammatica, che porta a una inconsolabilità cronica. Come la scomparsa di un ragazzino possa regalarci una riflessione. In questa terza frase penso ad una riflessione. Appare tutto così piccolo se guardi te stessa da lontano. Ho declinato al femminile per questioni statistiche di presenza di genere in questa attività. Appare tutto così piccolo se guardi te stessa da lontano. Ma tu hai provato a guardarti da lontano nei giorni in cui ti sembra di essere davanti a ostacoli insormontabili? Prova a guardarti da lontano. Prova a guardarti dalla distanza che viene magari dagli anni. Prova a pensare. 20 anni fa, ad esempio, in quei giorni che ti sembravano insuperabili perché avevi un problema che ti sembrava gigantesco, da lontano, a distanza di anni, ma ti rendi conto che effettivamente forse quella sfida, quel problema, quella sensazione era piccola rispetto a come la percepivi? Oppure quando viaggi in aereo e vedi tutto piccolino lì sotto e ti rendi conto che mentre vivi la tua giornata pensi di essere il centro della sfiga, poi ti rendi conto dall'alto che non siamo altro che dei puntini che danneggiano la propria esistenza dando valore e importanza alle cose brutte che gli succedono quando in realtà dovremmo fermarci un attimo e provare a ingigantire quei semi di cose positive che ci accadono perché questo dovremmo imparare a fare. Invece facciamo l'esatto contrario. C'è una cosa negativa e sembra che coltiviamo il terreno delle negatività e della rabbia perché crescano i più rigogliosi frutti della cattiveria o del malumore. Poi invece ci accade una cosa meravigliosa come svegliarsi la mattina, aprire la finestra, sentire il rumore dell'automobili o degli uccelli, capire che basta fare così per aprire gli occhi e vedere un'altra volta i colori, andare a aprire la porta dove dormono i propri figli e accorgerti che basta scrollarli perché sbuffando sbuffando si girano, riaprano gli occhi e tornano a vivere. Ti rendi conto che puoi fare la pipì regolarmente, che puoi camminare, che puoi fare colazione, che puoi gioire, correre a essere il dito più veloce, puoi correre a fare una chiamata e tutto questo è meraviglioso. Però lo diamo per scontato. Hai in questo momento il tempo e la serenità per avere un cellulare tra le mani e vedere un uomo col ciuffo che parla. Hai tutto il tempo e tutta la serenità del mondo per affrontare questa giornata di lavoro, avrai le tue minchiolanze reali o indotte, avrai la tua perfetta salute o avrai una salute persa per cui combattere. Ma c'hai la vita e se guardi da lontano te e il tuo mondo ti rendi conto che appare tutto piccolo. Soprattutto appare piccolo quello che ti accade e le cose brutte possono forse anche essere superate pensando che è una parte della nostra esistenza. Non riesco a fare clienti, non riesco a fare incaricati. Sono due anni che ci provo, un anno non accade nulla. Prima di prendere appuntamento dallo psicologo, per colpa del network, perché è normale che ci sia bisogno di risvegliare in sé qualcosa, affidarsi dei professionisti, ma io sotto forma di scherzo dico se il network marketing ti porta sul lettino dello psichiatra o psicologo, prova a guardarti da lontano prima e prova a vedere che ogni cosa ha la sua dimensione. Perché c'è gente che non riesce a generare un contatto su internet e piange. E poi c'è qualcuno che fino all'altro ieri abbracciava Luchino e che piange. Forse appare tutto più piccolo. Le minchiate che compiamo, le cattiverie che facciamo l'un l'altro, le sporcizie con cui proviamo a insozzare la strada che dovrebbe portarci alla serenità. Dovremmo imparare a modularle e a dare l'esatta dimensione delle cose e guardarci da lontano e vedere che siamo piccoli e possiamo soltanto far ingrandire le cose belle e non quelle brutte. Anna, invertiamo la rotta. Più valore le situazioni belle e gratitudine sempre in vista. E alzeriamo le rotture di palle che ogni giorno arrivano. Martina, a me quello che mi è successo, e un giorno ne parleremo, mi ha fatto capire una cosa importante, che non posso controllare tutto. Che non sono invincibile e che via via crollo anch'io e non riuscivo ad accettare il fallimento di non aver risolto quel problema. Poi l'ho lasciato andare e ho iniziato a guardare il mondo con occhi diversi. Nuzia, grazie Mario. Stupidamente oggi mi sentivo giù perché fuori c'è brutto tempo e invece improvvisamente mi sento fortunata perché posso guardare quelle nuvole. Silvia, diamo sempre tutto per scontato quando invece di scontato non c'è proprio nulla. Forse abbiamo smesso troppo presto di meravigliarci. Ricominciamo. Forse abbiamo smesso troppo presto di meravigliarci. Ricominciamo. Forse abbiamo smesso troppo presto di meravigliarci. Ricominciamo. Letizia, ciao Mario. Io ho iniziato il senso dell'un po' di tempo fa. Per primo, quando abbiamo scoperto la disabilità del figlio di una mia carissima amica, ho iniziato a rafforzarlo dopo la morte di mio cugino a soli 49 anni. Due anni fa le battoste mi hanno fatto prendere in considerazione della vita al 100% quando in un'ora è morta la mia mamma. Un mese dopo il mio figlio aveva avuto un tumore. Dopo queste battoste io la vita me la godo in ogni secondo. Nessun essere umano potrà mai più ferirmi. Grazie Letizia, hai riassunto in queste sei righe lo spirito e il senso di quello che volevo trasmettere oggi. L'esempio ci viene proprio da chi veramente affronta la minchiolanza con la M maiuscola. E non la minchiolanza con la M minuscola, quella indotta. L'esempio ci arriva sempre da chi è arrivato sull'orlo del precipizio. Che più di chi magari gioca ad aver attraversato cose brutte, mi sono perso nel costrutto della frase. Però grazie per esempio a tutti coloro che ci possono testimoniare con la loro voce che la vita è bella. E ti rendi conto quando stanno per strappartela. Quando qualcuno attorno a te se la vede scivolare fra le dita. E noi ce ne dimentichiamo. Non voglio fare il sacerdote della settimana santa. Voglio fare il networker oggi. Perché se non amiamo la vita, ma perché cazzo stiamo combattendo ogni giorno seduti davanti a quei computer? Se non desideriamo assaporare e guardare e approfittare del lato bello della vita e ingigantirlo, perché cosa stiamo combattendo? Se cerchiamo di arrivare ai nostri risultati destreggiandoci tra un malumore e l'altro, tra una cattiveria e l'altra. E vogliamo percorrere questa strada sgobitando, incazzandoci fino a raggiungere il nostro sogno. Ma per cosa stiamo combattendo? Se non apprezziamo il briciolo della bellezza della vita che accade semplicemente aprendo una serranda. Una finestra, o guardando negli occhi i propri figli, o le persone che amiamo, o sentendo una musica che scorre. Perché cazzo combattiamo? Se abbiamo deciso di arrenderci, se abbiamo deciso di fare fast living, se abbiamo deciso che è bello solo quando ci arriva l'assegno del venerdì e tutto il resto è merda. Ma magari meno soldi, ma più rispetto. Ma magari meno punti, ma più amore per la vita. Ma magari meno potere, meno qualifiche, ma più slow living. Perché tanto l'abbondanza monetaria, come insegnava Totò nella livella, non ti fa fare la differenza rispetto a chi ha vissuto magari di stenti. Ed è giusto che il passaggio terreno ce lo dobbiamo impreziosire perché i soldi non fanno la felicità. Diceva Luca Carboni in una canzone intitolata Caro Gesù. O lo so che i soldi non fanno la felicità. Immagina però come può stare chi non li ha. Quindi è inutile prenderci in giro. Però cominciamo a guardare dando l'esatta dimensione alle cose. Anche nel network ci aiuterà moltissimo. Perché una persona che ama la vita attrarrà persone che amano la vita. Una persona che finge di amare la vita, bravissima nel commercio, ma che finge di apprezzare le cose belle della vita, attrarrà persone che fingono. Simona, io in un momento preciso e terribile ho capito che non posso controllare tutto e ho smesso. Oggi vivo pensando che ogni attimo possa essere l'ultimo e solo io posso renderlo indimenticabile o almeno bello. Elisa, quando abbiamo scoperto che c'era qualcosa che non andava, è arrivata la fatidica domanda. Perché a me? Perché a noi? Poi ci siamo guardati con lo sguardo di determinazione e ci siamo detti perché non a me? Se è arrivato vuol dire che abbiamo la forza di superarlo. Ci ha insegnato tanto, ci ha avvicinato. Meglio a noi che a un altro. Letizia, mi rattrista vedere la gente che non ha capito ancora il senso della vita. La vita non è litigare per decidere dove andare in gita, ma l'importante è andarci. Se capiamo questo abbiamo tutto e abbiamo vinto. Ecco perché l'hashtag di oggi vi propongo è VitaMeravigliosa. La nostra nonna tecno correrà immediatamente a scriverlo nel gruppo Telegram di You Leader. VitaMeravigliosa. E dovremmo ricordarcene ogni tanto, nelle piccole cose. Voglio leggere questo messaggio di Ilaria. Dieci anni fa la diagnosi di tumore al seno. Da allora la scala dei valori si è invertita. Tutto molto easy. Lascio perdere tutto quello che non mi va bene. Esattamente quello a cui voglio invitarvi oggi. Ed è la lezione che magari il piccolo Luchino con il tuo sacrificio ci può lasciare. VitaMeravigliosa. Utilizzatela nei vostri post se vi va di raccontare questa cosa. Ecco perché per esempio l'esperienza del One Team, questo quacervo di anime, di persone, di energia messe insieme, può migliorare questo aspetto e questa visuale della vita. Lo stare insieme, il correggersi insieme e il richiamarsi allo slow living, richiamarsi al sapore dei sentimenti, ci può aiutare. Anche in questo, questo grande quacervo di testa e di anime One Team ci può aiutare. VitaMeravigliosa, l'hashtag riproposto da Nonna Tecno. Puntata ad abrilio di oggi, dice Letizia. E anche Rita riprende l'hashtag VitaMeravigliosa. Preparatevi perché in tema di cose belle sta per arrivare la rubrica chiamata Amore Contro. La prossima settimana iniziamo per davvero a gettare le basi di questa nuova rubrica che metterà persone amiche, socie nel business, persone inseparabili, l'una contro l'altra, a spararsi complimenti, a spararsi cose belle. Ce ne occuperemo la prossima settimana. La vita è una, godiamocela, dice Alfredo. Grazie Mari, dice Gina, grazie. Dice anche Mari, non ho preparato la slide, ma ricordate che oggi abbiamo la puntata di You Leader Books alle 18. Nel corso di quelle puntate si affrontano dei temi che sono interessanti, di interesse comune, che ti permettono di scavare dentro. E sarà una puntata in cui saranno importantissimi i vostri contributi da casa. Vi aspettiamo alle 18, sempre su You Leader. Condividete questa live perché è bene che si parli di tutto ciò, è bene riportare le cose alla loro giusta dimensione. Premete il pulsantino che c'è in basso a destra, condividetela magari con l'hashtag You Leader. Grazie a tutti, l'appuntamento è domani con You Leader, alle 8.45, con un particolare venerdì santo. Saremo ancora insieme per cominciare questa giornata e per trasformarla in un capolavoro. Quindi, più che mai, oggi basta con le minchiolanze. Appuntamento domani alle 8.45. Ciao. Sottotitoli e revisione a cura di QTSS

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