YOU LEADER Puntata 315
mercoledì 11 gennaio 2023 · ore 20:06
Di cosa si parla
Ti è mai capitato di avere paura di una spesa imprevista, anche solo di cambiare le gomme dell’auto? In questa puntata ti racconto quando lasciavo il parmigiano alla cassa perché i soldi non bastavano. Parliamo di quel bosco della disperazione in cui ti senti senza via d’uscita e finisci per abituarti al buio. Non c’è da vergognarsi delle difficoltà, ma ti chiedo: quella situazione è davvero il tuo posto o hai solo messo i fiorellini sul davanzale della cella?
Fa parte del tema Forza interiore: tutti gli articoli e le puntate
Trascrizione della puntata
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Good morning! Buongiorno e benvenuti alla puntata numero 315 di You Leader. Buongiorno! Buongiorno a tutti e benvenuti! Benvenuti e benvenute! Eccoci qui! Buongiorno e benvenuti! Buongiorno e benvenuti a puntata numero 315 di You Leader, in questo venerdì 29 aprile 2022. Benvenuti, grazie, grazie, grazie anche oggi di essere qui e di aver scelto questo appuntamento per sviluppare tutti insieme il nostro mindset, ma soprattutto per iniziare questa giornata alla grande.
Il dito più rapido di oggi è quello di Giulia Filotto, live da Arsignano, immancabile. Buongiorno Giulia, seguita da Sara Trolles, è la nostra quasi mammina da Venezia. Gina Dell'Ai, buongiorno da Jesolo.
E poi, attenzione, attenzione, niente popò di meno che una rapidità incredibile, quella di Alessia Tempesta Napolitano, che oggi il buongiorno ve lo dà così! Buongiorno amici di You Leader! In altre faccende affaccendate, oggi non la vedrete saltare come una salchimbanco sul divano. Buongiorno Mariangela Mi, live da Brindisi. Barbara, buongiorno, live da Arona.
Valentina Simoncelli, da Ricord of the Morning. Antonietta Martello, da Fiume Freddo, Bruzio. Complimenti, complimenti per la tua bellissima prestazione in formazione unstoppable ieri sera.
Buongiorno dalla Spagna, Buenos Dias Mary. Rita, buongiorno da Vigasio. E da Salerno, buongiorno ad Anna Suave.
Buongiorno, live dalla macchina. Stamattina io e Fano andiamo sul lago di Garda a festeggiare il nostro Pay Day. Oggi è venerdì.
E oggi, buongiorno, live Roveredo in piano da parte di Nonna Tecno. Stefania Costanza, buongiorno, live da Havana Terme. Marianna, buongiorno, Giulia Savone da Valmontone.
Teresa da Civita Vecchia. Marica Penza, buongiorno, live da Avezzano. Ilaria da Bari, buongiorno.
Da Sarno, dalla nostra Diana Crelia. Buongiorno da Pordenone. Martina, buongiorno.
Martina Perassi, buongiorno. Celeste, buongiorno. Anche a Stefania da Gastop.
Grazie per la carica di ieri e di tutte le mattine. Grazie a te, grazie a voi. Ludovica, buongiorno.
Buongiorno. Buongiorno, Anna, buongiorno da Genova. Buongiorno a Tannina, Tuminello.
Ilare, Ilanè, Ligorio, buongiorno. Stamattina Top. Bambina Vina Acri, buongiorno da Rossano.
Buongiorno a Paola Pucci. Eh, bell'insieme, dice Anna Tiziano. Buongiorno da Pordenone, buongiorno Tiziano, buongiorno Jessica.
Buongiorno, live da Crispiano, la nostra Federica Caforio. Da Casoria, o da Napoli, Flavio Di Polito. che tagga le sue persone, mi hai preso quasi impreparato.
Aspettarti così presto, buona giornata. È riferito al saluto di Alessia. In diretta da Roma, complimenti a tutti per ieri sera.
Ripete Paola Pucci, oggi focus, tantissimo focus, buongiorno Emanuele Rita, buondì e il focus è fatto molto moltissimo di atteggiamento. Questa rubrica chiamata You Leader, ha l'ambizione di sviluppare insieme a voi il giusto atteggiamento per costruire il tuo impero, perché nel Network Marketing potrai fare tutte le azioni che vuoi, potrai avere tutti i talenti che vuoi, ma se non fai le azioni e non hai il giusto atteggiamento non riuscirai a concludere nulla. Buongiorno Andrea Martinelli, good morning top, buongiorno Silvia da Padova, buongiorno Silvia Stamani, non lavoro e dunque seguo.
Dice Anè bellissimo, Marica tagga le sue persone, Maira d'Aprile, buongiorno, live da Castellana Grotte con i cuoricini colorati. Poi la farfallina di Silvia è Maira che tagga Valbona. Molto bene, iniziamo questa puntata tra pochi, pochissimi istanti.
Preparate carta e penna, aprite le orecchie e aprite il cuore. Molto bene, buongiorno, buongiorno, good morning, puntata 315. Buongiorno, live da Biceglie, esordisce così la nostra Alessandra Laforgia che è nel pieno dei preparativi, perché anche con Alessandra e con il suo ottimo vito, oltre che con Cristina e con il suo ottimo vito, tra qualche giorno saremo a Marrakesh, Marrakesh dicono gli autottomi, you leader a Marrakesh, ci sarete anche voi in maniera digitale, evidentemente voglio anche oggi iniziare questa puntata dicendovi che quando inizierà la nostra avventura in Marocco, veramente tra pochissimi giorni, martedì, il volo è martedì, quando partiremo abbiamo pensato di riservare ad alcuni fortunati un osservatorio speciale, una specie di POV, point of view, un punto di osservazione speciale sulle emozioni che vivremo lì in questo magnifico viaggio, nello sfarzo, ma anche magari nelle contraddizioni di una terra magnifica da mille e una notte.
Oggi nel gruppo ufficiale Telegram di You Leader metterò il link per entrare nel gruppo riservato ai You Leader Marrakesh, quindi se non fate parte, se ancora non siete nel gruppo Telegram ufficiale di You Leader, di cui non metterò ora il link perché fareste bene a chiederlo magari alle persone che già sono in You Leader, se non siete parte di quel gruppo non potrete ricevere questo link, quindi la condizione essenziale per poter assistere a tutte le emozioni che vivremo a Marrakesh è fare parte del gruppo ufficiale Telegram di You Leader. Tutto assolutamente gratuito, sia l'ingresso nel gruppo che l'osservazione speciale di quello che accadrà in questi giorni. Quindi datevi da fare, organizzatevi, accertatevi che le vostre persone fanno parte di quel gruppo ufficiale di You Leader su Telegram perché lì dentro nel corso della giornata metterò il link per il gruppo You Leader Marrakesh dove accadrà quindi una condizione molto molto semplice, fare parte del gruppo Telegram, essere iscritti, anche questo è gratuito, alla community di You Leader per poter poi assistere a quello che vi mostreremo perché noi continueremo a fare quello che ci piace di più, viaggiare, giocare, amare e scoprire.
Ricordate sempre che tra i tanti simboli sparsi per casa, oltre a delle pentasfere, delle genese, alla calessidra che è uno dei simboli che adoro di più, io sono sommerso da mappamondi, planisferi che mi permettono di sognare perché io domani voglio essere qui e sarò qui proprio in mezzo al mare senza chiedere permesso a nessuno e oggi parleremo proprio di questo. Titolo, Le scarpe strette. Direte voi, che cazzo c'ha Zecca questo titolo con il viaggiare, con il giocare, con l'amare, scoprire.
Le scarpe strette, sapete qual era, qualche istante prima che io andassi a Coricarmi ieri sera, il titolo alternativo? Perché le scarpe strette l'ho chiamato alla fine, ma il titolo originario che avevo dato a questa puntata, eccolo qua, titolo alternativo, noi e l'oro, ma non noi e quegli altri, noi e l'oro, ma noi e l'apostrofo oro, perché oggi vi parlerò e vi dimostrerò insieme a voi, dimostreremo che meraviglia abbiamo tra le mani. Tu che hai iniziato a fare il network marketing da un giorno, da dieci mesi, da venticinque anni, devi assolutamente comprendere che meraviglia hai tra le mani. Di questo parleremo ed evidentemente l'oro di cui stiamo per parlare è questa opportunità che ogni giorno ci rimparliamo tra le mani.
Buongiorno Lucia da Coccolo del Cengio, Marocco, Marocco eh, ne sa qualcosa la nostra amica Ivana, buongiorno Giovanna da Berna, good morning ad una pazzesca Giovanna, ho visto dei numeri pazzeschi questa mattina nell'aggiornare il power ranking del nostro team Marrakesh, è pazzesca, godetevela. Grazie, grazie, grazie Annè, ma che bella idea, grazie mille, ma che figo, dice Anna Ilaria, live da Taranto Laura, buongiorno, bonjour a Lidia Corda, la nostra francesina, che quanto manca Lidia, quanto alle tue nozze Alessandra, ecco di qui Maria, buongiorno da Catania, Vittoria Grisi, buongiorno a te. Abbiamo una meraviglia tra le mani.
Provate a pensare per un attimo, perché certamente è accaduto anche a voi, io me la ricordo distintamente la sensazione. Che cosa si prova a trovarsi in che oggi voglio definire il bosco della disperazione. Avete presente quando vivi una fase della tua vita in cui ti senti apparentemente libero, perché quando sei in un bosco magari puoi anche aprire le braccia, puoi correre, ma sei imprigionato perché magari non vedi la via uscita, perché hai degli alberi che ti sormontano e ti oscurano il visuale e sei magari disperato, ma non perché, magari non per la sofferenza che senti, ma sei disperato perché senti di non avere una alternativa, una possibilità per scongiurare il dolore magari alle persone che ami, perché magari hai dei figli a cui hai giurato e spergiurato di regalare un futuro, perché magari hai coltivato dal primo giorno in cui hai incontrato il tuo partner il desiderio di costruire una famiglia, di invecchiare insieme, e poi invece la vita ti porta a vivere dei momenti di difficoltà e a camminare in questa selva oscura.
Ecco, non ci ho pensato neanche, mi è arrivato adesso ecco le reminiscenze che vengono fuori. Camminare in una selva oscura, come il sommo poeta raccontava, che io ho voluto ribattizzare oggi il bosco della disperazione. Ti è mai capitato di camminare in un bosco di disperazione dove temi che dietro quel tronco spunti fuori un lupo sotto forma magari di chiamata anonima di qualcuno che ti chiede di saldare qualche debito? Che ti muovi, hai il terrore di avvicinarti alla cassetta della posta perché non sai che cosa può esserci dentro.
Questa mattina mentre accompagnavo mio figlio a scuola, adesso è accompagnato Martina che entrava alle nove, mentre accompagnavo mio figlio a scuola ho sfiorato con la macchina un guardrail, apparentemente non ero veramente molto vicino, ma ho fatto questo pensiero. Caspita se avessi urtato sarei andata alla concessionaria e mi sarei messo d'accordo. Ma io me lo ricordo la sensazione di terrore che avevo quando non riuscivamo ad arrivare neanche a fine mese.
Oddio se mi si rompe la macchina. Cambiare il treno di gomme era assolutamente una cosa non fattibile, non era possibile. Ho camminato, lo dico a Mariangela e Andrea che sanno ciò di cui vi parlo, ho camminato in quei mesi prima di fare il network marketing, andando e venendo da Bari, con le gomme lisce, con il ferro del copertone che quasi usciva di fuori.
Perché non era possibile, perché c'era il terrore di affrontare una spesa ogni previsto. Ecco, questo è quello che io chiamo il bosco della disperazione. Avete mai vissuto la sensazione di trovarvi imprigionati? Avete vissuto la sensazione di trovarvi senza un'apparente via d'uscita, di trovarvi in un luogo buio in cui non filtra la luce? Perché questo è quello che racconta spesso mia moglie Alessia.
Mi trovavo in un tunnel lungo, buio, e non si vedeva neanche la luce. E non c'è da vergognarsi. Non c'è da vergognarsi se oggi non puoi mandare magari un figlio al festicciolo di compleanno di un amico perché non è possibile fargli il regalo.
Non c'è da vergognarsi. Perché, ahimè, è lo stato delle cose ora, in Italia e non solo. Non c'è da vergognarsi se si lascia qualche prodotto alla cassa perché non si riesce magari a avere quegli spicci necessari per completare il pagamento.
Quante volte ho lasciato il parmigiano? Ho lasciato qualcosa che avevo preso in più perché non mi bastavano quelle cinque euro che avevo. Non c'è da vergognarsi. Questo è un caratteristica comune di tutti coloro che vivono i sogni e che si trovano poi a fare i conti con la realtà.
Vedo un attimo di commenti. Non vedo l'ora di vedere tutto. Buongiorno, buongiorno.
Ieri sei stato eccezionale. Sì, ecco, Alessia se lo ricorda quando andavo a Taranto con le gomme lisce. Mamma mia, dice Jessica.
Lo ricordo benissimo, racconta Andrea, di quel periodo. Troppe volte. Certo Mario, adesso, dice Marilena, probabilmente sto vivendo questo periodo.
E chi se lo dimentica, dice Alessia, che brutta sensazione. Ciao Cinzia da Perugia. 130 euro di carro attrezzi, ti ricordi Mario? Caspita, mi ha fatto ricordare questa cosa.
Quando ero a Taranto mi portarono via l'automobile perché l'avevo parcheggiata in un posto in cui non potevo, non me ne ero accorto, me la portarono via. Nonostante il mio impegno, la mia professionalità, nonostante avessi lavorato da anni e anni facendo giornalista professionista, mi ritrovavo a fare un'altra professione, ma ero povero. Mi sono dovuto far prestare quei soldi per andare a recuperare quella macchina.
E chi se lo dimentica? Ivana, ricordo benissimo quando avevo guadagnato quei pochi soldi, succedeva sempre qualcosa che portava a spendere quei soldi guadagnati e dovevo tutto ricominciare da capo. E' vero, non c'è da vergognarsi, sottolinea Alessandra. Diana, a casa mia ci sono stati giorni in cui la spesa si è fatta solo per i bambini e noi si mangiava la tazza di latte.
Io non mi vergogno, io mi sono rialzata da lì, ho fatto i conti con l'ansia tutti i giorni. Buongiorno Valentina, Alessandra da Gallarate, Stefania. Oh certo che sì, questo periodo poi è proprio così.
Ti avevo detto che un'attività è per ora tra modi, bolletti, affitti e spese, è così. E non me ne vergogno. Sto lottando per costruirmi un futuro splendente e non voglio vivere con l'angoscia.
Non c'è da vergognarsi. E sapete poi qual è il problema? Che questo luogo buio, questa selva oscura di cui parliamo, è un luogo in cui i rami intrecciati chiudono ogni via di uscita e tu inizi a dimenticare che magari possa esistere un'alternativa. Perché se vivi chiuso in una scatola, oggi a Radio DJ ho ascoltato il brano dei living in the box.
Vivere in una scatola. Se vivi in una scatola, dopo un po' pensi che non ci sia più un mondo esterno. Se vivi in questo bosco buio, con i rami intrecciati che oscuro nel sole, e dopo un po' tu pensi che quello sia il tuo luogo, diventa un luogo familiare, tanto da apparire il tuo luogo.
E questa è la storia di tutti coloro che vivono in un perenne stato di difficoltà, magari anche di frustrazione professionale, che continuano a difendere la loro scelta di continuare a prostrarsi per un datore di lavoro, ma vivono in un bosco oscuro. Perché quanti di voi hanno lavorato anni, anni, anni, con grande onestà, togliendo tempo alla propria famiglia? Quanti anni avete lavorato per poi ritrovarvi a fare i conti? Quanti anni io ho lavorato per ritrovarmi povero, per non poter neanche recuperare una macchina che avevo parcheggiato in un luogo dove non avrei dovuto, per risparmiare magari quel costo della striscia blu? Quando ti trovi in questo bosco oscuro, ti diventa familiare, tanto da apparire il tuo luogo. Sapete cosa accade? Accade che molte persone si incullano in queste difficoltà e quasi si sentono protetti da quei rami intrecciati.
Voi invece no. Voi invece no. Perché chi inizia a fare network marketing con la consapevolezza di avere tra le mani una meraviglia è ben diverso da quelli che quasi si sentono protetti da quei rami intrecciati che ti chiudono la vista.
Il solito discorso di Silvano Agosti? Le persone mettono i fiorellini sul davanzale della propria cella e la difendono con le unghie e, anche se la porta è spalancata, non escono dalla cella perché l'hanno decorata. Questo è quello che accade a tutte quelle persone che mi criticano perché fate network marketing, perché mi puntano il dito. Tutte quelle persone che mi sbeffeggiano ma che continuano ogni giorno a lamentarsi perché vivo in una situazione di prigionia, a lamentarsi perché sul posto di lavoro sanguinano, a lamentarsi perché non gli danno lo stipendio, a lamentarsi perché avevo firmato un contratto a tempo indeterminato e invece mi hanno lasciato a casa solo e soltanto perché ho deciso di diventare mamma.
Ma che bruttura è? Voglio arrivare al dunque di questa puntata. Mentre cammini in questo bosco buio, mentre cammini in questa selva oscura, mentre sei in questa scatola, in questo bosco poi magari accade che qualche ramo si spezza e qualche brutta certezza cade. Che significa questa frase? Significa che poi magari perdi il posto di lavoro.
Sapete cos'è accaduto a me quando ho perso il posto da lavoro da giornalista e dipendente? Mi si è aperta una vision immensa perché attraverso quel ramo spezzato ho visto che c'era altro. C'era una libertà intermiglioraria, c'era l'opportunità di evolvermi, c'era l'opportunità di far valere i talenti senza farli sottostare alle minchiolanze magari di un datore di lavoro o di colleghi che come gli squali vanno dove c'è sangue. E oggi voglio parlarvi di quelli che voi chiamate problemi, perché ci sono persone che perdono il posto di lavoro pur avendo sofferto per tantissimi anni e continuano a rimanere immobili cercando di recuperare quel lavoro che nel frattempo li aveva fustigati.
Tu lo vedi come un problema e invece tra i rami spezzati di questo bosco buio può svelarsi una strada. Con questa strana e strampalata puntata di oggi voglio darvi la sensazione di orgoglio perché se siete riusciti nel bosco buio in cui camminate a percepire che esiste una strada vuol dire che siete più grandi del problema che avete. Perché spesso chi ha un problema e non lo riconosce è parte del problema.
Come tutte quelle persone che non si mettono in discussione e che ti prendono per culo perché hai fatto un actor marketing, loro difendono il loro sistema in cui soffrono, loro sono parte del problema, sono quelle persone che la snobbano quella strada tra i rami e invece voi avete una consapevolezza superiore, sapere di vivere magari in un problema ma sapere che esiste un'alternativa chiamata network marketing. Vado a vedere un po' di commenti. Verissimo Alessandra che tagga Giada.
Diana ti abitui così tanto a quel buio, a quella rasegnazione che ti sembra la normalità a un certo punto. Di questo stiamo parlando Stefania. Quando ti ammazzi di lavoro e non hai soddisfazione economica è brutto, angosciante e molto molto doloroso.
Non è vivere ma sopravvivere. 12 anni così ha fatto Anè. 15 anni per ritrovarmi nella merda dice Alessandra.
Hai detto bene, frustrazione professionale. Uno spiraglio di luce lo chiama Jessica. Io vedevo tutto nero, credevo che non ci fosse uno spiraglio di luce.
Invece grazie al network ho trovato la luce. Soluzione a tutto c'è la soluzione. Le bollette non le pagano loro, coloro che ci criticano.
Non ti aiuto nessuno se cadi. Serve rimboccarsi le maniche. Anè, prima di farmi il contratto mi ha chiesto se avessi intenzione di fare figli.
E questo è il mondo che quelli che vi criticano difendono. Ecco perché dovrebbe scivolarvi addosso la critica di chi è parte del problema di cui volete scappare. Nel mezzo del cammino di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura che la diretta via era smarita.
Poi ho conosciuto il network. Io sono orgogliosa di essere una network, dice Jessica. Il cuoricino di Marilena dice Stefania ma chi se ne è mai fregato di cosa pensano gli altri se mi prendono per il culo.
Oggi ridono loro, domani riderò io guardando loro. Allora, attenzione, c'è un passaggio di un libro che racconta questo passaggio. Quelli che tu chiami problemi magari non lo sono.
Quando io ho perso il posto di lavoro da giornalista dipendente la mia famiglia ha vissuto un dramma immenso. Parlo dei miei genitori. Sai, un figlio che ha 43 anni dopo aver dato l'anima per quella professione si è ritrovato con il culo per terra e è sembrato un problema insormontabile.
Ma io non l'ho visto come un problema. E Alessia lo sa, l'ho vista come un'immensa opportunità di liberarmi. Un lavoro perso, soprattutto quando ti costava fatica, non proporzionata poi la gratificazione.
Gli altri lo chiamano problema, gli altri possono chiamarlo problema. Ma per alcuni potrebbe essere invece una nuova sfida. Faccio riferimento a quel libro di Igor Sibaldi che ho letto, il titolo Le scarpe strette.
C'è un esempio bellissimo in quel libro. Prendete l'esempio di un adolescente, un ragazzo di 13 anni racconta, che improvvisamente sente le sue scarpe strette. Cazzo di problema, eh? Perché il piede è cresciuto, il piede si è ingrossato, quelle scarpe non vanno più a quel tredicenne.
Per alcuni potrebbe essere un problema quello. Invece è un sinonimo, è una dimostrazione lampante che quel ragazzo sta crescendo e lui è più grande del problema o del contenitore che lo conteneva. Scrivetevi questo concetto, le cose vanno strette solo a chi cresce.
Vi va stretta la vita che state facendo ora? Perché siete cresciute cominciando a vedere quest'opportunità che ha cambiato la vostra vita. Vi va stretto il posto di lavoro in cui ogni giorno andate a sanguinare per realizzare i sogni degli altri? Vi va stretto perché siete cresciuti, perché frequentando il mondo del network marketing, seguendo queste live, confrontandovi con gli altri networker, avete capito che lì fuori c'è una via di uscita e quindi il mondo che finora vi tiene repressi, bassi e poveri, senza parola, vi va stretto. Le cose vanno strette solo a chi cresce.
Se ci sono persone che criticano la vostra scelta di fare network marketing, che vi sbeffeggiano, che vi voltano le spalle, che vi utilizzano come sfogo della loro frustrazione, pensatela. A loro non va stretta la vita che fanno? Certo, perché non hanno consapevolezza e non sono più grandi. Voi con tutta la merda che magari state mangiando, in un momento di difficoltà, siete certamente più evoluti, più consapevoli e più cresciuti.
Perché se vi va stretta una scarpa è perché siete cresciuti. Se vi va stretta una cerchia di amicizie è perché siete cresciuti. Nella nostra attività, ma nella vita in genere, vince chi cresce nella consapevolezza.
Sviluppate la vostra consapevolezza, fate tesoro dell'esperienza degli altri, perché non è possibile che tu, dopo aver assaporato la bellezza del network marketing, torni indietro per poi essere dopo cinque anni nuovamente a piangere. Perché non fai tesoro delle esperienze degli altri. Ma non lo vedi che nessuna commessa va in pensione? Ma non lo vedi che nessuna commessa riesce a liberarsi e a essere dove vuole, quando vuole, con chi vuole? Ma non li vedi i tuoi amici? Non le vedi le famiglie che conosci, che festeggiano i propri figli laureati con bombe, feste immense, per poi ancora impiegare anni e anni per trovare una sistemazione.
Perché questa cercano e invece di studiare le persone dovrebbero imparare a credere in se stesse. Perché da un bosco buio si esce solo convincendosi che c'è una via di uscita, non perseverando a continuare a mettere i fiorellini sul davanzale della propria cella. Vedo un po' di commenti, poi lancio l'hashtag e poi vi mostro l'ottimo speech di Alfredo Piliego.
Felicissima di aver preso questa strada, dice Bina. Ludovica, ma che vita è? Io lavoro otto ore al giorno, a volte di notte, a volte di giorno, non ho orari, non posso gestire il mio tempo, mi ritrovo ad incastrare, tutto essere stanca e stressata, nonostante questa vita di compressione che stai facendo, Ludovica. Tu, come tante altre persone, non vergognarti e soprattutto non abbatterti.
Perché se ti sta stretto è perché sei cresciuta. Se ti sta stretto ciò che stai vivendo è perché hai visto che c'è una alternativa e questa alternativa si chiama oro e ce l'abbiamo tra le mani. Noi è l'oro la meraviglia che manipoliamo ogni santissimo giorno.
Il network mi sta dando uno spiraglio di luce. Sei un combattente, mentalità d'acciaio, stessa visione per me, libertà, dice Anè. Buongiorno Francesca, in super ritardissimo.
Ivana, verissimo, verissimo, è vero, dice Giulia. Francesca, la scritta escape in questo periodo la vedo ovunque. Quanta verità, dice Jessica, le cose vanno strette a chi cresce.
Lo scrivo per ricordarlo sempre. Le cose vanno strette a chi cresce, a chi si trova a sguazzare. Attenzione, chi non mette in discussione se stesso buttando a terra tutte le sue credenze che finora lo hanno compresso è perché non sta crescendo, preferisce restare piccolo.
È come quelle persone che preferiscono tenersi le scarpe strette pur di non ammettere che sono cresciute. Ho eliminato un sacco di cose, soprattutto alcune persone che mi stavano strettissime. 30 mila euro spesi fra l'aurea e festa di laurea e poi disoccupazione, ci racconta Alessandra.
Grande, mi dice Ludovica, il network mi sta permettendo di togliere tutte le cose che mi stanno strette. Giulia, io ringrazio ogni giorno di quei 12 anni in ufficio, di quelle montagne di carte che non finivano mai e l'essermi sentita stretta, stretta, stretta. Io voglio lanciarvi l'hashtag di oggi che poteste utilizzare se volete.
È molto semplice, sembra non averci nulla a che fare con quello che raccontiamo. Io so cosa voglio. Perché se tu sai ciò che vuoi, se hai chiara nella tua testa, io so cosa voglio.
Mettendo i puntini sulle teste, se tu hai chiara in testa la tua idea di fuoriuscita da questo bosco buio, affronterai il tuo momento di cacca con un po' più di leggerezza. Così come io, mentre stavo per perdere il lavoro da giornalista, cominciavo a far funzionare la testa ed ero felice di poter progettare qualcosa per essere io responsabile dei miei sogni, io persino responsabile dei miei fallimenti. Perché finché non ti metterai in discussione non solo realizzerai i sogni di qualcun altro, ma se tu dovessi perdere il lavoro non sarai neanche tu responsabile di questo.
Perché la tua vita sarà totalmente nelle mani di qualcuno per cui sei un numero e che vuole che nessun ramo si apra per farti vedere una via di uscita. Io so cosa voglio, è quello che secondo me dovreste pensare ogni giorno. Non sono cattiva però mi sono allontanato da tante persone negative.
Diana, soffrivo per ogni persona che mi faceva del male. Grazie al netto l'ho comperato a fare spazio. È uno dei concetti di ieri sera che ho adorato tantissimo oggi.
Quelle persone continuano a fare le stesse cose ma da parte mia trovo un muro a far imbalzare al posto di una spugna che assorbe. Esattamente, grazie. Grazie a voi per aver interagito questa mattina con questo argomento spinoso molto particolare in questo venerdì solmecchiante.
Io so cosa voglio, è l'auspicio che posso lanciarvi. Devo riuscire a liberarmi di alcune persone negative. Basta non pensarle e frequentare persone positive che pensano in maniera differente.
Tra pochi istanti lo speech dell'ottimo Alfredo Piediego. Amici di Unleader, buongiorno e bentrovati. Grazie Mario, grazie ancora a tutti quanti per questo secondo spazio mattutino settimanale.
Maneggio come sempre il mio taccuino. Vi ricordo che c'è questa versione, quella più chiara, la trovate tranquillamente su Amazon scrivendo Unleader. Ricordo sempre che noi non ci guadagniamo assolutamente nulla se non lo spirito di appartenenza.
Sono qui con alle spalle il mio consueto muro dei ricordi perché vi parlerò di alcune cose che riguardano i ricordi stamattina e le persone a cui associamo i ricordi. Vi faccio vedere la frase come sempre e poi iniziamo. Come vi dicevo, spesso i ricordi, le fotografie, qualsiasi oggetto che ci ricorda qualcosa è associato alle persone.
Le persone sono quelle che ci hanno accompagnato nel corso della nostra vita, sono quelle che ci hanno magari cresciuto o comunque ci hanno inserito all'interno di alcuni schemi che abbiamo seguito fino a quando non abbiamo aperto il nostro codice del network marketing. Perché l'abbiamo fatto? Perché probabilmente quegli schemi che fino a quel momento c'erano così tanto stati cari, probabilmente non ci stavano più tanto comodi e quindi abbiamo cercato un attimino di trovare una strada alternativa. Ecco, magicamente, quando apriamo questo codice, all'improvviso tutte le persone che fanno parte dei nostri ricordi e che comunque ci circondano, quell'orticello famoso che ci circonda, improvvisamente noi diventiamo il centro del loro mondo.
Tutti ci iniziano a guardare, ci iniziano a osservare, ci iniziano a criticare ed è proprio qui che nasce il problema. Il problema per noi, perché per loro non è un problema, anzi spesso vi ricordo che noi siamo la scusa di quello che gli altri non riescono a fare, ma non è questo l'argomento di oggi. Vi voglio parlare di quelle persone che criticano solamente, ma che in realtà poi non hanno una vera soluzione alternativa a quello che noi stiamo facendo.
E quindi che succede? Se noi di queste persone ci alimentiamo, se ci circondiamo, continuiamo a circondarci di queste persone, non faremo altro che assecondare il loro desiderio di vederci affondare. Ditemi se non vi ritrovate con questo concetto che sto esprimendo. E' un po' come quando, che ne so, puoi smettere di fumare e poi ti circondi di persone che fumano.
Come fai a perdere questo vizio se intorno a te ci sono persone che fumano? Oppure nel concetto secondo il quale quando si va in qualche comunità dove ci si vuole liberare di qualcosa, ci sono altre persone come te. Quindi per la stessa logica, perché circondarsi di persone negative e contrarie a quello che stai facendo e quindi remare contro la corrente, quando invece puoi tranquillamente circondarti di chi questo lavoro lo fa, di chi questo lavoro lo fa con passione, divertendosi anche di chi ci vive con questo lavoro. Se io frequento un fumatore e voglio fermarmi smettere di fumare, non smetterò mai di fumare perché il guardare lui a fumare inevitabilmente mi porterà a me comunque ad avere fumo passivo.
Invece lo sbaglio che spesso si fa quando magari ci si arena un pochettino in questa attività è quello di lasciarsi trascinare da tutto che ci circonda e da chi non ce la sta facendo. Invece così come lo facciamo all'inizio, che ci affidiamo le persone che ce la stanno facendo e che ci hanno ispirato, la stessa maniera facciamo quando le cose non stanno andando bene. Circondiamoci di persone positive, divertenti, che stanno ottenendo risultati.
Questa famosa frase, siamo la media delle cinque persone che frequentiamo. Ecco, non è mai così stata sacrosanta come in questo caso. Circondiamoci di chi ci può migliorare, di chi ci può far salire esponenzialmente alla miglior versione di noi stessi.
Io vi ringrazio amici di YouLeader, aspetto i vostri commenti e vi auguro una splendida giornata. Ciao. Grazie Alfredo, grazie di cuore, sante parole sono state descritte.
Grande Alfredo da parte di Ludovica, da parte di Jessica, grazie. Anche da parte di Marilena, grazie mille per queste riflessioni. Alfredo, con la moglie Eladia, è una di quelle persone che vale la pena vivere, non solo in quanto networker, ma in quanto persone con valori.
Quanto è vero, Alfredo? Basta avere l'accortezza di riconoscere chi ci migliora e chi ci peggiora. Ottima considerazione Francesca. Anche riconoscere chi ci vorrebbe uguali a noi stessi.
Diffidate da quelli che dicono io sono così, non posso farci nulla anche tu. Guai se ti evolvi, guai se diventi una persona migliore. Cuoricini da parte di Alfredo, assolutamente d'accordo, è come darsi la zappa sui piedi, altrimenti.
Grazie di cuore ad Alfredo, grazie a tutti voi che ci siete stati oggi. Attenzione, ecco nei commenti il link, ho messo nei commenti questo link, bit.ly. Se non siete iscritti a U-Leader, che è una cosa gratuita, fatelo, perché iscrivendovi qui riceverete un'email con dentro tutti i gruppi, compreso il gruppo Telegram di U-Leader. Vi ricordo che per poter vivere in prima fila le emozioni e le cose che faremo a Marrakesh la prossima settimana è necessario fare parte del gruppo di U-Leader.
Quindi iscrivetevi, riceverete un'email con il link del gruppo ufficiale, oppure entrate direttamente nel gruppo ufficiale se conoscete il link. Oggi metterò il link del gruppo U-Leader Marrakesh. Grazie a tutti voi, grazie per esserci stati, accertatevi che le vostre persone siano iscritte a U-Leader, condividete la puntata di oggi, taggate le persone il vostro cerchio perché più siamo ad andare avanti con la giusta mentalità, più difendiamo la bellezza di questa meraviglia che abbiamo tra le mani.
L'appuntamento con U-Leader, presumo sia per lunedì mattina alle 8.45, ultimo appuntamento prima della partenza per Marrakesh. Grazie a tutti voi, buon proseguimento di giornata, trasformatela in un capolavoro, diamoci dentro e soprattutto basta, basta con le minchiolanze. Ciao!
FINE TRASCRIZIONE YL-0209