YOU LEADER Puntata 036 - Smetti di sentirti studente
martedì 19 gennaio 2021 · ore 17:21
Di cosa si parla
Ti senti sempre sotto esame quando qualcuno ti insegna qualcosa? In questa puntata ti invito a smettere di sentirti inferiore a chi parla da un palco o da uno schermo, me compreso. Non tutti gli speaker sono migliori di te e non tutto ciò che fai è sbagliato. Puoi ascoltare e imparare senza pensare che il metodo degli altri sia l’unico giusto. E se un concetto lo avevi già espresso tu, puoi riconoscertelo: non serve aspettare l’applauso al relatore di turno.
Fa parte del tema Autostima: tutti gli articoli e le puntate
Trascrizione della puntata
------------------------------------------------
Buongiorno, buongiorno e benvenuti, benvenute, grazie per aver scelto ancora una volta di iniziare la vostra giornata, la vostra mattinata con YouLeader. Oggi è inevitabile, ci perderemo per la strada qualcuno magari dei fedelissimi appassionati di YouLeader a causa di questo passaggio di pagina. Da oggi, come avrete certamente ben capito, YouLeader andrà live, in diretta, su questa mia pagina Facebook, quindi non più sul profilo.
Una scelta meramente tecnica per poter gestire nel migliore dei modi. Questa è diventata una rubrica richiesta e seguita, questo mi permette di gestire ancora meglio il tutto. Buongiorno, benvenuti a tutti per questi pochissimi istanti di anteprima, così come ho scritto, perché tra un po' entreremo nel vivo della puntata.
Grazie a tutti voi, vediamo un attimino. Mantenendo la tradizione, il dito più veloce del West oggi è stata Giulia Filotto. Buongiorno Giulia, una Giulia con tre fuochi addirittura.
Buongiorno Silvia, sono nel giorno giusto. Silvia, buongiorno a te. Crizia, presente dal Aviano.
Good morning, ciao Giussi. Federica, buongiorno a te. Silvia, al momento giusto, scusa Mario per sabato, dalla cucina di Padova.
Buongiorno, live da Spezzano. Isabella, buongiorno, un abbraccio, siamo vicinissimi a ciò che ti è accaduto. Marilena, buongiorno, live da Roma, presente.
Francesca, buongiorno, la protagonista di uno dei nostri video di chiusura. Eccola, Isabella. Daniela, buongiorno, da Livorno, Tiziano, Pordenone, Francesca, da Roma, che tagga Tania Bucciarelli.
Buongiorno Tiziana, Antonietta, good morning, Anna Maria, buongiorno e buon lunedì a te, buon inizio settimana a tutti. Ciao Monica, Simona, buongiornissimo da Padova, da Venezia alla nostra Romina. Io non ti sento, come mai? Datemi conferma che si senta.
Buongiorno, buongiorno a tutti. Buongiorno Monica, eccomi, buongiorno Micaela, buongiorno D'Avasto, buongiorno Micaela. Datemi conferma che si senta, non c'è stato nessun altro a segnalarmelo, per cui non dovrebbero esserci problemi.
Allora, se siete pronti, se siete pronte, oggi affronteremo un argomento che è studiato per darvi coraggio. Grazie Monica, si sente bene? Un argomento oggi, ciao Elga, buongiorno Isabella, buongiorno, grazie Giulia e buongiorno Paola. Oggi l'argomento è studiato per darvi coraggio, per farvi comprendere che potete essere di più, anzi, vi dirò, siete di più.
Per cui, carta e penna, se siete pronti, se siete pronte, io direi di iniziare. Allora, prima di entrare nel vivo con questa argomentazione, smetti di sentirti studente, anzi direi smettila di sentirti studente. Prima di entrare nel vivo un piccolo cenno tecnico.
L'interazione all'interno di questa pagina sarà cruciale, sarà fondamentale. Ho fatto in maniera da attivare i cosiddetti badge fan. Si tratta di un meccanismo che controlla l'assiduità con cui siete attivi, siete presenti, con cui commentate all'interno di questa pagina verranno assegnati dei certificati, dei riconoscimenti che di volta in volta andremo a raccontare.
Per cui, se ve la sentite, fate di tutto per essere tra i fan più attivi di questa pagina. Oltre a questo, c'è la possibilità sulle pagine di mettere una particolare opzione in maniera da non perdere nessuna notifica quando partiranno le live o quando ci saranno i post all'interno di questa pagina. Per cui, premuratevi di mettere la notifica che vi avvertirà ad ogni lancio di live.
Allora, possiamo iniziare. Alexa, volume 4. Alexa, volume 4. Neanche Alexa mi ascolta. Dunque, smetti di essere studente perché mi piacerebbe che oggi foste concentrati e concentrate su questo aspetto.
Perché c'è una strana tendenza nella nostra industria, nel network marketing, ma anche altrove. Il mondo, soprattutto quello social e quello online, è pieno di persone che ti vogliono catechizzare. Persone che tra live, tra formazioni, tra zoom, tra eventi particolari, tendono sempre a importi il loro metodo, il loro punto di vista, la loro visione delle cose.
E, tendenzialmente, dall'altra parte dello schermo, a volte ci si sente piccoli, ci si sente inadeguati, a volte si ha la percezione di non essere all'altezza. Alexa, volume 3. Oggi voglio affrontare questa questione. Smettila di sentirti studente e di sentirti inferiore o di sentirti di meno rispetto a tutte queste persone, me compreso, che passano allo schermo, che ti danno info, che ti raccontano le cose.
Non metterti mai davanti allo schermo, davanti a qualcuno che ti parla da un display o da un palco, in posizione di soggezione. Ora vedremo perché, in my humble opinion, secondo la mia modesta opinione, perché ognuno di noi, ognuno di voi, davanti ad un teacher, davanti ad uno speaker, davanti a qualcuno che ti insegna qualcosa, non dovrebbe mai mettersi nella condizione di sentirsi perennemente uno studente. Perché questo si vuole all'esterno, si vuole che tutti siano lì pronti ad ascoltare, che tutti abbiano un pensiero che sia unificato e che sia uguale a coloro che parlano.
Vediamo oggi in quattro passaggi, secondo me, quali sono le cose che devi pensare ogni qualvolta c'è qualcuno che vuole insegnarti qualcosa, che vuole trasferirti un concetto. Diamo un attimo un'occhiata ai ai commenti prima di iniziare. Accidenti, sono tantissimi.
Elga da Civitavecchia, Isabella da Bari, Paola. Bene, bene, bene, grazie. Le conferme che si sente.
From Rome, Ioana. Da Roma anche Paola, si sente. Buongiorno da Pescara Nicoletta, Giorgia Taccairo Montenotte.
Grazie, grazie. Da Livorno Letizia. Niente, avevo il microfono disattivato, succede anche questo.
Buongiorno Alessandra da Livorno, Silvia. Sei speciale, dice Federica. Bellissime idee, Super Mario.
Sì, di questo oggi vi piacerà molto ciò di cui parleremo oggi. Benissimo. Da Brindisi, Imma.
Desiree, buongiorno a te. Allora, attenzione, smettetela di sentirvi studenti, iniziamo come al solito con la frase in inglese che voi tenterete di tradurre e poi andremo a vedere se corrisponde in realtà a ciò che tradurrete. Restate connessi fino alla fine perché anche oggi il termine di U-Leader, uno di voi, o una di voi, racconterà la sua storia in tre minuti e potremo conoscerla.
Allora, attenzione, carta e penna, riflessione numero uno. Not all speakers are better than you. Cosa significa? Vediamo un po', ovviamente, Google traduttore alla mano oppure piccole reminiscenze scolastiche d'inglese Alexa, volume quattro.
Not all speakers are better than you. Vediamo un pochino. Ciao Francesca, live dal terzo piano.
Ciao! Allora, not all speakers are better than you. Crizia, non tutti gli oratori sono meglio di te. Non tutti quelli che parlano sono migliori di te.
Non tutti i relatori sono migliori di te. Non tutti quelli che parlano sono meglio di te. Togli il punto interrogativo.
Esattamente così. Molto bene, attendiamo il contributo di qualcun altro. Vediamo.
Not all speakers are better than you. Vi invito intanto a riflettere, a pensare a questo concetto. Non tutti quelli che parlano sono meglio di te.
Non tutti i comunicatori sono meglio di te. Apperfezionato il concetto. E vai Giada, ci ha beccato Giada oggi, è diventata ancora ancora ancora qualcuno.
Tutti quelli che parlano non sono meglio di te, va bene, anche così. Non tutti gli oratori sono migliori di te. Non tutti gli oratori sono migliori di te.
Allora, ecco qui, non tutti gli speakers, ho utilizzato il stesso termine per non complicarci la vita, sono migliori di te. Io vorrei che voi iniziaste a pensare esattamente questo. Non tutti coloro che sono incensati, che sono osannati, non tutti coloro che sono abitualmente edificati in quanto speakers, oratori, sono migliori di te.
Non metterti in una posizione di soggezione, non pensare mai che chi sta lì o chi sta qui, me compreso, a raccontarti qualcosa sia migliore di te. Non è questo il metodo di giudizio. Poi non è vero, non corrisponde alla realtà.
Adesso lo vedremo analizzando gli altri punti. Non tutti coloro che insegnano qualcosa sono migliori di te, ed è importante riflettere e ascoltare questo concetto. Io lo dico sempre, quelle volte in cui mi capita di assistere ad un concerto, o anche quando mi capita di assistere ad un evento, a volte non riesco quasi a godermelo l'evento perché io entro subito in modalità checozalone.
La modalità checozalone è quella che fa, ebbè, eppure io lo so fare. Ebbè, eppure io se mi metto, mi impegno, mi imparo, lo so dire. Ebbè, anche io sarò lì.
Ebbè, bravo, anche io sono così, anche io la penso così. Lo dico sempre anche io, non abbiate il timore di prendere la paternità di alcuni concetti che voi avete espresso. Perché vi capita spesso di dire delle perle, di dire dei concetti e non vi si fila nessuno, non vi caga nessuno.
Poi arriva l'oratore di turno che dice quel concetto e tutti applaudono. Tu non aver timore a sentirti orgoglioso di averlo espresso prima tu. Perché non tutti gli oratori, non tutti gli speaker, non sempre sono migliori di te.
Ci sono quelli che sono non plus ultra, sono quelli che tu vuoi imitare, vuoi diventare come loro. Ma anche questi non è detto che siano migliori di te sotto tanti aspetti. Per cui smetti di sentirti studente e ricorda not all speakers are better than you.
Ci sottovalutiamo spesso, dice Federica. Esatto, non è soltanto un fatto di sottovalutarsi, è un fatto, è proprio una sorta di consuetudine, quella di mettersi proprio in assetto sbavatore. Quando sale qualcuno sul palco, quando qualcuno insegna qualcosa, chi ti trasferisce un concetto, chi ti dice qualcosa, deve raccontarti ciò che sa, ma soprattutto dovrebbe farti capire, dovrebbe darti valore.
Perché se tu per davvero tieni alla tua platea, alle persone a cui parli, il tuo obiettivo è dare valore a quelle persone e farle sentire importanti, farle sentire altrettanto in grado chi è dall'altra parte a insegnare, è una semplice circostanza perché poi ci sarai tu, o meglio, saresti potuto esserci tu. Quindi attenzione a questo concetto che sembra banale ma è molto importante per avere il giusto mindset, la giusta autostima. Questa rubrica si chiama You Leader ed è il giusto mindset per costruire il proprio impero e se vuoi costruire il tuo impero devi pensare che non sei inferiore a nessuno, soprattutto quando cercano di catechizzarti o di insegnarti le cose.
Se siete pronte passerei al secondo punto oggi sul tema smetti di sentirti studente. Prendete nota di quest'altra riflessione in inglese, vediamo un po' chi è il più rapido. Attenzione, il punto numero due è questo.
Not everything you do is wrong. Cosa significa? Vediamo chi è il più rapido a tradurre. Anche questo è un atteggiamento, o meglio scusatemi, è una modalità di pensiero che potrebbe aiutarvi a edificarvi, ad autoedificarvi, a far crescere la vostra autostima.
Not everything you do is wrong. Perché? Perché ora che vedremo la traduzione argomenteremo. Intanto vediamo.
Allora Silvia dice dandone valore prendi il coraggio per ispirare. È vero. Isabella, è verissimo, dentro di noi lo sappiamo ma serve spesso qualcuno che ce lo ricordi.
Di questo si tratta, d'altra parte c'è solo l'abitudine a dire tu perché tu non fai, perché tu non fai, perché tu devi imparare, perché io faccio così, io faccio così e anche tu devi imparare. Invece dall'altra parte magari tu sei più roba, sei tanta roba, magari già lo sai, magari già lo fai. Esatto, i ruoli sono a rotaggio, oggi io, domani tu, in tutte le situazioni.
Non tutto ciò che fai è sbagliato, dice Isabella, per tradurre not everything you do is wrong, non tutto ciò che fai è sbagliato, non è sbagliato ogni cosa che fai, non tutto quello che fai è giusto. Ecco, mi sembrava strano. No, è esatto contrario.
Dobbiamo apprendere alcune cose da chi ha esperienza ma mai sentirsi inferiore per chi insegna a te e tu a me. Esatto, esatto, sbagliato. Giulia, non tutto ciò che fai è sbagliato, non tutto quello che fai è sbagliato, dice Marilena.
Crizia, non tutto ciò che fai è sbagliato, non tutto quello che fai è sbagliato. Lalla, scusate il ritardo live, non tutto quello che fai è sbagliato, non tutto ciò che fai è sbagliato. Rimuoviamo questa cattiva abitudine di far sentire inadeguati, di far sentire sbagliati, di far sentire incapaci le persone.
Questo lo dico a chi fa network marketing e a un team. Fosse anche di una sola persona, o di 40.000 persone, o di un milione di distributori. Attenzione nel relazionarti, nel parlare, nel trasferire concetti alle persone dall'altra parte, perché spesso è un errore che facciamo tutti.
Tendiamo a imporre la nostra saccienza lasciando intendere che dall'altra parte tutto ciò che fanno è sbagliato. Non c'è cazzata più grande. In questo dobbiamo ispirarci ad aiutarci a vicenda, perché è molto semplice quando tu studi, studi e conosci tutto, è molto molto facile cadere nella rete del pensare che nessuno sia meglio di te, che solo tu fai le cose giuste e che dall'altra parte invece per concetto, per definizione sbagliano.
Non tutto ciò che fai è sbagliato. Not everything you do is wrong, perché chissà quante cose corrette tu fai, anche migliori rispetto a quello speaker, a quell'oratore o a quell'insegnante che vuole trasferirti, quella porzione di conoscenza. Non tutto ciò che fai è sbagliato e vi prego ogni giorno di richiamare alla mente questo concetto, perché non siete sbagliati, non siamo sbagliati.
A volte è la nostra maniera di percepirci, sono le circostanze, sono le persone di cui ci circondiamo che ci fanno pensare che ciò che facciamo è sbagliato. Ecco perché la rubrica di questa mattina, vi dicevo, serve per infondere questo coraggio, questa parziale presa di consapevolezza che non tutto ciò che facciamo è sbagliato. Vanda, il concetto del giusto non esiste perché chi ti dà la convinzione che ciò che faccio io per te sia sbagliato o al contrario, non sono nessuno a giudicare te che sbagli, i punti di vista sono semplicemente diversi.
Esatto, questo relativamente alla vita quotidiana. Buongiorno Monica, quindi attenzione a memorizzare e a fare vostro questo concetto. Non tutto ciò che fai è sbagliato, ci sono persone che valgono moltissimo e che sono le uniche nemiche di se stesse perché iniziano a fare qualcosa e lo fanno con poca convinzione perché sono convinte che non sia la cosa giusta o che lo facciano in maniera sbagliata.
Questa convinzione deriva spesso da tanti oratori presenti sul web o nell'offline che ti vogliono catechizzare, che ti vogliono dire che ciò che fai è sbagliato, che ti vogliono portare a pensare, a fare, a dire le stesse cose che dicono loro. Qual è la maniera più, come posso dire, la maniera più semplice ma più odiosa di dire a qualcuno che sta sbagliando? È semplicemente imporre la propria visione senza lasciare margini, senza accettare la contrapposizione. Ci sono tanti leader, tanti formatori che raccontano il loro metodo e poi non sono disposti ad arricchirlo attraverso gli input che arrivano dalle altre persone.
Non tutto ciò che fai è sbagliato, ricordalo sempre. Già da ragazzi a scuola i prof hanno il maledetto vizio di far sentire così, di farti sentire così. È molto difficile poi, se la vita non va come vuoi, uscire dal pensiero.
Ecco perché la rubrica di oggi si intitola Smetti di sentirti studente. Perché c'è questa specie di... è una patologia, è una specie di complesso quello di sentirsi studente, quello di sentirsi costantemente interrogato, di sentirsi costantemente valutato. Smetti di sentirti studente.
La scuola è importante per quanto vuoi ma è pur sempre una sorta di limitazione della tua consapevolezza. Smetti di sentirti studente e vedrai che sarà più facile assumere l'autostima che serve la grinta per poi andare a costruire il tuo impero. Ciao Sandra, in diretta da Vicenza.
Se siete pronti passiamo alla terza frase sul tema Smetti di sentirti studente. Intanto vi invito a rimanere collegati, collegate perché a seguire ci saranno tre minuti in cui un network o una network si presenterà a voi e conoscerete un'altra o un altro componente della community di uLeader. Numero 3. You are definitely top of the class.
Che cosa significa? Vediamo che è il finger più veloce del West. You are definitely o definitely top of the class. Dovrebbe essere definitely top of the class.
Cosa significa? Visto che stiamo parlando di reminiscenze scolastiche, della sindrome da studente, del complesso da studente. Smetti di sentirti studente. You are definitely top of the class.
Tu sei assolutamente, dice Crizia, il migliore della classe. Sei decisamente il migliore della classe. Tu sei decisamente il primo della classe.
Quante volte lo avete pensato? Quante volte avete avuto la percezione di essere i primi? Tu sei il migliore della classe. Definitely significa decisamente. Vediamo un po'.
La traduzione è questa. Sei sicuramente il primo della classe. Sei decisamente il primo della classe.
Tu sei il migliore della classe come hai ben intuito. Tu sei il migliore della classe. Ripetitelo.
Sei il primo della classe. Non c'è bisogno di essere perfetto in tutto. Non c'è bisogno di essere grande di età.
Non c'è bisogno di aver avuto risultati nel network marketing per sentire di avere valore, di essere il primo in alcuni concetti. Perché magari sarai un networker senza risultati. Magari con risultati pari a zero.
Ma sei una persona di spessore. Sei una persona intelligente. Sei una persona che sa ciò che vuole, che sta semplicemente mettendo a fuoco il metodo, che sta facendo tentativi.
Vi ricordo che il successo è una somma di tentativi. Quindi, you are definitely the first of the class. Il migliore della classe.
Buongiorno da Pisa. Con qualche minuto di ritardo, Maria, non importa. Sei sicuramente il migliore della classe.
Top of the class. È importante ripeterselo. Io mi auguro che queste parole, questo concetto vi si schiaffi qui, perché nessuno possa soffrire o sentire un regime di soggezione quando ci sono gli altri che vogliono insegnarti qualcosa.
Certo, bisogna aprire le orecchie e imparare ciò che di buono qualcuno può insegnarti senza mai cadere nella tentazione di sminuirsi, di sentirsi inferiore. Perché blocca le tue azioni sentirti inferiore. Se continui a sentirti costantemente studente non ti metterai mai in azione.
Perché il tuo cervello si metterà in modalità studente e ti sentirai di dover per forza studiare, di dover imparare prima, di dover ragionare, parlare come quelle persone per poi metterti in azione. Smetti di sentirti studente perché perdi tempo, perché perdi stima, perché perdi l'opportunità di diventare una persona migliore ogni giorno. Quindi questo è quello che mi invito a pensare.
Sei sicuramente il primo della classe e devi pensare e agire esattamente come farebbe il secchione di turno della classe. Anzi no, i secchioni non ci sono mai piaciuti tanto, ma quella sicurezza, quella confidenza si definisce, quella padronanza di te stesso oppure della materia che hai tra le mani ti porta ad agire con grande determinazione. Pensa di essere il primo della classe e vedrai che cambierà anche il tuo atteggiamento rispetto alle azioni, a questa professione.
Se siete pronti passiamo al quarto e ultimo punto, la quarta e ultima riflessione su questo tema, sul complesso del sentirsi studente. Smettila di sentirti studente. Raise your hand and show yourself.
Qui vorrei che ci fossero i vostri commenti, a parte la traduzione. Cosa significa? Raise your hand and show yourself. È il momento di farlo.
Basta, e che cazzo! Raise your hand and show yourself. Che cosa significa? Mentre Fausto Papetti in soffondo suona non so cosa, Giovanna dice io me lo dico tutti i giorni. Bravissima.
Raise your hand and show yourself. Cosa significa? Aspetto la vostra valanga di traduzioni. Eccoli lì, tutti a cercare.
Cosa significa raise? Tutti rise, rise. Cosa significa? Letizia alza la mano e mostrati. Crizia alza le mani e mostra chi sei veramente.
Simona alza la mano e mostra te stesso. Ancora, ancora. Raise your hand and show yourself.
Boo. Alza le mani e mostra te stesso. Banda.
Il problema sussiste che pochi hanno il concetto di prendere il meglio di qualcuno se ti sta portando un apprendimento, un esempio, un consiglio, un'istruzione, ma viene preso come se stessi scavalcando la persona in questione. Invece ognuno può dare tanto e può ricevere molto. Bravissima, è quello di cui parliamo.
Federica alza la mano e fatti vedere. Abbi coraggio. Alza la mano e mostra te stesso.
Maria alza le mani e mostra te stesso. Alza le mani e fai vedere te stesso. Alza la mano e mostra ciò che sei.
Allora innanzitutto hand è senza la S, quindi è mano, quindi raise your hand and show yourself. Che cosa chiedono i professori a scuola, ai ragazzi? Alza le mani e fai vedere te stesso. Alza la mano e mostra.
Alza la mano e mostra. Buongiorno live da Catania. Alza la mano e fatti vedere.
Alza la mano e fatti vedere. Non farti vedere soltanto per chiedere di andare in bagno. Non farti vedere soltanto perché hai un problema.
Invece c'è una caterva, una valanga di networker invisibili che alzano la mano solo perché devono lamentarsi. Che alzano la mano solo perché devo pisciare il cane. E non alzano mai la mano per dire la loro.
Non alzano mai la mano per creare insieme a te. Non alzano mai la mano per dire io penso che... Non alzano mai la mano per farsi vedere. Non alzano mai la mano perché gli piace imboscarsi.
Gli piace soltanto chiedergli di andare a fare la pipì, segnalare i problemi, lamentarsi. No. Alza la mano e fatti vedere per qualcosa di buono.
Fai vedere quanto vali. Fai vedere che vali. Sapete cosa fanno gli studenti? Vivono costantemente nascosti dietro il compagno di banco.
Alzano solo la mano e si fanno vedere quando vogliono andare a pisciare o quando devono sfuggire dall'interrogazione. Professoressa non mi sento bene. Lì si fanno vedere.
Smetti di sentirti uno studente. E se dall'altra parte hai un insegnante che è tanta roba e tu senti anche tu di voler correggere l'insegnante o senti di essere tanta roba anche tu, alza le mani oppure fatti vedere con le tue azioni. Ragazzi fate dei video, fate delle live, fate delle storie, fatevi vedere.
Non si può, torniamo a parlare di network marketing, non si può accumulare ricchezza, non si può costruire il proprio impero se non vi fate vedere all'interno del vostro team. Aiutate, consolate, sorreggete, date energia, trasmettete, ispirate, fatevi vedere. Non andrete mai da nessuna parte imboscandovi.
Potrete essere Albert Einstein, potrete essere Madre Teresa di Calcutta e potrete persino essere Margherita Haack con un cervello così, ma se non vi fate vedere non avrete mai quella spinta e quell'orgoglio che vi porta a sentirvi i primi della classe. Non conta ciò che dici ragazzi, ma conta come lo dici. Ci sono tanti formatori, tante persone, tanti speaker che parlano, danno messaggi, ma non passano anima, non danno l'anima, non passano l'emozione, non danno ciò che serve, il come lo dici.
E allora alza la mano, fatti vedere e fai vedere come le dici tu le cose. Perché può dare più valore tu, che sei appena entrato oggi in attività, piuttosto che un leader pesante di quelli che ti fanno le formazioni, che ti fanno due coglioni così e magari tu hai grande energia da vendere, poi ti si spegne e cammini facendo perché ti fanno pensare che tu sia poca roba e invece no. Esci dalla sindrome dello studente.
Vediamo i vostri commenti e poi chiudiamo. Non restare al buio, esci fuori dal tunnel, esci e si iluce. Traduzione del tuo animo.
Alza la mano e mostrati la mina, alza la mano e parla. Io ho questo problema, è vero. Hai ragione? Sulle mani, papete, è così bello passare l'azione, ti dà una carica potente.
Sono sempre stato dietro le quinte, ora sono sempre al centro della scena, è guai a chi mi mette da parte. Nessuno può mettere baby all'angolo. Bisogna superare i propri limiti e qui Giada interverrà.
Bisogna superare i propri limiti anche sbagliando, ma farsi vedere per ciò che si è. Perché ognuno di noi ha i suoi punti di forza. Sapete come si fa a migliorare? Alzando la mano e mostrando all'esterno il cambiamento che tu hai. Hai iniziato a fare questa attività, ma che stracavolo aspetti a fare il tuo primo post? Che cosa aspetti a fare la tua prima storia parlata sui social? Sarà brutta, abbalbetterai? Meraviglioso, potrai far vedere la tua trasformazione, il tuo cambiamento.
Alza la mano, fatti sentire, fatti vedere. Smetti di sentirti come uno studente imboscato, smetti di sentirti inadeguato. Da oggi, se vuoi veramente cominciare a costruire il tuo impero, se vuoi entrare a far parte di quel 2% che ce la fa, devi alzare la mano e farti vedere.
Farti vedere. Fai vedere al mondo che ci sei. A volte basta semplicemente questo, accendere un faro su di sé per accorgersi che ti stanno guardando.
Perché se tu resti al buio, con la testa bassa, non ti accorgi che c'è gente che ti guarda. E ti guardano i tuoi figli, ti guardano i tuoi cari, ti guardano le persone sui social che si vogliono ispirare a te, che si vorrebbero ispirare a te. Ma tu gli fai passare la voglia.
Se non alzi la mano e non ti dai da fare, se non mostri sicurezza, se non hai il coraggio di prenderti ciò che sicuramente sei già in grado di fare. Allora, chiudiamo. Non restare chiuso qui.
Pensiero. Citazione degli ottimi pu da parte di Alfredo. Bisogna essere perché facendo azioni mi sento molto carica e mi dà la forza restando me stessa come sono.
Oggi ho dovuto lottare con la connessione, la rivedrò. Live interessante. Dopo la live di Fraser Book, ieri ero così felice che ho sentito di dover fare una storia subito.
Mi hanno scritto amici dicendomi Simmo ma quanto ti piace questa attività? Si vede. Alzate la mano. Buongiorno Andrea, buongiorno a te mister Occhioni.
Alzate la mano e fatevi vedere perché nessuno può essere primo della classe come lo siete voi. Hai ragione, io tendo a stare un passo indietro nel network. Anche se spesso mi sento all'altezza, mi autosaboto o mi autosaboto, anzi autosabotavo.
Bravissima, mi auguro che appartenga al passato questa considerazione. Bene, riascoltatela questa live. Condividetela.
Condividete la live di oggi, c'è il pulsante condividi sotto. Vi ricordo che, arrivati alla cinquantesima puntata, faremo una estrazione fra tutti coloro che stanno condividendo le live di You Leader. In questa mia pagina sotto qui trovate tutte le altre 35 puntate.
Condividete, quante più ne condividete, tanti più ticket avrete per partecipare all'estrazione. Condividerete 23 live, avrete 23 ticket per poi partecipare all'estrazione che faremo nel corso della puntata numero 50. Intanto vi annuncio che questa settimana ci sarà un qualcosa di molto particolare per ciò che concerne You Leader.
Restate sempre connessi adesso. Mettetevi comodi, comode, perché vi mostro alcuni minuti in cui uno di voi, una di voi si presenta alla comunità di You Leader. Vi prego di non far mancare i vostri commenti sotto.
Commentate, incoraggiate e soprattutto interagite tra di voi. Condividete questa live, taggate sotto le persone del vostro team, perché se le persone del vostro team capiranno i concetti che abbiamo espresso oggi, il vostro business potrebbe avere un ottimo contraccolpo. Allora, se siamo pronti, pronte, mettiamoci comodi.
Signore e signori, questa è una di voi. Ciao, buongiorno, buongiorno a tutti. Grazie a Mario Antonelli che mi ha dato la possibilità di poter parlare qui a tutti voi in tre minuti e raccontarvi un po' di me.
Allora, sono Paola Pucci, per chi non mi conosce, il dito più veloce di You Leader. Svolgo il network ormai sono tantissimi anni. A me il network è un'attività che mi è sempre piaciuta, perché comunque mi ha insegnato veramente tantissime cose, ma soprattutto mi ha dato la possibilità di crescere proprio come persona.
Pensate soltanto che fino a 38 anni io ballavo sul cubo, quindi non avevo altre idee, altre situazioni. A me piaceva molto la vita un po' così mondana, quindi non ero un tipo di persona che dedicava il suo tempo a cose un pochettino più particolari. Quindi quando ho conosciuto il network per me è stato un mondo fantastico, perché comunque questo assemblamento che oggi poi non si può fare di persone, di positività, una volta era un po' diverso.
Oggi è diventata una vera e propria professione, quindi diciamo è da poco tempo che ho capito questo. Ero una commessa, ho svolto questo lavoro per ben 25 anni. Oggi mi dedico esclusivamente a questa attività che mi dà veramente tanto e il mio sogno nel cassetto, perché no, non è comprarmi un Rolex o una borsa di Whit Tom, dico sempre perché no, ma quello che mi spinge proprio ad andare avanti, che la sera mi fa andare a letto tardi, che la mattina metto la sveglia per prepararmi i miei buongiorni, per stare con il team, cioè quello che mi rende viva proprio, che mi rende proprio felice di fare questa attività è proprio il mio perché no, l'essere protagonista.
Da bambina avevo un sogno quello di fare la cantante, poi per vari motivi non l'ho fatto più, un giorno vi racconterò più nello specifico. Mi sono buttata a fare la speaker in una radio privata, era sempre il mio mondo comunque essere protagonista. Ecco qui ho conosciuto il network e quindi il network non solo ci fa diciamo crescere le tasche, ci fa crescere di persona, ma ci fa essere protagonisti proprio di questo palcoscenico così bellissimo che io lo vedo tutti i giorni in ogni attimo con tantissime persone e che posso aiutare tutte le persone che ne hanno bisogno.
Questo è il mio più grande sogno che voglio realizzare qui nel network, ma non perché le persone mi debbano dire grazie, è proprio una vittoria mia personale, la vittoria di essere riuscita a superare ogni limite, a buttare giù ogni barriera, a andare avanti anche dopo tantissimi no che ho ricevuto e porto in faccia, lo so soltanto io però sono andata sempre avanti e qui in questa azienda ma soprattutto nel team Tempesta ho trovato veramente la mia famiglia, la mia famiglia che mi piace perché si distingue in famiglia e professione, questo mi piace tantissimo. Cos'è per me il leader? Beh che ve lo devo dire, il dito più veloce sono sempre io la mattina perché io a un quarto alle nove sto lì con il telefonino e non vedo l'ora di ascoltare il buongiorno di Mario perché Mario è una persona che io stimo tanto con sua moglie Alessia, ma Mario con il suo leader ha creato un qualcosa di magico, qualcosa che fa veramente iniziare con il piede giusto la giornata perché non ci ci diamo la mattina di lamentele o di telegiornali o che ne so per ascoltare questo buongiorno ogni mattina credetemi dalla carica giusta ma non tanto per fare le azioni giuste ma proprio per noi stessi, quindi per alimentarci ogni giorno di cose veramente fantastiche anche se ci sono le problematiche perché nella vita ce l'abbiamo tutti però avere questo atteggiamento ci porta poi a superare tutte le cose più brutte che ci capitano davanti con un atteggiamento diverso. Grazie al network, grazie a Mario, grazie a New Leader e grazie a voi che mi state ascoltando.
Un bacio da Paola Pucci. Ciao, vi voglio bene. Che dire, un bacio da Paola Pucci, ciao, vi voglio bene.
Una valanga di commenti sotto, bravissima Paola, grazie per l'aver alzato la mano ed esserti fatta vedere all'interno del Team Tempesta, questo è quello che vi invito a fare ogni giorno. Ogni giorno un incontro piacevole, grazie. La positività di Mario, ma parliamo di Paola, parliamo di Paola.
Ciao Paola, grazie a te. Questi sono i ringraziamenti della community di New Leader, sei un raggio di sole. Grazie a tutti voi per essere stati qui anche oggi con New Leader.
Ricordate di interagire all'interno di questa pagina, ci saranno varie occasioni per farla perché ci sono i badge per i fan più attivi e anche per quelli ci saranno dei riconoscimenti. Grazie a voi per aver accettato di iniziare questa giornata. Dateci dentro, trasformate questo giorno nel capolavoro della vostra vita per poi diventare liberi, perché avere il proprio team, costruire il proprio impero ha un solo scopo, quello di diventare liberi per poter essere dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi.
Magari con il sogno di essere a Dubai, a bordo piscina, con il tuo miglior nemico che sul vassoio ti porta il martini ghiacciato. Grazie a voi, buon proseguimento di giornata, continuate a scrivere, a interagire tra di voi. Alexa, volume 5, qualche istante e poi mi raccomando, l'appuntamento a domani.
Condividete questa live, taggate sotto le persone perché la puntata cinquanta ci sarà l'estrazione. Grazie a tutti, buona giornata. Alexa, volume 6. Grazie, grazie, grazie.
Andiamo a bomba, dai, ciao Rox, buon caffè a tutti, fate le vostre storie, condividete, divertitevi, buona giornata. Molto bene, appuntamento a domani, grazie.
FINE TRASCRIZIONE YL-0002