Mario Antonelli

Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy

La porta aperta

Mario Antonelli · 10 luglio 2024

Da dove nasce questo testo

Questo articolo nasce dalla puntata 15 “La porta aperta” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.

L'articolo in breve

  • Introduzione

    Una delusione può farci confondere chi ci ha ferito con ciò che desideriamo. Ma una persona, una relazione o un obiettivo mancato non sono il sogno: quella porta resta aperta.

  • Casistica quotidiana

    Anche quando non raggiungiamo un obiettivo, il risultato e ciò che desideriamo non diventano automaticamente la stessa cosa.

  • Riflessione e approfondimento

    L’amore e l’amicizia non coincidono soltanto con quella relazione o con quella persona.

  • Soluzioni e morale

    Se ti va, puoi ascoltarla e prenderti un momento per tornarci con calma.

L'articolo completo

Che rapporto hai con le delusioni? Non è proprio la domanda più comoda da ricevere. Eppure a volte la faccio, quando voglio conoscere meglio una persona. Perché nella risposta non c’è soltanto quello che è andato storto. C’è anche quello a cui, dopo, abbiamo deciso di rinunciare.

Appena senti la parola «delusione», probabilmente ti viene in mente qualcuno. Una persona che non ha mantenuto un impegno. Qualcuno che si è rivoltato contro di te. Oppure che è cambiato proprio quando non te lo aspettavi.

Altre volte non serve cercare fuori. Siamo delusi da noi stessi. Avevamo un obiettivo, non lo abbiamo raggiunto e adesso facciamo fatica a guardarci senza vedere soprattutto quel risultato mancato.

Non è una bella posizione. E non basta dirsi «va bene così» per starci comodi. Se una cosa contava, la delusione pesa. Non c’è bisogno di far finta che fosse poco importante.

Il punto della puntata, però, è un altro. In mezzo a tutto questo, che cosa c’entra il sogno?

Provo a spiegarmi. Qualcuno non ha mantenuto la parola. È successo questo. Ma il desiderio che avevi, quello che ti aveva portato a fidarti, non è la persona che ti ha deluso. Sono due cose diverse. Quando stiamo male, può diventare difficile tenerle separate.

E così finiamo per attribuire al sogno una responsabilità che non ha. Come se fosse stato lui a venir meno a un impegno. O a voltarsi dall’altra parte. Ma non è il sogno ad averlo fatto.

Anche quando non raggiungiamo un obiettivo, il risultato e ciò che desideriamo non diventano automaticamente la stessa cosa. Abbiamo fallito in qualcosa. Questo non significa che si sia chiusa la porta di ciò che sogniamo.

Con l’amore e l’amicizia questa confusione si vede bene. Finisce una relazione e possiamo arrivare a dirci che amare non vale più la pena. Un’amicizia ci delude e mettiamo in discussione l’amicizia stessa.

È comprensibile voler restare lontani da quella porta. Dopo una delusione, l’idea di varcarla ancora può pesare parecchio. Non serve aggiungere anche il rimprovero di non riuscirci subito. Sarebbe una fatica in più, e non richiesta.

Però possiamo distinguere il nostro fermarci da una porta chiusa. Non sono la stessa cosa. Una relazione è finita. Una persona ci ha deluso. L’amore e l’amicizia non coincidono soltanto con quella relazione o con quella persona.

La porta resta aperta. Questo non ti obbliga a passarci adesso. Ti permette, intanto, di non considerarla sbarrata da quello che è successo. Di lasciare al sogno il suo posto, senza metterlo dalla parte di chi ti ha ferito.

Come si vede nella vita di tutti i giorni

Un socio ti lascia a metà progetto e tu, insieme a lui, butti via anche il progetto.

Una storia finisce male e per anni dici: «L'amore non fa per me». Ma quello che ti ha deluso era una persona, non l'amore.

Un colloquio va storto e smetti di cercare. Il colloquio era uno. Il lavoro che volevi è ancora lì.

Prova a chiederti

Quale sogno ho chiuso in un cassetto per colpa di qualcun altro?

Sto rinunciando alla persona o a quello che desideravo?

Nella puntata ti parlo proprio di questa distinzione. Se ti va, puoi ascoltarla e prenderti un momento per tornarci con calma.

Per oggi, prova soltanto questo: pensa alla delusione più recente. Da una parte metti la persona, la situazione o l’obiettivo mancato. Dall’altra, quello che sognavi. Dai a ciascuno il suo nome. Senza chiederti ancora di fare altro.

Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete

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