Elaborazione tratta dal podcast You Leader Easy
Cin cin
Mario Antonelli · 17 agosto 2024
Da dove nasce questo testo
Questo articolo nasce dalla puntata 18 “Cin cin” del podcast You Leader Easy: qui trovi l'elaborazione scritta, lì la voce originale di Mario Antonelli. Il concetto fa parte dello stesso percorso raccolto nel libro You Leader Trilogy Vol. 1 — No alle minchiolanze.
L'articolo in breve
Introduzione
Un brindisi è un momento di gioia. Se lo facciamo «alla faccia di» qualcuno, gli lasciamo un posto a tavola. Meglio dedicarlo a chi amiamo o a qualcosa che abbiamo conquistato.
Casistica quotidiana
Siamo lì per festeggiare, eppure una parte della nostra attenzione resta occupata da chi ci ha fatto male.
Riflessione e approfondimento
La differenza sta tutta nella dedica: la gioia rimane la stessa, ma non la mescoli alla rabbia.
Soluzioni e morale
E poi c'è il cin cin semplice: tua figlia che ha passato l'esame, l'amico che ha ricominciato.
L'articolo completo
Hai il bicchiere in mano. Intorno ci sono amici, parenti, le persone con cui stai passando un momento leggero. È estate, oppure è uno di quei giorni di festa in cui ci ritroviamo a tavola. Spritz, prosecco, spumante o coca cola: ognuno ha il suo. I bicchieri si avvicinano, si toccano. Cin cin.
Poi arriva la frase: «Alla faccia di chi ci vuole male».
Ecco, a me quella frase guasta il brindisi. Stavamo bene tra noi. Che bisogno c'era di invitare anche chi ci vuole male? Non bastavano quelli seduti a tavola?
Lo so, spesso è un modo di dire. Esce insieme al cin cin, senza pensarci troppo. Non serve trasformare ogni parola in un processo. Però possiamo fermarci un momento su quello che stiamo dicendo. Perché in quel brindisi, invece di guardare chi abbiamo davanti, finiamo per pensare a qualcun altro.
Qualcuno contro cui abbiamo ancora qualcosa.
Le persone che ho scelto per celebrare i momenti di leggerezza della mia vita quella frase non la dicono. Ed è una cosa che apprezzo. Mi piace stare con chi, quando alza un bicchiere, lo dedica alla gioia che c'è. Senza dover chiamare in causa una rabbia.
Non significa che fuori da quella tavola vada tutto bene. Né che i torti siano immaginari. Puoi aver avuto ragione. Puoi aver ricevuto del male davvero. Non c'è bisogno di negarlo, e sarebbe anche poco rispettoso chiederti di far finta di niente.
Ma avere ragione e brindare contro qualcuno sono due cose diverse.
Quella ragione puoi tenertela senza sporcarla di rabbia. Altrimenti rischiamo di portarci dietro proprio ciò da cui vorremmo prendere le distanze. Siamo lì per festeggiare, eppure una parte della nostra attenzione resta occupata da chi ci ha fatto male. O da chi immaginiamo ce ne voglia.
È questo che non mi piace del brindisi «alla faccia di». Sembra dire che il male ci stia ancora alle calcagna. Anche adesso. Anche mentre siamo con le persone che abbiamo scelto.
E così i nemici, veri o immaginari, restano al tavolo con noi. Magari non hanno il bicchiere, ma un posto glielo abbiamo lasciato.
Un brindisi, per come lo intendo io, è un atto di gioia. Non deve sistemare i conti. Non deve dimostrare a chi manca che noi stiamo bene. Può essere molto più semplice: siamo qui, insieme, e c'è qualcosa da celebrare.
Il cin cin più bello non deve niente a nessuno. È per chi c'è, non contro chi manca. Per qualcuno che ami. Per qualcosa che hai conquistato. La differenza sta tutta nella dedica: la gioia rimane la stessa, ma non la mescoli alla rabbia.
Come si vede nella vita di tutti i giorni
Il brindisi di fine anno, quello al matrimonio dell'amico, la pizza del venerdì. Il bicchiere si alza facile. Più difficile è decidere a chi, o a che cosa, lo stai alzando.
C'è chi brinda e, senza accorgersene, ripensa al collega che gli ha fatto un torto. La festa è qui, ma un pezzo della testa è rimasto là.
E poi c'è il cin cin semplice: tua figlia che ha passato l'esame, l'amico che ha ricominciato. Nessun conto da chiudere. Solo qualcosa da celebrare.
Prova a chiederti
L'ultimo brindisi che ho fatto, a chi era dedicato davvero?
C'è una rabbia che continuo a invitare a tavola, anche nei momenti belli? Nella puntata del podcast parlo proprio di questo. Se ti va, puoi ascoltarla e poi portare questa piccola attenzione al tuo prossimo brindisi.
Intanto puoi provarci oggi, anche con un caffè. Prima di sollevarlo, pensa a una persona che ami o a qualcosa che hai conquistato. Dedica a questo il tuo cin cin. Senza aggiungere «alla faccia di».
Queste riflessioni divulgative non sostituiscono consulenze mediche, psicologiche, legali o finanziarie né la formazione professionale. Note legali complete
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