Mario Antonelli

YOU LEADER - Puntata 371

venerdì 23 dicembre 2022 · ore 21:40

Di cosa si parla

Stai giocando una partita o la finale? Parto da Argentina-Francia e dal richiamo di Deschamps per parlare dell’atteggiamento con cui scendi in campo, anche nella vita. Il premio può essere uguale per tutti, ma da solo non basta: conta quanto lo desideri e come affronti la fatica. La libertà è essere dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi. E visto che il tempo scorre, vale la pena chiederti se stai giocando davvero o stai solo facendo allenamento.

Fa parte del tema Libertà personale: tutti gli articoli e le puntate

YOU LEADER - Puntata 371 "La partita" #youleader
Trascrizione della puntata
------------------------------------------------ Good morning, buongiorno e benvenuti alla puntata numero 371 di You Leader. Buongiorno a tutti, buongiorno, benvenuti. Buongiorno, buongiorno, buongiorno, buongiorno, benvenuti. Buongiorno buongiorno venerdì ventitré dicembre duemila e ventidue 371 Questa è la mia vita ora o mai più non vivrò per sempre e dunque voglio vivere finché sono vivo. Buongiorno a tutti voi, benvenuti, grazie, grazie, grazie ad essere qui anche oggi per questa che è l'ultima puntata del duemila e ventidue di You Leader, l'ultima puntata con questo format, l'ultima puntata con una serie con questo tipo di concept. Cosa accadrà nel duemila e ventitré? Lo vedremo insieme e chiudiamo come abbiamo fatto per quasi tutto eh questa stagione andando a vedere a chi appartiene il dito più rapido di oggi che è quello niente popò di meno che di Giulia Filotto live da Arzimiano con tanto di alberelli di Natale. Buongiorno Giulia che batte sul tempo la nostra Alessia, tempesta napolitana con il suo salve. Buongiorno a Gina dell'Aida Trento, Paola Pucci in diretta da Roma, buongiorno, buongiorno a Mattea da Montevarchi, Carla Cezza da Grezzago, buongiorno, buongiorno, come va Carla? Raccontaci, raccontaci. Margherita da Potenza, buongiorno, buongiorno all'ottima Patti Sum da Mesanie con la quale attraverseremo l'anno dal duemila e ventidue al duemila e ventitré abbracciandoci. Anna Suave, buongiorno con Alberelli e Coricini con cui abbiamo attraversato un anno, due, tre anni fa, un capodanno indimenticabile dalla Spagna, live dalla Spagna, la nostra bellissima Mary Nicotra, anche a Maira d'Aprile, la Castellana Grotte con i cuoricini colorati che tornano a farla da padrone. Sara Matticchi, buongiorno a te, Sara, da Milano, dalla Svizzera, la nostra straordinaria Giovanna Tranchida, buongiorno, Gio. Jessica live da Monte San Biagio, buongiorno a te. Giovanna Montrucchio live da Torino, good morning a Filena da Mondomi, Simona Ravagnani da Vilanova dal Benga Liguria di Ponente, magnifico, il giorno in cui ti trasferirai a Rò, io non saprò più cosa dire, quindi resta a Vilanova dal Benga Liguria di Ponente. Caterina, buongiorno a te, buongiorno a Valentina Leone, buongiorno dal Salento, Nunzia Menzi Marieni, buongiorno da Lodi, un abbraccio, un saluto anche a Caterina, Carla Rizzo da Treviso, Mina, buongiorno a te, da Nola, siamo nel Napoletano, Filomena Parente, buongiorno a te, buongiorno Teresa live da Locorotondo, buongiorno Federica live da Crispiano, la nostra Caforio, buongiorno Irisa live da Goro, Elena Giordani, buongiorno, buongiorno live da Nogarole, Vicentino, buongiorno Alfredo Pliego live da Taranto due, buongiorno Alfredo, oggi con alcuni di voi ci vedremo e comincieremo a dare una sferzata alle nostre feste, buongiorno Laura, buongiorno a te, buongiorno alla nostra nonna Tecno da Roveredo in Piano, buongiorno Rossella da Terlizzi, Giorgia Qual, buongiorno live da Savona, buongiorno Valentina S. Leone, buongiorno Antonella Perini, buongiorno live dal Salento, buongiorno a tutti voi, grazie dunque di essere qui entriamo tra qualche attimo nel vivo di questa puntata e vi ricordo che oggi, al termine di questa puntata, vi riproporrò la straordinaria epica lettera scritta da Mayra d'Aprile a nome di tutti gli adulti a Babbo Natale, una lettera che ha scosso gli animi, che ha fatto molto sorridere, ha fatto emozionare, che ha dato da riflettere ma che ha reso ancora più prezioso questo periodo che stiamo vivendo, per cui restate qui, facciamo un po' di mindset, le consuete rubriche di Alfredo e di Mayra e per chiudere la straordinaria lettera scritta da noi grandi a Babbo, all'intramontabile Babbo Natale, questo tra pochissimi istanti. Preparate carta e penna. Eccoci rientrati, ho scelto invece di Fausto Papetti quest'oggi un po' di brani musicali in sottofondo, tra le mani una tazza di cioccolata al mu. Facciamoci male, è un periodo in cui bisogna eh andare anche sopra le righe, lo facciamo anche in questa maniera, grazie a chi ci lascia traccia, Edda buongiorno da Bedford, Federica bellissimo, anche io, Ale, preparo i fazzoletti, ecco a cosa si riferiva Federica. Buongiorno Simona da Milano, buongiorno a te. Puoi dare il tuo salve assonnato? Non è mai assonnata, mia moglie non è mai assonnata, è sempre bella, viva e frizzante. Bene entriamo nel vivo di questa puntata che come di consueto in diretta su Facebook ma anche su YouTube, per cui se volete mostrare a qualcuno che non ha Facebook ciò che raccontiamo potete spedirlo tranquillamente su YouTube, basta digitare e cercare You Leader. La puntata di oggi è una puntata eh molto particolare il cui titolo è La partita. Mi sono lasciato ispirare ancora una volta dal dal recente campionato di calcio, no? Il campionato del mondo che ha visto eh trionfare l'Argentina in una partita contro la Spagna. Voi sapete che il mondo sportivo, le gesta degli atleti eh spesso e volentieri sono conditi, condizionati e ispiranti per tutto ciò che riguarda l'atteggiamento e il e oggi voglio trasferirvi una cosa che mi ha colpito particolarmente e poi andrò a svelarvi pian pianino da dove trae spunto questo eh che vi racconterò oggi. Voi sapete che quando si gioca una partita, che sia una partita di calcio, che sia la nostra esistenza, quello che conta molto è quello che c'è in palio, no? Perché è un conto è vedere una partitella di calcio di un campionato minore dove in proporzione magari per i bambini oppure per i giocatori c'è molto in palio però magari oggettivamente il premio certamente non è importante quanto vincere la serie A o vincere quanto il campionato del mondo. Quindi conta molto quello che c'è in palio e questo è fuori di dubbio. Quindi se vi raccontiamo che fare le azioni eh avere un certo mindset, un certo atteggiamento in questa industria la partita che voi andrete a giocare dipende ovviamente da ciò che c'è in palio. Se tenete in maniera incredibile, fortissima, magari alla libertà che potete eh conquistare, sicuramente farete delle azioni più efficaci. Se quello che c'è in palio non vi interessa, perché magari siete già a posto così, ovviamente l'intensità della vostra eh partita sarà ben diversa. Infatti il premio finale non basta non è sempre il premio finale quello che garantisce che tu giochi la tua partita nel migliore dei modi. Il premio finale non basta, altrimenti non si spiegherebbe come mai una squadra gioca con grande motivazione e intensità e l'altra magari risulta un po' più svogliata. Non si spiegherebbe come mai in questa industria del marketing ci sono delle persone che sono ossessionate e infuocate e poi ce ne sono alcune che non riescono magari a farsi venire l'entusiasmo. Eppure il premio finale potrebbe essere uguale per tutti, no? Diventare cittadini del mondo, poter diventare liberi. Chi si ricorda che cos'è la vera libertà? I fedelissimi di You Leader dovrebbero ricordare qual è il vero concetto di libertà. Vediamo chi lo scrive per primo. Qual è la vera libertà? Avere un conto in banca gigantesco? Qual è la vera e propria libertà? Quella che davvero ti fa dire caspita questo è il premio che volevo. La vera libertà è quella di essere. Aspetto che qualcuno lo scriva, non vorrei bruciarvi. Essere, eccolo qui, Alfredo e Giulia. Alfredo, essere dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi. Giulia, essere dove vuoi, con chi vuoi, quando vuoi. Il tempo, dice Giovanna, anche avere la libertà del tempo, dove vuoi, con chi vuoi, quando vuoi, dove vuoi, con chi vuoi, quando vuoi, stare con chi vuoi, eccetera, eccetera, dice Paola, dice eccetera, solo per questioni di rapidità. Essere dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi. Oh ragazzi, essere dove vuoi. Immaginate oggi di poter essere dove vuoi, quando vuoi e con chi vuoi soprattutto. Questo potrebbe essere il premio finale al termine di questa cavalcata chiamata network marketing, ma è un premio che potrebbe essere per tutti, ma a volte non è sufficiente perché il premio finale non basta. La differenza è come scendi in campo. La differenza è l'atteggiamento con cui giochi la tua partita, l'atteggiamento con cui affronti il sudore e la fatica che comporta una partita. Ciò che fa la differenza è come tu, quanto tu desideri quel premio che c'è al termine di quella partita. Lo so che è una banalissima banalità quella che mi sto raccontando. L'avrete sentita in milioni di salse in questo concetto. Questo concetto l'avrete sentito raccontato da tutto, da tutti. Tutti vi diranno è importante il mindset. Tutti vi diranno è importante la grinta, non solo lo sforzo, ma è fondamentale la passione, il trasporto, l'ossessione che tu ci metti per portare a termine la tua partita, che è già tanta roba. Perché guardate che la fatica già brilla di luce propria. Ma per vincere la partita è necessario scendere in campo con un certo atteggiamento. Fino a qui siamo d'accordo, altrimenti non avrebbe senso l'esistenza di You Leader. Lo abbiamo capito o no? Che la chiave di questo business si trova solo e soltanto quando parte l'atteggiamento giusto. Non sono i team che fanno la differenza. Non sono gli upline che fanno la differenza. Non sono le azioni, non è come fai le azioni che fa la differenza. Perché questa attività è fatta l'ottanta per cento di atteggiamento e il venti per cento di tecnica. Potrai illuderti che l'ottanta per cento di bravura e di tecnica ti farà arrivare il risultato, ma non arriverà mai. Perché là dove c'è la tecnica, la bravura, dove c'è l'eccellenza, poi subentra la stanchezza. Essere bravi, essere troppo performanti, non serve a un cazzo in questo business. Perché poi ci si stanca se non si ha l'atteggiamento giusto. E vi garantisco che nonostante possano arrivare risultati e la valanga di denaro, se non c'è la solidità mentale ci si stanca presto e il sogno si spegne. Ecco perché bisogna partire dall'atteggiamento. Prima di proseguire vado a leggere un po' di commenti. Barbara dice gestire il proprio tempo senza dipendere da nessuno se non da te stessa. Ovviamente quello è il sogno così come poter essere liberi di scegliere dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi, ricorda Federica. Quest'anno ho lavorato tanto per il mio con chi, racconta Ann. Giovanna è vero la differenza la fa quanto ci tieni e quanto è importante per te. È vero! Quanto è importante per te. Per me la libertà finanziaria, ma neanche in termini di tempo, era cruciale, fondamentale perché la vita è meravigliosa. Perché la vita è meravigliosa? Ve lo ricordate? Gli amici affezionati di YouLeader sapranno rispondere anche a questo. Perché dico sempre che la vita è meravigliosa. Che già lo è di per sé per definizione. Ma quando pensate una certa cosa vi rendete conto quanto ancora sia più meravigliosa la vita. Perché è meravigliosa la vita? Se ve lo ricordate scrivetelo. Eccola Mary. Perché scorre? La vita è meravigliosa, dunque preziosa, perché scorre? Dovreste saperlo, ma lo vedrete nel prossimo format, che abbiamo degli oggetti simbolo a YouLeader. Abbiamo una clessidra, tanto per cominciare, che racconta e denota lo scorrere del tempo. Abbiamo un mappamondo. Abbiamo questa genesa che molti di noi hanno al collo. Qual è la potenza di questa forma geometrica sacra? È quella di espandere le energie che proprio fisicamente o metafisicamente ognuno di noi sprigiona dal proprio corpo. Positive e negative. Perché se sei negativo ti amplificherà il negativo. Se sei positivo non farà altro che espandere questa quest'area di positività. La vita è meravigliosa perché scorre. Lo dice anche Mayra, lo dice Alessandra. Perché puoi ricominciare e ripartire perché scorre. Ricordo anche Federica. Se hai un motivo troverai sempre un modo per vincere. Se non hai un motivo troverai sempre una scusa. È a chi o cosa attribuire le colpe. Assolutamente vero. Ogni giorno puoi ricominciare. Dice Federica, questa è una cosa magnifica del nostro lavoro. Ti perdona sempre. Ogni giorno può essere il primo giorno. Bene. C'è chi gioca una semplice partita. Anche nel nostro business. C'è chi fa il business. C'è chi gioca una semplice partita. E poi c'è chi gioca una finale. Questo è quello che è accaduto tra il primo e il secondo tempo della finale del campionato del mondo di calcio tra Argentina e Francia. L'allenatore dei francesi, Deschamps, ha fatto un bello champ ai suoi giocatori nel momento in cui la Francia stava soccombendo. Perché se non erro stava soccombendo, stava perdendo 2 a 0. E Deschamps diceva ai suoi giocatori, sapete qual è la differenza? Che quelli, riferito all'Argentina, stanno giocando una cazzo di finale del campionato del mondo mentre voi state giocando una partita. L'erba era la stessa per tutti. Il pallone lo stesso per tutti. Il campo, la tifoseria, il premio era uguale per tutti. La Coppa Rimè, il premio era uguale per tutti. L'onore, il prestigio, la soddisfazione, il sogno di ogni calciatore di vincere la Coppa del Mondo era uguale per tutti. Ma c'è una cosa che ha fatto la differenza. C'è chi gioca una partita e c'è chi gioca una finale. Ma sapete che c'è un livello superiore ancora? Perché c'è chi gioca una semplice partita, poi c'è chi gioca una finale e poi c'è chi gioca la finale. La vita, Amici Networkers, è talmente preziosa, talmente unica, a meno che non decidiamo di credere nella reincarnazione. Ci può stare, ma è pur sempre un'occasione unica e quindi l'opportunità di essere liberi dove vuoi, quando vuoi e con chi vuoi merita, ditemi se non è vero, la decisione di scendere in campo giocando la finale. Perché questa vita che ci scorre tra le vite, come raccontava il buon Gianluca Grignani in epoca sobria, anche se sono curioso di vederlo a San remo, sapete che sarà a Sanremo anche quest'anno, come diceva Gianluca Grignani, la vita che scorre tra le dita merita che il nostro atteggiamento sia un atteggiamento da finale, non una finale, la finale. Ecco perché funziona questo business solo quando ti metti l'obiettivo, le persone quando mettono l'obiettivo di fare una qualifica o di guadagnare una certa somma di denaro perché c'è un bonus, giocano e scendono in campo come se quella fosse la finale. Poi durante tutto l'arco della loro esistenza e passaggio nel network giochicchiano così per come se facessero un allenamento, giocano una partita, giocano una finale, sticazzi, ogni giorno, ogni settimana andrebbe giocato alla finale se veramente il premio è ciò che per davvero desideri con tutte le tue forze. Dipende da come ti metti in gioco, dice Monica. Teresa, penso ogni giorno a come fare vivere al meglio i miei figli e con il lavoro tradizionale la vedo difficile, a meno che non hai una botta di culo e vinci a superare una lotta. Quindi rimboccarsi le maniche e giocare la propria partita. Leggetevi il libro L'uomo più ricco di Babilonia che racconta che il denaro accumulato con i colpi di fortuna è destinato a depauperare, a svanire, a svaporare. Il denaro conquistato con il sudore, con l'onestà e con l'impegno è destinato ad accumularsi quasi senza fine. Mayra, sì, ma non è nella prossima reincarnazione che faremo quello che stiamo facendo adesso. Non si vivono mai due vite uguali. Infatti non è un caso che la reincarnazione sia, secondo la dottrina e chi la promuove e la propone, una sorta di evoluzione. E quindi, che sia una, che siano tante le vite che ci sono concesse, vale la pena, cara Martina Perassi, buongiorno, di giocare la propria finale. Questa mattina parlavo delle storie del tempo che passa, anzi che lo facciamo passare a volte senza quagliare. Già quello che ho scritto tre secondi fa è già passato. È vero, Paola? E pensare che ci sono persone in questo momento sul posto di lavoro che stanno guardando l'orologio e non vedono l'ora che il tempo scorra perché devono tornare a casa, giustamente, per finire i regali di Natale. Ma che abominio è guardare l'orologio e desiderare che la vita corra veloce? Ma quanto è terribile, che bruttura è desiderare che il giorno corra veloce perché tu vuoi togliere di mezzo una situazione? Quanti di voi vi hanno hanno mai sentito dire questa frase dalle persone del team? Oppure quante di voi l'hanno detta? Faccio tutto ciò che va fatto e non funziona eppure faccio tutte le azioni ti giuro faccio tutto faccio tutto ciò che va fatto e non funziona. Oppure quelli che dicono sì vabbè con quelli funziona con me non funziona eh pazienza eh pazienza e andrò accetterò il contratto a un determinato che mi sta proponendo mio cugino che ha aperto un bar in periferia e ha detto che posso diventare campione intraeuropeo mondiale di Galassia di un cappuccino col fiore disegnato sopra. Quella sarà la mia svolta perché il network con me non funziona. Non è che non funziona. È perché forse stai giocando solo una partita invece di giocare la finale. Stai giocando solo una partita, sei sceso in campo, fai le tue zoom, le tue azioni, fai quello che c'è da fare subendo cioè io vedo in zoom delle persone che sono così come se realmente stessero lì per fare un favore a chi gli ha dato il link per entrare in una zoom di formazione. Col cazzo che un allenatore ti farebbe giocare. Vedo persone che fanno le azioni, le fanno tante ma convinte che tanto non funzionerà le fanno solo per togliersi di mezzo. Appena ieri sera Paolo Meucci, appena ieri ha detto devi innamorarti del processo, di questo eh di di di questa mappa, di questo sistema. Lo dice ogni volta in cui ci racconta qualcosa. E le persone invece fanno il compitino per toglierselo di mezzo. Perché le persone giocano una partita invece della finale. Bene. Eppure tu senti di essere una fuoriclasse. Tu sei una fuoriclasse, declino al femminile considerata la maggior partita femminile, eppure sei una fuoriclasse. Ma se tu sei una fuoriclasse, ma se lo sai solo tu che sei una fuoriclasse nessuno lo saprà mai e nulla accadrà e niente prenderà la la piega e non ci sarà la svolta che desideri. Potrai anche essere una fuoriclasse ma lo saprai soltanto tu se giocherai una partita. Se invece giocherai la tua finale cambierà l'atteggiamento. Cambieranno le circostanze e ascoltami. Cambierà anche la maniera con cui le cose accadono. Perché potrai essere una fuoriclasse e lo sei. Ma se lo sai solo tu nessuno lo saprà mai. Buongiorno Simona, un saluto prima di scappare al lavoro. Cinzia tagga Cristian. Jessica, Mario grazie di questa live, ne avevo bisogno. Buongiorno Marianna. Buongiorno ragazzi. Fate che la giornata di oggi come tutte quelle che verranno siano un'occasione per giocare la vostra finale perché ne abbiamo una di vita e probabilmente nessuno di noi desidera diventare libero il più tardi possibile. Certo con i tempi necessari ma fate il massimo per scendere in campo con un atteggiamento che sia da campioni che giocano non una partita, non una finale, ma che giocano la finale. Eccomi passiamo alla rubrica quella classica tradizionale di Mayra. Vi ricordo che alla fine di YouReader vi riproporò una lettera che Mayra ha scritto a Babbo Natale al nome di noi adulti, di noi grandi. Beccatevi adesso YouReader Books, seguitelo attentamente e non fate mancare i vostri commenti. Il mare incanta, il mare uccide, commuove, spaventa, fa anche ridere alle volte, sparisce ogni tanto, si traveste da lago oppure costruisce tempeste, divora navi, regala ricchezza, non dà risposte, è saggio, è dolce, è potente, è imprevedibile, ma soprattutto il mare chiama. Ho scelto questo passo tratto da Oceano Mare di Alessandro Baricco perché non ho potuto fare a meno di notare la somiglianza tra il mare da lui descritto e uno degli aspetti cardini della nostra attività, cioè il sogno. Perché il sogno, così come il mare, ci incanta, è quello che ci spinge ad andare avanti, ma può anche ucciderci nel momento in cui ci rendiamo conto di non averlo raggiunto, di non esserci riusciti o per mancanza di possibilità o spesso e volentieri anche per nostro demerito. Ci commuove, allo stesso tempo ci spaventa quando magari lo vediamo talmente tanto grande che ci fa paura, ci fa ridere. Ogni tanto sparisce perché ogni tanto ci dimentichiamo di quel sogno, lo perdiamo un po' di vista, si traveste da lago dandoci magari quella tranquillità che ci serve per continuare ad andare avanti, ma può tramutarsi in tempesta nel momento in cui o lo vediamo troppo lontano oppure siamo lì lì vicini, talmente tanto da riuscire a toccarlo. E' praticamente impossibile resistere al richiamo del mare quando ci troviamo nelle sue vicinanze, così come dovrebbe essere impossibile resistere al richiamo del nostro sogno. Quindi non deludiamo le sue aspettative, rincorriamo quel sogno e andiamocelo a prendere. Vi auguro una buona giornata. Eccoci, ecco ringraziamenti per Mayra, grazie di questi punti che sono preziosi. Mayra grazie da parte di Mary e anche da parte di Marianna. Grazie Mayra per la tua super rubrica racconta che insieme a Ilaria è una sorta di talent scout che ha scoperto Mayra. Elisa chiede come possiamo descrivere una persona che vede nel mare solo acqua facendola vivere attraverso i nostri occhi? Verissimo, mostrate la realtà attraverso i vostri occhi. Buongiorno Fati e il ringraziamento di Giulia. Tra un po' torneremo a parlare di Mayra perché vi proporremo la sua lettera. Ecco, prima di passare al prossimo speech, metto subito qui in evidenza l'ottimo Alfredo Piliego, voglio dirvi questo. Avete visto il trailer per l'ennesima volta di You Leader Tattoo? Avremo nel prossimo format, chiaramente ci sarà spazio per quella rubrica, sappiate che decine e decine di voi negli scorsi mesi hanno già inviato i loro tatuaggi di cui parleremo, che mostreremo. Prossimamente vi darò anche un link a che chi non l'ha fatto mandi la foto e il racconto del proprio tatuaggio. In palio ci sarà un tatuaggio regalato da You Leader per chi ne ha già e magari per chi vorrà fare il primo. Poi questo lo vedrete, lo scoprirete durante la prossima edizione di You Leader. Intanto vi propongo lo speech di Alfredo Pilego, fate molta molta attenzione perché è uno speech molto molto interessante. Amici di You Leader, buongiorno e bentrovati. Grazie Maio, grazie ad ognuno di voi per questo ulteriore spazio mattutino, l'ultimo di quest'anno. Come avete visto non ho iniziato lo speech con la solita frase che ci accompagna, quest'oggi non vi mostrerò chi ci scrive live da, ma ho deciso di iniziare con una foto che poi è quella che vi ho fatto vedere durante la live di You Leader Christmas per mostrarvi tutti coloro che hanno partecipato alla challenge, ma come se fossero una rappresentanza di tutta la community e quel cuore arancione al centro bello fisso di questa slide era la maniera più semplice che avevo per esprimermi, per esprimervi il mio grazie per tutte le emozioni che mi avete regalato durante quest'anno. Siamo stati tantissimi, ci sono tantissime persone che non fanno più parte della community di You Leader, tante persone che ne faranno ancora parte e magari rivedranno queste puntate, tantissime sono quelle che sono le veterane, cioè quelle che non si perdono neanche un appuntamento, quindi volevo veramente ringraziare tutti coloro che ogni giorno, quotidianamente aspettano questo appuntamento per poter prendere uno spunto sia lavorativo che personale. È la fine dell'anno, si tira un po' la riga, si fa un po' il resoconto di quello che è successo e si fanno anche gli auguri. Non preparatevi a dire anche a te e famiglia perché non sarà quel tipo di augurio. Voglio questa mattina abbandonare un attimino la parte mindset e dirvi veramente con il cuore in mano quello che mi auguro che accada ad ognuno di noi nel 2023. Vi auguro di scrivere su questo taccuino un grande, grandissimo sogno e di successivamente andarlo a spezzettare per 365 giorni e avere ogni giorno l'idea, l'intenzione, l'energia di realizzare quel singolo sogno quotidiano. Vi auguro di non rimanere mai immobili e inermi davanti a quello che ci succede. L'immobilismo è quello che ammazza questa attività e ammazza la mente. Se io rimango fermo davanti a quello che mi accade, se rimango fermo davanti a quello che accade agli altri di positivo, rimarrò sempre indietro. Quindi vi auguro di non rimanere mai immobili e di avere l'ambizione di fare sempre un passo in più ogni giorno. Infine vi auguro di avere ovviamente la salute, ma di avere ogni giorno la sensazione di svegliarvi e di essere importanti. Prima di tutto per noi stessi e poi soprattutto di essere un riferimento, di avere anche un riferimento. Qualcuno a cui poter chiedere un aiuto, da cui poter ricevere una pacca sulla spalla, una roccia alla quale aggrapparsi, ma soprattutto di lavorare per essere un riferimento per qualcuno. Perché questa è la gratificazione migliore che vi potrete regalare quotidianamente. Prendo un po' in prestito l'appuntamento di Myra per dirvi qualche riga che ho trovato in una canzone. È capitato quest'anno anche qualche volta che negli speech ho preso spunto dei testi musicali, però in questo testo in particolare ho trovato l'ispirazione giusta e i versi giusti per poter chiudere questo anno in questa maniera. Il testo è 22 settembre di ultimo e dice così. Non perderò quel treno che porta nel futuro. No, io voglio godere anche un semplice minuto. Non posso più permetterlo. Anzi, devo alzarmi e accendere. Non scrivere la musica, ma vita della gente. Io sento una missione e ti giuro che andrò a meta. Cantare in pieno inverno per dar la primavera. Grazie. Grazie a te sempre Alfredo. Grazie, sei speciale, dice Barbara Gusmeroli. Grazie Alfredo da Paola. Grazie Alf, sempre prezioso. Alfredo, grazie. Teresa, ancora ringrazio i vostri tanti messaggi qui sotto. Testimoniano e raccontano quanto prezioso sia il contributo di Alfredo. E così come Mayra ha tratto uno spunto dal libro Oceano Mare oggi, così come Alfredo ha preso ispirazione dalla canzone 22 settembre di ultimo, io, prima di passare al momento conclusivo e finale di questa rubrica, con la lettera a Babbo Natale scritta a nome di noi adulti, dal libro di Alfredo Piliego, Tre vite, che racconta la storia di una doppia rinascita, una nascita più due rinascite. Perché se avete una piccola grande minchiolanza, dovete assolutamente leggere il libro che ha scritto Alfredo, che si chiama Tre vite, è in particolar modo alla pagina 73 del libro, se avete la versione quella con copertina morbida, potete andare a leggere insieme a me. Leggo. Le ricompense per chi osa e ha voglia di crescere arrivano di sicuro, ma non è quello adesso il tuo obiettivo. La ricompensa monetaria può essere una conseguenza, ma tu inizia a muoverti per te, per essere felice. Iniziare a muoversi è la prima chiave per essere già felici e per brillare già di luce propria, muovendosi non pensando al premio finale, ma pensando alla sensazione che provi nel darti da fare per raggiungere ciò che vuoi. Per augurarvi buone feste vi ripropongo e vi chiedo di mettervi comodi e di creare la giusta atmosfera. Se avete le cuffie, meglio. Se riuscite a isolarvi, meglio ancora. Vi ripropongo la lettera che Mayra d'Aprile ci ha scritto e ci ha letto durante You Leader Christmas, l'evento che lo scorso 13 dicembre abbiamo tenuto. Preparatevi perché sono parole che sicuramente incarnano il pensiero di ognuno di voi. Terminata la lettera si chiuderà la trasmissione. Così come ha fatto Alfredo voglio ringraziarvi per essere stati così presenti, così numerosi, ma soprattutto partecipi in tutte queste puntate di You Leader in questo anno 2022. Questa è l'ultima puntata, ci rivedremo nel 2023 con non un format, ma con dei format diversi che hanno sempre lo scopo di trasferire un po' di mindset, il giusto mindset per costruire il tuo impero, ma soprattutto hanno lo scopo di dare valore, per quanto possibile, al maggior numero di persone. Quindi grazie per esserci stati, mettetevi comodi e vi prego di ascoltare con il cuore e non soltanto con le orecchie il contenuto della lettera che Mayra ha scritto a Babbo Natale a nome di tutti noi adulti. Grazie, buone feste, a presto. Ho sentito il bisogno di scriverti, sono cresciuto un po' troppo in questi ultimi anni e credo che il mio cuore si sia disabituato a vedere la magia del Natale e se fino ad ora non ci avevo nemmeno fatto caso oggi mi pesa. Siamo in tanti a sentire questo vuoto e molti sbeffeggiano, a volte anche con un pizzico di cattiveria, chi conta i giorni che mancano a Natale già da ferragosto e chi fa l'albero a novembre. Non so se sia più una moda parlare di Natale ad agosto o di ridere con orgoglio chi lo fa definendosi un gringe, in entrambi i casi c'è qualcosa che non va ma almeno i primi riescono ancora a sognare. Forse chi critica lo fa per invidia, per qualcosa che non riesce ad avere e allora sono qui a scriverti a nome mio ma anche un po' a nome loro per chiedere un po' di redenzione perché a me l'invidia non è mai piaciuta e vorrei che si fosse capaci di più tolleranza. Ma ti scrivo anche perché non è che ce l'abbiamo con chi ama Fiocchi e Ghirlande, ma forse ci sentiamo un po' come se Natale ci sia stato portato via e non abbiamo fatto nulla per trattenerlo. Quindi, caro Babbo Natale, ti chiedo di aiutarci a ritrovarlo. Ti chiedo un regalo. Regalaci un Natale di preparativi interminabili, di cucine casalinghe degne di Masterchef e piccole mani in pasta che rovinano le cartellate ma abbelliscono di sorrisi l'atmosfera, balconi scintillanti di luci e case infiocchettate e festose, ombre di bambini che si riflettono sulle finestre lasciate leggermente aperte per far entrare un po' d'aria tra l'odore di pesce e frittura. Regalaci un Natale di chiassose voci di uomini che discutono di calcio e politica, di urla incerte tra allegria e isteria, di mamme che sognano un Natale splendido per i loro bambini, ma che dentro di loro non hanno il coraggio di ammettere che non vedono l'ora che i pargoli aprano i loro regali per poi metterli a dormire. Regalaci una tovaglia rossa apparecchiata, sommersa di cibo e parole e piccoli furti dai piatti dei vicini perché a loro c'è qualcosa in più. Regalaci un brindisi e un bicchiere di vino che si rovescia e tutti inzuppare il dito nel liquido rosso caduto per poi bagnarsi dietro l'orecchio in segno di fortuna e prosperità. Regalaci quell'attimo di silenzio, quel piccolo miracolo che accade quando per una congiunzione astrale favorevole hanno tutti la bocca piena. Regalaci le telefonate che interrompono il convivio per fare gli auguri a tutti presenti, un telefono che passa di mano in mano per sentire le stesse parole pronunciate da tutti, ma possiamo anche accontentarci di un coro che grida a chi è dall'altra parte della cornetta auguri. Regalaci un ambo gridato al primo numero, le bucce di mandarini da mettere sui numeri della tombola e il solito guastafeste che chiede quali numeri siano usciti perché si è spostato tutto. Regalaci di tornare ad essere spensierati come bambini e un tuffo nello zucchero a velo del pandoro che lo metti sempre ma alla fine tutti lo soffiano via. Non ti chiediamo un pacchetto da scartare, lo sai, non ha mai contato tanto per molti di noi, ma non so cosa daremmo per rivedere chi non c'è più. Quindi, caro babbo, regalaci un sogno in cui ritrovare le nonne e i nonni di tutti, i loro racconti, il rosario tra le mani bianca e morbide, la poltrona in cui si sprofondavano osservando e ascoltando tutti, o le lezioni di uncinetto che forse allora non volevamo fare e che adesso rimpiangiamo, il loro vedere poco e sentire ancora meno ma che avevano la capacità di tenere unita la famiglia con uno sguardo. Regalami un sogno in cui ritrovarmi ancora una volta accanto a mia nonna che apre la bottiglia di plastica, anche due se era stato un anno buono, una bottiglia che conteneva tutti gli spiccioli che era riuscita a mettere da parte per figli e nipoti, lei che viveva sola, che aveva poco ma che sapeva dare così tanto, perché quegli spiccioli non erano mai tanti divisi per tutti, ma veniva fuori una tombola da re. Regalami la visione delle sue mani storte dall'artrosi che pregavano in silenzio a fine serata, fuori sul balcone, al freddo, per quei pochi minuti che le servivano per parlare con un dio in cui non aveva perso fiducia nonostante non gli avesse concesso una vita semplice. Mi sono sempre domandata cosa gli dicesse. Regalaci la capacità di dire grazie a chi ci fa male, perché non è vero che non lo merita, forse è proprio chi lo merita di più. Regalaci la capacità di dire grazie sempre, anche e soprattutto per le cose più piccole. Caro babbo, alla fine mi rendo conto che anche se non conterò mai quanti giorni mancano a Natale e anche se a casa mia le decorazioni saranno sempre poche e messe all'ultimo minuto, posso cedere le armi per vedere un film natalizio sul divano con una coperta sulle gambe e mia figlia accanto, posso scendere al compromesso di ascoltare Michael Bublé e Mariah Carey, però tu si buono. A chi inizia a contare i giorni quando ancora ci sono 40 gradi e le zanzare, un regalo bello grande, faglielo. Regalagli la capacità di godersi il dono del presente. FINE TRASCRIZIONE YL-0260

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