Mario Antonelli

YOU LEADER - Puntata 342

martedì 13 settembre 2022 · ore 07:49

Di cosa si parla

Puoi essere nel sistema senza essere del sistema? In questa puntata parliamo di ribellione come coraggio delle tue scelte, non come attacco alle istituzioni o al lavoro tradizionale. Se il tuo lavoro ti rende felice, ben venga: il punto è non rassegnarti a una vita che non ti piace. Lamentarti della sveglia, da solo, non cambia le cose. Anche nel network marketing, puoi tornare a sognare senza attaccare gli altri e senza dare peso a chi vuole spegnere i tuoi sogni.

Fa parte del tema Filosofia pratica: tutti gli articoli e le puntate

YOU LEADER - Puntata 342 "Nel Sistema"
Trascrizione della puntata
------------------------------------------------ Benvenuti alla puntata numero 342 di YouLeader. Buonasera amici, buonasera bentrovati e benvenuti in un nuovo episodio di YouLeader. Benvenuti al puntata numero trecento quarantadue di YouLeader. Una puntata che faccio con il cuore in subuglio. Una puntata che sarà tanto breve quanto difficile dal fiocchetto nero qui. Vedete che oggi non è una giornata semplice, oggi è mancata la adorata nonna di Alessia Tempesta Napolitano. È la nonna di tutta la famiglia Tempesta. Una persona che, tra le tante per la verità, ma soprattutto lei è stata una di quelle a credere prima di tutti gli altri quando, cinque anni e mezzo fa, io e Alessia iniziamo a fare questa nostra esperienza nel network marketing. E negli anni prima che arrivasse la soluzione chiamata network marketing, la nonna di Alessia, insieme alla zia, insieme al resto delle nostre famiglie, è stata una delle fautrici del sostentamento di questa famiglia, della nostra famiglia nei momenti di vera difficoltà. Mentre quando non sapevamo cosa mettere in tavola c'era sempre in frigo qualcosa grazie alla nonna, grazie ai parenti. Ma oggi è una puntata molto particolare, molto difficile proprio per questa circostanza. Oggi, peraltro, è un giorno molto particolare per tutte le marie. Oggi è Santa Maria, è un giorno molto particolare, ma con il cuore in subuglio, nonostante tutto, ho voluto esserci fare questa puntata non solo per il rispetto degli impegni presi, ma soprattutto per il rispetto di chi attendeva questo momento di spensieratezza e di sano mindset, perché la nonna avrebbe voluto così. È stata la nostra più accesa sostenitrice e indefessi. Proseguiamo in questa azione di educazione al corretto mindset per costruire il proprio impero. E proprio per questo, proprio per non perdere la retta via, io eseguo ciò che faccio sempre. Vado a premiare, idealmente, la persona più rapida a lasciare la traccia oggi, che è Francesca Buzzi. Ciao Francesca, buonasera. Gina da Jesolo, buonasera Paola. Giulia da Arzignano, buonasera Barbara da Arona. Francesca da Roma, Paola da Roma, Agatha, buonasera, ciao a tutti. Anna da Messagna, buonasera. Stefania da Guidonia, Marisa da Pordenone, Jessica dalla provincia di Latina, buonasera Melinda, buonasera Mary. Buonasera, ci vedremo tra pochi giorni, suppongo, in Catalonia, o Catalunia, che dir si voglia. Mayra da Castellanagrotta, buonasera, buonasera da Taranto Perluana. Nonna Tecno da Roveredo in Piano, buonasera. Un abbraccio ad Alessia Salterotti e pari le vostre condolianze, gli sentimenti e le espressioni di vicinanza, proprio per cercare di alleggerire il momento. Grazie in ogni caso a tutti voi. Sara da Venezia, buonasera, buonasera, buonasera. Paola da Livorno, buonasera a Cleri da Pordenone, dal Molise, la nostra Valentina, buonasera. Giussi, buonasera, dice Roberta, vi sto seguendo del lavoro tradizionale. Live dalla Romagna Melinda, buonasera dalla Calabria. Fiume Freddo Bruzio, da Rona, Jennifer. Francesco, buonasera, Mario Caro, buonasera a te, da Brindisi, Mari Angela. Grazie per l'abbraccio. Buonasera a tutti, Davide Melania dalle campagne tra Massafra e Crispiano. Sono curioso di conoscere questo mitico luogo in cui abitate. Vedo in cuoricini i vostri messaggi di condolianza e vi ringrazio, vi ringrazio tantissimo. Alessia lo ricorda sempre, il valore quanto la nonna sia stata vicina alla nostra scelta di fare network marketing. Ciao Paola da Bordighera, Giulia da Livorno, ciao a te. Buonasera da Seregno per l'ottima tiziana. Buonasera a Giovanna, un abbraccio dall'altra Giovanna. Buonasera da Lecce Loredana, da Schupfen. Live da Palermo, dice Sonia, buonasera a te, da Vilanova, dal Benga Liguria, di ponente un abbraccio, un ringraziamento molto particolare a Simona e lei sa sicuramente perché. Siamo qui per questa puntata trecentoquarantadue, entriamo tra pochi istanti nel vivo di questa puntata che sarà più breve. Non ci sarà, come è debito che non ci sia, l'oroscopo questa sera, l'oroscopo del networker che nel precedente, nella prima puntata, tanto aveva soliticato gli animi e fatto divertire, ma la rinvieremo perché sarà uno dei capisaldi degli appuntamenti di sera in questa lunga stagione di You Leader. Ci sarà invece la parentesi di You Leader Books con Mayra d'Aprile. Iniziamo tra pochi istanti, preparate carta e penna, aprite le orecchie e soprattutto aprite il cuore che si inizia. Questa singolare puntata numero trecentoquarantadue, come sempre accade in questa nuova stagione, sta andando in diretta su Facebook e lo state vedendo in tempo reale, state anche riempiendo la bacheca con i commenti ed è anche in diretta su YouTube. È come dire open source, non è il termine adatto, ma per dire fruibile da tutti, siamo assolutamente in chiaro, siamo qui perché vogliamo difendere questa magnifica professione, vogliamo sviluppare soprattutto l'atteggiamento giusto per riuscire ad avere risultati vincenti. Nel corso di questa puntata, seppur breve, ci sarà senza ombra di dubbio You Leader Books, questa rubrica che piace tanto con delle frasi, dei brani, delle sentenze estrapolate dai best seller o dai libri più profondi che rinviene Maira d'Aprile, ma entriamo nel vivo di questa puntata, intitolata Nel Sistema. Di cosa avevo previsto di parlarvi oggi e di cosa vi parlerò magari con un piglio un po' più morbido rispetto al solito? Voglio parlarvi di una frase che ho sentito citare da Paolo Meucci diversi anni fa, non riesco neanche a posizionare né geograficamente né in termini di tempo quando l'ho ascoltato, ma un giorno ho sentito Paolo Meucci dire, mi raccomando ragazzi, abbiate il coraggio di ribellarvi, abbiate il coraggio di essere NEL SISTEMA senza essere DEL SISTEMA, e io voglio partire da questa espressione, siate NEL SISTEMA senza essere DEL SISTEMA. Che cosa significa? Spesso e volentieri, lo sapete soprattutto in questa rubrica chiamata You Leader, io mi scaglio in maniera vehemente contro chi denigra il network marketing, contro chi punta il dito contro i networkers, perché non sapendo in cosa consiste la nostra unconventional professione, esprimono dei giudizi, ci attaccano, sapete un po' quale è, almeno all'inizio di questa attività, lo strano destino di ogni networker. Ecco, spesso vi invitiamo a fregarvene, spesso vi invitiamo a lasciar correre, a praticare il concetto del ma dai, il concetto del scialla, e invitiamo le persone un po' a, tra virgolette, a ribellarsi ad un mondo convenzionale che magari ci vuole schiacciati, repressi, annichiliti, polverizzati. Ecco, quando diciamo dissociatevi da tutte quelle modalità convenzionali che schiacciano i sogni delle persone, è come se vi invitassimo a uscire dal sistema. Io voglio precisare, a gran voce, che questo è il concetto che mi guida da sempre. Io stesso sono nel sistema, perché non posso dire di non essere grato che esista un panettiere, non posso dire di non essere grato di essere un figlio di un lavoratore, di un impiegato, non posso dire che le professioni comuni siano assolutamente tutte da stigmatizzare, non posso assolutamente pensare che qualsiasi situazione professionale lì fuori sia, diciamo, presenti mancanze di rispetto per le persone, non posso dirlo, perché io sono nel sistema, so quanto sia importante studiare, laurearsi, avere un foglio di carta e poi magari stampare un sacco di curriculum, lo so, lo riconosco, l'ho fatto anch'io, anche io sono stato nel sistema, ma a un certo punto ho deciso di essere nel sistema senza essere del sistema. Stiamo parlando di un concetto chiave, la ribellione. Sappiate che una delle caratteristiche fondamentali che deve avere un network per rimanere ferreo davanti al suo desiderio di sognare, al suo desiderio di toccare il proprio sogno, una delle skill fondamentali è essere ribellio. La ribellione è intesa come atto di coraggio per essere nel sistema senza essere del sistema. Quando l'ho sentito dire a Paolo Meucci, mi si è aperto un mondo, perché io voglio essere nel sistema senza essere del sistema. E' una sottigliezza che probabilmente riesce a cogliere solo chi ha avuto esperienza e si è fatto fagocitare dal sistema, laddove per sistema si intende tutto quello che ci circonda e che tanto magari ci ha causato stati d'animo che non ci piace. Ecco, partendo da questo stato d'animo voglio parlare proprio di questo concetto della ribellione. Non c'è nulla da fare, il network marketing è un'opportunità per chi vede con l'occhio del ribelle. Lo sapete per quale ragione in questo lavoro soltanto il 2% delle persone ce la fa? Sapete perché tra di voi soltanto il 2% sarà l'anno prossimo qui, quando faremo la prossima stagione di YouLeader? Solo il 2%, perché il 98% approccia questa professione e vede questa opportunità con un occhio razionale, con un occhio da benpensante, con un occhio allineato, con un occhio comune, con un occhio convenzionale. Invece no, il network marketing e questa attività che svolgiamo insieme è un'opportunità per chi vede con l'occhio del ribelle. La ribellione è una caratteristica fondamentale, ma non ribellione di quelle da immaginarsi bombe Molotov contro il sistema, non parlo di quello, non parlo di ribellioni contro le istituzioni. Non esiste nessuna persona che abbia rispetto dell'istituzione più di me, così come non esiste nessuna persona che abbia rispetto anche per chi è nato una settimana prima di me. Ho una specie di esercito di me, una persona più anziana, un ascendente incredibile. Quindi quando parlo di ribellione parlo del coraggio delle proprie scelte e ne parleremo tra un attimo. Intanto grazie per i messaggi di vicinanza che continuano ad arrivare, grazie, grazie a tutti voi, grazie Marika, Dave e Sano. Giovanna dice, io penso che ciò che conta sia la propria felicità e sentirsi realizzati professionalmente. Se il lavoro tradizionale ti rende felice, realizzato, che ben venga. Ci sono ottimi lavori nel mondo tradizionale così come ci sono pessimi network. Quello che secondo me bisogna combattere è la rassegnazione a fare una vita che non ci rende felice. Nella tua profondità, nella tua immensa capacità di vedere le cose come stanno, cara Giovanna, hai senza dubbio anticipato qualcosa che andrò a raccontare. Sì ragazzi, perché tutti dicono, tutti dicono, tutti dicono di non sopportare più il proprio posto di lavoro. Tutti dicono di essere stanchi, di essere maltrattati, annichiliti, polverizzati, disintegrati, non rispettati e calpestati spesso sul proprio posto di lavoro. Tutti dicono di essere in difficoltà economica. Tutti dicono di voler avere una vita migliore. Tutti dicono di desiderare un futuro splendente per le proprie generazioni. Tutti dicono di non essere particolarmente fortunati in questo passaggio terreno. Tutti dicono, tutti dicono, tutti dicono ma nessuno si ribella. Tutti dicono ma nessuno si ribella. Provate a parlare, cari amici networkers. Con quel vostro compagno di banco che dopo il debito per corso scolastico e dopo gli studi universitari ha iniziato una professione che pensava essere definitiva, pensava fosse quella che avrebbe portato alla pensione, poi arriva ad un certo punto e non tollera più quella professione, quell'ambiente di lavoro, i colleghi. Pensate a quel compagno di classe, pensate a quel parente, pensate a vostro partner. Tutti dicono di ritirarsi stanchi perché sono stati vessati, tutti si lamentano perché non gli concedono le ferie, l'aumento, il passaggio in avanti della propria mansione. Tutti si lamentano ma nessuno si ribella. Ecco, questo fa un networker. Un networker è una persona che è in grado di fare tesoro delle esperienze proprie ma soprattutto delle esperienze altrui. Direte voi ma che ci azzecca questo ragionamento del network market? Perché un networker è un ribelle. E sapete per quale ragione? Perché inizia ad andare controcorrente. Sapete qual è la cosa più imponente che fa un ribelle? Sognare. Quando una persona inizia a sognare è perché gli si è accesa una scintilla di ribellione. Non è sexy chi attacca un sognatore. E questo dovreste ricordarlo e pensarlo sempre. Perché quando si inizia a fare questa industria, la vostra forma di ribellione, che è tacita, educata, non sparge sangue, ma una ribellione contro chi vuole che tu sia del sistema, ti produce, ti genera attorno a te degli hater, degli odiatori, delle persone che non comprendono, che ti attaccano. Amici, non è sexy chi attacca un sognatore. È sexy invece chi ha deciso di sognare. Sognare. E lo dico, mi sembra di ricordare, in una frase che verrà. Sognare è rivoluzionario. Perché pensate che io sia qui oggi? Perché pensate che questo sparuto gruppo di persone che sta seguendo YouLeader sia qui oggi? Perché avete avuto il coraggio di ribellarvi a qualcosa che vi faceva stare male. E avete deciso di sognare. E dovreste ricordarvene ogni giorno che fate le sante azioni, i post, le interazioni. Quello che vi viene raccontato perde di fascino. Non è sexy se non lo fate con lo spirito del ribelle sognatore. È per questo che solo il 2% l'anno prossimo sarà qui. Solo il 2% interpreta il ruolo del ribelle. E lo ripeto, il ribelle non è quello che va controcorrente, che attacca tutte e tutti. Tornerei volentieri a parlare delle peppine che pensano di ribellarsi al sistema network marketing, rovinando il network marketing. Perché pensano di ribellarsi in una modalità che li rende assolutamente poco sexy. Perché non è sexy chi attacca un sognatore. Che sia un collega networker o che sia chiunque. È sexy chi ha deciso di sognare. Vado a leggere un po' di messaggi. Io ci vorrò essere, dice Anastasia. Voglio essere protagonista della mia rivoluzione. Giovanna, si punte il dito contro il lavoro online ma si maledice la sveglia alla mattina e la propria vita. Tutti dicono ma nessuno si ribella. Ci vuole coraggio, dice Veronica, per aprire la mente a questo lavoro. Ci vuole sempre coraggio. Io ne ho da vendere, con il mio coraggio sono sempre arrivata ovunque volessi. Questa è una bellissima dichiarazione di Dolcissima Guerra. Io mi sono sempre ribellato senza lamentarmi. Solo che non mi è mai cambiato un granchè, racconta Davide. Giovanna, sognare è la più bella delle forme di ribellione. Coricini di Andrea. Chi non sogna vive solo a metà, ricorda Veronica. Federica, buonasera da Crispiano. Silvia, in ritardo, buonasera a te con la tua farfallina. Anastasia, i poeti scrivevano sognanti del futuro, erano ritenuti romantici e rivoluzionari, vero? Io ho imparato a ribellarmi troppo tardi, ma ho ricominciato a sognare. Grazie per queste vostre testimonianze. Non è sexy chi genera una hate wave. Non lo so, ho deciso di abbinare queste due parole questa sera. Hate wave, ondata di odio. Mi è venuto di fare questo riferimento perché non dovremmo tollerare e non dovremmo offrire il fianco a chi genera odio, a chi genera risentimento, a chi genera desiderio di ricchezza e di successo attraverso la distruzione altrui. Non è sexy chi genera un hate wave. Non è educato, non è sexy. Mentre invece è sexy chi sa cogliere differenze. E direte voi ancora una volta, è che c'è zecca questo. Cogliere le differenze fra chi è tornato a sognare e chi ha smesso di sognare e pretende che anche gli altri si spengano. Cogliete le differenze. Non date peso specifico a chi vi attacca solo perché siete tornati a sognare. E non offritegli il fianco, vi prego, non offrite il fianco a quelle persone che non avendo voglia, tempo e attitudine al sogno lavorano incessantemente per spegnere i sogni degli altri. E parlo anche di tanti upline, di tanti leader in questa fantastica industria chiamata micro marketing, che regalano i sogni e poi li spengono perché all'interno di questa professione stessa ci sono persone poco sexy abituate a generare le hate wave. Cogliete le differenze, è davvero sexy, è veramente sexy capire che differenza c'è fra una persona che in maniera disincantata sogna rispetto a qualcuno che vuole solo distruggere i sogni degli altri che dice di avere un sogno, dice di avere un porto da raggiungere ma in realtà è ferma lì alla finestra a sperare che tu cada. E che fate voi? Vi prestate il fianco mollando, quittando, abbandonando questo sogno e tornando indietro da dove siete venuti. Quella situazione che vi ha fatto diventare talmente esausti da desiderare una nuova rivoluzione. Leggo un po' di commenti. Francesco, io per quanto riguarda lo scatto di livello vorrei farlo perché come sono sfacciato lo farei ma non risolvo niente a fare la lotta da solo. Stiamo parlando di lavoro tradizionale. Giulia, io ho sempre accettato e ho mandato giù e mi accontentavo di ciò che arrivava. Ora è cambiato tutto. Ciao Teresa. Idem, quanti rospi ho mandato giù, dice Monica. No hate wave, dice Anastasia. Mi piace molto questo hashtag. Annotatevelo, no hate wave. No ondate di odio. Basta bere veleno nella speranza che il nemico si avveleni. Basta bere veleno nella speranza che gli altri si avvelenino. Basta. No hate wave. È quello che dovremmo mettere nei nostri post. Sono guerriero, dice Francesco, ma come dice il proverbio l'unione fa la forza. Mai nessuna guerra è stata vinta da un solo uomo. Ma il coraggio quello c'è sempre. Sono entrato in ufficio una volta dicendo ai miei capi che volevo essere riconosciuto a massima mansione senza comprarmi come fanno i colleghi. Ma perché hanno riconosciuto il mio vero impegno. Questa è l'ambizione di tutti. Una meritocrazia, ahimè, diventata anacronistica, antelitteran sui posti di lavoro. Non ho risolto nulla per ora. Ecco, voleva si dimostrare. Sono pochi i giorni che ho iniziato, dice Veronica. Intanto mi si è frizzato il computer. Ok. Sono pochi i giorni che ho iniziato, dice Veronica, e in molti, anche e soprattutto i più vicini a me, mi prendono in giro per la mia scelta. Mi chiedo, non sarà mica invidia? Spero di no perché è troppo brutta l'invidia. Distrugge chi la prova nel tentare di distruggere gli altri. Ecco, la nonna di Alessia che è mancata oggi era una di quelle persone che ci ha supportato anche quando abbiamo iniziato a fare questa attività, quando i soldini, i guadagni non erano quelli esponenziali di adesso che ci hanno permesso di avere una vita libera. Erano i primi guadagni, i primi piccoli guadagni, i primi piccoli passi nel network marketing. E ha creduto a prescindere nel nostro sogno e ci ha sostenuto moltissimo. Invece spesso e volentieri cosa accade? Che i pareti o gli amici, non conoscendo ciò che andiamo a fare, pretendono di salvarci. Pretendono di metterci in guardia. Ma voi, cari amici, dove eravate quando non avevo i soldi per pagare le bollette? Dove eravate quando all'apertura di ogni anno scolastico bisognava fare i conti con questi cavolo di libri? Nuovi, usati. Dove eravate quando le bollette, quando in mutuo, cresceva in maniera esponenziale? Dove erano questi benpensanti salvatori dell'ultima ora? Che ora quando iniziamo a fare network marketing si avvicinano e terrorizzati vogliono metterci in guardia e ci danno una pacca sulla spalla quasi deridendoci. Ma dove eravate quando tutto filava male? Dove eravate? Il premio, ragazzi, arriva nelle mani di chi ha coraggio. Il premio cade nelle mani di chi ha coraggio. Ecco perché vi suggerisco, abbiate il coraggio di difendere ciò che vi permette di sognare questa industria, questa attività, questa esperienza professionale. Quanto meno, anche se non dai frutti sperati perché bisogna lavorarci, perché è una professione onesta, quanto meno ti permette di tornare a sognare. Quindi abbi il coraggio di difendere ciò che ti permette di sognare. Hai la passione per la musica, difendila con tutte le tue forze perché quella ti permette di sognare. Hai un amore viscerale per una persona, per un animale, per una situazione, difendila con le unghie, si inflessibile nel difendere qualcosa che ti permette di sognare. Ecco perché dovreste attaccarvi con le unghie alle maniglie dell'amore di questa attività. Perché dovreste tenere stretti a voi, difendere, avere il coraggio di difendere qualcosa che vi permette di sognare. Sappiate che mi sta girando tutto in questo momento, doveste vedere la mia immagine scomparire in questo momento, attendete soltanto qualche quarto d'ora, riapparirò. Se sogni sei un ribelle, se sogni sei un ribelle. Quello che dicevamo prima, il vero atto di coraggio è sognare. Il vero atto di coraggio è quello di rispondere alle pressioni, alle cattiverie, alle malelingue, mostrando il sorriso e la convinzione del desiderio di continuare a sognare e andare a chiappare un sogno. Aiutatemi voi. Io ho preparato tre frasi, la quarta vorrei che me la completaste voi. La prima frase è, la ribellione è pensare in modo produttivo per il tuo futuro. Ditemi, ma che ribelle è una persona che si lamenta per trent'anni, quarant'anni, che in un lavoro convenzionale è rispettabilissimo, perché sono tutti rispettabili, ma che lo fa lamentandosi e dice di essere ribelle solo perché magari sui social si allinea all'onda di odio contro i network, perché io mi ribello al mondo del network marketing, ma se invece stai subendo tu le pressioni della tua vita e non pensi e non fai nulla di produttivo per il tuo futuro, non sei un ribelle. La ribellione è pensare in modo produttivo per il tuo futuro. Ho preparato un'altra frase, la ribellione è smettere di essere una pedina consensiente. Smettere di essere una pedina consensiente. Pensate a quante volte siete state una pedina consensiente. La ribellione è smettere di essere una pedina consensiente. La ribellione è silenziare chi vuole spegnerti e invece ascoltare le tue ambizioni. Questa è ribellione. Mettere il mute, come dicevamo in una storica puntata di New Leader, centinaia di puntate fa, mettere il mute all'esterno e alzare il volume della tua voce interiore, quella vincente, la tua parte vincente. La ribellione è silenziare chi vuole spegnerti e ascoltare le tue ambizioni. Non voglio dirne parolacce oggi, oggi proprio non voglio dirne parolacce, ma mannaggia la miseria. Ascoltate le vostre ambizioni. Ascoltate le vostre ambizioni. Aiutatemi. La ribellione è, nei commenti, elaborate, completate il compitino. La ribellione è, e poi andiamo in chiusura e vi faccio vedere il bellissimo speech di New Leader Books di oggi. Intanto leggo un po' di commenti mentre mi completate questa frase. La ribellione è, Alfredo dice, sexy non rassegnarsi alla routine. Vero, Paola. Difendo ogni giorno la mia professione e la professionalità e soprattutto il mio sogno, quello che mi fa andare avanti a fare. Questo mi fa essere ribelle al punto giusto. Esatto. Nel momento in cui mi sono ribellata ho ricominciato a sognare finalmente. Monica, ricordo la soddisfazione di Alessia quando si è riuscita a regalare alla nonna il letto nuovo. Io sono stata sempre contro i colleghi che andavano avanti con altri mezzi e ho cercato sempre di far valere rispetto ai confronti di lavorato da parte dei titolari, ma sempre in vano e venivo alla fine sempre isolata perché ero la pecora nera. Questa è una ribellione. Noi abbiamo un coraggio da leone in network marketing, la soluzione per coloro che decino di rendere questa vita un capolavoro. Io quando ti ascolto mi innamoro sempre di più di questa attività, dice Giussi. La ribellione è dare una svolta alla propria vita lavorativa prendosi un'attività che magari riguardi una passione e gestire tutto da solo in massima tranquillità. La ribellione è iniziare a vivere e smettere di sopravvivere. La ribellione è prenderti ciò che meriti. Bello. Fare quello che ti fa stare bene veramente e ti fa essere soddisfatto. La ribellione è il coraggio di osare. La ribellione è metterci al primo posto e puntare dritti al nostro obiettivo. La ribellione è avere il coraggio di cambiare. Bello. La ribellione è smettere di essere qualcuno che non ti rende felice. Smettere di essere qualcuno che non ti rende felice. Bellissima. Smettete di essere la persona che non vi rende felice. Credo la più bella frase che hai scritto è la di Nonio. La ribellione è prendersi ciò che meritiamo. La ribellione è riprendere in mano la mia vita. Coricini. Ribellione è l'inizio del nostro cambiamento. La ribellione è lasciare tutto quello che è negativo e seguire chi è di ispirazione per noi. Ciao Ana Maria. Bene, mi piace moltissimo la vostra interpretazione del concetto di ribellione. Avere un'ambizione rivoluzionario. Abbiate l'ambizione di essere qualcuno. Mi è piaciuta troppo la frase di Stefania. La ribellione è smettere di essere qualcuno che non ti rende felice. E tutto siamo noi. Avere un'ambizione rivoluzionaria. Anni di ribellione sono più sexy di anni di rassegnazione. Se vi lamentate che fate questo business da un anno, due anni, tre anni e ancora non avete cavato un ragno dal buco, vi dico che questi sono anni di ribellione. Difficili, ma sono anni di ribellione. E sono più sexy di tanti anni di vile rassegnazione. Anche perché reagire ai fallimenti, quelli a cui vanno incontro tutti i networkers, è reagire ai fallimenti con il sorriso. È tipico dei ribelli. Analizzatevi. Io, come reagisco quando manco l'obiettivo qui in questa attività networker? Come reagisco? Reagisco con il fuoco sacro di rilanciare la mia azione? Allora sei un ribelle. Reagisci col desiderio di farcela la prossima volta? Sei un ribelle. Reagisci sorridendo, seppur amaramente, mentre vedi il successo degli altri? Reagisci plaudendo, celebrando il successo degli altri, mentre attendi il tuo? Questo è tipico dei ribelli. Reagire ai fallimenti col sorriso è tipico di chi ha le idee chiare. Quelli che falliscono e mollano, o vanno in minchiolanza, non hanno le idee chiare. Chi ha le idee chiare reagisce ai fallimenti col sorriso. Lo sapete che cos'è il successo? È una collezione inesaurita di fallimenti. Persino riuscire a fare una cosa, qualunque cosa essa sia, saltare due metri alle Olimpiadi, o qualunque cosa, sono molto annebbiato questa sera, qualunque cosa che vi riesce, non potete dirla che vi è riuscita solo perché l'avete fatto una volta. Nel network marketing avete guadagnato una barca di soldi una volta? Non vuol dire esserci riusciti, si può dire di aver avuto successo quando non si sbaglia più. Si può dire di essere riusciti a fare una cosa quando la si ripete. Se io salto due metri, una sola volta in vita mia, non sono riuscito a saltare due metri, ragazzi. Ho avuto un episodio in cui ho saltato due metri, ma non si può dire che io sia in grado di saltare due metri. Ecco perché è importante reagire ai fallimenti. Chi ha il coraggio delle proprie idee è un rivoluzionario. E molti di voi si proclamano rivoluzionari e non lo sono. Molti invece non si accorgono neanche di essere veri rivoluzionari. Ma io con i miei occhi le vedo le persone ribelli e rivoluzionarie. Le vedo, le riconosco perché hanno il coraggio delle proprie idee. Perché hanno la coerenza delle proprie idee. Perché hanno il coraggio di puntare il dito contro se stessi se qualcosa non gira come dovrebbe. Perché c'è da modificare noi stessi prima. Di chiedere al mondo intero di modificarsi. E se vi sembra qualcosa di cattivo, accettate di essere ribelli. Accettate il vostro essere ribelle. Accettatelo, fatelo parlare. Non conta nulla dirsi ribelle. Non conta nulla essere un ultras che allo stadio conduce le folle a inneggiare. E poi nella vita di tutti i giorni sei un agnellino. Non conta nulla unirsi ad un branco per attaccare i network. Perché quello non significa essere ribelli. Significa essere un vile agnellino d'ascensore. Siate leoni se siete in grado di essere. Piuttosto che iene. E se vi riconoscete dei leoni in quanto tale, avete paura di dimostrarlo, accettate di essere dei leoni. E fatelo vedere. Fatelo vedere. Io voglio lanciarvi due hashtag oggi. Il primo è quello che aveva ripreso Anastasia che è hashtag no hate wave. Lo vedete qui sotto? No hate wave. Basta con le ondate di odio. Basta. Che continuano a prolificare. Basta. E poi l'altro hashtag che voglio lanciarvi è questo. Io sono ribelle. Se per davvero sentite che calza a pennello questa definizione su di voi, scrivetela. Condividete questa live. Condividetela e utilizzate quell'hashtag. Io sono ribelle. Perché dietro la ribellione si nasconde la straordinaria ambizione di una persona che ce la farà. Leggo un po' di commenti e poi chiudiamo con gli leaderbooks. Chi non sogna vive a metà. Scusate l'ho già visto. L'ho visto prima. Perdonatemi, sono andato un po' troppo indietro. La ribellione è l'inizio del cambiamento. Ecco qui. La ribellione è evoluzione di noi stessi. Quella di spegnere quelle persone che ti portano fuori strada. E di coltivare persone che condividono lo stesso sogno. Assolutamente sì. Smettere di dire che non me lo merito. Quella è ribellione. Anche ascoltarsi è ribellione, come dice Alfredo. Per me non dovrebbe essere demarcata differenza fra capo e operaio. Lavoreremmo molto meglio. Purtroppo nel sistema convenzionale c'è una piramide per cui c'è questa definizione dei ruoli. Dovremmo essere tutti sullo stesso piano. Si chiama network marketing. Là dove anche la persona che arriva dopo può guadagnare più di chi c'era prima. Buonasera da Milano. Io sono ribelle per natura, dice Teresa. Non demoralizzando i dipendenti. Mario riesce a darci carica anche con il dolore dentro. Tanta tanta ammirazione. Ho sempre fallito sorridendo, quindi ora mi tocca riuscire. Bisogna lavorare sempre, studare per saltare sempre quei due metri. Io sono ribelle, l'hashtag. Il primo nome del mio team era i ribelli, ecco non lo sapevo. Io sono ribelle. Bellissimo. Usate questo hashtag. E adesso sono felice di mostrarvi un'altra puntata di You Leader Books. Guardatela molto attentamente, a me piace molto questo concept studiato da Mayra D'Aprile. Tu oggi hai la possibilità di risvegliarti prima che sia troppo tardi. Ora consentimi di riepilogare. Il tempo sguscia via come i granelli di sabbia della clessidra. E qui è ora il momento di cambiare. Di stabilire una volta per tutte quali sono le tue priorità e di concentrarti su di esse. Trascorri più tempo con le persone che danno un senso alla tua vita. Ringrazia la sorte per i momenti speciali che ti offre. Abbandonati alla loro forza. Fai le cose che hai sempre desiderato. Scala la montagna che ti sei sempre ripromesso di conquistare. O se preferisci impara a suonare la tromba. Balla sotto la pioggia oppure avvia una nuova attività. Impara ad amare la musica. Studia una lingua straniera. Riaccendi la scintilla della tua giovinezza. Non sacrificare mai la felicità alla carriera. Ravviva il tuo spirito ed eleva la tua anima. È questa la via per raggiungere Nirvana. Grazie. Grazie di cuore a Mayra per queste parole che ci ha letto tratte da Il Monaco che vendette la sua Ferrari. Questo mi ha fatto pensare a quell'episodio di Osho in cui Osho rispondeva al giornalista che gli chiedeva scusami ma tu racconti tanto di povertà, di non importanza di beni terreni e poi hai tante Rolls Royce e lui rispose io ho tante Rolls Royce proprio perché si parli di questo proprio perché si parli di me proprio per portarti su questa argomentazione e quindi grazie a Mayra per quello che ci ha letto è molto aderente anche a quello che abbiamo raccontato questa sera. Grazie a tutti voi. Grazie per essere stati qui. Sapete che nei prossimi giorni in particolare dopo domani se non erro molti di noi sono in partenza per la Spagna saremo lì per un grande evento ci vedrà insieme, abbracciati a celebrare insieme la bellezza della nostra unione di questa professione, di un'azienda saremo insieme quindi in tutti quei giorni della prossima settimana You Leader non ci sarà è un inizio di anno chiaramente costellato di impegni ma poi torneremo infatti vi do appuntamento prossimo appuntamento mercoledì 21 settembre alle 8 e 45 perché sapete You Leader che il lunedì è la sera il mercoledì e il venerdì alle 8 e 45 ci rivediamo non vorrei aver sbagliato la data ma suppongo sia corretta mercoledì 21 settembre alle 8 e 45 grazie a tutti voi condividete questa live taggate le vostre persone e soprattutto ricordate sempre un concetto fondamentale e che non manchi mai nella vostra vita ricordate di essere nel sistema senza essere del sistema e ricordate la parola fondamentale che è ribellione grazie a tutti buon proseguimento di serata ciao godetevi questa sigletta finale che racconta del valore della gentilezza ciao e grazie a FINE TRASCRIZIONE YL-0236

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