Mario Antonelli

YOU LEADER Puntata 303

mercoledì 11 gennaio 2023 · ore 20:06

Di cosa si parla

Lavori per vivere o vivi per lavorare? Parto da un’inchiesta di Repubblica sulle grandi dimissioni per parlare di chi lascia il posto fisso e cerca più equilibrio tra lavoro e vita privata. Con lo smart working scopri che puoi essere produttivo da casa, senza ore di viaggio e spese per spostarti. Poi tornare in ufficio a fare le stesse cose diventa un po’ difficile da digerire. Ti parlo anche della mia scelta di cambiare attività a 47 anni, dopo aver lavorato per realizzare i sogni di qualcun altro.

Fa parte del tema Filosofia pratica: tutti gli articoli e le puntate

Trascrizione della puntata
------------------------------------------------ Buongiorno, good morning e benvenuti alla puntata numero 303, atto primo di You Leader. Buongiorno, buongiorno, buongiorno, buongiorno. Buongiorno, buongiorno, buongiorno, buongiorno, buongiorno, buongiorno, buongiorno. Certe volte il silenzio vale più di mille parole. La vera puntata di You Leader inizia tra due minuti. Il primo atto finisce qui. Buongiorno, buongiorno a tutti e benvenuti alla puntata numero 303, secondo atto di You Leader, atto secondo, pochi minuti per questo scorcio di puntata. Buongiorno a tutti, ben trovati, grazie di essere qui, di aver scelto anche oggi di iniziare la vostra giornata con You Leader. Il dito più rapido è stato quello di Fano Spezia, in questa seconda tranche, seguito da Natascia. Buongiorno, buongiorno Monica, sarò rapido nel mettere i vostri commenti. Buongiorno a tutti. Ari, buongiorno, buongiorno da Roma, buongiorno Ari, buongiorno a tutti. Ri, buongiorno, buongiorno da Arzignano, Anna, Cinzia, buongiorno a tutti voi e grazie di essere qui. Siete live, ancora live nonostante tutto, non ci capisco più nulla, dice dalla Spagna Mary Nicotra, buongiorno Ilaria, uno scossone, live da Bari, good morning, Cinzia e ora tutto torna come sempre, troppo, troppo bella la riflessione del primo atto. Finalmente, buongiorno, buongiorno, dice Marica, rieccoci, dice Mayra, Cristina, buongiorno, Lucia, good morning, live da Rossano, buongiorno, buongiorno da Manduria, Pergiuria, Valentina, bambina da Rossano, Mari, Lena, buongiorno di nuovo a Silvia, a Marianna, ridateci, Alessia Napolitano, dice Mayra, finalmente la tua voce, dice Mariangela Mi, buongiorno a tutti, benvenuti, grazie di essere qui. Questa è una puntata molto particolare, così come dimostrata dimostrato all'esordio di questa puntata, ma qui, invece, in questa seconda trance che durerà ovviamente eh sempre fino alle nove e trenta, io voglio parlarvi di una cosa che ieri mi ha sconvolto e sono poche le cose che mi sconvolgono, sono pronto a tutto, in realtà più che sconvolto la cosa di cui vi parlerò in questi pochi minuti è qualcosa che sapevo, che respiravo, è qualcosa che ci aspettavamo tutti, tutti ce l'aspettavamo, che prima o poi questo accadesse perché ci sono ci sono cose che non arrivano mai inaspettate, non ci sono cose che non arrivano mai così d'amblè all'improvviso, ci sono cose che tu senti nell'aria, ci sono cose che tu di cui parli, su cui ti confronti, certo non non sai mai quando arriva il il momento, ma ci sono cose che tutti noi sappiamo essere così ma ci crediamo soltanto quando ce lo dice qualcuno. Oggi io voglio mostrarvi quello di cui parlo sempre e che per per il cui concetto tante volte sono stato anche imprivato, attaccato, distrutto dagli amici haters o dagli amici nulla facenti, ho finalmente sfruttato il mio abbonamento a Repubblica perché ieri è uscita questa inchiesta. Le grandi dimissioni è il racconto circostanziato approfondito di come non solo in Italia soltanto il 5 per cento delle persone sia soddisfatto del proprio della propria professione convenzionale ma c'è di più i giovani abbandonano il posto fisso. Ora voglio mostrarvi molto rapidamente scorrendo questo questa che è un'inchiesta, chiaramente può essere un'inchiesta, potrà essere parziale ma sicuramente è supportata da dati. Dall'inizio della pandemia il numero degli under 40 che ha deciso di licenziarsi è aumentato del 26 per cento. È un fenomeno chiamato della great resignation, delle grandi dimissioni. YOLO, chi di voi conosce questo acronimo? Ne avete mai sentito parlare? YOLO sta per You Only Live Once. Tu vivi solo una volta e pare che un po' lo scossone della pandemia, un po' gli accadimenti, un po' la presa di coscienza perché sono convinto che ci sia una specie di rinascimento in corso, sta risvegliando le persone e le sta portando a ragionare in termini di serenità e di felicità e non soltanto di ossessione per realizzare i sogni di qualcun altro. Scorriamo ancora. Ecco qui. C'era una volta il posto fisso e la carriera a tutti i costi, ambizioni che per decenni hanno condizionato le scelte di intere generazioni. Qui vedete un grafico con questi picchi sali e scendi, con questo picco in risalita, soprattutto del del secondo trimestre del 2021, quindi sono dati risalgo da alcuni mesi fa, in cui c'è proprio una richiesta di dimissioni. Bisognerebbe leggerselo, questo articolo, ascoltare le testimonianze dirette come quello di questo ragazzo. È un fenomeno che è partito al di là dell'Atlantico e poi si è esteso da noi con un vero e proprio boom. Questo è quello che raccontano mediamente le persone che decidono di cambiare prospettiva. Ad esempio questo Fabio Zocchi, un collaboratore sportivo, racconta il mio corpo ha iniziato a darmi dei segnali molto forti. Non stavo più bene, la notte non dormivo, mi svegliavo con l'ansia delle cose che dovevo fare il giorno dopo, quindi ho dato ascolto il mio corpo e ho deciso di fare questo cambio netto. Cambio drastico, non senza paure. Queste sono alcune delle testimonianze contenute in questa inchiesta, in questo articolo intitolato come vi dicevo le grandi dimissioni. Non potremmo chiamarla la grande fuga, la fuga dalla grande ossessione perché la gente non creda le cazzate che raccontano i networker, ma è convinta che andrà in pensione fra venti, fra trent'anni. Ecco, quando giorno dopo giorno raccontiamo la nostra storia di persone che hanno vissuto la loro prima vita in una situazione di difficoltà, di compressione, lavorando anni per poi ritrovarsi poveri, lavorando anni stando a contatto con colleghi che dovevi sopportare, tirando fuori il peggio di te perché lì fuori, perché non ti strappino ciò che ti compete, ciò che meriti, devi essere brutto, devi abbruttirti e combattere perché gli squali vanno dove c'è sangue. E tu che con grande onestà intellettuale hai guadagnato un posto, una poltrona o un titolo, una mansione, la devi difendere con le unghie, diventando brutto perché qualcuno più brutto di te lo vuole sottrarre. Ecco, questo è quello di cui parliamo tutti i giorni, ogni santo giorno quando raccontiamo dell'opportunità chiamata network marketing, ma fino a quando lo dicono i networker sono grandi cazzate, quando poi cominciano a essere dati, statistici, che raccontano il malcontento di una generazione che è stanca di diventare oggetto di manipolazione per realizzare i sogni di qualcun altro, perché di questo si parlano. Sto parlando di persone che svolgono lavori convenzionali, in situazioni ottimali oppure che sono felici. Parlo di tutti coloro che immeritatamente vivono questa situazione. Guardate, a differenza degli Stati Uniti e degli altri paesi europei, l'Italia ha già da tempo un enorme problema con i giovani. Il numero dei NEET, come si definisce, cioè quei ragazzi che non si formano, che non studiano, che non cercano lavoro, è uno dei tassi più alti in tutta Europa. Ma nonostante ci sia un tasso di disoccupazione immenso, soprattutto in Italia, molte persone decidono di non ammalarsi più di quello scorretto lavoro convenzionale che ti tartassa, che ti paga perché gli vendi il tempo. Eccolo qua, si chiama IOLO, acronimo di You Only Live Once. È un po' la versione moderna del famoso si lavora per vivere, non si vive per lavorare. Questo nuovo approccio, si legge, sta cambiando il punto di vista con cui i lavoratori leggono il mercato e come scelgono di posizionarsi al tuo interno. L'Italia ha un folto numero di intenders, ossia persone che hanno intenzione di cambiare lavoro nei prossimi sei mesi. Sono il 21%, ma la percentuale sale al 30% tra chi ha avuto il covid. C'è quasi un effetto post traumatico. Quando si è rannicchiati in un angolo e non ti muovi e tieni la testa bassa e obbedisci, non ti rendi conto di avere le catene. Quando ti muovi e provi a spostarti, ti rendi conto di avere delle catene. Cos'è accaduto con la pandemia? Smart working. Ci si è resi conto improvvisamente che era possibile essere produttivi senza sperperare denaro da mettere nelle macchine, da mettere in benzina, senza sperperare denaro per pagare i parcheggi le strisce blu, senza sperperare denaro per andare, venire, mangiare fuori. Ci si è resi conto che con un po' di onestà intellettuale i lavoratori potevano essere produttivi da casa. E loro hanno capito che è possibile lavorare andando a fare i pipì quando ti pare. E quindi hanno respirato quell'aria di autonomia, di maggiore positività e motivazione. Finita la pandemia, tornando in una situazione di normalità laddove devi fare chilometri per andare a fare quelle stesse cose che potresti fare seduto alla tua scrivania, andarla a fare tra quattro mura chiuso a distanza di un'ora da casa tua. E quindi respirando quella novità data dallo smart working ora è dura entrare su posti di lavoro dove ci sono dinamiche insensate. Continuiamo a vedere questa inchiesta pubblicata ieri da Repubblica. Ecco cosa sarà sintetizzato da questa dichiarazione di questa ragazza, una social media manager. Accettiamo di fare un lavoro che magari ci fa stare male per anni pur di non rinunciare a quel prestigio percepito che riceviamo dall'esterno. Io dopo nove anni mi sentivo consumata. Una volta fatto questo salto mi sono detta che avrei potuto farlo anche prima. Attenzione, non stiamo parlando di persone che hanno scelto di mollare il lavoro convenzionale per fare network marketing, stiamo parlando di persone che si sono rese conto che la vita è una. Di persone che si sono rese conto che Alexa è spenta. Alexa, musica di Fausto Papetti. Siamo parlando di persone che hanno deciso di prendere in mano la propria condizione psicofisica. Persone che hanno deciso di obbedire a se stesse e disobbedire tra virgolette all'esterno, senza nessuna forma di anarchia. Obbedire alla propria voglia di godersi la vita. Ecco cosa cercano i potenziali dipendenti. C'è una statistica che è tanto italiana quanto europea. Scopriamo che gli italiani cercano equilibrio tra vita lavorativa e vita privata. È per questo che noi abbiamo scelto il network marketing. Non l'abbiamo scelto soltanto per questioni di denaro, l'abbiamo scelto perché la vita è un dono prezioso ed è prezioso perché scorre ed è una. Ma che cazzo fai? Lavorare 12, 13, 14, 15 ore al giorno per tornare a casa, per sforzarti di più a dare tempo di qualità ai tuoi figli. L'ho fatto anche io. Lo riconosco che è facile non accorgersi delle catene quando sei rannicchiato in un angolo e quando non puoi alzare la testa, altrimenti qui nessuno è indispensabile, ti dicono. Ma che cosa dici? Le università sono piene di ragazzi che poi diventano professionisti. Guardatevi la puntata 8.1. Continuiamo a vedere cosa racconta questa inchiesta? Guardate. A fronte delle richieste di un nuovo modello lavorativo, che arrivano dal basso, è necessario un cambiamento radicale anche al vertice della piramide. Dio mio, si parla di piramide in un ambito tradizionale. Certo, perché la vera gerarchia, quella che annulla le persone, quella che ti strappa i soldi, quella che ti costringe a essere imbruttito e incattivito, c'è nel lavoro tradizionale, non nel network marketing. Basta con la cazzata della piramide, lo schema. Ponsi, guadagna solo quello che c'è sotto. No, no, no, nel lavoro normale. Guadagna solo quello che c'è sopra, dicono. No, no, nel lavoro normale quello che c'è sopra guadagna di più e guadagnerà sempre di più delle persone sotto che lavoreranno sempre di più percependo lo stesso. Ma finché lo dico io, mi ritrovo Instagram pieno di commenti di persone che dicono, probabilmente tu non hai mai lavorato, non sai che il lavoro serve per poter andare avanti. Lo so che lavorare ti consente di avere le cose che servono. Invece fare network marketing ti consente non solo di avere le cose che servono ma di avere le cose che vuoi. Guarda un po', poi improvvisamente un'inchiesta di una testata così importante va a raccontare che molto spesso i giovani che incontro io, raccontano a Business Coach, hanno fame di crescere, di assumersi responsabilità. Se si trovano in un ambiente fortemente gerarchico si sentono molto limitati, molto poco ascoltati, per cui lascio per trovare qualcos'altro. Non è tanto cosa vado a fare ma come vado a farlo. Sono quasi commosso dal fatto che qualcuno si renda conto che non siamo poi così dei pazzi, scatenati, folli e stupidi visionari. Quando ho 47 anni, nel 2017, ho deciso di appendere la penna al chiodo, di bruciare le navi e di fiondarmi, seguendo mia moglie, in questa attività, in questo modello di business chiamato Network Marketing, l'ho fatto consapevolmente perché avevo toccato e assaggiato sulla mia pelle quanto è duro lavorare per realizzare i sogni di qualcun altro, quanto è duro arrivare a 47 anni e perdere la dignità perché quel denaro che ti danno, se te lo danno non ti basta. Mi sono ritrovato a 47 anni a prendere il telefono, a chiamare mia madre per farmi dare un prestito di 500 euro che poi le avrei ridato, le ho detto. Non so più quanto abbiamo ridato ai nostri genitori. Semplicemente credendo che noi meritassimo di più. E questa inchiesta, raccontata su Repubblica, che potrà leggere chi ha l'abbonamento a Repubblica, parla chiaro, racconta di una sorta di rivoluzione. Chapeau a chi svolge un lavoro convenzionale senza lamentarsi nelle condizioni migliori, ma un invito a risvegliarsi a chi sente una forte forma di compressione. Qui c'è l'intervista a questa business coach. Le aziende devono cambiare per attrarre i talenti. E poi, in questo riquadro blu, nonostante l'alta disoccupazione e il persistente mismatch delle competenze, abbiamo comunque un tasso significativo di dimissioni tra i giovani. Questo deve far capire quanto sia forte la magnitudo del problema. In Europa, secondo le stime di Gallup, i lavoratori soddisfatti della propria occupazione sono il 10%. In Italia solo il 5%. Voi che ridete quando noi raccontiamo che solo il 2% ce la fa? Voi che dall'esterno attaccate chi fa network marketing dicendo che chi prova a sognare è un illuso? E quando io dico solo il 2% ce la fa, dicono lo vedi? Solo il 2% ce la fa? Bene, beccatevi questa statistica. In Europa soltanto il 10% delle persone è soddisfatto di quello che fa. In Europa 10%. In Italia soltanto il 5% è soddisfatto di quello che fa. Sapete cosa significa? Sapete che condanna è alzarsi tutte le mattine sapendo di essere meritevole, di avere grandi competenze, di aver studiato anni per poi andare in un posto di lavoro dove non vieni valorizzato? In un posto di lavoro dove vieni costretto a diventare brutto per difenderti contro gli squali che vanno dove c'è sangue? Sapere che devi farti piccolo così e devi lavorare duramente per poter avere diritto a chiedere sette giorni di ferie che qualcuno che non ha a concederti ti concederà dicendoti ma lavora di più prima di andartene sappi che quando torni devi sostituire i colleghi che sono in ferie e tu vai sette giorni in ferie facendo mille preghiere perché non piova e se piove devi divertirti in quei sette giorni concessi dal capo generale con grande magnanimità e poi è il network marketing quello che mi fa venire le minchiolanze. Sono dovuto andare dallo psicologo perché non avevo risultati nel network marketing. La minchiolanza è collegata al desiderio bruciante di realizzare un sogno. Più hai la voglia di realizzare un sogno e più schivi le minchiolanze. Ora o mai più, lo comprendete che è il momento buono per chi fa questa attività? C'era bisogno che ve lo dicessi io, lo dico da mesi, c'era bisogno che ve lo dicessi io che ci sarebbe stata una ricerca, una fuoriuscita dal mondo convenzionale perché la misura è colma, la misura è piena, la gente lavora anni per ritrovarsi povera, la gente lavora anni per garantirsi forse una pensione per poi morire il giorno dopo aver preso la pensione per stress, per ansia e non basta mai perché ci sono i figli e i nipoti da mantenere perché non è più la pensione di una volta. Ora i veri ammortizzatori sociali non è la cassa integrazione, la mobilità, sono i nonni, i nonni. Ma le persone non credono alle cazzate che raccontano i network ma sono convinte che andranno in pensione fra vent'anni. Ora o mai più chi fuoriesce da questo modello di business chiamato network marketing sa dove torna. E vi dico di più, è come se fossimo ora nati tutti nello stesso periodo. Abbiamo tutti la stessa opportunità, non c'è distinzione di età, di genere, di razza o di religione. Pensateci, uomini, donne, adulti, più giovani, cinquantenni, ventenni, di qualunque razza tu sia, di qualunque credo religioso tu abbia. Il network marketing è un'opportunità che mette tutti allo stesso livello, c'è solo una scriminante, tu e i tuoi sogni. Quindi è come se fossimo nati tutti nello stesso periodo. Siamo tutti in questo periodo in cui lì fuori c'è un tracollo, c'è una ricerca di luoghi dove vieni invitato a essere migliore, non dove sei forzato a diventare brutto. Abbiamo tutti la stessa opportunità, c'è chi la raccoglie e la capitalizza grazie al suo atteggiamento e c'è chi la butta alle ortiche e c'è gente che viene da quel mondo di compressione, si affaccia al network, dice di faticare un casino e preferisce tornare lì da dove fuggono i giovani con contratto a tempo indeterminato e a posto fisso. Questo è il tuo momento. L'hashtag di oggi con il quale voglio chiudere questa strampalata puntata di You Leader, ma comunque adesso tra un attimo mostrerò i commenti che avete scritto, l'hashtag che mi invito a utilizzare è questo, il mio momento. Ho la sensazione di averlo anche utilizzato in qualche vecchia puntata, ma non mi interessa e non deve essere un problema. Il mio momento. Se volete realizzare un post per dire all'universo che siete pronti, il mio momento, perché non c'è un momento storico più adatto di quello che stiamo vivendo per raccogliere questa grande opportunità che cambia la vita delle persone. Hashtag il mio momento. Vado a vedere un po' di commenti, oggi saranno molto particolari, buongiorno dalla macchina di Alessia Tempesta Napolitano, vuoi dare il tuo buongiorno? Ma certo! Vado? Sì, sì, devo riprenderti? Vai! Buongiorno! Oddio, non ho ripreso! Ho ripreso solo la parte finale, eccola qua, questo è il saluto suo col piedino scodinzolante. Buongiorno, buongiorno a tutti. Vado soltanto a vedere i commenti attinenti. Mi sento pioniera, fatto a dicembre 2020. Tanta paura, ma la paura di stare ancora 25 anni dentro dove stavo era più grande ancora. Grazie per questa puntata, dice Marilena. Vero, verissimo. Io non potevo fare pipì quando volevo, Mario. Mamma mia, quanta verità. Professionisti che non sanno cosa fare, in tutti i lavori c'è una piramide. Ecco, vi invito, veramente nel lavoro tradizionale che guadagnano di più quelli sopra. Verissimo, io ero una commessa e sopra di me c'era gente che decideva le mie giornate, le mie ore e tanto altro. E diciamo che il decido da loro lo si vende da te. Il mio parere è la piramide, lì dopo ventun'anni eh sono povera. Buongiorno a tutti, Natascia. Decidevano anche quando dovevo andare in bagno. Eh, quarantun'anni sto perdendo la dignità per via delle bollette. Siamo solo un numero. Grazie per lo spunto di questa mattina. Leggerò queste statistiche. Andate a leggere repubblica.it. Vale, soltanto per leggere questa, vale la pena farsi l'abbonamento annuale Repubblica che costa anche una una fiesteria. Non sto facendo nessuna promozione per un giornale che sicuramente a volte è anche eh anche poco indipendente, è un po' schierato. Natascia, buongiorno. No, buongiorno. Il mio momento, il mio momento, il mio momento. Eccola Alessia, ci sei mancata. Ti ho ascoltata in silenzio. Bella puntata Mario, grazie. Alessia mi fa morire. Grazie a tutti voi. Grazie a tutti voi per essere stati qui, per aver eh compreso il senso della puntata trecentotre atto uno e per aver compreso quanto siamo fortunati e saremmo dei meschini a buttare le ortiche questa opportunità che ha reso possibile a me, alla mia famiglia e a moltissime altre persone, ma accadrà anche a voi, di essere liberi di viaggiare, giocare, amare e scoprire. Grazie a tutti voi. Appuntamento con leader lunedì alle otto e quarantacinque. Ricordate che sabato sedici aprile ci sarà una live straordinaria. E state in campana perché chiederò l'aiuto di alcuni di voi per questa puntata che vi percorrerà il primo anno della community. Grazie a tutti. Appuntamento lunedì alle otto e quarantacinque. Godetevi questo weekend e soprattutto basta con le minchiolanze. FINE TRASCRIZIONE YL-0197

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