YOU LEADER Puntata 210
mercoledì 11 gennaio 2023 · ore 18:46
Di cosa si parla
Qual è l’arma più potente che hai? In questa puntata ti parlo della tua storia e del perché raccontarla conta più di un video perfetto o di tante lauree. Dal ricordo dei cantastorie alla mia esperienza di giornalista, ti racconto come sono passato dalle storie degli altri alla mia. Ripercorrere ciò che hai vissuto ti aiuta a ricordare chi sei. E quando ricominci a sognare, hai già un cambiamento da raccontare, anche se allo specchio sei sempre tu.
Fa parte del tema Crescita personale: tutti gli articoli e le puntate
Trascrizione della puntata
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Good morning e benvenuti alla puntata numero 210 di You Leader. Buongiorno, caffè insieme a You Leader. Buongiorno, benvenuti.
Non voglio essere vivo per sempre ma voglio essere vivo finché sono vivo. Buongiorno, benvenuti, grazie, grazie anche oggi di aver scelto You Leader per iniziare la vostra mattinata per iniziare il vostro giorno capolavoro. Grazie ad essere qui.
Buongiorno puntata numero duecentodieci di questo giovedì undici novembre duemila e ventuno buongiorno e buon San Martino, buongiorno a tutti i cornuti perché tradizionalmente la festa dei dei cornuti questo insegna la tradizione ma soprattutto è il giorno in cui si può celebrare e festeggiare insieme con castagne e vino rosso che è sempre un ottimo anticamera alla complicità, all'amicizia e al calore dello stare insieme. Eh come di consueto andiamo a vedere chi oggi ha lasciato più velocemente la traccia. Chi oggi sarà stato il dito più veloce di You Leader? Ladies and gentlemen riconquista il primo posto Giulia Filotto live da Arseniano che sarà sorridendo in questo momento, sarà festeggiando, non era sul podio più alto da diversi giorni.
Buongiorno a Giulia, buongiorno a Stefania Caffiero da Guidonia, buongiorno Deborah da Luca, Natascia, buongiorno da Torino, Anna, buondì a te, Sara Trolese, ciao da Venezia, ciao Sara, buongiorno Giulia da Porcia. Wendy da Porcia, eccola lo schermo in piazza messo dal sindaco per seguire gli You Leader. Viviana, buongiorno, oggi è il giorno in cui vi comunicherò qualcosa che riguarda Viviana, una cosa che stiamo eh programmando che avverrà fra alcuni giorni, fra pochi giorni.
Buongiorno Francesca da Pisoniano, Alessia Napolitano Tempesta, buongiorno! Non ce la posso fa! Federica, buongiorno da Taranto, Mary, buongiorno a te, Maria, buongiorno da Cinisello Balsamo, Valentina, buongiorno a tutti da un Salento nuvoloso, a me piace terribilmente questo tempo. Laura, buongiorno, Roberta da Venezia, buongiorno, Elena, buongiorno, ci vediamo praticamente fra una settimana siamo insieme. Fulvio da Latina, Simona, buongiorno da Cremona, Livia da Roma, Paola Pucci, buongiorno, anche Paola in diretta da Roma, Anna, buongiorno da Mesagne, Antonella, buongiorno a tutti da Barletta, buongiorno a te.
Corina da Vicenza, ecco Mary che tagga le sue persone, anche voi taggate le persone del vostro cerchio perché quello che raccontiamo e che racconteremo a You Leader oggi sicuramente darà uno sprint, uno slancio e una vision ulteriore alle persone che lavorano con voi. Buongiorno da Verona, dice Sonia. Sonia, il tuo amaro è terribilmente buono, non posso farci nulla.
Mi accompagna tutte le sere mentre preparo la puntata di You Leader. Buongiorno Carmela live da Taranto con il cuoricino arancione. Buongiorno Daniela dalla Sardegna.
Galina, buongiorno a tutti da Roma. Tiziana, buongiorno da Taranto. Alfredo, buongiorno da Taranto.
Oggi avremo lo speech del magico Alfredo Piliego. Angelica, buongiorno da Treviso. Mary, buongiorno dalla Spagna.
Marilena, ciao a tutti. Stefania, ciao da Gelsdorf. Raffa da Castelfranco Emilia.
Luana, buongiorno da Capalvio. Stamattina ancora più carica. La nostra nonna tecno Monica Vicentin da Roveredo in piano.
Cristina, buongiorno live da Cisternino. Rebecca da Merano. Rebecca e poi Valentina, l'ottima Valentina live da Mesagne.
Occhio, occhio a questo nome e a questo cognome. Attenzione Giulia Savone live da Valmontone. Katia, buongiorno a te.
Desideria, nome meraviglioso e un buongiorno piovoso da Roma. Eccoli i cuori multicolor di Maira. Buongiorno da Castellana Grotte.
Isa, buongiorno da Bari. Vittoria, ciao a tutti da Milano, dalla Calabria, fiume freddo bruzio. Abbiamo Antonietta Martello.
Silvia, buongiorno da Follina. Oh Follina, ti prego, metti l'accento in maniera che non faccia gaff perché non so se è Follina o Follina. Bambina, buongiorno da Rossano, quindi dalla Calabria.
Stefania, buongiorno a te. Antonella, ciao. Con tante tazze di caffè.
Jessica, buongiorno a te. Elena live da Arsignano. Eccola qui, buongiorno Elena.
Barbara live sempre da Palestrina, non dalla Palestina. Ilaria, good morning, con un sole nero. Natascia, se la ride, Rossella, buongiorno Mario, che bello vivere queste emozioni ogni mattina con tutti voi.
Laura, good morning, Diana, oh Diana, buongiorno da Sarno, se la ride Giulia Filotto, che oggi era la prima, Blerta, buongiorno a te, Isabella, buongiorno, tre cuoricini neri, Giovanna, da Marina di Carrara, dove saremo praticamente tra una settimana. Buon San Martino, grazie Stefania, grazie a voi. Auguri Martina, l'onomastico di mia figlia Martina non è per oggi, ma è il trenta gennaio il Reale San Martina.
Oggi la staranno facendo martire, Martina, ma va bene lo stesso. Lo abbiamo scritto nel tuo post ieri sera. Chi se lo perde, you leader.
Elisabetta, ciao da Catania. Simona, buongiorno live da Villanova d'Almenga Liguria di Ponente, buongiorno a Maria Savino da Opera, Cristina dalla Palestra, una dalla Palestrina, una da Palestrina, l'altra dalla Palestra. Metti l'amplificazione anche perché è quello che raccontiamo.
Il mindset dei networker è molto simile al mindset degli sportivi. Non vedo l'ora, dice Elena, pulisci lo schermo. Ah, di vederci.
Flavio, buongiorno da Napoli. Anna-Lisa, buongiorno a te, ciao. Moira, buongiorno Jessica, che tagga Ramona.
Stefania, buongiorno Celeste, buongiorno a te. Natasha, che tagga le persone. Live dalla stazione di Bari Angela Cavone.
Oggi non da Viasparano. Dove starà andando? Meno male che c'è chi l'ha visto. Francesca, buongiorno a te da San Marcello eh Piteglio.
Fanuel, buongiorno amico, dobbiamo sentirci oggi per programmare una serie di cose. Buongiorno da Conversano per l'ottima Anita, la Selva Mary, buongiorno Sara del Neri, buongiorno da Fiumicello, da Friuli. Manda Young, buongiorno da Latiano, Alessandra La Forgia, buongiorno live da Biceglie e io voglio approfittare del vedere l'ottima Alessandra La Forgia prima di parlarvi del suo libro per dare il benvenuto a Gemma, la bimba, la figlia di Rossella Zazza e di Alex Bufi, i nostri amici networker che ieri hanno scodellato al mondo e messo al mondo una creatura bellissima di nome Gemma.
Ha partorito la nostra Rossella ieri alle diciassette e trentasei, non vorrei sbagliarmi. Benvenuta Gemma, non vedo l'ora di parlare anche di questo nel giorno del ringraziamento. Alessandra La Forgia, networker pro di quelle in grado, con poche parole, di darci la giusta direzione, insegnarci le tre skill vincenti per intraprendere questo business nel modo giusto.
Se hai aperto il tuo codice da un po', o da vent'anni, non puoi non avere sul comodino i promessi dei sposi, magari anche il signore degli anelli, è Libera Renetto Marketing di Alessandra La Forgia. Metto qui nei commenti il link per prendere il libro, ma non è una pura comunicazione commerciale questa qui, è perché i proventi di questo libro andranno per la nostra campagna You Leader for Kenya. È imperdibile, molti di voi ce l'hanno, lo hanno letto, lo hanno riletto, scritto in maniera scorrevole, proprio a uso e consumo dei networker.
Chiamano la velocità e la semplicità. Non fatelo mancare sul vostro comodino. Ciao Simona da Poggiardo.
Anna Maria da Piovene Rocchette. Angela, buongiorno. È vero, dice Alessia, un quarto d'ora se ne va solo di saluti.
Devo trovare una soluzione. Follina, l'accento è sulla I, bene. Follina, molto bene.
Buongiorno a tutti da Pordenone. Elena Cuoricini. Monica, buongiorno da Martina Franca.
Mario sei grande, 51 anni, fatti il 15 ottobre. Quindi come darti torto. Martina Franca, chissà che un giorno non ci si veda, eh.
Dobbiamo organizzare. Paoletta dalla Spezia. Paola, buongiorno a te.
Sto andando al lavoro, dice Angela Cavone. Nadia, buongiorno da Roma Mary, taggata da Paola Vedruccio. Ilaria, buongiorno da Taranto.
Benvenuta Gemma, dice Alfredo. Benvenuta Gemma, ecco l'accoglienza per la piccola Gemma, figlia di Rossella Zazza e figlia di Alessandro Bufi. Eccoli, congratulazioni, dice Anna, auguri, auguri, benvenuta Gemma, bellissimo, anche questo è You Leader.
Buongiorno Siam, buongiorno a te, Deborah, benvenuta e congratulazioni, bella, auguri, benvenuta, amici, auguri, buongiorno anche se in ritardo, nessun ritardo, ecco il link per acquistare il libro di Alessandra, benvenuta, benvenuta, benvenuta Gemma, molto bene. Ciao Emanuele Rita, benvenuta piccola Gemma, bellissimo libro, i benvenuti, molto bene, siete tanti, tantissimi, io non vorrei tediarvi più di tanto e direi di dare inizio a questa puntata numero 210. Stamattina cliente Mattuna, buongiorno energia, benvenuta Gemma, bene, buongiorno e benvenuta, ben arrivata Gemma, dalla mia vicina di casa Francesca Cesaria.
Iniziamo, pochi istanti, entriamo nel vivo di questa potentissima puntata di You Leader, solo e soltanto fra pochissimi istanti. Dunque, siamo in viaggio verso il 2%, il 2% è la percentuale di coloro che attraverso questa magnifica professione ce la fanno a vivere di questo. Vi sembra una percentuale bassa? È molto alta, perché è una percentuale più alta di qualsiasi altra professione esistente al mondo.
Quanti imprenditori conoscete voi che sono liberi ogni giorno di essere dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi? Conoscete qualche imprenditore che può essere dove vuole, quando vuole, con chi vuole? Gli imprenditori, quando vanno bene le cose, avranno un sacco di denaro, ma il tempo, il tempo è la cosa più preziosa. Dunque, You Leader parla di questo e oggi voglio trasferirvi quella che secondo me è l'arma più potente. Non voglio trasferirvi, voglio raccontarvi, parlarvi di quella che in my humble opinion, nella mia modesta opinione, è l'arma più potente che ognuno di voi possiede.
Permettetemi soltanto un attimo di ricordarvi che siamo gli unici, saremo gli unici a farlo in maniera così strutturata, ma il 25 novembre 2021 ci sarà You Leader Thanksgiving Day, il giorno del ringraziamento. Il giorno del ringraziamento è una usanza, una tradizione meravigliosa degli Stati Uniti, una di quelle che abbiamo sempre invidiato. Che cos'è Halloween a confronto? Niente.
Il giorno del ringraziamento è un giorno strepitosamente intimo. È il giorno in cui le famiglie si siedono attorno ad un tavolo con un tacchino davanti e a turno enunciano e declamano il loro ringraziamento agli altri. Ecco, noi di You Leader il 25 novembre 2021 faremo una live serale a sfondo natalizio, quindi iniziamo questo viaggio nella festa più bella che ci sia durante l'anno, 25 novembre 2021, una puntata live con un sacco di contenuti.
Networkers che canteranno le canzoni di Natale, Networkers che ringrazieranno altri Networkers, Networkers che parleranno e ringrazieranno i propri familiari, anche coloro che mettono il bastone fra le ruote, e poi vi rinnovo oggi l'invito che ho fatto ieri. Organizzate una cena elegante, con stile, con spirito, ognuno a casa sua, con i propri familiari o con i propri amici. Organizzate delle belle tavole imbandite con predominanza del colore arancione.
Le telecamere di You Leader entreranno in alcune case e in diretta riprenderemo i vostri ringraziamenti e l'atmosfera più magica che si creerà sarà giudicata da un esperto di tradizione americana e i presenti commensali vinceranno un premio che poi andremo a enunciare. Quindi 25 novembre 2021 diremo tutti quanti grazie e alcuni hanno questo cartellino. Oggi provvederò a mettere questo file nel gruppo ufficiale di You Leader che si trova su Telegram.
Puntata numero 210, l'arma più potente. Sapete che cos'è un networker? Non chi è. Cos'è un networker? È una domanda un po' effettivamente ad ampio spettro, che non ha una risposta univoca ma un networker altro non è che un cantastorie. Lo sapete, ve lo ricordate chi è un po' più grande di età? Vi ricordate chi erano i cantastorie? Io me lo ricordo distintamente, nonostante sia nato nel 1970, quindi non molto indietro, ma in piazza Cairoli a Brindisi, nella piazza, in una delle piazze centrali della mia cittadina, negli anni settanta era spesso si vedeva un tipo che con una sorta di tabellone con sopra delle vignette disegnate come se fossero dei fumetti, illustrava una storia e la cantava.
Cantava il racconto di quello che accadeva. Quindi mi è venuta questa associazione mentale. Chissà chi erano i cantastorie.
Esattamente lo anticipa Anna Soave, un networker, altro non è che uno storyteller. Cosa significa storyteller? Questo è un nome che ho utilizzato un paio d'anni fa per una rubrica in cui io intervistavo altri networker e vi annuncio che tornerà la rubrica storyteller. Per cui, se lo volete, cominciate a prenotarvi, a scrivermi anche in privato e a dirmi io vorrei raccontare la mia storia nella rubrica storyteller.
Storyteller è ciò che siamo tutti noi, raccontatori di storie, ma di quale storia? Lo sapete che io per oltre 15 anni, per 16 anni, ho fatto il giornalista, ho raccontato ogni santo giorno le storie delle persone, ogni giorno andavo alla ricerca di storie, salvo poi accorgermi che tutto è cambiato nella mia vita quando ho deciso di raccontare una sola storia, la mia, l'arma più potente che ognuno di noi ha per far parte del 2% è il racconto della propria storia. Tu sei la tua storia, ognuno di noi, anche nelle sembianze, oltre che nel carattere, perché vi ricordo che poi il carattere è frutto di un' abitudine ripetuta, anche nel carattere o nelle sembianze, nell'estetica, nella fisiologia, ognuno di noi è la sua storia, e se tu non racconti la tua storia sui social, sei invisibile, è questo che ti permetterà magari di far parte del 2%, perché non si avvicinerà nessuno a chiederti informazioni su un prodotto, non si avvicinerà nessuno a raccogliere la stessa opportunità che ti sta facendo sognare, o che ti ha stravolto la vita, se tu non racconti la tua storia. Hai voglia essere bravi a fare video, post le foto, tutti i perfezionisti, tutti super esperti di comunicazione, tutti eccetera, ma se non racconti ogni santo giorno la tua storia, sei invisibile, e sei soprattutto invisibile a te stesso, perché tu la storia devi raccontarla a te stesso, raccontala a te stesso, perché ricordare ciò che hai vissuto, ricordare come ti sei sentito, ricordare che cosa hanno provato a fare con la tua anima, o con il tuo corpo, ti permette di ricordare chi sei.
C'è tra voi Corina che spesso lo ripete, dice il mio mood, la mia visione è cambiata quel giorno in cui nella penombra, perché mi ricordo eravamo ai piedi di una bella struttura con una piscina sotto di noi, le dissi salutandola, tu non devi preoccuparti, questo business funziona, ma tu ricorda sempre chi sei, e se tu la tua storia non la racconti e non te la ripassi e non la ripercorri sui social o a te stesso, non funzionerà. Ecco l'arma più potente, ecco perché quella che minchiona riesce a fare questa attività e tu che c'hai 18 lauree arranchi e dici che non funziona e poi molli e torni dove sei venuta, perché ciò che fa la differenza non è l'intelletto, non è la bellezza, è semplicemente capire che tu devi mostrare la tua anima per attrarne altre, devi mostrare la tua anima per attrarne altre, non vi fate fregare, non conta nient'altro in questo business, ma avere una trasformazione, non necessariamente fisica, anche quella mentale, il momento in cui tu inizi a sognare nuovamente, sei già una persona diversa e tu devi raccontare la tua storia, ma soprattutto questo cambiamento che sta avvenendo. Quindi attenzione, se vuoi attrarre altre anime, se vuoi attrarre altre persone, se vuoi avvicinarle al tuo mondo per mostrargli la tua opportunità di network o condividere con le persone ciò che ti fa stare bene, devi raccontare la tua storia e devi mostrare la tua anima.
Io ricordo chi sono, dice Monica, a Napoli ancora ci sono davanti ai musei, dice Filomena, di CantaStoria assolutamente, sì, una bella rubrica era Storyteller, torneremo sicuramente a farla, anche se poi io vado a riguardare quelle persone che ho intervistato un paio di anni fa. Sapete quante sono rimaste realmente attive e attaccate al sogno? Il 2%, perché tutto il resto ha pensato che questo lavoro fosse fatto di speranza e di attesa, invece è fatto di ossessione per poco tempo. I CantaStoria ancora ci sono qui in Maremma e raccontano ciò che succedeva anni e anni fa.
Barbara, buongiorno a tutti. Lidia, buongiorno. Lidia, Maria e Luisa, buongiorno.
Terry, buongiorno. Laial, buongiorno. L'ho fatto ieri sera, Mario.
La mia storia me la sono raccontata ieri da solo, ho pianto un sacco perché ho rivissuto certi momenti, ho sentito certe sensazioni. Puntata numero uno, ci siamo ancora. Mostra la tua anima per attrarne altre, anche perché, amici, le persone amano ascoltare le storie.
Perché pensate voi che ai bambini, per dargli il giusto imprinting educazionale, oltre che per farli addormentare, si raccontano le fiabe? Cosa c'è di più bello di una favola? Cosa c'è di più bello di una favola? La favola racconta la storia di una persona che era nella cacca e che grazie a un deus ex machina, o grazie ad un accadimento, o grazie ad una fata, o grazie ad una strega, o grazie a quello che è, si risolleva e vissero felici e contenti. Che cos'è altro se non una storia? Le persone amano ascoltare le storie. Sapete come dicono gli anglosassoni? I fatti parlano, le storie vendono.
È bello dire, ho fatto qualifica, sono posizionato, sono ricco, sono libero, sono bella, sono figa, sono così, sono cosà. I fatti parlano, ma le storie vendono. E non sto dando il risvolto, il taglio commerciale al concetto di vendono.
Vendono nel senso che ti aprono gli altri, permettono agli altri di accogliere il concetto che tu racconti, se tu lo farai precedere dal racconto della tua storia. È l'unico vero segreto del network marketing questo, è l'unico vero segreto del network marketing. Racconta la tua storia, però, occhio, che entriamo nel vivo di questa puntata adesso, eh amici? Adesso entriamo nel vivo, eh, ci scaldiamo.
La tua storia, però, deve essere reale. Sai, a chi si può raccontare una serie di fandonie, a chi vuole sentirsele dire, nel mondo lavorativo tradizionale, a volte, purtroppo, fa bene raccontare cazzate, perché le raccontano gli altri, dove ci sono squali che mordono quando c'è sangue e a volte, forse, bisogna anche, purtroppo, modificarsi per galleggiare lì fuori. Il network marketing, questo business, invece, ama la verità.
Se decidi di aprirti agli altri, se vuoi aprire la tua anima per attrarne altre, occhio, attenzione, ciò che dici, soprattutto perché noi lavoriamo sui social, siamo esposti e ci mettiamo la faccia perché siamo tracciabili come le mozzarella. Quando mangi la mozzarella sai da quale mammella è uscita, sai da quale ehm allevamento intensivo, mi auguro di no, perché sono terribili, da quale allevamento aziendale, forse sì, o da quale pascolo deriva. E noi siamo tracciabili e la tua storia deve essere reale perché la falsità demolisce il business, la falsità demolisce il tuo business.
Sapete perché il 98% delle persone fa i post, dice di fare tutto e poi non funziona? Perché raccontano cazzate. Aprono il codice e posso lavorare da dove voglio, quando voglio, sono una donna libera, ma che cazzo dici? Tutto è cambiato, posso strisciare la mia carta perché da quando faccio questo business addio al posto fisso, ma se hai cominciato da sette giorni, non hai neanche scaricato l'app dell'azienda, non hai neanche iniziato a fare le chat, non hai acceso il desiderio di avere una vision, ancora non hai avuto una trasformazione o fisico-mentale, ma che cazzo racconti? Sai che cosa combini raccontando una storia non reale? Crei un danno a tutti gli altri. E se è vero che l'arma più potente è raccontare la propria storia, attenzione ragazzi, attenzione, la tua storia deve essere reale.
E sulla scorta di questa considerazione io vi voglio lanciare l'hashtag che potreste, se ritenete opportuno, utilizzare per i vostri post di oggi. Fate un post in cui raccontate la vostra storia, raccontate le vostre caratteristiche, non dovete dire sono nato in una capanna, in una grotta col bue e l'asinello, la mamma sì, il papà sì, pure forse lui. Non dovete raccontare solo questo, dovete raccontare che colore amate, se amate la pioggia, il sole, che cantante vi piace, che cosa vi fa arrabbiare, che cosa state sognando.
Raccontate però realmente la vostra storia. L'hashtag che vi consiglio oggi è la mia storia, la mia storia reale, la mia storia reale. Riesce a entrare dentro più o meno? Io lo riscrivo, lo riscrivo qui Hashtag la mia storia reale, la mia storia reale, la mia reale storia, la mia storia reale.
Sapete perché insisto su questo antipatico termine che è reale? La mia storia reale. Sapete perché? Perché deve essere reale, perché altrimenti il business non funziona, si ferma, ti ammazza, demolisci tutto ciò che c'è attorno a te e quindi giù la maschera quando racconti la tua storia. Racconta veramente la verità, racconta realmente che cosa ti ha portato a scegliere il network, che cosa, che trasformazione hai avuto, racconta che cosa provavi prima e cosa non vuoi provare più.
E non costruire, racconta realmente perché il business, anche se funziona ogni tuo talento, punisce chi non dice la verità quando si apre agli altri. Raccontarsi di più in modo differente, siamo qui per imparare e migliorarci. Ieri ho fatto una live su questo argomento, non è importante la mia trasformazione fisica ma di più ciò che è successo alla mia mente, è fantastico.
Alessandra che è un'esperta nell'insegnare, nel ripetere le persone che devono imparare a raccontare la propria storia. Beautiful non andrebbe in onda da millenni. Esatto, le persone sono amano Beautiful, amano il grande fratello perché è un racconto, un'evoluzione della storia di una persona.
Io ricordo ancora Alessandra Laforgia in quel di Legnano, nel giorno in cui proprio ci fu il primo caso di coronavirus in Lombardia, proprio quel giorno Alessandra fece un suo speech in un evento delle Lady Network che era questo. Imparate cazzo, senza dire cazzo, imparate a raccontare la vostra storia, esercitatevi. Vi siete mai messi a scrivere la vostra storia? Questo viene detto e raccontato anche nel libro di Alessandra.
Adesso non so, non ricordo più in quale punto esattamente, ma l'invito a raccontare la propria storia, a esercitarsi a raccontare la propria storia è fondamentale. Guardate come inizia il libro di Alessandra Laforgia, guardate come cazzo inizia il libro di Alessandra Laforgia. La mia storia, la mia storia è stata la vita di una persona normalissima che poi è diventata mamma e che poi comincia a fare azioni straordinarie.
Comincia tutto con la mia storia. Reale, deve essere reale. Cristina è vero, io racconto ogni giorno un pezzetto e ogni volta che la racconto mi riesce meglio.
Non è la storia che deve adattarsi a riuscire meglio, è la maniera di raccontare perché la storia che ognuno di noi ha è fissata nell'albo della storia e grazie al cielo la si può andare a scartavellare. Per cui l'esercizio che dobbiamo fare non è perfezionare la nostra storia, ma perfezionare la maniera con cui la raccontiamo. Quando diciamo che questa attività è meglio da psicoterapia, accetta e accogli chi sei e scegli di non accontentarti.
Natascha, dal giorno che ho iniziato le live e racconto la mia storia, le cose sono cambiate. Esatto, è Natascha, Natascha che ha una formazione data dal suo team, perché ci tengo, Natascha, a dire che non tutti hanno e hanno avuto la formazione che il tuo team, i tuoi upline ti hanno concesso, perché bisognerebbe guardarsi intorno per capire poi in realtà quanto fortunati a volte siamo nei casi. Ma la tua formazione e anche l'aver partecipato a quel corso fatto dal sottoscritto per insegnarvi a fare la prima live ha cambiato le cose.
Le storie ti rendono immortale raccontando la verità, esatto, quindi grazie a Stefania e a Natascha. Se ti racconti avrai un posto in più ad entrare nell'anima di chi ti ascolta. Mi racconto sempre per non dimenticare da dove sono partita.
Buongiorno Agata, la mia storia è reale, la mia storia è reale. Vittorio, infatti dire cose non vere è prendersi in giro e quando decidi di cambiare lo decidi sul serio, non puoi più permetterti di dire cazzate, soprattutto a te stesso. Ottimo.
Bisogna sempre dire la verità, non capisco perché dire mezzogne. Vero, dice Alessandro Laforge, questo mi rassicura. Invece diciamolo, diciamolo.
Irene, live da Arzachena sotto la pioggia. Dunque, giù la maschera, raccontate la vostra storia reale perché è l'arma più potente per far parte di questo 2% che ce la fa. Fra due istanti lo speech di Alfredo Piliego e poi rientriamo e vi ridettaglio qualcosa sul giorno del ringraziamento.
Alfredo Piliego. Buongiorno amici du leader, bentrovati, grazie Mario, grazie ancora una volta per questo spazio mattutino. Allora, stamattina parlerò di qualcosa che è veramente veramente un punto focale di questa community, perché la gentilezza, cioè quello di cui parlerò e che sempre ci viene insegnato da sempre, da chi appartiene soprattutto al nostro team, è un punto focale, però ogni tanto riserva qualche insidia e adesso ne parleremo.
Questa è la frase intanto. Allora, come avete visto più di una frase è una domanda, ma da questa domanda possono partire delle riflessioni. Siete quelle persone, siamo quelle persone, fateci caso che quando entrano in una stanza dicono buongiorno, oppure quando se ne vanno da una stanza dicono arrivederci, oppure quando entrano in un negozio sorridono, oppure entrano col musone, salutano, oppure siamo quelle persone che quando un cameliere viene a prenderci il piatto dal tavolo lo consegniamo a lui, diciamo, gli andiamo incontro, oppure ogni qualvolta ci viene a portare qualcosa diciamo grazie.
Ecco, stiamo parlando di gentilezza, cioè di modi di fare. Immaginate quanto può essere fastidioso per una persona non ricevere queste attenzioni, un po' come quando veniamo contattati noi perché quando ci chiedono dei prodotti, così dal nulla, quanto costa, cosa c'è, quanto viene. Ecco, fastidiosissimo, mettiamoci nei panni di quando un'altra persona riceve questa cosa.
Innanzitutto perché secondo me la gentilezza è un campanello d'allarme sul rispetto del lavoro altrui, ma soprattutto sulla persona altrui, ma il punto su cui voglio battere stamattina è che si può sicuramente imparare a essere gentili o per lo meno forzarsi a essere gentili anche se il proprio animo non lo è, ma di sicuro non ci si può inventare la gentilezza, nel senso che la si può insegnare e quindi imparare, ma lo posso essere una volta, due volte, tre volte, ma se di indole non sono gentile è molto vicino, è molto presto il momento in cui verrò smascherato. Se non so gentile si saprà, quindi se al cameriere non mi va di passargli il piatto e aspetto che lui venga a togliermelo davanti, sicuramente sta facendo il suo mestiere, però io di certo non ho fatto un atto gentile. Ecco, io sono molto attento a questi piccoli particolari quando sono a tavola, quindi se qualcuno è a tavola con me adesso ci farà attenzione, però è un sintomo secondo me della gentilezza, quindi il concetto con cui voglio lasciare questa mattina è quello di professare gentilezza, ma soprattutto essere prima noi stessi gentili con chi ci circonda, perché è una grandissima forma di rispetto verso gli altri e verso noi stessi, un po' come se non volessimo che gli altri facessero a noi qualcosa che non ci piace.
Vi ringrazio ancora una volta amici di You Leader, vi ricordo l'appuntamento del 25 novembre col Thanksgiving Day, già stiamo allestendo la tavola, quindi ci vediamo presto e una buona giornata. Ciao ragazzi! Grazie Alfredo, grazie mille, la gentilezza è come la neve, rende bello tutto ciò che ricopre. È il vero segreto dello stile di ogni networker.
Networker's style è per appunto lo stile a cui vi invito ad aderire. Grazie Alfredo, anch'io sono gentile sempre con tutti, dice Terry. Verissimo, gentilezza, dice Ana Maria, i cuoricini di Terry.
Grande Alfredo, grazie per questo speech, Alfredo, sei gentilissimo, dice Alessandra. Barbara, io non solo passo il mio piatto, ma vi raccolgo tutti il passo. Sarà sempre stato il mio lavoro, ma viene proprio naturale.
Anche a me non è stato il mio lavoro, ma è inevitabile aiutare quando realmente sei stato dall'altra parte. I cuoricini di Natasha, vi conosco da poco e la gentilezza è stata la prima cosa che ho notato in questo grande team, grandiosi, dice Federica. Gentilezza sempre, dice Sara.
Grazie Alfredo. Valentina, grazie Alfredo con tre cuoricini arancioni, io l'ho sempre fatto, rispetto e gentilezza prima di ogni cosa. Grazie Alfredo, dice Deborah.
Jessica, io quando vado al bar e consumo al tavolo porto sempre piatto o bicchiere al balcone, lasciarlo sul tavolo mi sembra un atto di maleducazione e non gentilezza. È vero che il loro lavoro, aiutare nel piccolo, ti riempie il cuore e ti fa sentire una persona migliore. Guardate che questo sentimento di gratitudine è tipico e si sviluppa nel mondo del network.
Ecco perché non può esserci una categoria migliore di network per dire grazie e per organizzare il giorno del ringraziamento. Per questo abbiamo pensato. Mi sono rifiutata per un anno, non volevo raccontare la mia storia perché non riuscivo a scriverla, la mia mente non voleva rivivere certi ricordi, mi sono resa conto ieri che quando l'ho fatto mi è esploso il cuore.
Io sono dall'altra parte, dice Giada, perché sono una cameriera il sabato sera. Vi assicuro che fa piacere. Grazie per questa testimonianza, grazie a voi siete gentilissimi, ma Sandra la forgia di più.
Qui ho imparato cose diverse e straordinarie da come invece avevo conosciuto il network e per fortuna siamo unici e diversi. Irene, educazione è anche gentilezza. Cerco sempre di insegnarlo ai miei figli.
Grazie Irene, i cuoricini vittoria di Jessica. È vero, è la base, la gentilezza è i modi, dice Cristina. Grazie per la vostra gentilezza e gratitudine.
Sono io che ringrazio voi, vi ricordo l'hashtag la mia storia reale che potrà accompagnare i vostri post di oggi, riparte il fogrello che ci scalda. Grazie a tutti voi, grazie per essere stati qui, grazie per aver seguito anche oggi questa imboccata, questa valanga di mindset allo scopo di aiutarvi a costruire il vostro impero insieme alle persone che con voi costruiranno il loro impero. Grazie a tutti voi, l'appuntamento è domani alle 8 e 45 con una nuova riflessione per costruire l'impero come già ho detto ma per trovare la voglia, la forza e l'energia di fare azioni perché tutto quello che abbiamo detto oggi, tutto quello che da anni racconto nelle mie live in queste 210 puntate di You Leader non serve un fico secco se non fate le azioni.
Ottanta per cento atteggiamento, venti per cento azioni. Quel venti per cento deve essere fatta in maniera intensiva e ossessiva. Mindset e azione trasformeranno la vostra vita.
Non prendetevi per culo e non raccontate la storia di un networker che non ce l'ha fatta perché non funziona. Raccontate la verità, la storia di un networker che non ce l'ha fatta perché non si è messo in azione. Perché se il tuo atteggiamento è quello giusto, quello che ti brucia dentro ti farà diventare costante.
È una questione di cuore, è una questione di quanto brucia dentro ed è quello che farà la differenza e che ti permetterà di riscrivere la storia di una persona che si è fatta da sé e che dalla cacca si è sollevata e ha trasformato la propria vita ma soprattutto quella delle persone attorno. Grazie a tutti voi, appuntamento domani alle 8 e 45 con un'altra puntata di You Leader. Salute Alessia! Appuntamento domani.
Ciao a tutti! Sottotitoli e revisione a cura di QTSS
FINE TRASCRIZIONE YL-0110