Mario Antonelli

YOU LEADER Puntata 184

venerdì 13 gennaio 2023 · ore 22:36

Di cosa si parla

Ti è mai capitato di non poterti sedere al lavoro, nemmeno quando il negozio è vuoto? In questa puntata ti parlo delle commesse senza sgabello, dei permessi per bere o andare in bagno e delle maglie da disfare e ripiegare pur di non stare ferme. Neanche fossi di guardia al Quirinale. Il punto non è il lavoro pesante, ma il rispetto della persona. E ti chiedo: perché difendi un posto da cui vorresti fuggire e ti chiudi quando ti viene proposta un’alternativa?
Trascrizione della puntata
------------------------------------------------ Benvenuti tutti benvenuti alla puntata numero 184 di You Leader. Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org Buongiorno a tutti! Buongiorno e benvenuti alla puntata numero 184 di You Leader. Giovedì 30 settembre 2021 insieme anche stamattina. Good morning! Grazie, grazie a tutti di essere qui, di aver scelto anche oggi di iniziare la vostra giornata con questa caliente community delle otto e quarantacinque. You Leader, come di consueto andiamo a sbirciare chi è il dito più rapido di oggi, chi ha lasciato per primo o per prima la sua traccia, signore e signori. Elena Giordani, buongiorno live da Nogarole, è stata la prima, l'ottima Elena a lasciare il suo commento ed è riuscita a scalfire una guerra da vincitori consueti. Buongiorno Federica Caforio, live da Crispiano, grandissimi risultati in queste in questi giorni, in queste ore per la grande Federica. Complimenti Giulia, live d'Arzignano, soltanto terza oggi, soltanto terza in questa gara di velocità. Quarta è Paola Pucci da Roma, buongiorno Natascia da Torino. Wendy, buongiorno a te Wendy, buongiorno Alessia Tempesta Napolitano, good morning! Era prima, nel suo personalissimo ruolino di marcia, lei è sempre prima, chissà come mai. E poi qua invece oggi è quinta. Live da Altara e Persimona, buongiorno Sara Troles da Venezia. Ciao Paola, Mary, buongiorno a te. Wendy, good morning Rebecca, ciao da Merano. Ops, dice Anna, buongiorno bambina da Rossano, buongiorno Maria da Catania. Angelica, buongiorno live da Treviso, Anna Suave, ciao popolo di Lider. Vittoria, buongiorno a te da Milano. Maria, live da Opera Antonietta da Fiumefredo Bruzio, con tanto di sorriso quest'oggi. Sonia da Gazzo Beronese, buongiorno Cinzia. Anna Lucia, buongiorno da Lecce. Corina, live da Arzignano, la tua tazza. E qui con me, buongiorno Vanda dalla Diana da Sarno, good morning a tutti. Flavio da Napoli, buongiorno a te, buongiorno Filomena. Tiziano, buongiorno da Pordenone. Mari, Elena da Bologna. Antonietta Peluso, live from London. Giovanna, ciao, buongiorno a te da Milano. Clelia, buongiorno da Pordenone. Dennis, live da Torino. Anche Dennis e Natasha hanno fatto cose fantastiche in questi giorni. Silvia, live da Follina, Follina. Francesca, buongiorno dalle strade di Roma. Nonna Tecno da Roveredo in Piano. Buongiorno Olivia, live da Roma. Francesca, live da Pisoniano. Anna, live da Mesagna. Ieri pomeriggio abbiamo passato qualche ora insieme da Cilicello Balsamo, Maria. Eleonora da Castellana Grotte, bella canzone, assolutamente carica di energia. Buongiorno Giada. Ciao a tutti tutti. Stefania, buongiorno a te. Stefania Perretti anche, buongiorno. Ottimo Alfredo, buongiorno a te. Live da Taranto, straordinario quello che è accaduto e che accadrà nella giornata di oggi. Giulia, live da Valmontone. Dennis, ciao da Cordenon. Vi sarete accorti che la mia voce viaggia parallelamente al mio stato fisico che oggi non è brillantissimo. Mari, buongiorno da Cornedo Vanusa, live da Friuli. Mari, ciao con occhi scintillanti. Scalo piano piano le classifiche, dice Giulia. Ciao Roberta, buongiorno a te. Ecco Elena che sfotte, prende per culo Giulia Filotto avendo conquistato la prima posizione. Non vale, sono qui dalle quaranta. Ecco, forse vorrei dire dalle quattro oppure le quaranta. Forse hai l'orologio al contrario. Wendy se la ride. Ciao Daniela da Porto Torres. Angie, buongiorno a te. Marika da Vigevano. Maira, buongiorno, sempre da Castellana Grotte, della seconda persona da quella meravigliosa eh città, cittadina. Fulvio, buongiorno a te. Angi, buongiorno da Bari. Rito, Rita da Vigasio. Ilaria, buongiorno, live da Taranto, la nostra straordinaria voce di You Leader. Buongiorno da Livorno, Patrizia. Raffaella da Barletta, attiva. Laura, buongiorno. Maria, live da Cisternino, buongiorno a te con il cuoricino. Paola, buongiorno da Maggione con due cuoricini. Eccola, live da Brindisi per Valentina che ieri pomeriggio è stata anche con noi alcune, un paio d'ore almeno. Ciao Ibtissam, buongiorno Betti. Angela, buongiorno da Bari. Conci, buongiorno a te. Maria Grande, buongiorno da Bergamo. Gli ultimi due saluti. Uno per Lucrezia Doronso, buongiorno da Barletta. E per Silvia Girotto, buongiorno live da Padova, i cuoricini di Maria e tutti quelli che arriveranno. Questa è la puntata 184, la iniziamo subito dopo uno stacchetto piccolo piccolo, ma vi invito sin d'ora a seguirla attentamente, anzi, anzi, a condividere già da adesso la puntata perché oggi parleremo di una cosa in cui siete stati rischiate di esserci o ci sono molte delle persone che conoscetelo. Capirete fra qualche attimo dopo questo stacchetto. Ecco fate come ha fatto Monica Vicentin, taggate le persone del vostro cerchio perché quello che diremo oggi servirà moltissimo ad infuocare le persone del tuo team. Buongiorno Natascia Dallivorno, anche Rita tagga le sue persone, buongiorno live dalla Capitale per la mia ottima vicina di casa eh nella regolarità che è Francesca, buongiorno da Caltanissetta Perlinda, ha già condiviso la live Simona, buongiorno da una nebbiosa a Reggio Illiria, dice Maria, buongiorno da Paola ed ecco Maria che tagga le persone del suo cerchio ed ecco Alessandra Laforgia, live da Biceglie, vi prego di restare in campana perché di Alessandra prossimamente e di una decisione clamorosa di Alessandra parleremo tra qualche tempo. Ricordate questo nome, lo sapete, molti ce l'hanno già questo, ma grazie Alessandra per onorarci di essere qui, Daniela buongiorno a te, Simona che tagga le sue persone. Dunque, io faccio coming out. Io questa mattina faccio coming out. Questa mattina vi confesserò una cosa che sanno davvero in pochi. Una cosa che non posso dire ad alta voce quando sono in giro. Una cosa che non posso forse neanche scrivere. Una cosa che non posso farci, non posso tenerla per me. Oggi devo confessarvi che io non riesco più a fare shopping. Io non riesco più ad andare per centri commerciali. Io non ce la faccio più a entrare in quel negozio, in quella boutique, in quel franchising. Non ce la faccio più a entrare e a vedere giovanissime, capacissime, talentuosissime, bellissime, impegnatissime, commesse senza sgabbello. Io non ce la faccio più. Le mie sessioni di shopping con Alessia e con i miei bambini sono turbate dal disturbo che io provo ogni volta che entro in un'attività commerciale e vedo la dignità di una lavoratrice compressa. Non solo per lo sgabbello perché, santo il Dio, lo sgabbello è chiaro che non è indicato se la tua attività commerciale è piena zeppa di clienti perché ci sono quelle commesse che rischierebbero di mettersi sedute davanti alla cassa a giocare a Candy Crash mentre magari il cliente avrebbe bisogno di aiuto. Ma quante purtroppo di questi tempi ragazze sono nel loro negozio, nella loro boutique, perfettamente vuota, persino magari in attesa di essere aperta, e non possono poggiare il culo su uno sgabbello perché il datore di lavoro ha deciso che devi mantenere l'assetto da militare che fa la guardia davanti al cuirinale. Perché il datore di lavoro ha deciso che ti devono fare male i piedi, ha deciso che ti si devono gonfiare le caviglie, forse vuole venderti le vinali probabilmente, perché ha deciso che tu in quel momento sei un un ingranaggio al servizio di una causa che è quella di non distrarti, non riposarti e soprattutto attenerti rigorosamente a indicazioni spesso irrazionali che però fanno sentire figo chi te le dà. Questo è il mio coming out di oggi, parleremo di questo, l'ho chiamato senza sgabbello, perché è la cosa più vistosa che tu noti quando entri in un negozio dove vedi delle commesse che si lamentano. Perché occhio, occhio, perché lo so già ne ricevo tante di messaggi, di lettere, di mail da haters, i quali fanno benissimo a fare questo perché è il loro lavoro, ma oggi potrei riceverne altre, ma voglio specificare, attenzione, io mi riferisco a quei lavori convenzionali dove chi li fa si lamenta, non in quei lavori in cui ognuno fa il suo lavoro, magari anche pesante, ma beatamente lo accoglie senza battere ciglio. Dunque vediamo un attimo di commenti prima di entrare nel vivo della puntata. Madonna, anche io le guardo con tenerezza, dice Anna, ci penso spesso, anche io, ovunque vada, dice Silvia, è vero, dice Ilaria. Anna, Daniela Pandelli è stata una grande che ha avuto questa opportunità lasciando un posto sottopagato e sfruttata. Corrada, buongiorno Mario, live da Bergamo, buongiorno a te Corrada, benvenuta, hai ragione, hanno sempre il sorriso sulle labbra e sono sempre tanto gentili nonostante tutto, dice Conci. Verissimo, l'ho vissuto su di me, dice Mary. Verissimo, dice Corrada. Buongiorno, ciao Mario, ne so qualcosa, la commessa l'ho fatta per tantissimi anni, io in un bar dovevo chiedere permesso per bere un bicchiere d'acqua. Porca miseria, porca puttana direi, non porca miseria. Natascia, ne so qualcosa, senza sgabello, ho lavorato anch'io come commessa. Il titolare non voleva vederci senza far nulla, quando non c'era nessuno dovevamo disfare e ripiegare le maglie. L'esempio della commessa può rigirarsi a tutti coloro i quali lavorano, hanno lavorato nel settore ristorazione, precisamente al banco della reception di un albergo. Ciao Anna Maria, buongiorno a te. Wendy, ricordo quando lavoravo in un negozio di prodotti per capelli e i titolari non ci davano nemmeno il tempo di sederci per mangiare. Avevamo la telecamera sulla cassa e quando non c'era nessuno dovevi pulire tutti i flaconi. Di questo oggi parliamo, di diritti violati. Oggi parliamo di diritti violati. Perché tutta questa grande prosopopea, questo discorso? Perché se sei cui hai messo un piede nel network marketing non puoi in nessuna maniera pensare di mollare e dunque tornare potenzialmente lì dove ci sono diritti violati. Perché non mi pare che un normale lavoratore debba subire la costrizione di non poter appoggiare il culo su uno sgabbello durante le sue 3, 4, 5, 6, 8, 12 ore di lavoro. Mi pare che anche dal punto di vista della sicurezza sul posto di lavoro ma dal punto di vista del rispetto umano non si possa assolutamente proibire a chi che sia di appoggiare il culo su uno sgabbello. E tu entri in quelle attività, in quei negozi dove non c'è neanche un cubo per sederti. Dove ti fai un cubo enorme e non ti puoi neanche sedere. Oggi parliamo di diritti violati, parliamo di violenza tollerata, perché ovviamente non è quella la violenza, impedire ad una persona di sedersi durante il turno di lavoro, oppure impedire ad una persona magari di intrattenersi con un parente che entra nel negozio. Avete avuto ormai delle cugine, delle zie, delle parenti che fanno le commesse? Avete provato a dirgli ciao amore della zia, come stai? Avete visto che vostra nipote dice ciao zia scusami non mi posso fermare perché se no mi riprendono. Ma dove cazzo sei andata a lavorare? Nella legione straniera ha più senso, perché lì c'è una disciplina e perché chi deve difendere i confini della patria è normale che debba essere tocchiato, inquadrato, allineato e coperto. Ma sei una commessa e ti hanno detto che non puoi fermarti a chiacchierare, a empatizzare, con un tuo parente che magari potrebbe anche comprare? Questa è una di quelle violenze tollerate, abbracciate da queste tante persone che sono poi le prime a dire nettor marketing, devo fare i post, sento la pressione del dover lavorare, no no preferisco, guarda vado a fare la commessa. Questa di cui parliamo è la violenza tollerata. Oggi parliamo di scelte scellerate, di scelte scellerate ma che sono difese da chi suda sangue. Oggi parliamo di quelle persone che sul posto di lavoro vorrebbero fuggire perché non si sentono al loro agio ma quando provi a dirgli che magari c'è un'alternativa si chiudono al riccio e la difendono pure alla loro scelta di fare le bariste maltrattate o le commesse non calcolate. Perché non parlo di chi fa la barista in maniera professionale, in un ambiente professionale, perché il ruolo più importante che esista è quello di chi fa il pane, di chi costruisce, di chi leviga, di chi fa il prete, qualunque professione. È normale, è bene che ci sia, ma in un contesto di rispetto dell'essere umano. E invece c'è chi viene calpestato, triturato a seguito della sua scelta scellerata di cadere in bocca al leone e la difende la sua scelta. La difende semplicemente perché ha deciso di essere sofferente per contratto. Se quest'industria del network marketing ti sembra il paese delle meraviglie, il paese dei balocchi, quello in cui ti dicono che avrai risultati e se hai una mezza convinzione che sia tutto finto che, nonostante ci mettiamo la faccia tutti i giorni, quello che diciamo sono cazzate, prova a pensare. Ma con la tua scelta scellerata di mal sopportare le difficoltà e le angherie su un posto di lavoro quando hai un datore di lavoro che non puoi neanche definire tale, tu alla pensione ci arrivi, visto che dici che il network marketing non è un posto onesto intellettualmente in cui ti fanno credere cose non vere, tu che non credi alle cazzate dei network, sei convinta che andrai in pensione? Fra venti, fra trent'anni? Magari con la specifica categoria commessa senza sgabbello? Sì, perché effettivamente ci sono tantissime donne che sono arrivate in età della pensione facendo le commesse. Io ne conosco tantissime. C'è una ragazza che ha cominciato a fare la commessa e poi facendo quel lavoro è arrivata a prendere la pensione. Dunque lei si chiama sofferenti per contratto. Di questo si tratta. Ecco perché io non riesco più a fare shopping. Andiamo a leggere un po' i vostri commenti. I cuoricini di Alessandra, Paola che tagga le sue persone. Ciao Paola da Bordighera. Ciao Ilaria Conci che tagga le sue persone. Buongiorno. Anna Madò, anche io le guardo con tenerezza. Ci penso spesso ovunque vadano. Scusate, questo l'avevamo visto, l'avevamo letto. Allora, dieci anni così, dice Rebecca, che ho avuto il piacere e la fortuna di conoscere quest'estate. Adorabile, lei è il suo partner. In piedi a fare la tottola, su e giù per le scale, perché c'era l'ascensore ma con le scale si faceva prima. E per otto, nove ore di lavoro ero distrutta. Quando ho iniziato a lamentarmi, ho lasciato. Maria, molti datori di lavoro ti dicono niente sedia perché è poco professionale. Se stai seduto dai l'immagine di non voler lavorare. Invece se togli la sedia dai l'immagine di un imprenditore serio. Il titolare vuole venderti le binali, sì esatto. Tanta tristezza nei loro occhi. In passato ho fatto la commessa, meglio non parlarne, dice Simona. Natascia, ho fatto la commessa per 21 anni e ne so qualcosa, anzi direi molto. E mi rivolgo a te che oggi ti sei svegliata pensando che il network non sia casa tua e che forse stai per mollare. Ma perché, caspita, non fai tesoro delle esperienze degli altri? Pensi che stia dicendo una cazzata? Natascia che l'ha fatto per 21 anni ed è una compressione da cui è fuggita. Pensi che stia dicendo una fesseria? Perché questa dovrebbe essere una fesseria? E' quello che raccontano i networker, invece no? Io non parlo, dice Antonietta, mi ricorda qualcosa. Certo che ti ricorda qualcosa. Io invece di lamentarmi ho trovato la soluzione. Appoggiarmi sui gradini, la scaletta che utilizzavamo e sempre con il sorriso. Io le ho vissute tempo fa ed è una brutta sensazione, dice Silvia. Anna, anche per andare in bagno dovevamo chiedere il permesso. Questa ispirazione per la puntata di oggi è nata proprio da un confronto con Anna, con Patrizia, con Vanda, con Valentina, con Anna e con Gianluca, che sono le straordinarie persone che abbiamo incontrato ieri pomeriggio in un centro commerciale dove le beate commesse in bellissime boutique lavoravano non solo con la compressione del caso ma pure con un martello pneumatico da quale non potevano sfuggire. Vabbè, questo è un taglio. Io barista per dieci anni ne so qualcosa, dice Ilaria. Giulia, cinque anni così, dieci ore in piedi, dice Giulia. Daniela, non solo le commesse. Anch'io al ristorante devo chiedere permesso per bere e portarmi da mangiare. Ci sediamo solo quando si mangia. Giada, io non riesco più a entrare in posta di tutti gli uffici statali e non dove entri raccomandato. Maleducati, frustrati, aspettano che il tempo scorra incazzandosi con i poveri malcapitati. Che tristezza. Questa è la faccia tipica di chi lavora in un luogo come questo. Questa è la faccia. Questa è la faccia tipica e dovreste ricordarmela il giorno in cui svegliate la mattina e dite il network non funziona. Non è un mondo per me. Vivo gli stati d'ansia. No, non posso fare network. Troppa pressione. Perché cazzo? No, tre posta al giorno. Vai, vai. Dove il posto è così. Ci saranno più soldi disponibili per gli altri. Perché i soldi sono in un posto scomodo e bisogna scomodarsi per andarli a prendere. Ma bisogna scomodarsi per uno, per due, per tre, per quattro anni. Poi la tua vita si trasforma e diventa magari come quella che stiamo assaporando io e Alessia, che abbiamo lavorato in maniera ossessiva per tre, quattro anni per avere ciò che volevamo. La libertà finanziaria, fare in maniera che il soldo non sia più un problema. Ossessivamente per tre, quattro anni abbiamo lavorato. Piuttosto che lavorare ossessivamente per venti, trenta o quarant'anni. Buongiorno Emanuerita. Buongiorno. Dovrei scrivere un libro su questo? Scrivi i post invece del libro. Buongiorno. Eccoci. Ciao Barbara. Buongiorno Raffa. Invece in gelateria, stalking con le telecamere, errori fatti, licenziamento con parole pesanti e mobbing. Anna, buongiorno a te. Io ai primi tempi di lavoro entrando il mio capo mi ha detto che ero a rischio di licenziamento perché avevo poggiato un piede per riposarmi dopo dieci ore che ero in piedi. Quello che raccontava Anna, poggiare un piede sul poggiapiede, viene considerata una cosa che ti rende immeritevole di rispetto e di stipendio. Rispetto a umanità manca, per fortuna non sono tutti così, ma infatti. Io non potevo sedermi, ma dovevo stare in movimento per quattordici ore al giorno tutti i giorni. Questa è la frase tipica. Sì, mi dicevano che non dovevo parlare con nessuno al bar. Dice Ilaria, nella mia prima esperienza da commessa, dice Anna, il mio ex titolare mise le telecamere nostre insapute anche in bagno. Facevamo i nostri bisogni e lui ci guardava. Quando scoprimmo della telecamera, ci licenziammo tutte. Non era un datore di lavoro, era un porco guardone. No, non esiste, dice Giulia. Elena, vogliamo parlare di quando ero commessa e non avevamo nemmeno il bagno soffruibile? Quante violenze nel mondo di lavoro. Mamma mia, sante parole, dice Francesca. A me non facevano andare in bagno? Dice Ilaria. Raffa che tagga Rossella, vero? Mamma mia, verissimo, dice Anna Maria. Sempre che te lo facciano il contratto. Sì, sì, confermo, dice Manu Erita. Un'amica in un negozio, quando vado a trovarla, dobbiamo allontanarci dalle telecamere per scambiarci un abbraccio. Andate, andate a parlare commesse. Buongiorno, scusate il ritardo. Ciao, Danila. Alessia, buongiorno. Danila tagga Laura e Adele. In Italia la pensione è un miraggio. Buongiorno, Issa, buongiorno Tamara, Conci. Se ce l'hai un contratto. La mia amica venne a cena, io uscì a salutarla, il proprietario è uscito e mi ha gridato. Vai a lavorare. La mia amica l'ho mandata a quel paese e se n'è andata. Natascia, non posso leggere tutto il tuo commento ma leggetevelo con calma. Un giorno ero a lavoro da solo perché la loro politica era quella di lasciarci da sola. A un certo punto arriva il capo. Mi butta per terra dei prodotti che erano sotto il bancone. Mi guarda e dice adesso vi vai a mettere a posto. Ottimo. Mario, quale hashtag devo mettere per condividere la tua live? L'hashtag è molto semplice. Hashtag you leader. Premi il pulsantino condividi che c'è qui in basso e poi metti questo hashtag che vedi qua. You leader, tutto attaccato. Ci installano in pensiero che tutto sia normale, che sei pure fortunato. Tieni te lo stretto del posto, in giro non c'è niente. Anna, ho fatto la commessa per 42 anni e oggi sono finalmente in pensione. Io nel momento in cui mi ribellavo ero in punizione ma certo non mi fermavo, le cose ingiuste non mi sono piaciute. Ho conosciuto finalmente una donna andata in pensione facendo la commessa. Sei un caso più unico che raro e immagino ora che tu sia serena e scevra ad ogni preoccupazione chiamata denaro. Giulia, ascolta questo video. Sheila, quando è la fortuna incontrare datore di lavoro gentile e sopportabile? Ma vogliamo parlare dei padroni, quelli che si sentono in diritto di distruggerti giorno dopo giorno lentamente sempre di più? Di questo si tratta. In questo discorso mi rivedo in pieno, dice Giulia, sebbene non avessi un contratto ma fossi una professionista. Fino a un anno e mezzo fa la mia non conoscenza del network mi stava facendo sentire così. Ringrazio ogni giorno di aver visto la luce. Io perché stavo in bagno cinque minuti in più prendevo parole. No Sara, Sara, non devi pisciare. Sara, che fai? Vai sul posto di lavoro e devi far pipì. Ma che dici? Vai sul posto di lavoro e ti viene il mal di pancia perché hai le tue cose. Ma sei matta? Ma sei matta? Non puoi, non puoi. Assolutamente. Devi vestirti con una busta di quella della spazzatura, il sacco nero in maniera da contenere tutto. Raffa che tagga quante più persone possibile. Alle poste non ci posso andare più, ma l'educazione è assurda. Si tratta proprio di pesantezza di ambito di lavoro per cui inevitabilmente ti viene questa faccia e quella reazione emotiva. Ma scherziamo, andavo denunciato. Natascia, questa è la mia faccia quando andavo al lavoro. Ero arrivato al punto di piangere, non ne potevo più. Bambina, non ho mai lavorato per gli altri, non lo farò mai. Amo la libertà e non solo finanziare, voglio realizzare tutti i miei sogni. Giada, sapete che il mio titolare mi ha detto? Cosa sbadigli? La commessa è una razza che non sbadiglia, ricordatelo. Giada, ma perché ti stanchi Giada? Perché ti stanchi ad aprire quei pacchi che vengono dal Bangladesh? Giada, non ti devi stancare stando chinata ad aprire quei cartoni che puzzano di stiva e tu ti accovacci per dieci ore ad aprire quei cartoni in periodo di saldi e ti stanchi. Non ti devi stancare Giada, devi essere brillante perché il contratto dice che devi soffrire. Racconti lavori che ho fatto 40 anni passati. Inizio lavoro 700 euro, dopo 14 anni 600. Un TFR incluso, 10 ore di lavoro. Rossella, lavorare senza green pass? No, ma senza contratto sì. Buongiorno Rossella. Maria, non dimenticherò mai, da piccola mia madre incinta e mio fratello lavoravano in confezione e non la facevano andare in bagno perché si lavorava in catena. Le vere catene, le tour marketing. Barbara, quando lavoravo al ristorante a Savona mi sparavo 12-13 ore in piedi la domenica o nella bella stagione se andavo mi mandavano a casa giusto per farmi la doccia e poi di nuovo lì. Anche a scuola i Prof. Mario, quante categorie, figurati che quelli formano i nostri ragazzi. Molto bene, molto bene, molto bene, si fa per dire. Bene, non volete fare network dunque, trasformate in consegnatori seriali di curriculum. Questi sono i giovani che sono ciechi a questa realtà perché come io vado a fare shopping e vedo questo, anche tu giovanotto con l'aurea vai a fare shopping e non lo vedi quello che accade. E perché consegni il curriculum? Perché metti the flowers on jail windowsill. Questa frase l'ho detta diverse volte. Vediamo chi riesce a tradurmela. Perché mettete flowers on jail windowsill? Cosa significa? C'è un grande pensatore che si chiama Silvano Agosti che esprime sempre questo concetto. La gente mette flowers on jail windowsill. Che cosa significa? I fiori sulla finestra della tua cella. Le persone mettono i davanzi, i fiori sul davanzale della loro cella. Perché siamo abituati ad abbracciare, ad accogliere, ad accettare e a difendere quello che sarebbe indifendibile. E per rendere il tuo posto di lavoro carino, per rendere la tua cella più accogliente, tu metti anche i fiori sul davanzale e non ti accorgi che c'è una porta aperta che potresti inforcare, che potresti passare per vedere cosa c'è fuori, per provare a credere. Eh ma io ho bisogno di mettere il piatto in tavola, quindi accetto queste condizioni perché c'ho i libri da comprare e c'ho la benzina da fare, devo mettere il piatto in tavola, per questo accetto di fare, di subire tutto questo. Molto bene. Stai semplicemente procrastinando un problema che ti si ripresenterà con una entità ancora maggiore. Perché mettete i fiori sul davanzale della vostra cella? Quando lavoravo, abbiamo fatto la marca, il mio ex capo Aria mi diceva, devi ritenerti fortunata che a 21 anni guadagni lo stipendio di un capo famiglia. Assolutamente. Chi è che non si ritiene fortunato a guadagnare? Ma sicuramente a che condizioni? Questa puntata mi ha dato ancora più carica oggi perché mi è toccato il mio punto di dolore. Da dove arrivo e più ci penso, più mi carico per realizzare i miei sogni. Il grande errore è accantonare, dimenticare lo stato d'animo che vi hanno fatto vivere. Dunque, pensate che un datore di lavoro meriti persino di decidere quanto tempo concederti? Ma ti rendi conto che lì, a quelle condizioni, perché in un regime di normalità, ben venga, chapeau, farei anche io il commesso in un ambiente eticamente e professionalmente corretto. Ma in quegli ambienti, tu pensi che un datore di lavoro meriti veramente di decidere quanto tempo libero concederti? Premesso che sei tu che vendi il tuo tempo in cambio di denaro. Però deve essere una persona, un datore di lavoro, a decidere poi quanto restituirtene di quel tempo. Ti senti per davvero destinata ad una brillante carriera. Tu che stai stringendo i denti, che sei senza sgabbello. Mi spiace per la categoria delle commesse ma vale per tutti. Tu che stai stringendo i denti per vivere un ambiente professionale con le colleghe che ti mordono le caviglie. Tu che stai vivendo un ambiente professionale con la pressione, magari con il mobbing o con la soggezione psicologica, di subire le angherie o anche il lavoro degli altri. Ti senti destinata a una brillante carriera? Perché questo devi pensare. Devi tenere duro per questo? E tu per davvero tieni duro? Perché sogni di diventare come il tuo datore di lavoro? Io ho sentito le commesse che dicono è dura adesso. Sai perché la sto facendo? Perché ho un disegno chiaro in testa. Leggi, anche io mi aprirò un mio negozio. Ah, per diventare poi come il tuo datore di lavoro? No, ma io sarò più umana. Molto bene. Preparati, perché il regime di concorrenza, perché l'andazzo, ti metterà a dura prova perché probabilmente dovrai tirare fuori il peggio di te. Perché tenere duro, avendo il sogno di scalare una certa carriera, ti farà diventare come il tuo datore di lavoro. Volere la libertà e al tempo stesso vendere il proprio tempo è terribile. E come quelle tante persone, il 98% delle persone che fanno network marketing, che dicono di voler liberarsi, che dicono di voler essere come noi, liberi per essere dove vuoi, quando vuoi, con chi vuoi, quelle persone che vogliono la libertà poi incessantemente fanno il network marketing a tempo perso, mentre intanto vendono il proprio tempo altrove in cambio di denaro. Che quando arriva è benedetto, quando non arriva è una maledizione. E molte, il 98% delle persone sogna la libertà e non ha il coraggio di sganciarsi da chi gli chiede di cedere tempo per avere denaro. Il tuo tempo. L'abbiamo detto qualche puntata fa. Tu, dai il tuo tempo in cambio di denaro e al tempo stesso stai regalando assenza alla tua famiglia. È questo? È questo quello che vi fa fuggire dal network marketing e tornare in quel contesto? Se avete desiderio e voglia di toccare con mano se tutto questo è reale, potete fare tranquillamente, continuare a fare i consegnatori seriali di curriculum per poi essere senza sgabbello. Ma questo è soltanto l'inizio di chi nel 2021 non ha il coraggio di mettere in discussione le proprie certezze. Mettere in discussione le proprie certezze o quelle che maturi empiricamente guardando l'esperienza degli altri è una cosa tipica delle persone coraggiose. Monica, anch'io quando lavoravo in mensa e un cliente si fermava a parlarmi venivo sempre ripresa. Buongiorno Silvano. Daniela, quando lavoravo nelle riprese e le pulizie sono andata anche con la febbre e polpastrelli tagliati dall'affettatrice. Piangevo mentre lavoravo non per il dolore ma perché sapevo che non meritavo di essere trattata come una schiava. Quando sono andata via per la liquidazione 9 mesi ho aspettato e lì mi sono sentita ancora più usata. Questo è il vostro perché, questo è quello da cui dovete fuggire, questo è quello che vi deve portare oggi giovedì 30 settembre a desiderare il Natale più bello della vostra vita. Mancano 80-85 giorni a Natale, potrà essere. Siete perfettamente in tempo a trasformare questo Natale nel migliore della vostra vita, oppure volete vivere il Natale dei salvi e il Natale tipico che vivono le ragazze compresse nel loro meraviglioso ruolo di commessa? L'intelligenza non è sapere che Napoleone fu sconfitto a Waterloo, l'intelligenza non è sapere che i Pirenei sono una catena montuosa che divide la spazio, l'intelligenza è cogliere le differenze fra ciò che è produttivo per la felicità dei tuoi figli e ciò che invece è non produttivo. Quindi oggi prima di fare qualunque cosa chiediti, ciò che farò, compreso mollare oppure non fare azioni, è produttivo per la mia felicità? E' produttivo? Se fai network ti lamenti e polemizzi, questo renderai i tuoi figli felici? Oppure stare su un posto di lavoro tradizionale, lamentarsi e polemizzare e tollerare di essere sofferente per il contratto, renderai i tuoi figli felici? Questo è quello che ogni santa mattina io ricordo nella mia mente, anche se non ho fatto il commesso, ma ricordo esattamente lo stato d'animo, ho vissuto in situazioni analoghe. Eleonora, ti leggerò brevemente. Dall'età di 15 anni mi sono sempre data da fare, ho fatto il tutto, mi sono sempre arrangiata ma mai accontentata. Mi sono battuta per un contratto ed è arrivato solo nel 2019 per avere la possibilità di avviare la mia attività. Dopo aver lavorato con una matta per raggiunto gli obiettivi, un altro livello, in un lavoro che davvero mi piaceva, sono stata mandata in cambio di una lavoratrice in nero. Non posso mai dimenticare il mese di dicembre passato chiusa in quei negozi. Ho finito, avrei voluto oggi mostrarvi i vostri post con l'hashtag ULeader. Evidentemente lo faremo domani. Pochissimi secondi per chiudere questa puntata e vi do due indicazioni tecniche su cose che accadranno nelle prossime ore. Dunque, oggi pomeriggio ore 16.45 ULeader English Class. Pochi minuti di mindset insieme è un pretesto per incrementare, migliorare, praticare e perfezionare il nostro scarsissimo inglese. Lo faremo insieme con Mindset in inglese e qualche traduzione in italiano, giusto per provare a rinfrescarci e fare un po' di training in inglese, considerato che se vuoi diventare un networker professionista è imprescindibile almeno afferrare qualcosa in questa lingua. E confermo che stiamo lavorando. Sto facendo passare questa settimana di grosso lavoro di incentivi aziendali perché poi torneremo a parlare di ULeader Romania in spagnolo, in tedesco, in arabo e anche in francese. Però vi ricordo che dopo domani, oggi è giovedì, sì, dopo domani, sabato 2 ottobre, ci sarà la mattina alle ore 10, Network. Occhio, potrebbe anche essere 9.30 perché poi dopo ho tutta vita io, ho tutta vita con alcuni di voi, quindi potrebbe essere 9.30 o 10, ci sarà Network. Vi scriverò nel gruppo ULeader quello che abbiamo su Telegram, anzi se non ci siete scrivetemi in privato, vi do tutte le indicazioni per entrare nel gruppo, vi spiegherò cos'è Network e vi dirò perché entusiasma così tanto i networkers di questa community. Ci si diverte insieme. E poi sabato successivo ci sarà la maratona ULeader, sarà molto interessante, avvincente, moltissimi di voi saranno protagonisti di questa maratona, alcune ore insieme per vivere lo spirito tipico della community di ULeader. Grazie a tutti voi, grazie per essere stati qui, vi auguro un buon proseguimento di giornata, vi auguro di trasformare questa giornata in un capolavoro e attenzione, ricordate la legge delle 5P. Pensieri polemici portano persone polemiche, vuoi essere circondato da persone polemiche? Pensieri positivi portano persone positive. Non dimenticatelo mai, grazie di essere stati qui, appuntamento oggi pomeriggio alle 16.45 con gli ULeader English e con gli ULeader normale domani alle 8.45. Condividete questa live col pulsante condividi e mettete l'hashtag ULeader, perché durante la maratona faremo l'estrazione di premi tra tutti coloro che condividono queste puntate. Grazie a tutti, appuntamento domani, guardate questo stacchetto e questa sigla. Ciao! FINE TRASCRIZIONE YL-0086

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