YOU LEADER Puntata 175
venerdì 13 gennaio 2023 · ore 22:39
Di cosa si parla
Ti senti un ribelle se non vuoi seguire la strada che tutti considerano normale? In questa puntata parlo di ostinati sognatori e di cosa significa ribellarti nel network marketing: non ignorare le regole, ma mettere in discussione pregiudizi e rassegnazione. Tra sveglia, lavoro e casa, rischi di sentirti un robot. Inseguire un sogno richiede ostinazione e azione, non è una passeggiata. La domanda è: guardandoti indietro, l’ultimo giorno della tua vita, sarai soddisfatto delle tue scelte?
Fa parte del tema Filosofia pratica: tutti gli articoli e le puntate
Trascrizione della puntata
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Good morning! Benvenuti alla puntata numero 175 di New Leader. Benvenuti alla puntata numero 173 di New Leader. Buongiorno a tutti, buongiorno, bentrovati, benvenuti alla puntata numero 175 di New Leader in questo giovedì 9 settembre 2021, pronti a cominciare un'altra giornata per costruire insieme l'atteggiamento giusto.
La prima di oggi è tornata a conquistare il suo primato Giulia Filotto, buongiorno Giulia Live da Arseniano, complimenti per il tuo prezioso intervento ieri nella magnifica Zoom delle Lady Network, sempre di grande ispirazione. Buongiorno Natascia, buongiorno Paola, buongiorno a te, buongiorno Daniela da Porto Torres, Anna Soave, eccomi, dice la nostra amica, buongiorno Federica Live da Crispiano, Linda da Caltanissetta, la bellissima Caltanissetta, Sonia, buongiorno a te, buongiorno Anna, Tumminello da Roma, Paola, Alessia, buongiorno Alessia, Monica Vicentin, la nostra nonna Tecno, Live da Roverè Dumpiano, buongiorno, un'ottima lisina da Orociano Pisano, Anna Maria, buongiorno da Piovene, un abbraccio a te, al tuo bellissimo uomo, Maria, buongiorno da Cinsello Balsamo, Antonietta Martello, buongiorno dalla Calabria, Diana, buongiorno a tutti, Alexia, ciao da Pordenone, Flavio Aio, anzi Ue da Napoli, ciao Flavio, Ile, ciao a tutti da Ro, Cinzia, buongiorno alla nostra Cinzia Sessa, ciao, ben trovata Elena, Live da Vicenza, la bellissima Elena Tiziana, buongiorno amica, buongiorno Manusa, buongiorno a tutti, Alfredo, Live da Taranto, vorrei dire sei bellissimo, l'ho fatto dire da tua moglie, Raffa, buongiorno, Live da Vignola, Sara, buongiorno da Brindisi, cugina bellissima Maria, da Marseille Provence, accidenti, siamo fuori casa, Giulia, buongiorno, Live da Valmontone, Alessia Vacante che fuori casa c'è da un bel po', in Scozia, Esther, buongiorno a te, Simona, buongiorno, Corina, buongiorno da Cosenza in viaggio per tornare a casa, la tua tazza è qui tra le mie mani mentre il caffè si raffredda, Keti, buongiorno da Massacarrara, saremo a Massacarrara tra qualche giorno, buongiorno da Squinsano per Claudia, buongiorno Silvia da Padova, Anna Morelli, buongiornissimo a te, Danila, ciao, ciao a tutti dalla mia postazione di lavoro, Vittoria, buongiorno, Giulia, grazie, prego, Lucia dal Congolo del Cengio, ciao Giada, how are you today, Vittoria, buongiorno, Maira, buongiorno da Castellana Grotte, siamo vicini, siamo vicinissimi, cara Maira, Anna Suave, Mario, propongo di identificare chi con orgoglio arriva sempre terza al Vito più veloce. Sì, chi arriva terzo avrà un futuro meraviglioso.
Stefania, buongiorno da Guidonia, Elena Mica da Carrara, buongiorno a te, Elena Bibia, buongiorno, live da Roma, com'è questo, si è consolidato, io rientro in Italia dopo un bel periodo in Transilvania, ci dobbiamo risentire perché dobbiamo lanciare You Leader Romania, buongiorno da Paola per Gio Dattilo, Sara Trolles da Venezia, buongiorno Emanuela da Roma, Teresa da Civitavecchia, Nenzi Sidotti, live dalla provincia di Messina, Sicilia, Anna, ciao da Mesagne, Marika, live da Vigevano e Simona Ravagnani, buongiorno, live da Villanova, Liguria di Ponente. Questi sono i primi saluti per l'esordio di questa puntata numero 175 che, manco a dirlo, vi piacerà. Parleremo oggi di ribellione, parleremo di quel seme di ribellione che c'è in ogni sano networker, ci divertiremo insieme, vi darò un annuncio particolare legato all'avvio di un'altra esperienza, parleremo, obviously, parleremo anche di questo, di You Leader a Dublino perché da lunedì io e Alessia saremo per circa una settimana in Irlanda.
Vogliamo portarvi tutti con noi, ma ad alcuni un po' di più, quindi poi vi dettaglierò oggi o anche nel corso della giornata come faremo a selezionare questo gruppo di ascolto privilegiato. Tra pochi istanti inizia questa puntata numero 175. Restate incollati lì e nel frattempo condividete la live con l'hashtag You Leader.
Eccoci! Ciao Natascia da Livorno, Barbara, Miku, buongiorno, Mario, ciao ragazzi, Ila, buongiorno da Taranto, sempre più frizzante e bella, Katia, buongiorno da Mantova, Linda, come tutte le tue puntate, Patrizia, buongiorno da Livorno, è stato bello conoscerti, Patrizia, ormai un mese fa, adesso ho perso anche il conteggio, il mio argomento preferito, Always Rebel. Oggi parliamo di ribellione. Buongiorno Roberta, buongiorno a te.
Questa puntata ho deciso di intitolarla Ostinati Sognatori. Se mi stai seguendo in diretta, fai come hanno fatto tutti questi amici, scrivi Live Da, mettendo il nome della città, della regione, delle nazioni da cui mi segui. Se mi stai vedendo in registrata, scriverai Replay Da.
Inoltre, condividete la Live, perché al nostro rientro dall'Irlanda faremo una maratona online, all'interno della quale faremo un'estrazione di alcuni premi, alla cui estrazione parteciperanno solo coloro che giorno dopo giorno condividono le puntate di YouReader. Più puntate avrai condiviso, più ticket con il tuo nome ci saranno nell'urna, per cui conviene se non altro condividere la puntata odierna. Ostinati Sognatori, perché ragazzi il network marketing è la casa dei ribelli.
Voglio darvi oggi delle certezze, quella sensazione latente che ha ognuno di voi di essere un po' in guerra, pacificamente in guerra, è reale. Perché questa attività, il network marketing, è esattamente il posto in cui può essere un ribelle. Cominciamo.
Ribelli, tra virgolette. Diverse volte nell'arco di questi anni ho affrontato questo tema e ho sempre detto che essere ribelle non significa preparare una molotov e lanciarla contro una istituzione. Essere ribelli non significa infischiarsene delle leggi e dei regolamenti.
Essere ribelli non vuol dire essere maleducati, indisponenti e pronti a mordere gli altri. Non è questa la ribellione che intendiamo. Detto questo, il network marketing è la casa dei ribelli.
Perché? Per farcela, per far parte di quel cazzo di 2% che ce la fa, che potrà un giorno essere sempre in vacanza ed essere, come dice l'agenda del Team Tempesta, dove vuoi, quando vuoi e con chi vuoi, per farcela devi avere quel pizzico di sana follia, è fuori di dubbio, ma quel pizzico di ribellione che ti fa andare contro il precostituito, contro il pregiudizio e soprattutto contro chi ti vorrebbe perfettamente normale. Di questo parleremo. Sappiate che, e lo ribadisco, ce la fanno solo gli ostinati sognatori.
Vuoi liberarti attraverso queste industrie, diventare talmente sereno ad avere soldi che lavorino per produrre soldi? Vuoi, non perché i soldi siano importanti, ma vuoi trovarti nella situazione in cui hai serenità finanziaria. Sapete cosa significa avere soldi? Significa poter scegliere. La ricchezza equivale a poter scegliere.
Non fatelo per i soldi, fatelo per lo stato d'animo e per l'opportunità che avrete di poter scegliere cosa fare della vostra vita. Ce la fanno solo gli ostinati sognatori. Perché? Ve ne starete accorgendo se avete messo un piede in questa industria.
Non è una passeggiata farcela. Se fosse una passeggiata sarebbe una truffa. Volete fare soldi facili? Compratevi uno zainetto, fatevi mettere nello zainetto della droga, attraversate qualsiasi dogana, consegnatela a qualcun altro, fatevi dare il corrispettivo, tanto sapremo dove trovarvi.
Perché vi metteranno in prigione, butteranno la chiave, vi porteremo le arance, la torta con la lima dentro, eccetera. Pensate che sia una passeggiata fare network marketing, pensate che sia una truffa. Fare network marketing richiede una ostinazione fuori dal normale, che è esattamente quella con cui il 98% delle persone difende la sofferenza di un lavoro convenzionale, perché la gente si ostina a pensare che si possa soltanto vivere svegliandosi alle sei della mattina o alle cinque per poi dopo una giornata di lavoro rientrare alle dieci.
Si ostinano a credere che quella sia the only way, che sia l'unica strada. E allora, se è vero che c'è quella ostinazione, quel continuare a lavorare duramente in maniera ossessiva per realizzare i sogni degli altri, bisogna anche accettare che ci sia un'ostinazione dell'altra parte. Nel network marketing ce la fanno solo gli ostinati sognatori, sapete perché? Perché tira vento forte mentre tu insegui i tuoi sogni e il vento spazza via chi ha i sogni leggeri.
Provate a vedere se il vento ha spazzato via a me e mia moglie, provate a vedere se il vento ha spazzato via molti dei vostri leader, dei vostri esempi che in questo istante stanno seguendo magari questa puntata di You Leader. Chi ha sogni pesanti, chi si attacca con le unghie al proprio burning desire, non vola via spazzato dal primo vento autunnale. E siccome i soldi sono in un posto scomodo, bisogna scomodarsi per andarli a prendere e per scomodarsi ti devi muovere e solo quando ti muovi si riesce a intuire se riuscirai a prendere i tuoi soldi.
Perché ciò che conta è l'ostinata voglia di farcela. Entriamo nel vivo di questa puntata, non prima di aver letto qualche commento, perché quando si parla di ribellione lo so che c'è quel seme dentro ognuno di voi a cui magari non siete ancora riusciti a dare un nome. Vediamo un attimo di commenti.
È stato un piacere anche per me, dice Patrizia, incontrarci. Damerano, Rebecca, bellissima Rebecca, proprio ieri o l'altro ieri parlavo di te e di Giuseppe con quel famoso amico di Bolzano, che bello trovarti qui. Buongiorno Damerano.
Vanda, buongiorno dall'Atiano ma tra poco vado nella mia mesagna. Roberta da Venezia, siamo nella fase dei saluti. Ciao Debora.
Elisa. Barbara da Rivaltari Torino. Rita, buongiorno, buongiorno.
Miranda. Allora, Anna Suave dice ribelli, cioè ritornare al bello, e quale posto migliore di questo? Vabbè, è niente, è proprio una marcia in più questa donna. Angelica, buongiorno da Treviso.
Allora, è un tema curioso, sì, un tema molto curioso. Allora, è il mio posto, dice Barbara, perché si parla di ribellione. Silvano, buongiorno da Chiampo, dove tanti vedono confini altrettanti, vedono nuovi orizzonti.
Ciao, la perla del signor Silvano Filotto che vorrei non mancasse mai tutti i giorni. Ribellissima Barbara, da sempre. Io mi sento una ostinata sognatrice, dice Linda, per niente è una passeggiata, è una scalata.
Ciao, Cinzia, però nel momento in cui ti realizzi non tocchi con i piedi per terra. Buongiorno, buongiorno, buongiorno. Dunque, il vento spassa via chi ha sogni leggeri.
Perché, ragazzi e ragazze, crederci, nonostante tutto, è tipico dei ribelli. La ribellione sta nel credere prima di vederlo realizzato. È un po' il concetto molto simile a quello della fede.
È una ribellione vedere la propria vision, vederla nel dettaglio e essere certi che se tu vedi una cosa nel dettaglio, che ti genera la voglia di metterti in azione, quella cosa prima o poi sarà tua. Non è facile crederlo. Non è semplice.
Bisogna essere ribelli. E sapete chi sono i ribelli? Sono quelli che dicono no alla rassegnata normalità. La rassegnata normalità, quella da cui veniamo tutti.
Perché se abbiamo aperto un codice in questa straordinaria industria, che è il network marketing, è perché abbiamo assaporato. Siamo stati schiaffeggiati dalla vita innanzitutto, ma abbiamo cominciato ad assaporare quella rassegnata normalità e ci siamo spaventati. Il ribelle è quello che si sveglia all'improvviso e dice, cazzo, ma io tutta la vita devo vivere normalmente come fanno tutti, rassegnato, senza poter progettare? Vi faccio una domanda, rispondete nei commenti, ma come vi sentivate prima di accendere la luce su questo percorso che c'è davanti a voi per diventare delle persone serene? Come vi sentivate? Come si stava nei panni di una persona rassegnata alla normalità? La normalità qual è? Quella che ci insegnano, quella che cominciamo a vivere quando già a cinque anni, sei anni, ci mettono ad un banco di scuola e in cui cominciano a insegnarci a essere in competizione con i compagni di classe, in competizione per avere il voto più alto, perché devi avere il voto più alto perché poi devi uscire da scuola e ti devi sistemare, ti dicono, perché poi devi fidanzarti e magari sposarti ma non prima di aver trovato lavoro e di esserti sistemato, aver messo un tetto sulla testa.
Prenditi un pezzo di carta, trovati una buona moglie, comprati la casa e insegui la pensione. Questa è la rassegnata normalità in cui io ho scelto di non vivere e questo è sufficiente per considerarmi un ribelle. Mi sento un ribelle perché la normalità che va comunque rispettata, che va comunque riconosciuta, non mi avrebbe portato mai ad avere lo stato mentale, la serenità, la posizione che abbiamo ora con con Alessia, con la nostra famiglia, con i nostri amici che creano leadership.
Senza rinnegare mai che ognuno di noi è figlio di genitori che hanno in maniera virtuosa praticato una rassegnata normalità. Tutti i nostri genitori, non conoscendo l'alternativa perché non c'era, hanno vissuto una vita dura e normalmente dura e noi abbiamo anche pensato che potesse essere quella. Invece il ribelle dice no alla rassegnata normalità e poi ci sono quelli razionali, no alla noiosa razionalità.
Questo pensa il ribelle. Chi di voi sta tentando di fare la propria scalata per diventare libero, far parte del 2% che ce la fa? Mette in gioco l'istinto, mette in gioco non la razionalità ma la ragionevolezza. Provate a pensare, ma ragionevolmente io, l'ultimo giorno della mia vita, sarò felice e soddisfatto guardandomi indietro.
Lascia perdere la razionalità che è quella che ti dice prendi il tuo tempo, dallo a qualcuno che in cambio ti danno uno stipendio fisso e abbiamo visto ieri che quando tu regali il tuo tempo dall'altra parte regali assenza. Questa è la razionalità che porta le persone a dire no sai che c'è, non faccio network perché tanto mia cugina non ce l'ha fatta, mio cugino invece sta prendendo un bar, adesso vado gli porto il curriculum e gli dico che mi vuoi assumere per favore giusto magari per lavorare otto ore al giorno anche se magari non mi fai il contratto, mi fai il contratto da tre. Questa è la razionalità.
Un ribelle dice no alla noiosa razionalità ma mette in atto la ragionevolezza che è un concetto molto più preservante per il genere umano e per la nostra felicità. Vediamo un attimo di commenti. Elena, i miei sogni hanno preso potenza da quando sono entrata nel network marketing.
Simona, amen, neanche un giorno di meno camminerò in questo viaggio con i sogni nelle tasche, nelle mani e nella testa contro vento, ostinata, folle, ossessionata. Sto qui nel mio posto, dice la bella Simona, da follina in ritardo. Ciao Silvia, ho follina.
L'abitudine uccide il desiderio quindi no alla rassegnata normalità. Mamma mia che come ammazza la routine. Alfredo hai ragione, ribellione, no alla rassegnazione, no a conformarsi agli altri, sia la nostra unicità e speranza.
Buongiorno Francesca, con l'arcobaleno. Rassegnata è in balia della monotonia, in un labirinto senza uscita, non c'è cosa più imprigionante per un'anima, che sia bella o che sia brutta l'anima. Io mi sentivo un robot che tutti i giorni svolgeva sempre le stesse azioni, sveglia, lavoro, figlia, scuola, lavoro, casa, sveglia, lavoro, figli di scuola, lavoro, casa.
Perché solo quando ti muovi che ti rendi conto di avere le catene e che rimani rannicchiato lì ti sta bene e persino metterai i fiorellini sul davanzale della tua cella non accorgendoti che noi abbiamo magari aperto la porta. Marika io mi sentivo un robot, l'abbiamo visto. Grazie Natascia, male.
Io stavo male quando ero normalmente rassegnata. Di sicuro non hanno fatto uscire il meglio di me. Linda.
Anna mi sentivo persa e andavo avanti per inerzia, non riuscivo a vedere ciò che avevo perché ciò che mi mancava era più importante. Vero Silvia, normalità è vivere una vita di doveri, dimenticando tutto ciò che potrebbe renderci felici. Certo è normale, è normale, viene considerato normale vivere e essere concentrati sul futuro che tu costruisci perché lavorerai duramente.
Ti dicono ma un giorno ne trarrai i benefici, arriverai alla pensione. Lo sapete come diciamo? Le persone fanno fatica a credere alle cazzate dei networkers ma credono che tra vent'anni andranno in pensione. Mayra, ci si può rassegnare la normalità solo per periodi brevi, per sopravvivere? Brava, in momenti particolari, ma poi bisogna prendere in mano la propria vita.
A me la normalità mi sta proprio stretta da sempre. Bravissima Mayra, tornerò a breve su questo concetto che hai espresso tu. Vado avanti perché la prassi, perché devo ma non come voglio, ma a breve tutto cambierà.
Conto i giorni. Anna, anche per te quello che sto per dire tra un attimo potrà essere calzante. Io, eccomi, quando mi è arrivata la lettera dell'INPS con la data presunta della pensione, lì è stato il punto zero.
Ho deciso di vivere finché sono viva. Brava Simona. Andate all'INPS, fate un estratto, oppure se avete lo speed, come insegna l'ottima Giulia Filotto, se avete lo speed entrate nell'istituto previdenziale, andate a vedere, a fare una stima di quando vi arriverà la pensione.
Fatelo! Siate ragionevoli, non siate razionali. Andate a vedere. Ma quando mi arriverà la pensione? Raffa, sistemata? Mai cose normali.
No, grazie, non sono mai stata normale ma un'amante dell'originalità e creatività, quindi non potevo non trovarmi qui. Marika, io voglio essere il due per cento, ci penso tutti i giorni. Io so che ce la farò, dice Linda.
Io, dice Simona. Giulia, mi sentivo soffocare, era tremendo alzarsi ogni mattino e sapere che la mia vita sarebbe stata sempre così, che avrei guardato da lontano i miei figli crescere senza vivere con loro gli anni in cui avevano più bisogno di me. Faceva male, e poi il primo sospiro quando ho conosciuto il network marketing.
Ora si lavora per poter respirare il resto della nostra vita a pieni polmoni, verissimo. Ciao Natalia, dalla provincia di Pavia. Marika, good morning.
Danila, a me dicono che sono pazza perché sto dietro a questo lavoro, non me ne frega niente, non possono capire chiaramente se loro non ci sono dentro, ma se non si sforzano con ragionevolezza di vedere oltre il loro naso. Andare ogni giorno al lavoro sapendo che sarà solo tempo perso perché puoi dare di più è frustrante. Ora il luogo di lavoro è lo stesso, ma ho il mindset del network nel DNA.
A me arriverà tra sei anni e prenderò 700 euro dopo 40 anni che lavoro. A me la pensione arriverà fra sei anni e prenderò 700 euro dopo 40 anni di lavoro. A me la pensione arriverà fra sei anni e prenderò 700 euro dopo 40 anni di lavoro.
A lei la pensione arriverà fra sei anni e prenderà 700 euro dopo 40 anni che lavora. Cinzia andrà in pensione fra sei anni, le saranno riconosciute 700 euro dopo 40 anni di lavoro. Lo sapete che Cinzia andrà in pensione fra sei anni e prenderà 700 euro dopo 40 anni di lavoro.
E perché questo non deve avere un peso nella vostra valutazione? Perché deve avere un peso soltanto la tua impedita di cugina che non ce la fa nel network marketing e allora ti autorizza a dire che il network marketing non funziona? Perché non dai un peso alle stesse parole alle commesse che mai diventeranno adulte facendo le commesse? Alle persone che dopo 40 anni non hanno neanche la certezza che gli basti per pagarsi l'affitto. Perché non diamo un peso a coloro che hanno praticato la normalità soffrendo perché vorrebbero qualcosa di straordinario? Nel 2057 andrò in pensione, l'ho già visto, ma a me non interessa quella pensione, mi interessa andare a Dubai. Ma andiamo gli altri in pensione a 70 anni, dice Natasha.
Don't be afraid to fail and do it for passion or not at all, dice Esther. Non siate, non abbiate paura di fallire, fatelo per passione o non fatelo affatto. Dopo 30 anni, dice Cinzia, accidenti che gran fortuna, scusami, avevamo letto 40.
Pazzesco, dice Natalia. Linda, quante volte mi hanno detto cresce l'azienda e ti aumentiamo lo stipendio e invece non solo non sono cresciuti ma neanche lo stipendio puntualmente mi davano. Attenzione, è chiaro che siamo tutti figli di questo sistema, non è che l'intenzione è quella di sputare nel piatto in cui abbiamo mangiato, ma essere ribelle ha un significato molto sottile e vengo a dire quello che volevo dire a Mayra che aveva lasciato quel bel commento.
Ho sentito dire la frase che vedrete ora in un evento, non ricordo se è stato Meucci a dirlo a qualcun altro ma mi si è schiaffata qui perché è esattamente come vivo io. Essere nel sistema, è opportuno, senza essere del sistema. È chiaro che ognuno di noi ha dovuto fare un lavoro convenzionale per sfamare i propri figli, per costruire la propria casa, per rispondere alle banali necessità di ciò che ti serve, non di ciò che vuoi, di ciò che ti serve, ma un ribelle è nel sistema senza essere del sistema.
Non puoi essere prigioniero del sistema, non puoi per davvero credere alle cazzate che ti raccontano che facendo costantemente un lavoro duro, costante, realizzando i sogni di qualcun altro, prima o poi risorgerai e sarai una persona felice. Questo ti insegnano a scuola, questo ti dicono da quando sei piccolino, ti portano a pensare che, integrandoti nel sistema e diventando del sistema, hai la strada spianata. Qual è la strada spianata? Quello che dicono le statistiche? Lavorare e cambiare almeno 25 situazioni lavorative nel corso dell'anno.
Oppure qual è la normalità? Fare l'imprenditore? Sì, se leggi Millionaire ti viene voglia di fare l'imprenditore tradizionale, perché vedi persone, donne, che dicono di farcela, che raccontano i loro segreti del lavoro tradizionale. Salvo poi magari imbatterti in qualche pubblicità, adesso cerco di coprire anche rigorosamente il marchio, in cui ti chiedono di cominciare a lavorare con un investimento a partire da 2.950 euro. E tu sai cosa fai per aprire questa piccola attività? 2.950 euro, magari li trovi, ma poi ti viene l'idea geniale di essere il più normale dei normali imprenditori.
Ti viene l'idea di aprire un'attività commerciale. Wow, che figata! Mi apro un ristorante, straordinario. Mi apro, sai cosa, un franchising di giocattoli nel centro della mia città, perché i 40 che mi hanno preceduto erano dei coglioni, con me invece il negozio funzionerà, straordinario.
Questa è la normalità. Sì, aprirai un franchising chiedendo a tuo papà o a tuo nonno in prestito 80.000 euro, 120.000 euro. E se dovesse venirti voglia di aprirti un mcdonald sarà quasi 500.000 euro, che tu normalmente, perché tutti lo fanno, onorerai.
Perché è normale che per aprire un negozio ti debba fare un investimento. E allora, cazzo, perché non è normale avviare un'avventura nel network marketing con neanche 30 euro, che sono quelli che spendi in una settimana, soltanto per parcheggiare. Questa è la ribellione.
Andare oltre. La ribellione è quella di svincolarsi da quella rassegnata normalità che ti fa credere che tu possa stare tranquillo, crogiolato sulla maca del sistema. Tu sei nelle tue stesse mani e devi fare tesoro di ciò che raccontano coloro che prendono trambate credendo al sistema.
E sai perché gli altri ti criticano, caro ribelle, cara ribelle? Perché ti vogliono normale, per sentirsi più adeguati. Quando sei deserto, vuoi che gli altri siano deserto. Questa è la ribellione.
Accorgersi di questo innato e incosciente meccanismo delle persone che vogliono farti credere anormale. In realtà sei semplicemente ribelle. E solo il 2% di voi che siete attaccati a seguire questa rubrica, solo il 2% ci sarà l'anno prossimo a seguire YouLeader.
Solo il 2% di voi sarà qui tra un anno in questa industria. Soltanto il 2% di voi diventerà libero grazie a questa industria. Sapete perché solo il 2%? Perché la maniera più normale per essere come gli altri, perché questo è il gioco lì fuori, ti dicono sei diverso, devi essere come noi.
La maniera più veloce per essere come gli altri è mollare. Tu che hai detto oggi di essere ribelle, io sono ribelle, sono sempre stata, lo sarò. Tutti voi che nella vostra testa, nella nostra testa abbiamo riconosciuto quello spirito ribelle, molleremo, mollerai.
Perché la maniera più semplice per essere come gli altri, perché essere come gli altri è facile, anche se nasconde delle insidie terribili. Quello di lavorare 12-14 ore fuori dei propri affetti, lontani, senza poter pulire il culo dalla cacca dei propri figli, quella è la normalità. E molti sceglieranno quella vita facile che poi porta ad un'esistenza dura.
E solo il 2% sceglierà di lavorare duramente per 2, 3, 4 anni. Perché se lo fai con le azioni giuste, nel modo giusto, con l'atteggiamento giusto, il lavoro non dura 30 anni o 40 anni, ma dura molto meno, perché poi si innesca un meccanismo di guadagno. Automatico e ricorrente, lo chiamano.
Non c'è mai nulla di automatico e ricorrente, perché devi sempre essere una persona sul pezzo di ispirazione per gli altri nel tuo marketing. Ma io preferisco essere di ispirazione per tantissime persone, vivendomi la vita. E non di ispirazione solo per i miei figli, perché gli possano dire, lo vedi papà? Da grande sarai come papà, sarai un grande lavoratore come papà.
Anche tu uscirai alle 5 della mattina e tornerai alle 20, perché il tuo padre di famiglia non fa mancare niente alla sua famiglia. Un giorno sarai come tuo papà. Questi cazzi.
E' una minaccia questa qua. E' una minaccia, perché ci vuole più coraggio ad aprire una strada, piuttosto che a mettere i fiorellini sul davanzale della propria cella. Quando la porta è aperta pure.
Ci vuole più coraggio ad aprire una strada, piuttosto che a fare quello che fanno tutti, che non funziona. Se funzionasse, vi direi, laureatevi, inseguite il vostro sogno e diventate professionisti, per poi avere la possibilità di godermi la vita. Se funzionasse, lo farei, lo avrei fatto anche io.
Ci vuole più coraggio ad aprire una strada, ci vuole più coraggio a mettersi in discussione. E' chiaro che tuo marito non ti crede, ti perculeggia e ti sbeffeggia quando parli nei matrimoni. E' chiaro che i tuoi parenti ti criticano.
E' chiaro perché dovrebbero mettere in discussione tutto ciò che hanno fatto per venti, trenta, quarant'anni. Come fai a portare una persona a mettersi in discussione se lui, come un automa, per trent'anni si è svegliato al suolo della sveglia? Se per trent'anni ha lavorato tutto l'anno per avere una finestra per andare in ferie, per divertirsi, in quella finestra è lì, piova o non piova, ti devi divertire quando sei in ferie. Perché il tempo fugge perché poi devi rientrare a rilavorare per poi guadagnarti quel permesso per andare alla recita di tuo figlio, quella altra finestra per le ferie.
E' chiaro che ci criticano e ci considerano fuori dal normale, perché è difficile mettersi in discussione. Non ce la faranno mai a mettersi in discussione. Ogni tanto qualcuno ce la fa a mettere in discussione quando ti rendi conto di una cosa.
Quando ti dici, ma io ho lavorato così tanti anni per poi essere povero? Ma chi me l'ha fatto fare? Chiudiamo con i vostri commenti. Silvia dice proposte di stage non ritribuito a 40 anni nonostante anni di esperienza. Ma per favore no, grazie.
Diana mi dispiace non potrei scrivere un commento in merito perché ti ascolto mentre guido oggi, ma scriverò un post nella giornata di oggi e taggerò la pagina. Dice Diana, Sara quando mi parlano di pensione mi metto a ridere? Zittisco le persone chiedendo semplicemente perché ci credi ancora alla pensione? Ma sì, dice Natalia, attaccano. Io non mollo.
Sara questa domanda è un po' come il ma dai? Eh sì, è così. Questa non è mia, ma è la frase che quando la lessi la prima volta mi aprì la mente, mi fece riflettere e la feci mia. Rita Levi Montalcini disse, nella vita non bisogna mai rassegnarsi a rendersi alla mediocrità, bensì uscire da quella zona grigia in cui tutto è abitudine e rassegnazione passiva.
Bisogna coltivare il coraggio di ribellarsi. Non la conoscevo, rientra tutto ciò che stiamo dicendo in questa definizione. Marika, mio marito lavora in fabbrica dieci ore al giorno per andare in pensione tra vent'anni e ne lavora da altre tanti.
Natascia, vuole coraggio a creare il sogno che ti sei fotografato ed essere ribelle anche per stesso pur di raggiungerlo. Bene, questo è quello che ognuno di noi sente, ma prima di fare, di reagire, di respirare, pensate, ciò che farò oggi è produttivo per la mia felicità perché altrimenti sono tutte parole, sì, tutti felici a dirsi ribelli e poi oggi non farei reazioni. Io vado a vedere i profili social delle persone di questa community, i profili social di tante persone che fanno questa attività e sono fermi, immobili, spenti, vecchi, antiquati e polemici.
E pensate che questo sia produttivo per la felicità? Pensate che sia sufficiente dire io sono ribelle, io ce la farò e poi non mettersi in azione? Pensate che sia la strada giusta dire con me non funziona, il mio upline non è in grado, adesso chiedo a qualcun altro e poi c'hai un profilo. Fermo! Cos'è che fermo? La tua insegnabilità oppure fermo il tuo desiderio? Quando il desiderio bruciante non ti fa fare vuol dire che non sei pronta. Se hai una grande vision non è sufficiente, la vision buona è quella che ti mette in azione, quella che ti mette in moto.
Lasciatevi distrarre dalla felicità e fate. E torniamo a quel concetto, vivi, ama e impara finché sei viva. Vivi, ama e impara finché sei viva.
Perché poi da morti possiamo fare tutti, possiamo pontificare, raccontare, fare i bilanci, possiamo tornare indietro in quell'attimo in cui stai per perdere l'esistenza che ti ripassa tutta la vita davanti, vedrai tutto ciò che avresti voluto fare e non hai fatto. Quindi finché sei viva, vivi, vivi, non sopravvivi, vivi, ama e impara che è ben superiore a studia. Lo studio per carità.
Ma chiudo con una domanda, voi preferite studiare tutta la vita o imparare tutta la vita? Questo è quello che fa la differenza. Chiudo, chiudo. Io credo che non dovrebbe essere così chiaro che qualcuno ci punti così tanto questo dito addosso, perché credo che ognuno debba essere libero di vivere senza essere giudicato.
Io tra un po' non giudico nemmeno gli assassini, per dire, non vedo perché criticare o giudicare me. Ma che ne sai? Giulia, l'ultimo mese che ho passato dentro quel negozio ero presente, sì, ma mentre ero messa in discussione dai miei colleghi io stavo avendo i miei primi risultati dal network marketing. E ricordo ancora quel giorno quando mi chiamarono e mi dissero cosa sta succedendo, io risposi tra un mese vado via.
Ho iniziato a svolgere il network marketing il 16 marzo e il 15 luglio mi sono licenziata. Mettere in discussione è avere un grande sogno, è fare di tutto per onorare il proprio sogno, è tipico dei ribelli. Io non pubblico perché moralmente sono a terra per interferenze esterne.
Ed è la maniera più produttiva per raggiungere la serenità. Io voglio essere felice, la mia app Giulia Filoppi è fantastica e io devo e voglio farcela. Però cerco di uscirne.
Elena, Natasha Sabatino, forza ce la farai, dice Livia. Grazie a tutti voi per essere stati qui. Vi ricordo che tutti voi sarete documentati su cosa accadrà a Dublino ora che prossima settimana saremo con Alessia per questo grande evento, un vasto programma con delle occasioni di gala, ma sceglieremo uno specifico gruppo di ascolto di privilegiati, non so dire l'estensione, in cui minuto per minuto vi porteremo con noi.
Vi comunicherò probabilmente nella giornata di oggi quali sono i criteri e come individueremo queste persone. Grazie a tutti voi per essere stati qui. Condividete questa live mettendo l'hashtag YouLeader perché oggi più che mai è bene che questi concetti arrivino alle persone della vostra struttura perché è con loro, insieme a loro, che dovrete costruire il vostro impero e inseguire la felicità e far parte di quel 2% che ce la fa.
Hashtag YouLeader. Grazie a tutti voi. Appuntamento domani alle 8.45 per l'ultimo appuntamento della settimana per iniziare insieme una nuova giornata con il giusto mindset per arrivare a costruire il proprio impero.
Grazie a tutti. Appuntamento domani alle 8.45. Fate le storie, taggate, condividete, mettete sotto i nomi delle persone del vostro cerchio. Grazie a tutti.
A domani.
FINE TRASCRIZIONE YL-0078