YOU LEADER BOOKS - Puntata 08 - Amica Paura
sabato 29 aprile 2023 · ore 07:55
Di cosa si parla
Assecondi la paura per difendere una debolezza o la affronti per superarla? Con Mayra parliamo di quanto ti spaventa ciò che non conosci o non puoi controllare, dall’interrogazione al viaggio in macchina quando guida qualcun altro. La preparazione può aiutarti, e un passo indietro può diventare una rincorsa. Anche la zona di comfort, se ci stai male, tanto comoda non è. E parlare delle esperienze, anche con i figli, può aiutare a riconoscere le paure e ad affrontarle.
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YOU LEADER BOOKS - Puntata 08
"Amica Paura"
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Trascrizione della puntata
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Va bene. Buonasera a te, bentrovata. Di che parliamo stasera? Con questa cosa di Elon Musk non la sapevo, eh.
Non ero informata, sappilo. No, in realtà hanno tentato con successo, perché la missione comunque è compiuta, di lanciare senza paura il razzo più grande della storia, più alto di cento metri, mi sembra centoventi metri, che sarà quello che in un futuro prossimo porterà fino a cento persone in orbita con obiettivo sbarco su Marte. La missione era provare se il propellente riuscisse a lanciare, a far partire il missile, il razzo, che è partito per bene dopo una manciata di secondi, di 60, 70 secondi, non lo so, però ha cominciato a virare pericolosamente e quindi l'hanno fatto deplagrare, l'hanno fatto esplodere, però tutti battevano le mani, quindi la missione era compiuta.
Quindi comunque è andata, ok. Sì sì sì, soltanto qualche piccolo inconveniente di percorso, come il nostro business che prima o poi esplode. Buonasera Alfredo! Ciao Alf, assolutamente sì, voleremo tra le stelle, voleremo tra le stelle.
Eh, esatto, ci vuole Nasa, ci vuole Nasa, come vedi a me il naso. Buonasera serissima a Elisa. Allora, a te la parola stasera? Allora, avevo voglia e piacere di parlare di un argomento che può essere un po', sai, controverso a seconda del punto di vista dal quale si osserva, no? Perché tante volte la paura può essere vista come un ostacolo o può essere visto come un, diciamo anche un propulsore, se vogliamo, no? Dipende sempre da come la utilizziamo.
Quando è il caso di, come dire, tenerla al di fuori delle nostre cose e quando invece dobbiamo usarla al nostro vantaggio. Quindi, dobbiamo, la domanda che mi facevo è, dobbiamo difendere la debolezza che sentiamo assecondando la paura? Perché poi fondamentalmente di questo si tratta, no? Se sentiamo una debolezza, abbiamo paura di quella debolezza. Quindi assecondare questa, difendere la nostra debolezza assecondando la paura che proviamo oppure combattere la paura per annientare la debolezza? Mi sono, sai quando non dormi che ti fai le domande e tu dici che cavolo pensi prima di dormire tu? Eh, questi sono i dubbi esistenziali che ogni tanto mi pongo.
Non so se lo stai chiedendo a me oppure se la domanda la fai a te stessa? La domanda me la sono fatta anch'io ma io la mia risposta ovviamente già ce l'ho perché conosco Mayra, conosco il suo modo di agire e il suo passato, come si è evoluta anche sotto questo punto di vista, se un'evoluzione effettivamente c'è stata. La domanda io la rivolgo a te e la rivolgo ovviamente anche a chi vorrà risponderci in chat. Vediamo un po' cosa ne viene fuori qui.
Cos'è per te la paura? Non voglio dirtelo io, voglio fartelo, voglio che ti arrivi questo concetto che è esattamente quello che penso io, così. Bellissimo, bello, bello, bello. Sono quelle cose che a me emozionano particolarmente, a parte una musica spettacolare.
Se vuoi sentire freddo anche in piena estate, se vuoi provare i brividi. I brividi, è vero, è vero. Che poi tra l'altro questo video in realtà lo conoscevo, però secondo me è uno di quei video che lo vedi 50 volte e ti dà sempre un'emozione.
E guarda, ti dico, per me la paura è così. La paura è guardare proprio in faccia quello, ciao Tati, stella mia! Allora, dicevo, per me la paura è proprio questo, no? Guardare quello che hai davanti, sentire di avere quella paura, riconoscerla quella paura, magari fare anche quel passo indietro. Ma per me il passo indietro non è mai stato un passo di fuga, è stato una rincorsa.
Io sono stata una persona che in passato ha avuto tante paure, ma ho sempre voluto venirne fuori, perché io non ho mai accettato di lasciarmi fermare da una paura. Ti faccio un esempio. Io ero fobica nei confronti degli insetti, proprio fobica, da attacco di panico, da blocco proprio, e ho voluto superare quella paura quando è nata mia figlia, perché sapevo che se io avessi continuato ad avere quella paura non avrei potuto proteggerla, perché se io andavo in blocco in quella maniera non avrei potuto proteggere lei.
Ciao Cristian! E quindi ho iniziato veramente a fare un lavoro su me stessa per poter distruggere quella paura. Ed ha funzionato, è stato un lavoro che ho fatto. È la prima volta che ho cacciato una vespa che si era posata addosso a mia figlia che era piccolissima, ce l'avevo in macchina.
Mentre guidavo l'ho scacciata con la mano, mi sono sentita cazzoforte. Ho detto, sono una mamma che protegge sua figlia. E da lì è cominciata tutta la mia crescita, la mia lotta nei confronti della paura.
Ogni paura che ho io cerco sempre di combatterla, perché non voglio lasciare che mi limiti nella mia evoluzione. Accolgo le paure, mi piacciono le paure, perché mi insegnano a guardare oltre quello che c'è oltre. Poi ti leggo una cosa.
Sì, quello che c'è oltre. Cosa hai detto, scusami? Poi ti leggo una cosa. Siamo i You Leader Books.
Eh certo, già siamo qua apposta. E tu hai detto quello che c'è oltre. Io sono profondamente convinto che in my humble opinion, secondo me, io penso che, io credo che, le persone abbiano, noi esseri umani abbiamo paura di tutto ciò che da noi non può essere controllato.
Ci sono sfere, settori e circostanze della nostra vita su cui non possiamo esercitare né un controllo né un'influenza. E la paura probabilmente è una forma di grande impotenza, con un punto interrogativo, perché c'è qualcosa che tu non puoi governare. Ti faccio un esempio banalissimo.
La paura dell'interrogazione ha due aspetti. Una cosa di cui abbiamo parlato tempo fa, che per esempio a me collieva tantissimo, anche all'università. Io non ho mai tollerato di essere giudicato da qualcuno che di me non conosce nulla, che poteva farsi un'idea di me solo in base alla mia conoscenza sulla materia.
Ma questa è una mia filosofia, è un mio ragionamento. Ma la paura di un'interrogazione è molto più forte quando tu non hai sotto controllo la materia, quando non hai studiato. È chiaro.
Come ci si sente. Imbattibili. E come viene messa da parte la paura quando tu hai il controllo della situazione, perché magari hai studiato quel capitoletto per bene, perché eri praticamente ispirato, lì la paura non c'è più.
Quindi è profondamente legato al settore, alla sfera, all'argomento su cui puoi esercitare un controllo o un'influenza. Mi fa paura non avere salute. Perché te la manda il Signore, chiaramente, con l'aiuto.
Aiutati, che il Cielo ti aiuta, lo Stile di Vita ti aiuta moltissimo, ma è qualcosa che mette paura, perché è fuori dal tuo controllo. Avere paura di saltare con i paragadute, è una paura atabica, ma non ce l'hanno coloro che sanno bene cosa vanno a fare. Coloro che conoscono bene il meccanismo di apertura o superare l'eventuale problema in fase di caguta, se non deve sapersi, il primo paragadute.
Quindi la paura viene soppiantata poi dall'emozione e dall'adrenalina. Quindi comunque la paura c'è, ed è fortissima quando c'è qualcosa su cui tu non puoi esercitare un controllo o un'influenza. Ho paura di andare in macchina con alcune persone, non con alcune specifiche, in genere.
Preferisco guidare io, perché magari accade l'irreparabile ugualmente, ma ho sotto controllo la cosa. Ho più paura di fare un lungo viaggio se magari non guido io. Questo è l'esempio proprio di come se una cosa non è sotto il tuo diretto controllo può suscitare una paura.
Quindi il nostro lavoro quotidiano, il famoso uscire dalla zona comfort, altro non è che un allargare le sfere su cui possiamo avere influenza. Questo fa la differenza. Assolutamente sì.
Assolutamente sì. Ma io poi credo, tra l'altro, proprio per... Ciao Risa! La paura legata alla non conoscenza. Quella è una cosa che si può assolutamente combattere.
Allora un conto sono le paure che noi abbiamo. Ma sì, vabbè, al di là delle fobie che poi anche quelle, io ho realizzato una cosa grazie alle mie fobie che sono per lo più autoindotte. Perché noi non nasciamo con le paure.
Le paure sono autoindotte dalla vita che ci passa davanti, da quanto ci lasciamo colpire da una cosa piuttosto che da un'altra, eccetera. Tutte le mie paure sono state veramente... Sono uscite, secondo me, dicevo io, dal nulla nonostante fossero cose che avevo sempre vissuto. Magari si riferivano anche alle paure degli altri.
Cioè io ti parlo della paura degli insetti di cui parlavo prima. Io non ho mai avuto paura degli insetti. Io sono cresciuta in campagna.
Però a un certo punto, quando ho iniziato a frequentare meno la campagna e a frequentare di più la città, mi sono lasciata prendere dalle paure che gli altri avevano. Magari degli insetti. E ho fatto mie quelle paure.
Sbagliando. Però non me ne rendevo conto. Ecco perché dopo, quando ho realizzato di avere quelle paure, mi sono fatta la domanda.
Ho detto a me, questa paura mi sta limitando nella protezione nei confronti di mia figlia, ma perché se io l'ho sempre vissuta e non ho mai avuto quella paura, l'ho autoindotta. E quindi ho iniziato a lavorare su tutte le altre paure che avevo, capendo che tutte le mie paure, tranne ovviamente quelle ancestrali, che l'essere umano ha proprio di per natura, distinto, eccetera, alla fine sono tutte autoindotte. E quindi se siamo riusciti a portarle a noi, quelle paure, siamo anche in grado di lavorarci per superarle.
Questo è stato il discorso che mi sono fatto, il lavoro che ho fatto su di me per passarle. Ti posso assicurare che ne ho passate veramente tante. Senti, non c'è nessun dubbio che ognuno di noi debba lavorare per superare le proprie paure.
Prima di farti leggere quello che devi leggere, perché siamo gli leaderbooks, è grazie al cielo. Per fortuna esistono le paure comunque. Per fortuna, perché sono dei validi deterrenti.
Perché aver paura, per esempio, chi fa network marketing, chi ha la fortuna di aver eliminato il problema finanziario, tu hai magari la paura che finisca, di tornare indietro, di tornare a sentirti come ti sentivi quando non avevi una via di uscita. Ti dirò, io penso spesso a questa paura. Penso, ma se un giorno tutto questo dovesse finire, o non riesco ad accedere a questa paura, perché so perfettamente che questo mondo, questo lavoro, è saldamente nelle mie mani, perché sono io il creatore delle circostanze che fanno riuscire o non riuscire.
Lo so, è un po' un azzardo, perché c'è una componente che non è magari controllabile sempre, ma io ho superato sempre tutte le mie paure mettendomi nella posizione di poter essere certo che io posso fare qualcosa. Quindi, a volte, se c'è una paura soverchiante, il segreto è andare incontro e io non proverei questa paura se è andare a realizzare quella soluzione, quella risposta che tu ti dai. Non avrei paura dell'interrogazione se la sapessi.
Siccome non riesco a farlo, provo a impararla a memoria, può essere un escamotage e ti fa quanto meno superare la paura. Come vedi, ho banalizzato, però... No, no, ma la paura alla fine è un'arma. È un'arma al nostro vantaggio se sappiamo come usarla, anche perché, voglio dire, se noi abbiamo paura di un qualcosa che non conosciamo, che non abbiamo fatto, cioè io voglio escludere, ovviamente, le paure quelle ancestrali, perché su quelle non abbiamo controllo più di tanto, però se la paura riguarda fare un'esperienza nuova, non riuscire a fare qualcosa, non sentirsi abbastanza preparati, come dice anche Eva, cioè non riuscire a tenere sotto... Cioè, da questo punto di vista, la paura ci aiuta a dire... Allora, io non voglio sentirmi, come dicevi tu, non voglio sentirmi impreparato, di conseguenza mi preparo.
Sì, è tutto legato allo stato d'animo. Assolutamente, anche perché... E la paura... No, no, vai, vai. Mi arrivi un secondo in ritardo.
No, dicevo, la paura ci aiuta ad essere coraggiosi, in realtà. Non ci sarebbe coraggio se non ci fosse la paura. Assolutamente.
E io di questo sono assolutamente convinta, perché la paura ha la capacità di tenerci fermi e inchiodati lì. Noi la chiamiamo zona di comfort, che poi, a ben vedere, tanto comfort non è. Perché se stiamo male, in quella posizione non è comfort. Sì, la paura ha vari livelli.
È molto legata alla consapevolezza. Già una volta, in una puntata di Unlimited Books, ho raccontato questa cosa, se non erro. Mio padre, da sempre, da quando ero bambino, mi ha sempre detto ricordati che l'automobile, la macchina, altro non è che tanti pezzi di ferro messi insieme.
Ricordati che questi pezzi di ferro possono separarsi, staccarsi, rompersi e può accadere all'improvviso. Guarda, pensare che l'automobile siano tanti pezzi di ferro messi insieme ha generato in me non la paura che una ruota possa staccarsi mentre cammino, ma ha generato in me una consapevolezza che mi porta ad aver affrontato quella particolare dinamica del guidare l'automobile o dell'approcciare alla velocità in una maniera diversa. Come vedi, si può lavorare anche anticipando uno dei talenti della nostra professione.
Sai qual è uno dei talenti della nostra professione? Dire alle persone, tipo anche ai nuovi clienti, lo so che fare magari questo percorso per tornare in forma sarà faticoso e avrai anche paura di non farcela, ma io le conosco queste paure e so esattamente come aggirarle o come superarle. Quindi anche anticipare un sentimento di paura significa conoscerla, conoscere la modalità per limare quel sentimento e insegnarlo agli altri. È fondamentale.
Guarda, mi stai facendo riflettere moltissimo. Noi abbiamo la missione di raccontare alle persone quello che a noi fa stare bene, ma abbiamo anche la missione di ridurre le paure nelle persone. Viviamo in un'epoca, Mayra, in un'epoca in cui siamo al top delle paure.
Ci manca soltanto la guerra in casa e la carestia, perché si chiude il cerchio. Però è un'epoca di paure, di disagi fortissimi. Ecco, abbiamo tra le mani, noi facciamo questo lavoro di relazione con le persone, la possibilità di eliminare, ridurre le paure negli altri.
Ed è una cosa che a me piace fare moltissimo. Assolutamente. Sì, a me piace moltissimo.
Anche a me. Anche a me. Questo è un lavoro, per esempio, che faccio anche sui miei figli.
Il fatto di parlare con loro, spiegare, ascoltarli, serve anche a loro per superare quelle paure che magari ancora non sanno di avere. Però se tu gli spieghi più o meno come va il mondo, nel momento in cui loro si troveranno in una determinata situazione, già il fatto stesso di aver parlato con te la riconoscono. La riconoscono, la riconoscono.
Guarda, ti faccio un esempio abbastanza intimo, tra l'altro. Allora, io, quando ero ragazzina, io non sapevo del ciclo mestruale, perché mia madre, nella sua immensa timidezza e riservatezza, non è che me ne avesse parlato. Però, grazie a Dio, avevo le cugine grandi, più grandi di me.
Quindi, diciamo che, grazie a loro, avevo sentito parlare di questa cosa. Quando ho avuto il primo ciclo, non mi è venuto un infarto, soltanto perché mi avevo sentito parlare dalle mie cugine. Quindi, sapevo che non si moriva di questa cosa.
Ma se loro non mi avessero detto niente, io quel giorno sarei morta di infarto, perché mia madre non me ne aveva parlato. Erano altri, sicuramente erano altri. Esatto.
Ecco perché io con Daniera, invece, sono sempre stata molto tranquilla, aperta nel parlare di questi altri argomenti, come anche con Christian. Perché io voglio che loro, intanto sappiano dalla mia viva voce quelle che potrebbero essere le loro esperienze, a cosa potrebbero andare incontro se. E nel momento in cui si troveranno ad affrontare situazioni in cui potrebbero essere in difficoltà, riconosceranno quella situazione e magari avranno paura lo stesso, ma ne avranno di meno perché la riconosceranno.
Semplicemente non rimarranno bloccati. Questa è la mia paura, non voglio che restino bloccati. Ma questa è anche un affrontare e superare la tua paura di mamma.
Ho paura che i bisogni si trovino impreparati davanti a un evento della vita. Quindi come vedi, come dicevi tu, a volte prendersi cura delle paure degli altri è fondamentale. E un po' è anche la paura, nel nostro lavoro.
Io ho paura che quello che diciamo, non che promettiamo, ma che facciamo vedere alle persone attraverso i nostri occhi, non si realizzi. Io vorrei che tutti fossero contenti, felici, sereni, di fare carriera, di avere un extra, di stare a casa con la propria famiglia. Lo vorrei veramente per tutti.
Ecco, ho la paura che questa cosa non si possa realizzare per tutti. Allora cosa fai? Fai il massimo perché le persone insieme a te si sentano corresponsabili di quello che gli accade. Questo ti permette di abbassare la paura.
Altrimenti non si può fare questo lavoro. Se non sei in grado di gestire questa dinamica è molto complicato. Cosa volevi leggermi? Ora ci arrivo a che cosa volevo leggere.
Per arrivare a quello che volevo leggere volevo dire un'altra cosa. Alla fine, non rinnegare la paura è anche un po' da stupido, secondo me. Nel senso che, quando sento dire, ad esempio, beato te che non hai paura, oppure vorrei non avere paura, in realtà, vivere una vita senza paura significa anche vivere una vita molto più rischiosa.
Perché la paura è il nostro modo di valutare le situazioni e prenderne coscienza. Una persona che non ha paura, invece, corre anche rischi stupidi. Perché non sente... Pensavo, alla fine, chi è che non ha paura di niente? I bambini? I bambini, i piccoli, non hanno paura di nulla perché non sanno che cos'è il pericolo e il rischio.
E probabilmente, non lo so, i psicopatici, i sociopatici, non lo so. Perché non capiscono i rischi che corrono. Cioè, una persona che ha dei problemi di questo tipo non sa cos'è il rischio.
È così, assolutamente. Però mettiti nei panni di un bimbo che non sa andare in bici all'inizio non per paura, ma per mancanza semplice di equilibrio. Poi scopre come funziona, ma la prima volta che cade e che tocca il duro asfalto, gli sviluppa la paura di cadere.
E quella cosa ti aiuta, ti aiuta a perfezionarti più rapidamente, a fare attenzione, a non fare il gradasso come fanno i bimbi, che giocano, fanno, anche se cadono non gli fa nulla. Quindi serve moltissimo che un bambino cada. Serve moltissimo che una persona, un ragazzo o una ragazza, patisca una pena d'amore.
Purtroppo, per quanto doloroso sia, è, ahimè, fondamentale. Perché quando si soffre per amore, è una delle sofferenze, delle stilettate più incisive che possa provare un essere umano. E se non lo sai, se non lo tocchi con mano, non riuscirai a modulare anche il tuo amore, anche a non ferire gli altri, eccetera, eccetera.
Quindi c'è bisogno di provarla, questa paura, per poter dominarla. Allora, ti leggo quello che volevo leggere. È tratto da un libro che a me sta molto, molto a cuore, e che tu conosci, tra l'altro, che ormai è diventato uno dei miei preferiti.
Ce l'ho sempre sul comodino, insieme ad un altro paio di libri che non mollo mai. Ed è questo qua. Ti ricorda niente? Come? Non ci dimentico.
Io lo adoro. L'ho letto già due volte. È una fonte inesaurita.
Guarda quanti punti ci mettono. È spettacolare. E proprio in riferimento alla paura, ricordavo di aver letto una cosa che mi piacque tantissimo la prima volta.
Praticamente l'autrice, Elisabeth Gilbert, è l'autrice del libro Mangia, prega, ama, da cui è stato tratto un film meraviglioso che io ho amato al primo sguardo. Quando infatti tu e Alessia mi avete regalato questo libro, ho visto l'autrice e ho detto che c'è una dedica. Infatti lì dietro, in quella libreria alle spalle, lì hai proprio l'altro libro di Elisabeth.
Ce l'hai proprio lì. Dove c'è Mangia, prega, ama, là ce l'hai. Ce l'hai lì dietro.
L'ho visto una volta venendo a casa tua. Non ce l'ho, Mangia, prega, ama. Mi manca.
Non l'ho comprato. Ma tu ne sei sicura? Ne sei sicura? Io ricordo di averlo visto là. Non vorrei dire una festeria.
No, no, no. Giuro che mi manca. Ma è nella mia wish list.
L'ho convintissima di averlo visto. Allora, praticamente l'autrice parla della paura perché lei è stata una persona molto fobica e la madre ha combattuto per tutta la sua adolescenza praticamente contro tutte le paure della figlia dicendole di essere molto di più rispetto alle sue paure. Quando lei effettivamente si è resa conto di questa cosa, non ha più combattuto neanche lei stessa contro le sue paure, accettando il fatto che avere paura fosse una cosa normale, ma da quel momento in poi non avrebbe più permesso alle sue paure di prendere il comando sulla sua vita, perché invece lei aveva lasciato che la paura la limitasse praticamente in tutto.
Quindi, nel momento in cui ha capito che voleva fare anche la scrittrice, per lei era un grandissimo salto nel vuoto, perché capirai che vivere di scrittura non è così tanto facile, però lei quello voleva fare aveva capito che non doveva combattere quella paura e che se lei non combatteva la paura, la paura non combatteva contro di lei, aveva questa sensazione qua. Quindi che cosa ha fatto? Praticamente ogni volta che doveva iniziare un nuovo progetto una nuova avventura, aveva scritto questa lettera e se la raccontava, e diceva così aveva scritto questa lettera alla paura carissima paura, io e creatività stiamo per intraprendere un viaggio insieme salto un po' a una parte dice, c'è tanto spazio per tutte perciò mettiti comoda ma non dimenticare che io e creatività siamo le uniche a poter prendere decisioni, riconosco il rispetto e il fatto che fai parte di questa famiglia e non ti escluderò mai da nessuna attività ma i tuoi suggerimenti verranno ignorati ti è concesso un posto a sedere e la possibilità di dire la tua ma il tuo parere non è determinante non è il permesso di toccare le mappe né di suggerire deviazioni o armeggiare con l'aria condizionata ma soprattutto mia cara vecchia ben nota amica, ti è assolutamente proibito guidare io l'ho trovata molto molto bella questa lettera perché io mi ci sono rivista in questa cosa e rivedo veramente tante dinamiche di tante persone che conosco e che lasciano che la paura invece si metta al volante durante il viaggio della loro vita e questa cosa non dovrebbe essere permessa alla paura perché la paura ti fa stare ferma ti blocca è noiosa la paura Mario è noiosa la paura perché non regala finale a sorpresa questo è quello che succede quando si tirano i remi in barca quando non si ha entusiasmo si perde vision è un demone, la paura è un demone che prende il sopravvento e riempie gli spazi che tu gli lasci la paura a Yurida stamattina parlavamo della solitudine quella fruttuosa quella produttiva quella che ti porta ad avere un dialogo con te stesso ma sono persone che hanno paura della solitudine e che non fanno nulla per riempire le loro giornate, quindi la paura è soverchiante, avanza e un po' sai come, come l'acqua l'acqua trova sempre una strada per uscire da qualche parte quando i tubi non sono collegati bene oppure l'acqua di colori idraulici trova sempre la sua strada la paura è così va a riempire quella mezza parte di bicchiere perché tu potrai essere felice ma ti manca qualcosa quel dirlo così innesca la paura che poi prende il sopravvento quindi anche l'atteggiamento la postura, la fisiologia la mentalità, il mindset il feeling quel video che abbiamo visto perché poi la paura fondamentalmente non si spiegherebbe altrimenti perché ad alcuni fa paura qualcosa ad altri no quindi vuol dire che obiettivamente non esiste la paura ma è una proiezione del nostro stato d'animo e più siamo debilitati più paura abbiamo del mondo più non abbiamo più siamo pigri più aumenteranno le paure più non ci muoviamo più abbiamo paura che l'azienda non funzioni che fallisca che non ce la farò mai meno ci mettiamo in azione più arriva la sorella paura infatti questa puntata l'abbiamo chiamata sorella paura perché sorella paura ha una connotazione che può essere positiva o negativa ce l'abbiamo a fianco ci cammina accanto ed esattamente come tu hai letto nel libro dell'amica Elisabeth è una compagna di viaggio poi l'ultima cosa che dico io e la creatività dice l'autrice non c'è niente di più prezioso di un essere umano che nasce unico e creativo c'è proprio la la sinfonia di perfezione di ognuno di noi è essere unico, irreplicabile perché uno di noi è irreplicabile è creativo scusa sei una donna ma quella cazzo di creatività che poi viene mortificata magari a scuola perché tu avresti voglia di essere creativo nei primi anni della tua vita invece devi stare lì devi alzare la mano prima dei compagni non per il gusto di far vedere non per il gusto di condividere un sapere ma per il gusto di arrivare prima perché hai paura che ti mettano un voto negativo perché la mamma le sue paure le butti su di te quindi la creatività e la serenità vanno a farsi fregare subito appena vieni calato nel contesto in particolare quello scolastico ma è la creatività che muove tutto assolutamente sì in un libro di Steve Chandler si parla di creatività e fa sempre l'esempio che io ho fatto tante volte di Elvis Presley un genio della musica una persona che fondamentalmente non ha inventato nulla, è stato geniale ha creato unendo tante cose che già esistevano i geni i creativi sono persone che hanno la libertà e la follia di combinare elementi chimici, loro che tirano fuori qualcosa che non esisteva prima, ma gli elementi esistono in natura quando ci fanno capire che invece non abbiamo ciò che serve per funzionare noi non siamo abbastanza è come se ci togliessero un elemento chimico e quindi non funzionerà mai e ci vengono fuori ma il discorso è sempre quello, ognuno ha la sua creatività ognuno ha il suo modo io sono stata troppo nelle paure però crescendo sto cercando di superare ma l'importante è quello mettersi in gioco e cercare di superare le paure, anche perché io penso una cosa al di là di quando dobbiamo fare veramente qualcosa che può mettere a rischio per esempio la nostra vita eppure tante persone lo fanno quotidianamente per lavoro per necessità mettono a rischio la propria vita però fondamentalmente se noi non stiamo mettendo a rischio la vita di nessuno alla fine, avere paura di fare per esempio questa attività avere paura di fallire nel fare qualcosa alla fine anche se fallisci cosa può succedere mai? Hai fatto un'esperienza hai fatto un esempio estremo perché comunque il fallimento è una parte dell'esperienza però sai, a volte il fallimento come ce lo fa vivere la società moderna può essere veramente frustrante, però noi abbiamo delle paure veramente insensate paura che il cliente ci dica no paura che una persona e se ti dice sì? e anche se dovesse dimetti no ma il concetto è questo quanti schiaffi abbiamo avuto nella vita quante pugnalate quanti schiaffi ci ha dato la vita di cos'altro possiamo avere paura che una persona ci dica no perché ci relazioniamo e magari vuole acquistare i prodotti e poi dice no allora le persone non vanno in azione perché hanno paura della frustrazione ha ragione quando Lisa dice ci sto combattendo e sto cercando di superare però bisognerebbe fare come quel video lì in realtà poi la paura è inconsistente te ne accorgi perché se vai direttamente contro di inconsapevolezza è incontro, si dissolve o quantomeno arretra arretra e te lo può dire uno che, lo dico tante volte non sa fare niente bene nella vita, io non c'è una cosa che sappia fare bene fino in fondo ma so fare di tutto un po' e questo mi permette di non avere paura di nulla perché alla necessità vado ad approfondire e cerco di fare quindi non ho la paura del non essere inadeguato. Ci ho lavorato, sai come? Con un po' di scialla e con un po' di consapevolezza che io agli occhi degli altri in realtà appaio di più di ciò che io sento di essere perché a volte abbiamo paura degli altri, invece gli altri magari hanno una grandissima stima di noi e noi ci autolimitiamo, ci depotenziamo per la paura di ciò che pensano gli altri.
Questa cosa è depotenziante perché ci fanno credere che gli altri pensino male di noi, in realtà non è così. Allora ci depotenziamo e la paura fa il suo gioco e ci guida esattamente come diceva la vecchia paura nel libro di Elizabeth Gilbert. Non mi sembra che si chiami? Sì, sì, assolutamente.
Mi è piaciuta moltissimo questa puntata. Io ho un libro, sempre di Steve Chandler in inglese, si chiama Fearless, senza paura. Il titolo è Un martello sospeso su sai quei fiori, quei fiocchi di cotone, come si chiamano, quelli che in primavera soffiano e volano via? Ecco, tu pensa questo batuffolino con un martello pendente sul batuffolino e il martello che si ferma e il batuffolino che senza paura sta là sotto.
Così dovremmo essere perché alla fine quel martello si abbassa solo nei momenti in cui noi ci dichiariamo sconfitti e invece combattere la paura la fa svanire, esattamente come nel filmato della donna contro il lupo. Va bene? Bene. Grazie.
Grazie a te, Mario. Mi è piaciuta molto questa puntata. C'era più luce alle tue spalle quando abbiamo iniziato, era illuminata la libreria, ora in realtà lo vedi scuro perché sta calata la tenebra.
Sì, sono vicino alla finestra. Sono vicino alla fine stra. Se dovessi interrompersi la linea adesso, sono vicino alla fine ops.
Grazie a te, grazie a Eva, a Lisa, ho messo il link Amazon, anche se io non amo molto acquistare i libri su Amazon, ne devo dire la verità, toccare materialmente il libro, andarselo a scegliere, averlo subito tra le mani ha un altro sapore in libreria, quindi vi consiglio sempre di andare nelle librerie fisiche, però Amazon ci dà una mano, quindi ho messo il link di Big Magic. Io quando posso vado alla Feltrinelli. Amo proprio immergermi nei libri e sentire proprio l'odore della pagina, scogliere eccetera.
Però siccome purtroppo nel mio paese una libreria non c'è, quindi non c'è un negozio di libri, e dovrei aspettare di andare a 30 km per comprare un libro, spesso acquisto su Amazon in realtà. Però quando andiamo in negozio con Danila... Sono dolori, sono dolori. Lo so, lo so.
Ottimo show. Va bene. Grazie a te.
Grazie a tutti, grazie a te Mario per essere stato accanto anche oggi. E ci vediamo la settimana prossima. Grazie di cuore, assolutamente.
Adesso partirà la sigla. Grazie, grazie. Alla prossima settimana.
Ciao.