La vita scorre. Il punto è come la attraversi.
Partiamo da una cosa semplice.
Ci sono persone che aspettano. Aspettano che le cose migliorino, che il momento sia giusto, che qualcuno le aiuti a fare il primo passo. E nel frattempo la vita passa. Non in modo drammatico. Silenziosamente.
Io non sono così. O meglio: ci sono passato, e ho scelto di uscirne.
Mi chiamo Mario Antonelli. Sono brindisino, classe 1970. Ho fatto il militare, il giornalista, poi ho scoperto il network marketing e non ho più smesso. Con mia moglie Alessia abbiamo costruito il Team Tempesta e la community You Leader. Ho anche scritto un libro, No alle minchiolanze, che dice già tutto dal titolo.
Ma non è di questo che voglio parlarti adesso. Voglio parlarti di una cosa che mi ossessiona da anni: il modo in cui le persone si ostacolano da sole, senza rendersene conto.
La motivazione che non serve
Ho visto tante persone spendere soldi in corsi, weekend intensivi, esperienze estreme. Carboni ardenti, bagni nel ghiaccio, salti nel vuoto. Tornano a casa carichi, convinti di aver svoltato.
Poi passa una settimana. Torna il lunedì. Torna la routine. E tutto è esattamente come prima.
Il problema non è il corso. Il problema è che il cambiamento non funziona per shock. Funziona per abitudine. Funziona quando ogni giorno, anche quando non hai voglia, scegli di fare una cosa in più rispetto a ieri. Piccola, concreta, reale.
Gandhi lo diceva in modo ancora più diretto: le azioni esprimono le priorità. Non quello che dici di volere. Quello che fai ogni giorno.
La trappola del "quasi pronto"
C'è una forma di rimandare molto elegante, quella che si maschera da prudenza.
"Leggo ancora un po' prima di iniziare." "Aspetto di capire meglio come funziona." "Non sono ancora pronto."
Sembra saggezza. In realtà è paura. E più la assecond, più diventa grande.
La verità è che non esiste il momento perfetto. Esiste il momento in cui decidi di partire lo stesso, anche se hai paura, anche se non sai tutto, anche se potresti cadere.
Serenità, non felicità
Una cosa che ho capito con il tempo: ho smesso di rincorrere la felicità.
Non perché non mi piaccia essere felice. Ma perché la felicità è un picco. Arriva, dura poco, poi passa. E se costruisci la tua vita intorno a quella sensazione, passi il tempo ad aspettarla o a rimpiangere quando se n'è andata.
La serenità è diversa. È più silenziosa, meno spettacolare. Ma è stabile. Ce l'hai anche quando le cose non vanno, anche quando sei stanco, anche quando fuori piove. E la cosa più importante: non la trovi fuori. La trovi dentro, quando smetti di dipendere da tutto ciò che non controlli.
Cosa faccio qui
Questo blog non è un posto dove venire a sentirsi dire che ce la farai.
È un posto dove alzare lo standard. Il tuo.
Scrivo di mindset come pratica quotidiana. Di scelte difficili. Di quelle cose che sai già ma fai fatica ad applicare. Scrivo per chi è stanco di stare in superficie e vuole qualcosa di più solido sotto i piedi.
Se ti riconosci in quello che hai letto, sei nel posto giusto.
Benvenuto.
Mario Antonelli