Mario Antonelli
I grandi Visionari

Jasmine Paolini, crescere e cambiare anche dopo le finali

Dalla prima racchetta ricevuta dal padre alle finali Slam e all'oro olimpico: la storia di Jasmine Paolini raccontata attraverso i passaggi concreti, non solo i trofei.

26 ottobre 2026

Jasmine Paolini
Jasmine Paolini in gara a Cincinnati 2024 ( Navin75 , CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons)Licenza: CC BY-SA 2.0Navin75, CC BY-SA 2.0

C'è una domanda che ti fanno da bambino, e a cui rispondi senza pensarci troppo: «cosa vuoi fare da grande?». C'è chi risponde con una lista di alternative, per sicurezza. Jasmine Paolini, quando le hanno fatto quella domanda, ha risposto in un altro modo: «Non ho mai avuto un piano B. Quando mi chiedevano cosa volessi fare, il tennis era l'unico piano». Lo ha detto a Sky Sport, e la frase è stata riportata dal Corriere dello Sport nel dicembre 2024.

Non è una frase da insegna. È la descrizione di una scelta presa presto, con dentro anche il costo delle sue conseguenze.

Chi era

Nasce il 4 gennaio 1996 a Castelnuovo di Garfagnana, in Toscana. La famiglia: il padre Ugo, la madre Jacqueline Gardiner, che ha origini polacche e ghanesi, e un fratello, William. A cinque anni riceve dal padre la prima racchetta, come racconta lei stessa in un'intervista a Vogue.

La carriera cresce a passi che da fuori sembrano lenti. Nel 2021 vince a Portorose il primo titolo WTA del singolare. Nel 2024 arriva la stagione che la mette al centro del tennis mondiale: vince il WTA 1000 di Dubai, raggiunge la finale in singolare al Roland Garros e quella di Wimbledon. Sono finali disputate, non titoli vinti, e la differenza non è un dettaglio: è tutta la sostanza di questo racconto.

Sempre nel 2024, con Sara Errani, conquista l'oro olimpico nel doppio femminile a Parigi.

Il punto di svolta

Il 2025 comincia con un male alla caviglia durante il match contro Sofia Kenin a Dubai. Finisce l'incontro, poi si ritira dal doppio. Alcuni giorni dopo, il 31 marzo, annuncia la separazione professionale da Renzo Furlan, l'allenatore con cui aveva lavorato per dieci anni. La decisione è documentata dalle fonti: non serve aggiungere aggettivi sul quanto sia stata dolorosa, perché nessuno ce l'ha detto direttamente.

In quello stesso periodo parla in un'intervista del lavoro fatto sull'autostima con una psicologa, e della difficoltà iniziale a prendere il telefono e chiamarla. È un dettaglio che dice molto: chiedere aiuto non è facile nemmeno per chi, in campo, sembra non tremare mai.

Poi la stagione riparte. Nel 2025 vince Roma in singolare e, sempre con Errani, in doppio; insieme conquistano anche il doppio del Roland Garros.

Cosa possiamo prendere da lei

Prima cosa: arrivare in finale e vincere il titolo sono due fatti diversi. Paolini ha perso due finali Slam in singolare nel 2024 e ha vinto, l'anno dopo, un titolo Slam in doppio. Nessuna di queste tappe cancella l'altra. Una finale persa non è un fallimento: è una tappa con dentro tutto il lavoro che ci ha portato.

Seconda: cambiare una collaborazione dopo dieci anni non significa negarne il valore. Il percorso con Furlan resta la base su cui la carriera è cresciuta. Dire «ora mi serve qualcos'altro» e «grazie per quello che abbiamo costruito» sono due frasi che stanno benissime nella stessa bocca.

Terza: il lavoro sull'autostima è un lavoro vero, con una difficoltà iniziale concreta — quella di fare la telefonata. Non è un tema da libretto di motto: è un gesto pratico, che si può rimandare per anni e che cambia il modo di stare dentro i match. E dentro i giorni normali, che sono la maggior parte della vita di un'atleta, anche quando i tabelloni dicono l'opposto.

Alla consultazione di ottobre, il profilo del Roland Garros la indicava intorno alle posizioni 35 in singolare e 29 in doppio: numeri che si muovono ogni settimana, e che raccontano una fase, non una persona.

La frase che resta, alla fine, non è quella dei trofei. È quella del piano B assente: quando il piano è uno, la domanda non è se valga la pena continuare, ma ogni giorno come si prende cura del piano che hai scelto.

Riferimenti

Questo contenuto è stato realizzato a partire da fonti reali e autorevoli, con il supporto dell’intelligenza artificiale generativa e la supervisione della redazione.

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