Biagio Conte, restare a Palermo invece di partire
Lasciò una famiglia agiata per l'eremitaggio, poi scelse di restare accanto ai senzatetto di Palermo. La storia di Biagio Conte e della Missione Speranza e Carità, che continua dopo di lui.
26 ottobre 2026

C'è una domanda che si fa raramente, perché dà fastidio: quando il piano che hai fatto per la tua vita incontra una strada diversa, meglio aperta davanti a te, lo abbandoni o lo rivedi?
Biagio Conte se l'è trovata davanti in modo molto concreto. Aveva in testa di partire per l'Africa, come missionario. Era tornato a Palermo solo per preparare quella partenza. E poi, guardando la città dove era nato, ha cambiato destinazione.
Chi era
Nasce a Palermo il 16 settembre 1963, in una famiglia agiata di imprenditori edili. A sedici anni lascia la scuola e comincia a lavorare nell'impresa di famiglia. Una vita già tracciata: l'azienda, gli affari, la continuità.
Il 5 maggio 1990, a ventisei anni, lascia la casa paterna. Rinuncia alla vita agiata e comincia un'esperienza di eremitaggio nell'entroterra siciliano. Poi un pellegrinaggio a piedi verso Assisi. La famiglia, che non lo sapeva dove fosse, si rivolge persino alla trasmissione Chi l'ha visto?; lui interviene in diretta per spiegare il proprio cammino. Nel racconto autobiografico riportato dal sito della Missione c'è una frase che dice il senso di quel periodo: «non avevo nulla con me, eppure era come se avessi tutto».
Il punto di svolta
Nel 1991 torna a Palermo con l'intenzione di partire per l'Africa. Di fronte alla povertà della città — i senzatetto che dormivano sotto i portici della Stazione Centrale — il progetto cambia. Non parte. Resta.
Prima viene il lavoro informale, di strada. Poi, nel 1993, dopo proteste e un digiuno, ottiene alcuni locali in via Archirafi: lì nasce la Missione Speranza e Carità.
Il 2018 porta Papa Francesco a pranzare nella sede storica della Missione, durante la visita a Palermo. Nel giugno del 2022 rende nota la diagnosi di un tumore al colon. Muore a Palermo il 12 gennaio 2023, a 59 anni.
Cosa possiamo prendere da lui
Prima, una precisazione. Questo ritratto non vuole fare predica, e il punto di Biagio Conte non appartiene a una religione in particolare: appartiene a chiunque si sia mai chiesto se il progetto fatto per la propria vita sia ancora quello giusto. I fatti, qui, si raccontano per quello che sono.
Prima lezione: una destinazione si può rivedere senza tradirla. Conte voleva andare verso i poveri, e il progetto lo portava in Africa; il viaggio si è fermato sotto i portici della stazione di casa sua. Il criterio che teneva — stare accanto a chi non ha niente — è rimasto identico. È cambiata solo la distanza.
Seconda: dal gesto improvvisato alla struttura ci vuole tempo e persistenza. Il lavoro di strada del 1991 e la sede di via Archirafi del 1993 sono due momenti della stessa cosa: prima il gesto, poi l'organizzazione che rende il gesto duraturo. Entrambe le fasi contano, e una senza l'altra non regge.
Terza: la continuità di un'opera passa anche dalla successione. Dopo la morte del fondatore, la guida della Missione è passata a don Pino Vitrano, il cofondatore. Un'opera vera non è la prolungazione di una persona: ha dentro di sé il passaggio, e lo aveva preparato.
Alla consultazione di ottobre 2026 il sito della Missione la presenta come attiva, con sette comunità e centinaia di persone accolte: un dato dichiarato dall'organizzazione, su una pagina senza data di aggiornamento esplicita, quindi da leggere con la giusta prudenza. Ma resta il punto, che vale per tutti: molte delle cose che danno senso a una vita non cominciano con un grande piano. Cominciano con uno sguardo gettato in una direzione che non avevi previsto, e con la volontà di fermarsi lì.
Sul sito c'è anche il ritratto di don Roberto Malgesini, un altro uomo che ha fatto della presenza il suo mestiere: due storie diverse, con un criterio in comune.
Riferimenti
- Missione Speranza e Carità – La storia di fratel Biagio Conte
- Missione Speranza e Carità – Sito ufficiale
- ANSA – La morte di Biagio Conte
- Vatican News – Chi era fratel Biagio Conte
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